IL COMMISSARIO TURISTA GALLANTI,BELLABARBA INCHIODA KUTUFÀ ,COMITATI E BRINDISI CONTRO 70 LAVORATORI.

Redazione

Dalla parte dei 70 lavoratori di Bellabarba traditi dal vecchio PD di quelli che c’erano prima e dall’IDV/Borghezio , che c’era prima e che ha pure brindato alla rovina di 70 famiglie.
Gallanti ormai è un COMMISSARIO del Porto, negli intervalli delle ferie. .
messo lì da qualche PD e soprattutto da Matteoli scassa tutto senza ritegno.
Un mese prima sottoscrive un programma , il mese dopo all’improvviso cancella tutto e va a mettere a rischio posti di lavoro già presenti, messi in alternativa a dei presunti futuri altri posti di lavoro. Il tutto esautorando la città, cioè il CONSIGLIO COMUNALE e non solo .
Da Genova , saltuariamente a Livorno , con furore.
Dopo un clamoroso mese e più di ferie il Commissario Gallanti spara il fuoco d’artificio indonesiano . ha ragione Paolo Bellabraba , classe dirigente livornese , ma che ci state a fare?

GLamberti
“Oggi la lettura degli editoriali di Lazzeri e di Cruschelli è una ventata di aria fresca. Lo dico sinceramente, nemmeno tanto tra le righe, mi sembra che si mettano in fila questioni scottanti e si diano letture interessanti.
Quello che risalta, è oggettivo, è la dase di transizione verso una nuova stagione politica, che subentri allo stallo attuale.
Lo diciamo da tempo.
Ora non si tratta di fare gli astrologhi della politica o chissà che, ma che tutto possa continuare in questo modo è impossibile.
Livorno non può perdere più tempo dietro commissari venuti da chissà dove, che invece che risolvere i problemi li creano inutilmente.
Un pò di orgoglio amaranto, che diamine.
Anche perché i tanti commissari , lo pseudo scioglimento del Consiglio Comunale e tutto le altre storie, alla fine portano solo ad ingessare tutto, in attesa del tempo delle mele per i tanti aspiranti agli strapuntini, variamente collocati.
Poi viene Bellabarba e ci spiega come si perdono decine di posti di lavoro per la incompetenza e la ignavia di molti nelle istituzioni.
A tenere la schiena dritta si può anche vincere qualche partita, finalmente…”

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6 Responses to IL COMMISSARIO TURISTA GALLANTI,BELLABARBA INCHIODA KUTUFÀ ,COMITATI E BRINDISI CONTRO 70 LAVORATORI.

  1. Oggi la lettura degli editoriali di Lazzeri e di Cruschelli è una ventata di aria fresca. Lo dico sinceramente, nemmeno tanto tra le righe, mi sembra che si mettano in fila questioni scottanti e si diano letture interessanti.
    Quello che risalta, è oggettivo, è la dase di transizione verso una nuova stagione politica, che subentri allo stallo attuale. Lo diciamo da tempo.
    Ora non si tratta di fare gli astrologhi della politica o chissà che, ma che tutto possa continuare in questo modo è impossibile. Livorno non può perdere più tempo dietro commissari venuti da chissà dove, che invece che risolvere i problemi li creano inutilmente. Un pò di orgoglio amaranto, che diamine.
    Anche perché i tanti commissari , lo pseudo scioglimento del Consiglio Comunale e tutto le altre storie, alla fine portano solo ad ingessare tutto, in attesa del tempo delle mele per i tanti aspiranti agli strapuntini, variamente collocati.
    Poi viene Bellabarba e ci spiega come si perdono decine di posti di lavoro per la incompetenza e la ignavia di molti nelle istituzioni.
    A tenere la schiena dritta si può anche vincere qualche partita, finalmente…

  2. St. John ha detto:

    sul discorso dell’imprenditore indonesiano sono d’accordissimo sull’ argomento che è stato qui avanzato: non si può trasformare dei posti di lavoro (presunti) in scudi umani. Chiunque ha capito che il porto ha bisogno di un prg vero non di favole esotiche. Non lo farà questo consiglio comunale ma questa è un’altra storia. Tra l’altro qualunque multinazionale dell’ambiente non si muove in altri paesi per risparmiare su costo del lavoro e sula protezione ambientale? Se una multinazionale indonesiana, dove il costo del lavoro è quello che è e la protezione dell’ambiente è un concetto sconosciuto, punta su Livorno qualche domanda seria me la farei. Per non farne di nulla. Mi domando anche quale commissario di porto al mondo trasformi le banchine in raffineria. Un raffinato davvero. Sul potenziale inquinante dell’olio di palma parlano già i progetti bocciati da varie amministrazioni in Italia. Nel conto dei pro e dei contro, il particolare il Tirreno l’ha omesso.
    Sui posti di lavoro veri, quelli di Bellabarba, trasformati anch’essi in scudi umani mi farei anche qui qualche domanda. Uscirei dai problemi formali, legali (oddio, sull’allegra commissione ambiente della provincia ci s’è riso anche qui), morali, comprensibili ci mancherebbe, e parlerei di sostanza.
    Ma non è che il modello di business di aziende come la Bellabarba non regge più? Quando una azienda differenzia il core business, come è accaduto per il Limoncino, e in questa operazione si fa molto male vuol dire che il business originario è in crisi strutturale. Sennò il Limoncino sarebbe un affare andato a male non un fallimento. Analizzare perché vanno in crisi certe aziende, senza anatemi o facili bersagli, per la politica è più importante di un fallimento.
    Il trattamento dei rifiuti del futuro può produrre davvero un’economia e dei posti di lavoro. Molto robabilmente con modelli molto diversi..da una Hera che fa il megainvestimento o dall’imprenditore locale che “ci mette i soldi”. Anche questa mentalità, e la rete di interessi che genera (o viceversa) sono un piccolo mondo antico. Meglio passi..sennò si passa noi :))

    ps.

  3. St. John ha detto:

    ps. Caro Lamberti visto che la paralisi della vita istituzionale livornese concederà tempo per dedicarsi al campionato (meno male), ci-ti potresti fare un favore? Ieri eri in tribuna..insomma con il Gabibbo ci puoi parlare. Insomma, con fare diplomatico pressalo un pò. Un esterno destro vero e un centrale difensivo buono e ci siamo. Magari se c’è uno svincolato buono (Ficagna, già contattato ad agosto) muoversi anche ora non sarebbe male. Guarda io in tribuna faccio non più di 2-3 partite l’anno perchè mi sento sperso senza il mio posto di gradinata. Ma se c’è bisogno fammi un fischio e ti supporto nello sforzo. In politica non si potrà mai essere d’accordo, ma il pallone è una cosa più seria.

  4. henry w.brubaker ha detto:

    In tutta franchezza non capisco dove voglia andare a parare questo Lazzeri (non brillantissima la sua intervista a D’Alema alla Festa de l’Unità questa estate)mettendo sullo stesso piano due vicende tra loro diversissime.Bellabarba/Limoncino ovvero il clamoroso default del rapporto fra Uffici e Politica venutosi a creare nell’istruttoria dell’AIA.(Un problemino simile mi pare lo abbiano avuto a Taranto con l’Ilva).Neanche un bambino puo’ realisticamente credere che il mancato ritorno degli investimenti sulla cava (dove sarebbero state impiegate non piu’ di 5 persone max) possa avere determinato una situazione pre fallimentare.Il buon Lazzeri ,se vuole salire in cattedra,si soffermi magari sui crediti non riscossi da Edilporto e da quant’altri,che dovrebbero ammontare a piu’ di un milione di euro.Sul resto condivido St John.Velo pietoso su Cosimi e Kutufà che oggi ,dopo il consueto defilamento pilatesco di un anno fa,tornano alla carica con la storia della “riduzione della tabella dei rifiuti”.Poi Lazzeri non dimentichi che ci sono almeno cinque funzionari sotto inchiesta e quindi vada a leggersi le motivazioni che indussero la dr.ssa Dani a disporre l’ordinanza di sequestro preventivo.(mai revocata)Cosi’ si fa un’informazione completa.Quanto all’indonesiano,vorrei capire cosa c’entra l’Alta Politica con l’istanza di concessione per la Centrale all’olio di palma.Trattasi di una furbata determinatasi con tutta probabilità sull’asse Rossi Gallanti Cosimi per insediare un’azienda che ,indirettamente,avrebbe potuto avvalersi delle prestazioni della Novaol,ferma da Febbraio.Insomma,il rossignolismo colpisce ancora.Ma di questo Lazzeri non parla.

  5. Concordo con s.J . Sulla serietà del calcio. Rispetto a certa politica non esiste paragone. Meglio il calcio mille volte.
    I cori di ieri sono stati belli, hanno riportato al clima delle promozioni e del Livorno che non aveva paura di nessuno. Bello.
    Mettere nelle cose una passione vera ed anche un modo di ragionare per cui si vuole sempre vincere e si deve rispettare regole ed avversario, mi e’ sempre piaciuto. E Livorno e’ un pezzo importante del calcio di questo paese. Ecco , un pizzico d’orgoglio in più ,per la maglia, non guasterebbe proprio.
    Poi ci diranno che siamo campanilisti, figuriamoci. Nella mia formazione culturale dopo De Curtis, viene subito dopo Gianni Brera. Ma era un secolo fa.oggi mi accontento di Sconcerti, e mi tengo stretto Spinelli, per evitare Rossignoli di turno. Per non parlare delle miracolose ricette indonesiane, sbucate in un fine settimana.
    Mentre sarei meno se severo di hb sui giornali, a me non sono sembrati veli pietosi, anzi. Naturalmente si può fare di più, ma mi sembrano passi avanti significativi. I giudizi sulla provincia sono inequivocabili e chiari, così come su chi cavalca i comitati per qualche pugno di voti. Lo diciamo da tempo, a proposito di derive borgheziane de noartri . Poi ci sono cose serie, e giocare con decine di posti di lavoro non si può .
    E c’e ben altro, ma attenzione al ben altrismo , a volte serve per dare salvacondotti. Nessuno lo fa qui. Ma qualcuno lo trovi sempre. Di lotta e di governo, per tenersi strapuntini e qualche piccola convenienza.
    Meglio il Livorno e la Curva Nord, credetemi.

  6. Stiamo discutendo in Commissione accanitamente di come sia urgente mettere in discussione subito, nel prossimo consiglio del 19 , la vicenda degli indonesiani e di Gallanti. Una procedura di urgenza richiesta da Giannini, dalla Battimmo e dal sottoscritto.
    La commissione ha accettato con qualche distinguo di chiedere che Bianchi faccia quello che viene richiesto da tutti, per evitare che si lasci questa storia dentro una stanza e dentro una intervista.
    La democrazia e’ più faticosa di un sistema autoritario , rinchiuso nel potere di qualche boss di turno.
    Mi sembra che si incominci a capire tanto, a partire dal fatto che amministrare negli scampoli delle ferie non si può .
    Parliamo di lavoro e di cose serie, non certo di sciocchezze e gossip.
    Peraltro Picchi ha confermato di come l’amministrazione non sia ancora stata coinvolta in questa storia. Tutto si ridurrebbe in una affissione di una richiesta all’albo degli atti pubblici della AP.
    Ma non credo che chiunque presenti una domanda al Presidente, quella che sia, venga affissa all’albo. Sarà , ma mi sembrerebbe strano.
    Mi sembra che nessuno voglia essere piu’ preso in giro. Davvero non se ne può più

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