IL CORAGGIO DI YARI

la Redazione

Dalla parte di Yari. Il coraggio di affrontare con una sola faccia una crisi politica ed una classe dirigente che non ha raggiunto gli obbiettivi annunciati . In nome di tornaconti personali e chissà cosa altro.
I delusi di questa svolta , che non porterà alle elezioni anticipate e viaggi premio , ieri erano quasi tutti presenti. Frastornati ed impauriti .
un Segretario ‘pulito’ e con gli attributi .Per questa Redazione , il migliore degli ultimi 15 anni.

G Lamberti

Un segretario si giudica, come tutti, alla fine e non all’inizio del proprio mandato. Certo è che l’inizio, per chi lo ha ascoltato per la prima volta come me, è incoraggiante.
Non è uno che le manda a dire e non ha atteggiamenti da vecchio/giovane burocrate di partito.
Ha affrontato alcuni temi e su questi non ha lasciato spazio a dubbi.
Un esempio per tutti. Quello del ciclo dei rifiuti e dei balletti sul nuovo termovalorizzatore, che anche noi denunciamo da anni.

Si è fatto aiutare da un sondaggio e non ha usato mezzi termini.
Inoltre ha dato un giudizio inequivocabile sulle lungaggini della amministrazione e sul fatto che bisogna fare tutto quello che è possibile per non lasciare macerie.
Mi sembra tanto, anzi tantissimo in una politica che rischiava di annodarsi nelle rincorse agli strapuntini, nel grillismo in salsa livornese e nei vecchi marpioni di una sinistra dura e pura, non si sa bene più per fare cosa.
Se poi ci mettiamo i goals di Mario Monti in Europa, le posizioni di Napolitano, quelle di Bersani, quelle più moderne di una Italia alla ricerca di una nuova anima e di un nuovo progetto , come spiegava ieri Latorraca, il quadro è definito abbastanza.
Certo, se questi due anni saranno anni di chiacchiere, le macerie di Livorno travolgeranno tutti e non solo Yari, al contrario se si dà un minimo di senso a questa parte conclusiva di un mandato decennale, allora le cose potrebbero andare meglio per Livorno.
Non si tratta, oggi, di far prevalere reazioni emotive e narcisismi vari, ma di pensare ad una comunità che, al contrario di quello che dice il buon Massimo Bianchi, ha tutte le carte in regola per essere la grande moderna città euromediterranea di Carlo Azeglio Ciampi e di tutti quelli che hanno speso la propria vita politica per migliorarla e darle un futuro.

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16 Responses to IL CORAGGIO DI YARI

  1. Alessandro Latorraca ha detto:

    Ci vorra’ un po’ di tempo per approfondire le due relazioni della conferenza iniziata ieri.
    Appare comunque chiaro per me il necessario cambio di passo che l’intervento di Yari impone.
    Se non vogliamo prenderci in giro cio’ che emerge con chiarezza e’ che per poter sviluppare il suo discorso la cosa piu’ urgente e’ il cambio radicale di una intera classe dirigente del PD, per il semplice e solare motivo che non ce la puo’ fare a stare al passo con quello che il segretario indica.
    Proprio su tutti i fronti, nell’idea stessa di citta’ ben evidenziata anche dalla relazione di Alessio.
    Sono stati toccati temi, quello del lavoro, della formazione, della portualita’, del turismo, della cultura, del reddito che hanno necessariamente aperto scenari, e Yari non poteva fare altrimenti, che comunque proiettano Livorno al confronto con i tempi che viviamo. Sono state usate categorie anche nell’analisi sociale che non fanno parte del patrimonio culturale di coloro che fino ad oggi hanno avuto ruoli dirigenziali nei partiti”vecchi” di cui si e’ composto il PD.
    E’ quindi necessario ora aprire una stagione non di “rottamazione” ma una stagione dove alcuni prendano le redini del partito e della citta’ se sostenuti dal voto e ad altri si chieda chiaramente che possono portare il loro prezioso contributo al partito e alla citta’ magari da ruoli piu’ nascosti. Sono i “frastornati ed impauriti” di cui parla Gianfranco.
    Il PD puo’ essere qualcosa di diverso e portare un contributo moderno, magari poi continuera’ a non piacere o addirittura forse sara’ spazzato via nelle prossime elezioni con buona pace di qualcuno.
    Io penso invece che se in questi due anni sapremo agire conseguentemente alle cose dette da Yari potremo ancora essere guida di questa citta’ , certo insieme ad altri, fuori da qualsiasi logica di autosufficienza.
    Se poi qualcuno continuera’ a non crederci, a pensare di essere uomo o donna per tutte le stagioni saranno affari loro, anche perche’ posticini di rendita ce ne sono sempre meno ma perche’ soprattutto ci sono persone, tante,tra cui anche io con umilta’, che saremo pronti a spenderci fino in fondo per una causa giusta e di rinnovamento e che in questo momento trova in Yari una solida e credibile sintesi, ma pronti a prendere altri lidi se in questi due anni si affacceranno vecchi marpioni con maquillage che cercheranno di fermare il processo ormai innescato….ne avremo modo di riparlarne ancora, vedrete.
    Auguro a Yari di rimanere solido nella sua posizione, di saper reggere alle limacciose risacche ancora presenti nel partito, soprattutto di saper distinguerà tra un autentico sorriso compiaciuto e un ghigno di stizza poco compiacente.

  2. Luca ha detto:

    Concordo con gli interventi di Lamberti e Latorraca,non aggiungo altro perche’ le loro sintesi spiegano molto meglio di come potrei fare io.Vai avanti Yari!!!!!

  3. Sirio ha detto:

    Questo si che e’ un segretario con le palle.Non si faccia intimorire e vada avanti,per buona pace dei personaggi in penombra o con i ghigni.Si vuole il ricambio,si punti allora e per davvero da giovani seri e di valore come De Filicaia e Ciampini.Coraggio.

  4. Wladimiro Del Corona ha detto:

    Gli interventi di Ale Ciampini e di Yari mi appagano di tante battaglie e di qualche ceffone ricevuto in questi 3 anni di legislatura.
    Sono felice nell’anima , dentro , perchè finalmente il PD può contare su un vertice fatto di idee chiare, coraggio e umiltà, cosa rara di questi tempi.
    Si è aperta come ho ripetuto spesso in questo periodo un’altra storia.
    C’è da temere i colpi di coda dei feriti gravi, ma la strada è segnata, con un PD oggi finalmente lucido e un gruppo consiliare che ha mostrato tutta la sua sintonia con il Segretario e la sua compattezza nel voto sul bilancio.
    Si va verso il 2014 con altra fiducia e con la determinazione per fare con innovato spirito verso gli altri e la città, sganciati dalle catene che ci tenevano prigionieri.

    Attenzione però, guardia alta e vigilanza forte perchè i fautori del ‘muoia sansosne e tutti i filistei’ possono ancora cercare di colpire .
    non tutti i rischi sono svaniti.
    Intanto Monti conquista successi importanti, il PD lo sostiene e pur avendo chiaro che non è il governo del PD ma dell’emergenza, la responsabilità nazionale potrà pagare.
    Come per altri versi non possiamo più di imbastire armate brancaleone politiche elettorali buone solo per vincere – forse – ma che il giorno dopo ci renderebbero ostaggi di contraddizioni insuperabili.
    Nemmeno dare spazio in una continuità suicida ai segni ideologici del fare politica o peggio ancora nel segno dei seggioloni e di carriere ormai fuori dalla storia.
    Come sempre Forza Yari, il partito intanto è con te , la società livornese può esserlo, quando chiarezza e lucidità programmatica, vedi per tutti il TMV – riesce a divenire patrimonio collettivo.

  5. la Redazione ha detto:

    @ LATORRACA : ‘frastornati ed impauriti’ l’ha scritto la Redazione, anche ieri presente, quindi testimone ‘oculare’! ;))

  6. Kinto ha detto:

    Le premesse sono non buone,ma ottime,
    e le parole dei due importanti consiglieri Pd,
    sono incoraggianti;
    anche perche’ immagino siano loro le risorse interne al partito
    che devono supportare ed accompagnare il cammino dei piu’ giovani,
    proteggendoli da attacchi piu’ o meno subdoli
    che certamente non tarderanno ad arrivare.
    Quello che piace del segretario De Filicaia e’ la schiettezza
    del pensiero e delle parole.
    Senza sconti per nessuno come deve essere,
    per chi ha l onere e l onere
    di guidare il principale partito cittadino.
    Non ci sono maesta’ in giro
    dunque non c’e’ possibilità di lederle,
    ma solo di giudicare ognuno
    per cio’ che da alla comunità.
    o ha gia’ dato.
    Dice bene Del Corona sul coraggio
    delle scelte
    e la chiarezza delle proposte che se ritenute valide molto meglio
    altrimenti fa lo stesso perche’ comunque
    ci si e’ dati con serietà e
    trasparenza.
    Badate che il sondaggio sul termovalorizzatore
    e’ il simbolo piu’ pratico per mettere assieme
    o meno alleanze concrete.
    Rigassificatore,piani del traffico sanita’ e piano dei rifiuti.
    Tutti temi “caldi” sui quali
    non si puo’ basculare ma indicare una direzione quanto mai chiara.
    o la si pensa in un modo
    o in un altro.
    Qualcuno si metta l animo in pace
    perche’ ha gia’ ricevuto ben piu’ di quanto meritasse,
    perche’ le persone passano,
    ma Livorno resta e va governata con responsabilta’,
    senso del lavoro e spirito di servizio.
    Saluti

  7. Kinto dice bene, i temi sono individuati. E di armate brancaleone non ne abbiamo più bisogno. Come dice Wladimiro giustamente. Ne abbiamo avute, in Italia ed anche qui, che sono naufragate non certo per le bizze, o almeno non solo per le bizze, ma soprattutto per in abili incoerenze programmatiche.
    Galleggiare barcamenandosi , su di armate messe su solo per convenienza e non per coesione progettuale, può durare anche a lungo, ma poi i nodi vengono al pettine . Si tratta di politica di un territorio, non di strapuntini ambiti e promessi. Il lavoro da creare di cui parlava Yari, che alla fine fa la differenza tra amministrazioni locali alle prese, tutte, con grandissimi problemi. Ma dai quali si può uscire in modo diverso, questo e’ il punto. E Latorraca, Wladimiro, Yari e molti altri lo hanno ben capito. Altro che staccare la spina su ordinazione.

  8. Alessandro Latorraca ha detto:

    Mi scuso per l’errata attribuzione della citazione ma poco cambia nella sostanza delle cose.

  9. St. John ha detto:

    cari signori, e’ giusto che vi facciate coraggio perche’ le prossime prove che dovra’ affrontare la nostra citta’ saranno molto dure. Non sara’ materia per soli esperti di retorica. Quanto alla giornata di ieri anche io ne traggo conclusioni positive, di segno diametralmente opposto alle vostre ma e’ la politica :-)
    Rimando alla famosa frase di una delle scene iniziali de “il gladiatore” di Ridley Scott: “un popolo dovrebbe capire quando e’ sconfitto”.
    Quanto a Bersani, fategli gli auguri. L’abolizione de facto dell’articolo 18 pesera’ parecchio, dal punto di vista elettorale, oltre ad essere una regressione dal punto di vista sociale e qualcosa di completamente inutile da quello economico. Ma gli auguri gli vanno fatti, quando viene, sulla situazione politica. O Monti (che stavolta si e’ mosso bene) ha spuntato per l’Italia i fondi Esfs (sperando che bastino) o il nostro paese entra nell’orbita del futuro Esm e li’ sarebbero c.. molto amari.
    Oppure si va a un bagno di sangue all’apertura dei mercati dei primi due-tre giorni della prossima settimana e allora preparatevi a ballare. Si meriterebbe tutti di meglio ma i tempi in cui viviamo sono questi.

  10. Non è colpa di De Filicaia il sanguinoso disastro Cosimi.

    pane al pane vino al vino . bravo Yari .

    E non sarà nemmeno colpa sua se per la prima volta nella storia livornese si andrà ad un giustissimo ballottaggio.

    Non è colpa sua se si ritrova a guidare un Partito da ricostruire .

    Yari con gli ultimi 8 anni e derivati non c’entra niente .

    E parla chiaro ed in faccia . E prova a dare una dignità anche a chi non se lo merita .

    Avanti Yari , non è colpa di tanti noi , ma il futuro inizia oggi.

  11. Wladimiro Del Corona ha detto:

    Caricare Yari di tanta responsabilità mi quasi paura, anch se lui lo sa e non si tira certo indietro. ma va aiutato e questa è la responsabilità di tanti che vogliono bene alla città, alla democrazia, al valore della partecipazione e all’offerta della politica.
    Certo SY non sono passati d’incanto i rischi di una situazione economica finanziaria che tu richiami spesso, ma per questo Bersani cerca di mettere al primo posto l’Italia e sorregge Monti nelle sue sfide .
    in caso contrario porterebbero ai drammi che tu , con molta competenza , ci ricordi.
    Mi pare però che in nottata qualcosa di buono sia accaduto, vedremo, intanto lavoriamo per Livorno nella consapevolezza di quale è il contesto in cui ci muoviamo.
    il resto è aria fritta andata a male in salsa demagogica.
    saluti.

  12. cesare trucchia ha detto:

    concordo un pò con tutte le analisi, un pò meno con la paura di Wladimiro. Il Segretario ieri ha detto 2 cose fondamentali, basta con gli alibi e il fattore tempo, in platea c’erano i vari assessori ed è a loro che si chiede senso di responsabilità, ovviamente prima di tutto al Sindaco.

  13. St. John ha detto:

    >Mi pare però che in nottata qualcosa di buono sia accaduto.

    la doppietta di Balotelli :)
    Eviterei i toni trionfalistici della stampa italiana anche se, stavolta, Monti ha mostrato capacità di interdizione nei confronti della Germania. Capacità inedita rispetto a qualche mese fa. La buona notizia è che, rispetto al duo Berlusconi-Tremonti, Monti ha una strategia..la cattiva, beh una cosa alla volta. Per capirsi, bisogna considerare un assunto: sulla stampa internazionale che conta (lingua inglese e tedesca) si dà per scontato che Spagna e Italia abbiano chiesto un meccanismo di bailout (rifinanziamento) per le banche. Bailout è il termine tecnico usato per i rifinanziamenti precedenti: Irlanda, Grecia, Portogallo. Sulla stampa italiana è tabù accoppiare la richiesta di bailout spagnolo a quello italiano. Fino a ieri il bailout si faceva accollando (semplifico) i debiti delle banche nazionali al bilancio pubblico. Una miscela devastante per l’economia e la società di quei paesi (e anche per il nostro. E qui non si capisce che con l’euro l’idea di dividersi in interessi nazionali è un suicidio. Eppure specie in Italia ci si ricasca sempre). Da stanotte l’accordo, che va ratificato il 9 luglio (e non è un dettaglio, anzi sarà una guerra su una serie di parametri complessi di governance che possono persino rovesciare il senso dell’accordo di stanotte)si prevede che i paesi come la Spagna (e guarda te il caso l’Italia) rifinanzino le banche in modo separato dal destino dei bilanci pubblici (che comunque andranno sottoposti non solo al fiscal compact, che non è uno zuccherino, ma forse a un controllo Fmi-Bce Ue e sarebbe un problema) entro un accordo quadro di controllo del sistema bancario. Resta un problema anzi una domanda. Come mai le banche producono sprofondi di proporzioni bibliche in tutto il mondo? Il successo (oggettivo) di Monti, separare il bailout delle banche dal destino dei conti pubblici, non risponde minimamente a questo problema. Anzi, secondo diversi analisti americani (che di sprofondi ne sanno qualcosa) non fa altro che porre le condizioni per nuove crisi. Perchè è la natura del mercato finanziario a creare nuove bolle, quindi nuovi sprofondi, quindi nuove necessità di bailout. Il lavoro certosino di mr. Monti non entra certo nel focolaio del virus. Lo sa lo stesso Monti quando ha affermato, in conferenza stampa, che i mercati possono girare a breve le spalle all’Italia. La strategia di Monti, con qualche correzione, è stata da qualche mese: comprimere i bilanci e separare il destino delle banche da quello dei conti pubblici. Il problema è che le banche continueranno a sprofondare, che i meccanismi europei di bailout non sono in essere, che l’economia è in recessione fissa, che lo squilibrio tra import-export in Europa è troppo forte tra i paesi membri, che questa separazione (o meglio un primo tentativo di).. del destino di banche e conti pubblici non risolve nessuno di questi problemi per molti anni..e che la finanza globale (i mitici mercati) sa speculare in queste zone d’ombra con abilità impressionante.
    I 120 miliardi per la crescita sono un pacco..questo era il punto più importante di questi giorni. Ma quanto ci è costato? Solo per mettersi al tavolo di queste trattative, l’Italia ha liquidato il diritto del lavoro. Per cominciare il gioco, a novembre, ha fatto sparire pensioni, spesa pubblica etc.. per continuarlo Iva, Imu, patti di stabilità. E tutto per un dispositivo di bailout, una astrazione finanziaria, dal destino incerto.
    Onestamente, così da non si va da nessuna parte. E non è certo una questione ideologica.

  14. Wladimiro Del Corona ha detto:

    Caro SY non ho certo la tua competenza in materia e probabilmente i salotti televisivi non arrivano a fornirci le verità , dico tutte. Ma avendo sentito esperti e giornalisti che non credo ne sappiano meno di te, avendo sentito MONTI che spegava alcune cose rispetto all’accordo raggiunto, avendo capito che dietro a questo accordo c’è la voce e la mano pesante di Obhama – ovvie ragioni elettorali e ricadute anche per gli USA – mi sento di non credere al tuo pensiero che oltre ad essere competente mi sembra politicamente interessato un po oltre i limiti oggettivi delle cose. Una cosa è certa , dal prossimo governo con il PD forza centrale ci aspettiamo anche noi più equità e giustizia socile. Conosco già il tuo pensiero e le tue controosservazioni, ma cosi andrà e sarà Un saluto

  15. Sirio ha detto:

    cosi’ andra’ e sara’,mi associo al pensiero ed al saluto

  16. St. John ha detto:

    caro del Corona, ti consiglio di credere alla presidente del Fmi che ha previsto 10 anni di contrazione dell’economia in Europa con le attuali ricette (in Italia chiamiamole Monti-Napolitano). Ricette che non Che Guevara ma il premio Nobel dell’economia Paul Krugman ha definito fallimentari perchè “affontano il debito come la causa dei mali dell’economia mentre si tratta di un sintomo”. D’altronde non ci posso fare nulla se lo stesso Krugman, sul Financial Times non sul bollettino della Rote Armee Fraktion, ha classificato come fallimentari le politiche alla Monti-Napolitano assieme a quelle di altri 172 casi simili. Sinceramente credo che diversi di voi, tra cui te, siate davvero in buona fede. Solo che non è la fede giusta per affrontare i drammi dell’economia di oggi. Si tratta di aprire la mente, lasciar defluire le mitologie negative (austerità, rigore), e aprirsi al nuovo.

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