PIATTO DI LENTICCHIE ATTO III : VENDUTA LIVORNO PER PISA A QUALI CARRIERE PERSONALI ?

Redazione

Oggi il sindaco da Rossi per dare un prezzo a Pisa capoluogo ?

GLamberti
“C’è una canzone napoletana che dice, grosso modo,”non ci voleva la zingara per indovinare, come facette ( fece ) mammeta ( tua madre ) ‘o saccio ( lo so ) meglio e te”.
La canzone si riferisce alle qualità che madre natura aveva regalato alla bella partenopea.
Un pensiero pertinente, pensando agli attori protagonisti della ( messa in ) scena, a proposito dei piatti di lenticchie in campo per Pisa capoluogo.
In campo dove, come e per chi si può solo supporre.
Ma anche senza interrogare la zingara…. i livornesi non sono da meno ai napoletani, nello scoprire di che panno vestono quelli golosi di lenticchie.
Il compagno autorevole ed esperto di area vasta e di regione, con cui parlavo ieri, mi aveva anticipato la scenografia ed i contenuti, presunti ma attendibili, della lista dei piatti desiderati.
Quelli sul tavolo e quelli sotto il tavolo.
Rischiamo di diventare la barzelletta d’Italia, visto che se ne parla dappertutto, basta leggere la stampa nazionale e romana in particolare.
Livorno, il porto, l’Accademia, Ciampi, Picchi , Allegri, Mazzarri, Aldo Montano, Montenero, i Pancaldi, quelli della Capitaneria che mandarono a quel paese Schettino, le gabbionate, l’ospedale a Montenero costi quel che costi, Igor Protti, il Vernacoliere… insomma tante ragioni, semplici e senza ricorrere alle citazioni dotte, per non dire che siamo proprio una schifezza.
Tante credenziali da mettere nell’elenco, al posto dei piatti di lenticchie, per chissà chi.
Che poi, se davvero ci spetta qualcosa non si chiede con il cappello in mano, nè prima, nè dopo, così mi avevano insegnato in Piazza della Repubblica.
Ma erano altri tempi ed altre persone, mai troppo rimpiante.
Forse a qualcuno verrebbero i brividi.
Ed allora la si smetta di andare in giro con il cappello in mano.
Si venga subito in consiglio e si presenti un atto da sottoporre al voto di tutti , alla luce del sole e senza scambi, veri o presunti che siano, sotto il tavolo ed a futura memoria.
Si sgombri l’aria di queste storie maleodoranti e si lavori sul serio alle cose che contano e si devono fare oggi, senza piatti di lenticchie per nessuno.
A partire dal consiglio sul porto e sui vacanzieri ( non quelli delle crociere, ma i commissari turisti per caso, che ci siamo imposti dopo il diktat di Matteoli e Berlusconi ).
Un modo giusto per costruire il futuro, lavorare davvero e rispettare la città che si rappresenta. Come ci avevano insegnato a fare.”

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19 Responses to PIATTO DI LENTICCHIE ATTO III : VENDUTA LIVORNO PER PISA A QUALI CARRIERE PERSONALI ?

  1. Kinto ha detto:

    Nelle città con Sindaci rappresentativi capaci e con le palle,
    il cappello non serviva
    e non e’ mai servito.
    Non era-e’ neanche presente nel guardaroba.
    Insisto che se tutto ruota intorno alla carriera futura di questo o quello
    dei “piccoli budda” praticamente
    come appare certificato
    quel fondo che si pensava gia’ di aver toccato e’ ancora
    piu’ profondo e senza fine.
    Ma riferire in consiglio comunale,magari anche le supercazzole prevedibili
    e’ chiedere troppo ?
    siamo diventati oltre che la barzelletta nazionale,
    la succursale sfigata, prona e cenciosa di Pisa ,Collesalvetti e Genova.
    andate a lavorare.
    Saluti

  2. Sirio ha detto:

    Questa è una politica che fa schifo.Livorno umiliata per garantire percorsi a coloro che tra parentesi hanno rovinato la città e la dignità di 50 anni di storia in maniera irrimediabile.Il peggio del peggio della prima repubblica

  3. quella del cappello in mano è una espressione che si usava molto nel PCI a significare la dignità di diritti, che non potevano essere merce di scambio a cui accedere con ruffiana sudditanza.
    L’orgoglio di lotte straordinarie che hanno fatto la storia di questo paese, che non possono esser dimenticate all’insegna dell’opportunismo più modesto. Non sono riuscito a fare un lungo tratto di strada. Quella del piatto di lenticchie, che tutti hanno capito, con variabili tra porto e sanità che non so giudicare, mi ha costretto a bere un numero imprecisato di caffè. In attesa di un Consiglio Comunale che non può più fare anticamera. A proposito di cappello in mano e di Livorno umiliata.

  4. GHINODITACCO ha detto:

    BASTA BARZELLETTE DA QUERPOPODISINDAO
    Queste le dichiarazioni di QUERPOPODISINDAO alla Nazione di Livorno:
    …………..perché Livorno è il cambiamento vero, verso una visione amministrativa più efficiente e moderna».

    POPODIGHIGNA………….
    BASTA UNSENEPOLEPIU’DIQUESTOPOPODISINDAO!!!!!!!!!!!!!!

  5. Ciano ha detto:

    Ad Arezzo, città come noi penalizzata contra legem, si sono coinvolti il consiglio e le istituzioni, a Lucca si fa oggi pomeriggio un Consiglio Comunale straordinario e si è cercato il coinvolgimento dei comuni vicini..da noi?Come sempre si dorme..
    Il sindaco ha chiaro che non può trattare questioni simili come fosse ad una riunione di condominio?
    Livorno, la sua storia, il suo futuro, non sono in vendita, nè tantomento sono proprietà di un PARTITO!
    Se si muove mezza toscana, istituzionale e non, Rossi dovrà arretrare sui carrozzoni/aree vaste, modello fallimentare che in questi anni è servito solo a favorire Pisa..ma lo avranno capito, almeno questo, i nostri eroi?

  6. henry w.brubaker ha detto:

    Vivi complimenti per la gestione del trasferimento del Mercato Ortofrutticolo all’Interporto.Siamo arrivati al minestrone;ruspe e ortaggi.Case e disoccupazione.Roba da matti.Una visione amministrativa piu’ efficiente e moderna….

  7. Ciano coglie nel segno. Non si possono trattare queste cose., rilevantissime sotto tutti i profili, come se fosse un affare privato. Una specie di partita a poker, per vedere chi è più abile e chi bluffa meglio. Chi ci guadagna di più.
    Trattative private. Una sconcezza da respingere, quali che siano le compensazioni sul territorio, private o meno, che si vanno a trattare in via riservata.
    Ho chiesto, non da solo, che si convochi un Consiglio Comunale sul tema. Sembra di aver chiesto la luna. E poi ci si chiede perchè l’antipolitica e quelli con i forconi che non ne possono più del sistema dei partiti e delle caste. Quanto alla visione efficiente e moderna della amministrazione livornese, secondo la citazione di Ghino, ho idee precise come tantissimi livornesi negli ultimi anni. Ma già riuscire a convocare un Consiglio Comunale senza tanti salamelecchi sarebbe un segnale di risurrezione, per seguire la battuta di Benigni a Reggio Emilia.

  8. non avevo letto hb. sul mercato , ma ne avevo parlato con Wladimiro e non solo. Una citazione pertinentissima. In attesa della variante sul parco delle colline, della variante sul porto e di tutto ilo resto. Entro settembre, non pettiniamo mica le bambole.
    Mentre incontro quei pochi che non sono in ferie degli uffici competenti, che sono disperati ed abbandonati a se stessi. Persone serie, che si sentono alla deriva. Una visione amministrativa…..

  9. Ghino…. Ho letto anch’io …faccia di bronzo …

    ma possibile che solo Lamberti abbia chiesto al sindaco di comunicare alla città ed al Consiglio Comunale le sue intenzioni e quelle di Rossi ?

    Posiibile che nessuno abbia capito che forse ci hanno venduti come cittadini livornesi per qualche carriera personale ?

    Possibile che le ruspe al mercato ortofrutticolo non cadano davanti al Municipio ?

    io voglio credere che i Segretari di Livorno del PD NON siano complici di questa operazione VENDITA LIVORNO per la carriera di qualcuno .

    compagni , l’implosione è vicina .

  10. Non arretreremo , dice Cosimi dopo l’incontro con Rossi. Giusto. Ed allora cosa ci vuole a chiamare su questa posizione tutti, in un consiglio sollecito e dedicato e non a margine della lista della spesa e delle richieste, facendo votare tutti in modo esplicito e senza ambiguità. Tutto in chiaro monitorato , senza lenticchie, per ieri, oggi e domani soprattutto.

  11. St. John ha detto:

    >Vivi complimenti per la gestione del trasferimento del Mercato Ortofrutticolo all’Interporto

    è l’antipasto dell’autoproclamato rinnovo del “patto con la città” a causa della spending review 2.
    E chi protesta è un fassista :) e occhio perché l’accusa di fassismo del web oggi è per il comico, domani è per gli altri.
    La vigilanza antifassista non dorme mai ..come il denaro. Guarda te il caso :)

  12. cesare trucchia ha detto:

    Quella del M.ortofrutticolo è una questione seria,sono dei lavoratori e se si incazzano fanno bene. A febbraio 2012,non avendo alternative,firmano un rinnovo di licenza con scadenza ad 1 anno,gli vengono promesse,in attesa del trasferimento all’ interporto, delle strutture leggere.questi fanno le loro verifiche e si accorgono che hanno firmato,ma i patti non solo non vengono rispettati,ma non ci sono le condizioni future.ieri non a caso avevo messo in relazione la gran guardia con il mercato,era solo per mettere in evidenza “due pesi e due misure”.
    Non chiedete a Confronto di staccare la spina,che siano le persone perbene del partito a farlo; dal caso rossignol alla provincia avreste la possibilità ancora di evidenziare i responsabili e cambiare pagina.solo con un atto pulito il popolo potrà tornare a credere nella politica, a Livorno non abbiamo un Benigni che verrà in aiuto e la sceneggiata con i megafoni,e proprio in quella zona non funzionerebbe.
    Aggiungo non è giusto e non ce lo meritiamo.
    un piatto di lenticchie o di fave non valgono la dignità e l’orgoglio di una città

  13. St. John ha detto:

    volevo cogliere l’occasione per ringraziare il governo Monti-Napolitano per questa grave ferita inferta all’Istituto degli Studi Filosofici di Napoli. Questa fa il pari con il crollo della palestra dei gladiatori a Pompei. Ecco un articolo di toh..non sarà un fassista del web ma perlomeno un disfattista :)

    http://www.altrenotizie.org/politica/5026-la-filosofia-al-tempo-dello-spread.html

    Chi pensa di trattenere gli elettori con le battute di Benigni ci sta che abbia sbagliato pianeta. Antifassisti del Pd, datemi retta, chiedete al compagno Cicchitto di fare l’accordo per un bel premio di maggioranza perchè, senza quello, la vedo malino assai..

  14. Io non sono d’accordo con SJ che ogni battuta è permessa. Ne ho avuto una esperienza personale e ne ho tratto la stessa conclusione di Bersani, che chi si rivolge agli avversari politici non per contestarne le posizioni, ma per dileggiarli ed offenderli appartiene ad una cultura diversa dalla mia, le cui radici sono note ed evidenti. Senza naturalmente fare di tutta l’erba un fascio, altrimenti cadremmo nello stesso errore di quelli che, proprio alla università di Napoli, ci inseguivano solo perchè eravamo comunisti a prescindere , squadrismo becero ed ignorante. Ma ognuno ha le sue radici culturali, qualcuno le deve nascondere, io e tanti altri ne andiamo fieri. E non ci facciamo battute, ma chiediamo rispetto. il minimo. Del resto mi sembra che radici di destra, visto che la destra esiste eccome, si vedano ad occhio nudo. In Italia e non solo. Io non ci scherzo proprio per niente e si è visto.

  15. GhinoDiTacco ha detto:

    Come e’ lontano il tempo in cui il “compagno” Dalema gioiva dicendo “ABBIAMO UNA BANCA”
    Monte dei Paschi in rosso per 1,61 miliardi, verso la Monte dei “nazionalizzazione”
    Nuova svalutazione, questa volta da 1,52 miliardi, per la banca senese. Oltre all’azzeramento del marchio Antonveneta acquistato a carissimo prezzo dalla gestione Mussari
    Allora chi sono gli SFASCISTI

  16. per la verità era Fassino….ma non cambia molto.

  17. henry w.brubaker ha detto:

    Domani gran conferenza stampa del mayor sul mercato ortofrutticolo.Spinelli vuole Nesta.

  18. St. John ha detto:

    >Io non sono d’accordo con SJ che ogni battuta è permessa.

    Non l’ho scritto e non lo penso :)) piuttosto credo una cosa. In politica il rispetto non si chiede, si guadagna. Nel senso che se hai lavorato seriamente, anche se hai avuto torto, in un modo o in un altro quando c’è bisogno, se ti dai da fare, emerge e viene riconosciuto. Ed è vero anche se la politica è come la guerra e l’amore: non c’è giustizia, quello che accade, accade.Quanto al discredito a volte è un’arma necessaria che va usata con cautela. C’è chi ci campa di quest’arma su questo non ci piove. Tra Grillo e Bersani mi sembra una cosa tra autistici: che facciano un bel dibattito e non ci pensino più. Ma il primo predilige i monologhi, il secondo nei dibattiti veri è debolissimo (Anno Zero sulla Tav è stato un campionario degli orrori della dialettica).
    Una cosa su cui manca davvero il rispetto è lo stato di questa città. Ho tra le mani un rapporto, che rimarrà su canali scientifici non pubblicato (per problemi di privacy), sul un nucleo di 24-25enni della nostra città, laureate, in “formazione continua” (parole delle intervistate) che sopravvivono vendendo le loro foto (non proprio in costume) via internet. Leggendo il materiale se ne ricava non una patologia ma il panorama di tutta un’economia dell’adattamento che ha colpito strati significativi della città. In passato fenomeni assimibilabili erano riducibili a classi ben più disagiate e a culturalmente meno munite. La stessa prostituzione diciamo classica, di cui non mi occupo ma qualche occhiata a quello che mi arriva ce la dò, nelle donne “indigene” ha cambiato di segno. Siamo tornati, dalla prostituzione per il surplus, al vendersi per pagare la bolletta o il mutuo. Il rischio che corre questa città è quello di arrivare a somigliare alla Napoli della Pelle di Malaparte (dove le madri, per chi non l’avesse letto, inducevano direttamente la prole alla prostituzione).
    Mentre leggevo queste cose mi veniva a mente la constatazione degli 8 assessorati missing da tempo. Ma anche se non lo fossero?
    Avresti gente che ti dice che “si, il problema c’è ma siamo nella norma nazionale”, come per l’occupazione, l’inquinamento etc. Seguirebbe inerzia. Ma Livorno sta cambiando mentre nell’universo parallelo delle istituzioni, che dovrebbero pure governarla, si vive bene nella paralisi.

  19. Condivido per molti versi il post di ST. John. Le armi che usiamo, da una vita, non appartengono al discredito dell’avversario, ma al confronto ( ci siamo chiamati così non a caso ) tosto sulle idee. Poi mi hanno detto, per chiuderla lì, che facevo il gioco di Berlusconi perché avevo messo in fila le cose che non mi convincevano di un programma amministrativo , oggi ci sarebbe da riderci ( pensando ai megafoni nei quartieri Nord ) ed è giusto guardare avanti. E’ una diversa stagione politica e non solo. Ma Il gioco delle scomuniche di una vecchia sinistra lo conosciamo bene, così come i metodi degli squadristi della destra vecchia e nuova. Condivido soprattutto con SJ il rispetto per Livorno e l’intelligenza dei suoi abitanti . Ricostruiamo Livorno, questo è l’obiettivo comune, dopo anni in apnea.

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