SOGNARE IL 2032 PER DIMENTICARE IL 2009 /10/11/12/13 e14

HB
“Alla fine tutto quadra.Lo affermo senza acrimonie personali.Ma è troppo facile sognare il 2032 per dimenticare il 2009.
Un’operazione intellettualmente discutibile.Rossignolo,Mantellassi/Bellana e i plastici della Dogana d’Acqua /Scoglio della Regina/Forte San Pietro furono i tre assi di bastoni tirati fuori dal Tirreno per far vincere all’attuale liquidatore Cosimi (con faccia greve di francescano)le elezioni al primo turno.Balle sesquipedali che oggi generano effetti quasi paradossali.
Travaglio parlerebbe di quadro arlecchinesco.”

GLamberti

“HB non ci crederà , ma leggendo on line la rassegna stampa di oggi, in attesa di Lucifero, avevo fatto. Stessa sua riflessione.
Il bello e’ che il suo post e’ di ieri, precedente alla cronaca odierna, mentre le mie riflessioni sul nulla a futurissima memoria, si sono giovate della lettura aggiornata.
Certo non si possono criticare più che tanto quegli esponenti del opposizion vecchia e nuova, che si arrampicano sugli specchi per trovare un argomento che possa interessare qualcuno.
E nemmeno l’eroico cronista che,in assenza del capoluogo, scopre che Livorno e’ il porto di Collesalvetti , Fauglia, Pisa, Pontedera, Cecina e Rosignano e via enumerando .
Localisti mai, per carità , figuratevi che di area vasta se ne parlava quando io ed il cronista incominciavamo a scrivere ed a far politica. Ed anche allora dibattevano se dovesse o meno arrivare a Viareggio….
Niente di male, basta che tutto ciò non serva solo ad una odissea nello spazio, mentre si trattano candidature, strapuntini, vitalizi ed alleanze sofferte ma necessarie, il dopo Monti ed il dopo Cosimi. Parlare del 2032 può servire a questo, caro Hb, e non altro, in una citta’ messa sulle nuvole delle cazzate della Tia nei fossi, tra l ‘ aamps di Di Rocca e quella di Rosi. Una gara impressionante, tra una cazzata e l’altra, per usare la diagnosi assai diretta del manager umbro.
Solo che Angelo non può metterla sulle nuvole e deve far tornare conti disastrati, magari rincorrendo la Tia sull’acqua. Non può rinviare tutto al 2032 ed intanto prepararsi alla corsa per strapuntini e vitalizi. Il mestiere di Rosi e’ un altro, purtroppo o per fortuna, lo hanno chiamato per questo. Almeno per metterci una pezza e non disturbare ai box di partenza. Più chiaro di così, ben otre l’odissea nello spazio dell’area vastissima prossima ventura.”

Annunci

7 Responses to SOGNARE IL 2032 PER DIMENTICARE IL 2009 /10/11/12/13 e14

  1. St. John ha detto:

    livorno nel 2032 come? Dopo lo scoppio della bolla immobiliare? O di quella del welfare locale sostenuto dal reddito pensionistico? O di quella ambientale? O quella legata dallo squilibrio tra occupati, disoccupati, inoccupati che vedrà una fascia maggioritaria dei primi ridotti al rango di working poors? O si preferiscono previsioni sulla crisi fiscale e su quella del credito? Per non parlare del fatto che la città non produce più il sapere necessario per invertire qualsiasi crisi. Oppure di quello che tra spending review e populismo dei “tagli a costi della politica” il rischio è di avere prima o poi un prefetto-manager come sindaco e tanti saluti alla vita politica municipale.
    E’ anche possibile che prima del ’32, centenario dell’apice delle politiche alla Monti del governo americano pre-Roosevelt e di quello tedesco pre-Hitler, le leggerezze da ombrellone del Tirreno, assieme alla stessa testata, siano solo una questione del passato.
    Una cosa la si può prevedere con ragionevole certezza: Il Pd sarà sparito molto prima.
    Marx in una lettera a Ruge scrisse che una caratteristica dei popoli è quella, dopo aver ingoiato di tutto, di ritrovare improvvisamente la saggezza. Il primo anelito di saggezza dei livornesi sarà di mandare a casa, in un modo o in un altro, la più grossa e pericolosa concentrazione di cioccolatai che abbia mai preteso di governare la città. E’ nell’aria è nelle cose. Quando e come succeda non lo so anche se qualcosa si vede eccome. Ma so che è un fenomeno irreversibile.

    ps. Ben lontano dal bollore italiano non mancavo di sfogliare il pdf del Tirreno. Palma ferragostata all’assessore Anselmi della provincia, premio all’attore non protagonista per il giornalista che gli ha fatto l’articolo. Anselmi. sorretto dalla premura di una stampa che ha to protect and serve (il potere) come imperituro motto, ha letto i dati sull’occupazione livornese come un poeta coreano che declama i titoli delle migliori civette del Vernacoliere. Quello che mi stupisce non è l’esistenza di certa gente ma la persistenza.

  2. cesare trucchia ha detto:

    Mi sono divertito a leggere i commenti all’ articolo,il tirreno on line, relativo al parcheggio dell’ ospedale. si nota un cambiamento in città,tante critiche firmate.qualcosa sta cambiando.

  3. Ricordo a Cesare che il parcheggio nei capannoni, lasciato perdere dopo una gara, fu un punto della nostra campagna elettorale…..

  4. S.J. Cioccolatai e’ una efficace espressione labronica, che appresi anni fa apprezzandola molto. La tua citazione mi appare assai calzante. Non sottovalutare la battaglia sulla Tia dei fossi, un esipodio ( citando Totò ) inarrivabile. Certo non l’unico. Ma parlando di cioccolatai e manager amaranto….

  5. Ludom ha detto:

    O un ve l’avevo detto che hb ha doti divinatorie! È un pezzo da novanta! Bisognerebbe risolvere qualche incompatibilità professionale, di cui temo “patisca”, e candidarlo direttamente a sindaco.
    Stamattina sono passato dal mercato e ho sentito due commercianti che parlavano. Uno di loro, ma proprio con un ragionamento argomentato e sofferto, esprimeva la propria delusione per l’evoluzione locale del pd (…proprio loro che sembravano un po’ meglio!….boh, chissà, forse meglio dei comunisti di prima…) e cercava di superare le resistenze dell’altro a che la prossima volta si votasse pdl……lo so ti fa ribrezzo solo pensarci, anche a me, ma un c’è altra scelta!
    Dai cioccolatai alla “barionda” al potere; che prospettiva bimbi, terrificante! Non che lo creda possibile eppure temo che quei fermenti, quell’aria nuova a cui fanno riferimento Santo e Cesare e che tutti constatiamo, venga vanificata dall’inerzia elettorale che spinge verso le formazioni maggiori.
    Non c’è da sperare, purtroppo, che l’antidoto possa essere rappresentato dalla qualità dei programmi o dalla rispettabilità e competenza dei candidati, è triste ammetterlo ma è così. Se un antidoto esiste potrebbe essere rappresentato solo dal determinarsi di una “novità” politica.
    A sinistra (sic!) una novità, destabilizzante magari, ma c’è….sempre che si “facciano sotto” un po’ di più ed evitino di essere identificati con personaggi ingombranti e non proprio di giornata……ed è il grillismo. Se prende forma, giovani indignati o sfavati, pezzi di elettorato storico e populisti anticasta di destra e di sinistra finiranno in quel “frigorifero”. Ho sentito dire che la Fds, stavolta, potrebbe arrivare a una candidatura di “movimento”. Poi però sento fare il nome di Cannito e onestamente con tutto il rispetto per Marco che stimo sinceramente, ma non mi pare proprio che ci siamo.
    Nel centro sinistra, amici cari, o si produce una frattura nel pd locale (questa sarebbe una novità) o ogni lista di “liberi e forti” non riuscirebbe neppure ad arrivare all’orecchio del suo potenziale elettorato di riferimento. Chi proprio non ce la fa più, e stanno crescendo, si dividerà fra astensione, qualcuno voterà persino grillo oppure si rivolgerà al “congelatore” del centro destra, come il commerciante che ho ascoltato.
    Noi, però, potremo continuare a criticare e satireggiare il potere da queste colonne. Bisogna sapersi accontentare.

  6. Caro Ludom, In quanto a fratture ho una certa esperienza professionale. Quelle politiche sono , a volte, inevitabili e certamente anche salutari a volte. Come quelle che accadono alla fine di una esperienza amministrativa, non prorogabile per legge. Poi possono portare vantaggi o sciagure, ma non e’ questo il punto.
    Anche io non credo a ripetizioni di vecchie liturgie e marchingegni Ma non ci crede ormai nessuno. Lo diceva anche SJ citando addirittura Marx. Alla fine non si può digerire tutto, inevitabile. Noi, modestamente, possiamo aiutare a capire le cose e le persone più indigeribili, sotto i diversi profili . Quanto ai grillini ed affini, che cataloghi di sinistra, ho qualche dubbio assai fondato, e non saro’ l’unico ad averlo. Quanto ai cartelli elettorali super sinistri, che Ludom immagina, mi sembrano assai ardui.
    Ed il centrodestra e’ francamente impresentabile, nelle sue frammentazioni e con un personale politico che Livorno ben conosce, e non digerisce proprio. Figuriamoci se basta qualche oriundo, o qualche minestra riscaldata.
    Vedremo, intanto ci sono le politiche, che chiariranno molte cose, inevitabilmente.
    Ed i tanti guai in corso, che non potranno far giocare al 2032.

  7. St. John ha detto:

    l’espressione “cioccolatai” è elaborata in diverse culture popolari. Ad esempio come mi hanno raccontato a Torino, dove il mestiere aveva assunto livelli di eccellenza e prestigio sociale ben prima dell’Italia unita, “fare la figura del cioccolataio” significava fare la figura di colui che, mettendo il becco in affari e cerimonie che andavano ben oltre le proprie competenze personali, finiva per pasticciare orribilmente. Come i cioccolatai del regno del Piemonte che, una volta assunto prestigio con il loro mestiere, cercavano di occuparsi degli affari della città finendo per pasticciare.
    Se si pensa bene a questa orgine, l’espressione cioccolatai è persino benevola per il PD livornese. E’ vero quel che dice Lamberti sulla Tia acquatica. Ma è solo uno degli episodi di una amministrazione che ha perso il polso della città. Va sommato a quello del parcheggio all’ospedale, a quello dell’accanimento random contro le biciclette, ai sequestri degli apini di chi sopravvive di rame etc. Dal punto di vista elettorale si prepara la débacle mentre si è convinti, con schemi di 10 anni fa, che facendo la faccia dura, con la “sicurezza” e la “legalità”, “i bilanci in ordine” si prendono voti. So perfettamente che le liste alternative al Pd al Livorno presenteranno un discreto tasso di improbabili tra i candidati. Ma i livornesi hanno detto “basta” da tempo. Una volta dissoltosi del tutto il pericolo di un proconsole di Berlusconi a Livorno, la stragrande maggioranza dell’elettorato del centrosinistra si sentirà in libera uscita. Qui, tra chi scrive e chi legge, nessuno è un ragazzino e credo non ci sia proprio da spaventarsi da un periodo di transizione. Convulso e contradditorio come da manuale. L’esperienza serve in questi casi mica per raccontarsela. Anche perché con un anno di “governo Monti oltre Monti” (parole di D’Alema) col Pd protagonista, due consecutivi di recessione, e le finanziarie di Cosimi al 2014 ci si arriva con un’esperienza di governo locale, stremata, esaurita, scossa da lotte intestine e forse anche convinta di passare la mano. Sempre se non accade qualcosa di grosso che rimescola tutto. E, se piove di quel che tuona, può accadere. Ma è qualcosa che potrebbe venir da fuori, le dinamiche livornesi in sé sono segnate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: