CUORE AMARANTO E RISCHIO ROSSIGNOLO, IN UNA LIVORNO DA NON SVENDERE. LENTICCHIE O MENO.

Quando ieri Valeria Cappelletti mi chiedeva se avessi ancora fiducia in Spinelli, ho subito pensato a Rossignolo. Non l’ho citato per evitare rischi di fraintendimenti, in quel contesto. Tuttavia è un nome che mi è rimasto sulla punta della lingua, anche per ricordarlo, come un incubo da respingere, a tutti quei tifosi che, in tutta sincerità e buona fede, sperano che Spinelli passi la mano.
Lo vorrei dire a tutti, con il Livorno non si scherza ( così come, ancor meno, con i posti di lavoro ) e, dopo i nomi che abbiamo letto lo scorso anno e tutti i teatrini connessi, il modello Rossignolo anche per il Livorno Calcio mi è venuto in mente, solo a pensarci vengono i brividi.
Certo, se Spinelli non ne avesse più voglia, saremmo i primi ad incitarlo ad lasciare. Ma finchè ne ha , stiamo lontani come dalla peste dai Rossignoli prossimi venturi.
Del resto i cicli, calcistici e non solo, hanno alte vette e fasi di stanca. Livorno ha vissuto l’Europa calcistica ( e non solo ) e poi un evidente declino, culminato con il presidente della regione che la mette in serie B d’ufficio. Dietro Pisa. Alla faccia di Protti e Vitulano. Ma per fortuna ci sono poi io punti sotto i quali non si può più andare, da cui si riparte per forza, sotto i quali è impossibile. Ecco, se si iniziasse a ripartire, pensando a Castellammare, con un pò di orgoglio e facendo squadra, senza continuare con lo squallido gioco della torre gossippara e maligna, cercando sulla luna i commissari rossignoli prossimi venturi, buoni per tutto e soprattutto per salvaguardare i piatti di lenticchie.
Ecco, Livorno amaranto e la sua storia di tifo vero e tosto, orgoglioso anche se si prende qualche gol, ma capace di non svendersi con un cappello in mano, di rivendicare ed attualizzare una storia che faceva invidia, può essere una interpretazione non solo calcistica di tante cose che succedono e che dovrebbero succedere, su tutti i fronti.

Annunci

6 Responses to CUORE AMARANTO E RISCHIO ROSSIGNOLO, IN UNA LIVORNO DA NON SVENDERE. LENTICCHIE O MENO.

  1. Caro Gianfranco , rispetto al mercato Ortofrutticolo, servono oggi soluzioni e non polemiche.
    Tuttavia permettimi una riflessione ancora che faccio di getto perché non ho voglia di andare sulla stampa e aspetto il dibattito in CC o in commissione per dire la mia alla luce del sole.

    Dunque tutto come previsto, i guastatori e gli irresponsabili siamo noi , a dire il vero io, e gli infallibili sono l’assessore Bernardo e company. Qualcuno sbaglia sempre ( io) , altri mai ( loro) e allora si diventa irresponsabili e “nemici” o peggio ancora c…….ripeto come da attese e previsioni. Non si tratta certo di attacchi personali, da parte mia, semmai sorprende che si esponga solo l’assessore Bernardo,

    OK, allora:
    1 – Ribadisco che proprio i contenuti della risposta data dall’assessore Bernardo rafforzano pienamente le mie riflessioni ( che non erano attacchi personali ) e dimostrano quanta “LEGGEREZZA E SUPERFICIALITA” ci sia stato nel non accompagnare il governo di un progetto serio come la Variante Abitare Sociale, la quale individua il cuore progettuale proprio nella delocalizzazione del Mercato Ortofrutticolo, questione di cui si parla dal 1998.
    2 – Certo che abbiamo lottato per avere lo strumento urbanistico per iniziare l’opera di Riqualificazione di Fiorentina. Rivendichiamo con orgoglio questa lotta, perché siamo – dopo decine di riunioni alla presenza di Sindaco, Picchi, Bernardo ecc….- sicuri che senza battaglia oggi non avremmo avuto questo strumento urbanistico, senza il quale qualsiasi intervento sarebbe stato precluso, a cominciare dal trasferimento delle famiglie di V. G. Bruno 14.. Con la fatica che è costata questa battaglia di civiltà e di responsabilità urbana, è certo che non abbiamo avuto ne tempo ne voglia di brindare, visti i clamorosi ritardi con cui siamo arrivati ad approvare FINALMENTE in CC la VAS Fiorentina.
    3 – Ogni volta che si chiedeva come andava avanti la delocalizzazione ci veniva risposto che si stava lavorando con gli operatori e l’Interporto a questo obiettivo. Benissimo, ci siamo fidati.
    Ma non nasce per caso la protesta a difesa di garanzie per il lavoro e l’attività svolta da parte di 200 lavoratori interessati, davanti a cantieri aperti qui e nulla all’Interporto.
    4- Si è firmato un protocollo d’intesa, ma un protocollo non è un progetto. Per essere un Progetto, ribadisco che servono finanziamenti certi, attori interessati e protagonisti, cronoprogrammi. Di tutto questo si sta parlando oggi, in uno stato di assoluta precarietà finanziaria e in condizioni operative tutte da definire, con affannose riunioni urgenti, con sopralluoghi da fare nei prossimi giorni, con la ricerca di alternative finanziarie e di possibili sbocchi di PIANI B. Mi spiega qualcuno più illuminato, più responsabile, più capace, più a conoscenza di me di cosa stiamo parlando se non di governo dell’emergenza? Signori è cosi o non è cosi?
    5 – E’ fuori di ogni dubbio che la Variante Abitare Sociale è stata un obiettivo fondamentale per Fiorentina e per la Città. Come sarebbe assurdo il suo fallimento per perdita di finanziamenti importanti. Ma in quel terreno di proprietà comunale esiste una attività storica, che impegna 200 lavoratori e riguarda per un pezzo di economia locale. Allora alcune ragioni esposte dall’assessore Bernardo sono oggettivamente un arrampicarsi sugli specchi. Non scopriamo solo oggi questa attività, oggi scopriamo che sostanzialmente si è fatto chiacchere.
    6 – Non si è accompagnato lo sviluppo degli accordi sottoscritti, non si è verificato che si arrivasse all’apertura dei cantieri per la VAS in condizioni operative equilibrate per permettere una compatibilità di attività per poco tempo , non ci siamo interessati più di tanto della questione finanziamenti occorrenti, delle tempistiche necessarie ad uno sviluppo armonico del progetto, che tutelasse la VAS in tutti i suoi punti nevralgici. Ma si capisce che stiamo parlando di riqualificazione di un territorio e di 200 lavoratori che devono spostarsi in altra sede? Tutto automatico ? nessuno lo dice, nessuno dice che dovevano essere pronte strutture alternative e libera l’area del M. O. alla partenza dei cantieri, sono solo argomenti vuoti e strumentali.
    Di più. Oggi dobbiamo dire ( e qui faccio autocritica perché non ho fatto in merito azioni specifiche) che essendo in campo interessi pubblici importanti e interessi privati che comunque rappresentano un valore economico occupazionale della città; trattandosi di un’area di 22 mila mq di proprietà comunale e avendo un protocollo d’intesa sottoscritto da molti soggetti, non sarebbe stato cosi devastante pensare ad una qualche forma di contributo finanziario anche da parte di AC e camera di Commercio. Oggi come si vede è tutto più complicato e questo lo sappiamo tutti.
    Mi viene da sorridere davanti alle spiegazioni relative al rapporto tra gli operatori che operano su terreno del comune in stato di proroga della convenzione . magari qualcuno pensa che si potrebbero anche buttare fuori con i vigili e lasciali morire. Nessuno sia chiaro vuole il fallimento della VAS, come è assolutamente da tutelare l’attività del Mercato spostandolo in condizioni da potersi anche rilanciare in ottica più ampia. Veramente assurde alcune concezioni delle proprie responsabilità. Dire di essere preoccupato è davvero poco.
    Chiederemo presto conto di tutta la partita legata alle politiche abitative, ai Piano di Recupero, agli accordi di Programma , ai finanziamenti regionali e provenienti dalla 560 esistenti e al loro utilizzo , in qualche modo legati anche alla VAS. Vedremo e mi auguro sinceramente di non inciampare in discussioni su contraddizioni, come ad esempio la partenza della ricostruzione del BLOCCO DELLE SIGNORINE A SHANGAY ( o in termini tecnici blocco 419) rispetto al quale si è detto che il progetto è vecchio e da rivedere e che il bando di gara europeo ci sarà ad ottobre. Signori quella ricostruzione doveva partire a giugno scorso e ora si parla di progetto vecchio, ma dove siamo su scherzi a parte ?

  2. henry w.brubaker ha detto:

    Concordo con il punto 4 di Del Corona.I Protocolli sono fuffa se sono sottoscritti da personaggi che poi ,magari per paura,si sottraggono alla responsabilità di rappresentare fino in fondo i propri associati.Inutile sbandierarli.L’operazione di Piazza Venti Settembre eta stata condotta con raziocinio.Questa no,fa acqua da tutte le parti ,proprio perchè manca la soluzione alternativa.E attenzione,signori.I rimedi interlocutori possono essere peggiori della stasi.Sono circostanze di fronte alle quali il cosiddetto “interesse pubblico” non puo’ essere utilizzato come se fosse un feticcio.Prima o poi spunterebbero,effettivamente,i viglili urbani e la polizia con gli sfollagente.Quanto al resto che dire.Certo,quando uno scenario come quello labronico non propone alternative ,l’usato sicuro si fa preferire alle avventure.Comprendo la sofferenza di alcuni,ma su Spinelli (che ha fiutato l’anno giusto con tutte quelle penalizzazioni e una squadra praticamente invariata)Lamberti non ha tutti i torti.D’altra parte quel tipo che lancio’ l’azionariato popolare è lo stesso dell’Agenzia Turistica Fonti del Corallo (con 50 aspiranti turisti clamorosamente appiedati e truffati) e gli altri pretendenti si sono dileguati nello spazio di un mattino.

  3. St. John ha detto:

    l’usato sicuro alla presidenza della squadra di calcio può andare bene. Il calcio, a tutti i livelli, sta attraversando una grossa crisi che comporterà ulteriori nuove ristrutturazioni. Di processo (organizzazione finanziaria, logistica, sportiva) e di prodotto (la stessa partita in sé. Il match giocato indecorosamente di fronte a pochi intimi non può continuare a lungo ad essere pietosamente coperto dai commentatori e dei cameraman di Sky). L’importante è che Spinelli, al momento in cui passerà la mano, renda il prodotto appetibile e trasferibile. Non è più solo questione di “bilanci in ordine” ma della possibilità di acquistare una rete societaria in grado, nel tempo, di potersi finanziare da sola (e anche qualcosa di più). L’Empoli, ad esempio, può essere venduto ad occhi chiusi il giorno che Corsi decide di passare la mano. Lo stesso Sassuolo, dove Squinzi sta correggendo il tiro dopo i grossi investimenti iniziali, è un altro esempio. Con delle istituzioni in grado di capire, e di promuovere, l’affare la cosa avrebbe valore anche oltre l’aspetto sportivo. Ma qui l’usato non è affatto sicuro :). Sulla vicenda del mercato ortofrutticolo meglio non commentare. E’ talmente imbarazzante che sembrebbe di sparare all’ambulanza. Se i “pirla” e i “fassisti del web” crescono anche a Livorno non è colpa della maleduzione..

  4. GhinoDiTacco ha detto:

    E siete pio DURI
    Qundo la si butta di fuori e si insiste nel cercare giustificazioni non si fa che aggravare la situazione
    Oggi ariecco la S.Bernardo in compagnia di tal Pacini che rimescolano le carte chiedendo aiuto all Interporto
    La Risposta la da con chiarezza La Nazione che per restare in tema ci dice che siamo alla frutta
    Tornate al vostro originario lavoro se almeno quello lo sappiate fare

  5. Nessuno vende niente per un piatto di lenticchie, di norma. A leggere oggi i teatrini sul capoluogo dell’area vasta, l’hanno già venduta, o almeno l’avevano già venduta per un piatto di lenticchie, salvo incidenti di percorso. E salvo quelli che dicono che è meglio parlare d’altro, di cose più serie. Benaltrismo si diceva, ed intanto Rossi ci cataloga senza problemi in serie B. Poi facciamo dibattiti e convegni per perdere tempo un po’, il prossimo consiglio comunale non discuterà di questo ( troppo complicato aggiungere un punto all’odg ) meglio parlarne in giro per le feste. Magari aspettando che qualcuno ci spieghi come abbiamo perso la partita lottando quasi fino alla morte
    I piatti di lenticchie per vendere Livorno, i finti dibattiti sul sesso degli angeli e tutti in vacanza ancora per un po’, ci mancherebbe ( parlo della Autorità Portuale per essere chiaro ), riescono a coprire qualche pagina senza capo , nè coda. Ma lasciano il tempo che trovano.
    L’unica cosa che ha una scadenza certa ed un risultato da raggiungere che non può essere rinviato al 2032 è, per fortuna, la partita di campionato Livorno-Padova.
    alla fine non si potrà aprire un convegno alla festa di chissà chi, per decidere se giochiamo a calcio oppure a golf.
    Per dire come è meglio il calcio e la partita di lunedì ed uno Spinelli che fa i conti con i soldi che ci mette lui e cerca di farli tornare, rispetto alle pantomime per gli strapuntini prossimi venturi con annessa indennità, di una politica esangue dentro e fuori l’area vasta.
    ps
    non avevo letto Ghino. Siamo alla frutta, a proposito del mercato ortofrutticolo è assai pertinente, in tutti i sensi…..

  6. henry w.brubaker ha detto:

    A U G U R O N I

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: