OSPEDALE NUOVO : “Anche perché la peggio di tutte, questa si conosciuta bene al sud, sarebbe avviare l’impresa e lasciarla in eredita’ senza garanzie di conclusione di tutta la storia. ” GL

GLamberti

“Ieri mi ha telefonato un amico , un professionista che ha partecipato con me alla raccolte delle firme per il referendum sull’ospedale.
Mi chiedeva se avessi letto delle gare per il nuovo ospedale, cosa che non avevo fatto travolto da Nerone e dal suo caldo africano nelle terre di benvenuti al sud.
Ebbene non si spiegava come di questi tempi si potesse assistere ad una pioggia di milioni , con contributi di privati generosi ( ? ), per una struttura la cui indispensabilità e’ tutta da dimostrare.
Senza considerare i costi connessi, le infrastrutture assai complesse da realizzare nella zona di Monetenero Basso e tutto quello che ci vorrà , annessi e connessi.
Soldi, cantieri di vario tipo e chissa’ cosa altro, mentre nell’ospedale diViale Alfieri si continua a spendere per adeguare la struttura esistente.
Insomma il mio amico architetto non ci capiva niente. Oltretutto dopo tutto quello che si e’ visto sulla viabilità e sulle incertezze connesse.
Ai tempi della Spending review e dei tagli dolorosi, dappertutto ed anche in Toscana, tutto questo sembra accadere in un mondo a parte.
Io purtroppo non ho letto, travolto da Nerone e francamente non ho saputo rispondergli.
Ma dovremo riparlarne , eccome. Vorrei capire tutto anche io, ben oltre una procedura di gara. Nuove destinazioni urbanistiche nei nuovi strumenti ancora non partiti, certezze sui finanziamenti infrastrutturali, sui progetti, sugli impatti, sui servizi , sugli spostamenti, sui livelli di assistenza che rimarranno a Livorno, e via dicendo.
Anche perché la peggio di tutte, questa si conosciuta bene al sud, sarebbe avviare l’impresa e lasciarla in eredita’ senza garanzie di conclusione di tutta la storia. Di tutto davvero.
Da queste parti , nel sud che non ci piaceva proprio e delle collusioni, di partenze in tromba ed mezze inaugurazioni di tromboni poi finiti male ne abbiamo viste a bizzeffe.
A Livorno non siamo a questo scenario, ovviamente, ma dispiacerebbe davvero, dopo gli anni delle tante opere compiute e consegnate puntualmente alla citta’, che fossimo dentro tanti teatrini a futura memoria.
Quelli che teme il mio amico, difficile dargli torto.”

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