” La democrazia e’ più faticosa di un sistema autoritario , rinchiuso nel potere di qualche boss di turno. Mi sembra che si incominci a capire tanto, a partire dal fatto che amministrare negli scampoli delle ferie non si può .” GL

GLamberti
“Stiamo discutendo in Commissione accanitamente di come sia urgente mettere in discussione subito, nel prossimo consiglio del 19 , la vicenda degli indonesiani e di Gallanti.
Una procedura di urgenza richiesta da Giannini, dalla Bartimmo e dal sottoscritto.
La commissione ha accettato con qualche distinguo di chiedere che Bianchi faccia quello che viene richiesto da tutti, per evitare che si lasci questa storia dentro una stanza e dentro una intervista.
La democrazia e’ più faticosa di un sistema autoritario , rinchiuso nel potere di qualche boss di turno.
Mi sembra che si incominci a capire tanto, a partire dal fatto che amministrare negli scampoli delle ferie non si può .
Parliamo di lavoro e di cose serie, non certo di sciocchezze e gossip.
Peraltro Picchi ha confermato di come l’amministrazione non sia ancora stata coinvolta in questa storia.
Tutto si ridurrebbe in una affissione di una richiesta all’albo degli atti pubblici della AP.
Ma non credo che chiunque presenti una domanda al Presidente, quella che sia, venga affissa all’albo. Sarà , ma mi sembrerebbe strano.
Mi sembra che nessuno voglia essere piu’ preso in giro. Davvero non se ne può più .”

API Livorno

“Il coordinamento di API Livorno ritiene sempre più urgente mettere al primo posto dell’interesse delle forze politiche e delle istituzioni le tematiche del lavoro, in una situazione di crisi come quella che attraversa la nostra città.
In particolare , per quanto riguarda il porto, ritiene del tutto improprie e fuorvianti le recenti iniziative della Autorità Portuale che, in modo autonomo e senza collegamenti con le istituzioni locali,  invece che porsi l’obbiettivo di coniugare le prospettive di sviluppo da tempo in campo sul nostro scalo, con nuove proposte di investimento, lascia che si alimenti il rischio di contrapposizioni non governate che rischiano di danneggiare sia il lavoro esistente che quello che dovrebbe essere acquisito.
In questa ottica non è possibile scavalcare corrette procedure ed il rispetto di atti di programmazione in vigore, come e soprattutto lo stesso Piano Operativo Triennale, tuttora in vigore , grazie ad una proroga recentemente richiesta al Ministero dalla stessa presidenza della AP. Per non parlare della preadozione del Piano Regolatore Portuale, appena avvenuta nel giugno scorso, che non può essere considerata carta straccia. Giuste, quindi le profonde riserve, anche dello stesso Segretario del PD cittadino, che si condividono pienamente.
L’API manifesta , altresì, solidarietà e comprensione per le vicissitudini della ditta Bellabarba e dei suoi lavoratori, vittime incolpevoli di amministrazioni che non riescono a difendere e garantire la correttezza del proprio stesso operato. Non è accettabile che autorizzazioni rilasciate secondo  le norme , vengano poi disconosciute dalla amministrazione stessa e non sostenute adeguatamente in ogni sede, assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità. Le decine e decine di posti di lavoro a rischio, per questa vicenda, non sono frutto del destino , ma di evidenti carenze di chi ha , dopo lunga istruttoria, rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie.
Api, alla vigilia di una nuova fase poltica  caratterizzata da elezioni politiche di vitale importanza per il paese, auspica che non si giochi a rimpiattino e che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, sia in sede politica che istituzionale,  e si operi con la massima urgenza, fuori da logiche di parte a da strumentalizzazioni di ogni tipo, per sostenere e promuovere ogni occasione di lavoro presente e realizzabile sul nostro territorio.”
 
 
 
 

Annunci

8 Responses to ” La democrazia e’ più faticosa di un sistema autoritario , rinchiuso nel potere di qualche boss di turno. Mi sembra che si incominci a capire tanto, a partire dal fatto che amministrare negli scampoli delle ferie non si può .” GL

  1. Sirio ha detto:

    Questo dovrebbe essere il momento in cui dopo 8 anni,si concludono le cose,invece si continua a fare confusione e dare l’idea che ancora oggi manchi anche solo un’idea di città.Il biodisel in banchina mi pare una puttanata degna di nota,che bypassa tra l’altro le indicazioni e le anticipazioni sul prg portuale.Tanta confusione,e tanto niente come per il Lotto Zero,ed il fantomatico nuovo Ospedale che ha fatto perdere le tracce di se,di certo non ci sono soldi per la viabilità primo enorme e colossale problema del futuro presidio sanitario.Tante chiacchiere fanno,ma poi l’unica cosa che rimane da cronacare sono dei topi in una scuola elementare,chiusa per mancata disinfestazione.Ma che città e’ diventata Livorno?

  2. Kinto ha detto:

    Prima gli indiani di Rossignolo,
    ora gli indonesiani di Gallanti,
    aspettiamo i cingalesi per il monoblocco sanitario a Montenero
    e avremo ridipinto il mappamondo di ogni genere di menata.
    ma lasciar lavorare,o cercare di incrementare il lavoro delle ditte livornesi
    gia operanti , e che danno lavoro stabile ai livornesi
    no?
    e non solo sul porto ,
    anche il caso Bellabarba e’ altro sanguinoso esempio
    di come non si dovrebbero governare i processi
    sulla pelle dei lavoratori,e non solo.
    Saluti

  3. A noi piacciono tutti, indonesiani, genovesi, fiorentini,salernitani e via dicendo. Basta che non vengano a Livorno con lo scopo di spiegarci come va il mondo e fare come gli pare.
    Poi ci sarà il tempo per aggiustare il tiro e capire che gli atti di autorità senza avere l’autorità non funzionano, a Livorno, come a Genova e come a Salerno . Prima si fa, meglio e’ per tutti e per la citta’ soprattutto

  4. St. John ha detto:

    >anche il caso Bellabarba e’ altro sanguinoso esempio

    caro kinto, il sanguinoso esempio, quello vero, te lo faccio vedere tra poco. Bellabarba aveva a libro paga un membro della commissione ambiente della provincia (fatto pubblico e documentato) poi ha preso un ex assessore del Pd, ha avuto, come dire, comprensione in quella famosa commissione zio-nipote. Non ne farei un martire della politica :) nè un massacrato dai giudici giacobini. Ma il problema di Bellabarba è molto più profondo delle vicende di cronaca. E’ l’esaurirsi di un modello di business politica-impresa. Ce la possiamo prendere con i magistrati, con chi usa i periti come arma contundente..tutto quello che si vuole. Il profitto ha leggi ferree e ci dice che un modello di relazioni sociali non produce più ricchezza. Cosa incomprensibile secondo il pessimo articolo di Lazzeri di oggi. Che fa il paio con quello di Cruschelli, su altra testata e altro tema, dove si vede che chi fa opinione pubblica a Livorno non ha strumenti per pensare il nuovo. Anzi c’è la convinzione che il livore verso la “politica” o gli “sprechi” sia ciò di cui si ha bisogno.Non ci siamo ma nemmeno per un secondo.
    Ecco quindi il vero sanguinoso esempio, altro che Bellabarba. Caterina Falleni, 23 anni,livornese. Ha inventato il frigo senza corrente, negli Usa se la sono bevuta.Questa se saputa coltivare dava, fin da subito, tanto lavoro. E in un settore di punta altro che l’Edilporto in una città di case sfitte o fare la guardia ad una discarica. Guardiamo seriamente a dove porta l’ottusità di una classe dirigente ripiegata, e pure senza idee su quei settori, nella ridotta porto-mattone-“energia” (magari fosse energia..). Ce lo dice la nostra concittadina

    “A Livorno, prima di partire avevo provato a bussare alle porte della Provincia, della Regione, per cercare di coinvolgerli in quest’avventura americana, ma ho trovato enormi difficoltà, tanta diffidenza e poca trasparenza. In California ho cenato con i fondatori di Google Earth e improvvisato con loro sedute di brainstorming davanti ad una bistecca con ai piedi un paio di infradito. E’ incredibile come, in poco tempo, riesci a parlare con tante persone che possono dare seguito ai tuoi progetti e senza nessuna fatica. Sarà perché spesso gli interlocutori sono ragazzi che non si fanno problemi a parlare di lavoro con una persona qualsiasi senza sapere da dove venga o cosa faccia”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/17/caterina-da-livorno-alla-california-con-litalia-nel-cuore-ma-guai-a-tornarci/354551/

    Non è il primo talento, con l’oro nelle mani, anzi nella mente che Livorno fa scappare.

    E il dibattito cittadino deve essere su un imprenditore da disfattura?
    Non scherziano :) chi ha fatto scappare una persona del genere deve uscire dalla vita pubblica.

    questa è una classe dirigente (politica, imprenditoriale, giornalistica) da chiodo sulla bara..

  5. Tutto giusto SJ, ma ilpunto che pongo e’ diverso. Se non si risponde degli atti autorizzatii ,che , fino a prova contraria , non sono stati estorti , e sulla base di quegli atti si investono risorse e si assumono persone, eppoi chi li ha rilasciati ha sbagliato o si e ‘ pentito, chi paga? I lavoratori licenziati ? Il minimo, almeno di dignità e rispetto per una comunità . Poi intorno ci possono essere altre cose, se ci sono vedremo e vedranno. Ma le autorizzazioni date? Che poi il motivo di uscita sia questo oppure Caterina, si può scegliere, ma l’una cosa non esclude l’altra.

  6. GhinoDiTacco ha detto:

    La Regione: «Area di crisi per Livorno e Piombino»
    La richiesta della giunta toscana inoltrata al ministero per il polo della componentistica auto e per quello siderurgico
    crisi economia
    Adesso siamo per davvero il mezzogiorno d’Italia
    Aspettiamo i pacchi di Natale e il Soccorso Invernale

    Che fine “povera mi Livorno”

  7. Kinto ha detto:

    S John concordo con te in pieno

  8. Vladimiro Mannocci ha detto:

    Sono d’accordo con Gianfranco quando afferma che questa vicenda della richiesta di un insediamento industriale in una parte pregiata del porto ci rassegna una situazione di confusione programmatica del porto e del territorio. E’ una vera anomalia che in una fase delicata come quella che stiamo vivendo l’Autorità Portuale abbia istruito una pratica che di fatto cambia gli indirizzi fin qui discussi sulla zonizzazione e sul Piano Regolatore Portuale. Non mi sembra che nell’ultimo Comitato Portale vi sia stato un accenno alla richiesta di questi insediamenti ma acccà nisciuno è fesso, come dicono dalle tue parti. Penso che Gallanti questa ipotesi non l’abbia portata avanti in solitudine, senza nemmeno informare i rappresentanti quelle Istituzioni, il cui parere è vincolante affiché il PRP sia approvato o meno. Ricordo che la L. 84/94, al comma 2, art. 5 prevede che: “le previsioni del piano regolatore portuale non possono contrastare con gli strumenti urbanistici vigenti”. L’uomo è “navigato”ed ha sempre avuto incarichi istituzionali di alto livello. Il tentativo voler dividere su questa vicenda fra chi è a favore dello lo sviluppo e nuovi investimenti e chi invece vuole mantenere lo status quo, è un giochino scoperto e demenziale. E’ chiaro che se esiste l’interesse di un investitore dobbiamo fare di tutto affinchè l’investimento si realizzi a Livorno. In questo caso c’è da capire, non solo se il nuovo investimento mette in discussione altre attività esistenti, altri progetti in corso, magari mettendo in discussione delle attività che producono un maggior numero di unità lavorative, ma cosa produce in termini funzionali per il porto una volta che la crisi sarà finita. La zonizzazione è nata per ricomporre la frammentazione che si era prodotta in questi anni, ma operazioni come questa ci riportano indietro da questi obiettivi. Insomma, in una fase di ridefinizione degli assetti e delle aree funzionali del porto, che quindi dovrebbero dare certezza agli operatori e ai clienti presenti e a quelli potenziali, si stanno rafforzando le incertezze. Questo sta succedendo per il rapporto fra attività crocieristiche e quelle dei prodotti forestali. Come facciamo a dare certezza ai clienti del settore cruise se non diamo certezza anche ai clienti dei prodotti forestali? E chi deve realizzare gli atti con cui si gestisce l’arretramento di CILP garantendo che siano acquisite aree, coperte e scoperte e banchine corrispondenti a quelle che vengono lasciate per sviluppare l’attività crocieristica. Dovrebbe essere l’Autorità Portuale a governare questo processo. Fra l’altro non ci sarebbe nemmeno bisogno di tempi lunghi, dato che esiste un accordo fra CILP e Porto di Livorno 2000. Forte è l’incertezza per i 24 lavoratori del TCO che assieme all’azienda si trovano a navigare a vista. Una cosa è partire da un assetto e steep by steep trovare un equilibrio, altra cosa è mettere in campo in modo confuso più progetti che si collidono. A poche centinaia di metri dal ambito Sea e Paduletta è stata chiusa l’industria Novoal, che già lavora sul biodisel, ed ha mandato a casa 40 persone. Potrebbe essere quello il lay out da proporre agli investitori tailandesi? 600 m di collegamenti di tubazioni non sono certo la fine del mondo. In questo caso potrebbero essere garantiti i posti i 40 posti di lavoro persi. E’ inutile sbandierare 50 possibili nuovi posti di lavoro quando si assiste tutto intorno ad una vera e propria moria. Sul piano algebrico e sociale il segno rimane sempre negativo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: