AUTORITA’ PORTUALE , CLASSE DIRIGENTE , ASSENTI INGIUSTIFICATI E BEN PAGATI . MA LORO SE LA RIDONO . CITTA’ ABBANDONATA MA NESSUNO PENSI DI SCAPPARE !

La Redazione 

NON E’ POSSIBILE AVERE UNA RISPOSTA DALLA CLASSE DIRIGENTE LIVORNESE , SPARITI TUTTI  . LIVORNO ASSENTE ,  PRES.AP IN VACANZA, REGIONE  NON PERVENUTA MA SORRIDENTE E FELICE CON DIMISSIONI DA STRESS , ROMA INESISTENTE SALVO PREMERE  QUALCHE  BOTTONE  .LIVORNO HA  BISOGNO URGENTE DI UNA CLASSE DIRIGENTE

GLAMBERTI

Oggi si leggono sulla stampa nazionale analisi simili alle nostre di questi giorni, da parte di molti esponenti del PD.

Insomma le logiche correntizie , le carriere precostituite, la lontananza dai problemi reali di un territorio, le intese precostituite a prescindere per salvaguardare gli strapuntini sono alcuni degli argomenti in voga, su Repubblica e non solo.

E poi il richiamo pressante  alla necessita’ di stare stretti stretti ai problemi veri della gente, quelli di chi lavora e deve combattere su di una banchina per mantenere il posto, quelli che cercano casa, quelli che non vogliono aspettare ore per una visita e con un braccio rotto al  ps dell’ospedale.
Insomma appelli ad un rinnovato senso civico, quello che pensavamo anche noi, modestamente, al momento di partir con una lista civica per tentare di ridare una bussola alla politica, che guardasse alle cose da fare piuttosto che alle carriere da salvaguardare.

E ‘ Il senso della vittoria di Pisapia a Milano come di De Magistris a Napoli. Ripartire dal territorio, appunto.

Lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo stando con i piedi ben calati nel territorio livornese, che non guarda Rocca Salimbeni ed al Monte dei paschi, ma al Porto ed a tutto quello che ci sta intorno. Il senso di una storia anche politica di una città, che non può essere affidata a gestioni per corrispondenza.

Da li’ si deve ripartire, e presto, la citta’ non può stare a guardare, il consiglio comunale deve abbandonare i teatrini ed occuparsi di queste cose e non può assistere indifferente alle contrapposizioni dei nostri ragazzi sulla banchine del Porto, per un posto di lavoro. Uno scempio da interrompere al più presto, senza esitazioni e cazzeggi vari.

PS A CHI NON L’AVESSE ANCORA FATTO CONSIGLIO IL FONDO DI LATORRACA SULLA NAZIONE DI OGGI . ESEMPLARE.

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14 Responses to AUTORITA’ PORTUALE , CLASSE DIRIGENTE , ASSENTI INGIUSTIFICATI E BEN PAGATI . MA LORO SE LA RIDONO . CITTA’ ABBANDONATA MA NESSUNO PENSI DI SCAPPARE !

  1. Kinto ha detto:

    La redazione con le sue copertine fotografiche
    spiega sempre con grande efficacia la realta’.
    Gia’ ieri con la “merda d’artista” aveva colto
    l’essenza.
    Proporrei di mettere delle cavigliere elettroniche per monitorare i percorsi quotidiani di chi dovrebbe stare sulle seggiole
    a risolvere i
    problemi 24 ore al giorno compresa la domenica.
    Almeno sapremmo dove sono,non cosa non fanno
    ma almeno dove sono.
    Ho molto apprezzato il fondo di Latorraca su la Nazione,
    spiega in modo chiaro che tipo di politica si dovrebbe fare,
    si auspica di fare,
    fuori da slogan e pantomime,
    fuori da analisi, non solo del voto ,allucinate
    e dentro percorsi seri per individuare soluzioni serie per la citta’.
    Una “riscossa” civica moderata ma ferma
    e responsabile,
    e per qualcuno, evidentemente gli iscritti Pd, veicolata in linea di discontiuità
    dal proprio partito.
    Concordo ed e’ dove oggi voterei.
    Ringrazio Ludom della considerazione.
    Saluti

  2. Mario ha detto:

    Il punto essenziale e’ liberare il campo dalle alleanze a prescindere.Le alleanze si fanno sui programmi concreti,nessuna foto scattata anni fa legittima convivenze impossibili.Quando il segretario Pd parla e da del bugiardo a Idv sul piano dei rifiuti,lo fa proprio per questo motivo,programmi firmati e poi ritrattati cavalcando le onde dell’antipolitica,mentre e nel contempo si cerca di mangiare con la politica stessa.Anch’io condivido in pieno l’articolo del Dott.LaTorraca.Serietà e voglia d’impostare una programmazione futura con piu’ rigore e senza populismi,che portano”superficiale” ingovernabilità,
    e parassitari protagonismi.

  3. Dal recente voto amministrativo francamente non rilevo motivi di entusiasmo. Anzi.
    Vero che per sindaci eletti il PD è il vero vincitore, ma guai a noi cullarsi su questo dato.
    In verità il 40% di non voto e il successo delle liste di Grillo sono l’ultimo avviso per tutti.
    Certo, l’eredità di Berlusconi ci lascia macerie economiche e sociali di fronte alle quali per evitare di fare la fine della Grecia abbiamo avuto la necessità di Monti, sostenuta anche dal PD, che ha messo se stesso al servizio di una grande responsabilità nazionale.
    Ma Monti ora deve aggiustare il tiro e il PD deve fare la sua parte, perché le famiglie italiane sono strozzate da questa situazione e perché con una cura da cavallo di rigore si alimenta la recessione e non ci sarà crescita. Va dunque cambiato passo, ma intanto il disagio sociale , la rabbia, la protesta , si manifestano nel voto nei termini conosciuti. Deve o no essere una lezione a cominciare proprio dal PD?
    Se il PD al 25/26% è ancora l’unico partito solido, perno di qualsiasi alternativa al Cdx e per il dopo Monti, è purtroppo vero che non riscuote praticamente nulla dal grande avvilimento e dalla grande crescente sfiducia presente oggi nella coscienza degli italiani. Ai fenomeni di crisi economica e sociale si ne saldano però altri che chiamano in causa etica e moralità della politica che hanno determinato un allontanamento storico dai partiti e dal voto, vedi Lega, Luisi, e perché no gli arresti di Massa.
    O si faranno scelte coraggiose di riforme urgenti – elettorale, finanziamento pubblico ai partiti, costituzionali, con meno parlamentari, meno privilegi, meno costi della politica , aprendo una stagione assolutamente nuova e di discontinuità vera e profonda o saranno guai nel poco tempo da qui al 2013.
    Un contesto dove grande rilievo e importanza hanno comunque i territori. Allora per quanto ci riguarda , come sta Livorno dentro questo scenario quasi apocalittico per la vecchia politica?
    Non sono uno che fugge dalle proprie responsabilità, non l’ho mai fatto.
    Come non ho mai risparmiato in questi 3 anni di legislatura le mie riflessioni e le mie critiche quando ho sentito la necessità di corrispondere alla mia coscienza di eletto in CC. Non sono quindi ne un pentito ne uno che fugge.
    Ma registro una città al collasso, in grave situazione di disagio, con un CC molto impegnato a discutere di comunicazioni e poco su atti di governo utili alla città, specie in questa situazione di crisi grave come non mai, con un rapporto tra Consiglio, Commissioni e Giunta , tra Gruppo e Giunta , assolutamente precario in termini di partecipazione e coinvolgimento. Cose mai nascoste e sempre denunciate, nel gruppo, in consiglio, nel Circolo PD che mi onoro di dirigere, negli organismi di partito. Se non fosse cosi non sarei additato nello stesso partito come il rompicoglioni della situazioni, ma io la penso un po diversamente, che non sono io a fare danni alla città , all’azione di governo, al partito, ma un altro modo di “non agire e di non fare”, che può far prefigurare un cataclisma politico elettorale anche a Livorno. Sarebbe opportuno non scandalizzarsi ma attrezzarsi se si può e se ne abbiamo le forze. Può bastare la conferenza di Programma e il ruolo coraggioso di Yari?.
    Non ho mai nascosto il rischio di un Guazzaloca livornese davanti ad una azione politica e di governo insufficiente e inadeguata. Non ho mai nascosto grandi perplessità, sul Porto, sull’abitare sociale, sull’emergenza abitativa e normative allegate bisognose di urgenti riforme, come sul Piano Strutturale, sulle partecipate, sulla strategia sul fronte energetico e dei rifiuti, sui servizi e sul TPL.
    Ho chiaramente espresso allarme per la saga degli orrori e degli errori sulla discarica del Limonino e preoccupazioni sugli annessi agricoli, contrarietà su manovre che penalizzano la risorsa commercio con operazioni che non hanno fino ad oggi avuto lo spessore strategico di rilanciare un nuovo identificabile e moderno centro città, legato al turismo e all’attrazione competitiva.
    Infine ho sempre denunciato la latitanza dal quel bene prezioso che è la partecipazione.
    Chi ha seguito il mio stare in C. C. conosce questo percorso, in poche parole un percorso che ha sempre rifiutato di essere pecora per stare al merito dei problemi, forse l’unico vero antidoto alla crisi di fiducia crescente. Si può condividere o meno ma cosi è stato. Ognuno ha le proprie idee e pure nel partito avverto un approccio culturale vecchio e superato non proprio parte di cosa avrebbe dovuto essere il PD. Un PD grande fatto di popolo, insieme di culture, idee riformiste, fucina della partecipazione. Quanta distanza da questo manifesto natio, ostaggi dei peggiori vecchi difetti di PCI e DC, luogo di scontro tra svariate autoreferenzialità e voglie di carriera. Inevitabile sfinimento politico e lontananza dalla società, dai cittadini. Cosa dimostrano le primarie che invece di essere risorsa e valore aggiunto diventano suicidio politico? Cosa significa la discontinuità voluta dal Sindaco di Siena Ceccuzzi, che si ritrova contro la vendetta dei baroni che non gli votano il bilancio? Fatti poco edificanti e messaggi gravi questi si e Livorno ripeto non è in Cina. Se poi Il mio Segretario Yari vuole mi dimetto anche subito da tutto, cosa a cui tra l’altro sto pensando, meno ovvio che dal CC, dove mi hanno eletto i cittadini. A 62 anni non ho interessi o ambizioni da coltivare , ma la scelta di campo che ho sempre fatto , di stare dalla parte della gente questa no, non la rinnegherò mai, nel bene e nel male, ma questo è umano.
    Lo stesso protagonismo di Romano dipende da spazi e condizioni lasciate a suo favore, dalla mancanza della dovuta determinazione e chiarezza di governo su alcune questioni, valga per tutte la questione impiantistica AAMPS e nuovo termovalorizzatore, dove condivido pienamente le riflessioni di Yari e di La Torraca, ma verso il quale in tempi non sospetti ho iniziato uno scontro politico senza sconti. Mi domando dove andremo con una alleanza per vincere che non mancherà di creare grandi problemi in termini di cultura e responsabilità di governo.

    Ma queste riflessioni, per rendere più chiare le dichiarazioni fatte, non possono non inquadrare alcuni temi e nodi aperti in città, alcuni davvero seri.

    PORTO

    La riflessione va al percorso fatto sul porto e sul suo sviluppo avviata già dai tempi di Piccini, dove si disegnava il futuro sulle necessità contingenti. E allora , dove è e quando avremo il PRG del Porto ? Sta qui il futuro non nella demonizzazione del nuovo porto a mare con la darsena Europa, non un sogno ma una strategia in cui credere a meno che si voglia un porticciolo regionale con tutti i guai che significherà. Un futuro da costruire con una sintonia inevitabile tra pubblico e privato all’altezza del compito. Una semplice riorganizzazione non è il futuro perché l’attuale porto non ha le caratteristiche per competere sui mercati di oggi e di domani.
    Quindi , a che punto sta la Variante Anticipatrice del Porto?
    Quando andrà a regime la riorganizzazione delle banchine presentata dall’A. P. relativa alla specializzazione delle banchine stesse, tale da assecondare efficacia produttiva e il giusto equilibrio tra attività commerciale e sviluppo del polo crocieristico? Quando avremo il nuovo POT in scadenza? E l’escavo dei fondali in grado di ridare un minimo di sicurezza al transito e all’approdo delle navi in modo da evitare fughe in altri porti quando andranno a regime? In questo contesto la privatizzazione della Porto 2000, come spesso ricordato in CC, non può e non deve essere un regalo ai privati, ma un investimento sul futuro.
    Come si intende procedere al di la della questione Concordia, comunque importante perché è ossigeno utilissimo, sulla riparazioni navali e sull’equilibrio necessario con Porta a Mare? Non sembra che su questo punto ci sia chiarezza , perché Gallanti sta mettendo in discussione la strategie disegnate, anche in termini contraddittori perché Porta a Mare ed esigenze del nuovo polo turistico ricettivo stridono con le riparazioni navali confinanti, mentre il rilancio delle riparazioni in ottica strategica c/o nuova darsena Europa , assicurerebbe il rilancio su tutti i fronti.
    Domande e riflessioni sulle quali avremmo dovuto avere già risposte concrete e operative, ma siamo ancora ai famigerati iter, a tante incertezze e per alcuni versi ad anarchia funzionale.
    Assistere a lavoratori della stessa famiglia che si confrontano sulla banchina per un tozzo di lavoro non è lo spettacolo più edificante di questo mondo.
    Una situazione di guerra tra poveri che può solo amareggiare e allarmare.
    Il Porto è Livorno , è il suo motore principale e nelle condizioni attuali se non si regge la sfida dei mercati, della competitività e dello sviluppo, saranno dolori. Urge cambiare passo senza più retorica e pressappochismo ma con concreta azione di governo perché siamo di fronte alla domanda ; ma quale futuro ci aspetta se il Porto resta un incubatore di fenomeni soltanto critici invece di rappresentare la bussola strategica su cui imbastire la ripresa della città?
    .LAVORO

    Livorno sta soffrendo in modo asfissiante la crisi del lavoro con tasso di disoccupazione più alto della media regionale e nazionale. Possiamo leccarci ferite dolorosissime; la vergogna della De Tommaso e di Rosignolo, la precarietà dei lavoratori in Porto, di quelli del Caprilli, dove non si riesce ancora a disegnare una fuoriuscita dignitosa dalla situazione sia in termini di bando per gestione ippodromo che in termini strategici urbanistici, il dramma della Giotto e Calcagno e via dicendo. Un comune non può risolvere tutto ma neanche subire gli eventi che devastano il tessuto produttivo e sociale livornese.

    Il Piano Strutturale è dentro un iter pieno di incognite con un grosso punto interrogativo sull’approdo finale . Non è uno strumento a caso, è il rilancio di opportunità produttive, per nuovo lavoro, nuova occupazione, nuova ricchezza in una logica moderna , di innovazione , di competitività del sistema livornese. Quando?

    SERVIZI SOCIO SANITARI

    Abbiamo sostenuto e difeso l’idea del nuovo Ospedale. Bene. Abbiamo avuto, sulla spinta di una mozione sui servizi sanitari, audizioni in 5° commissione di tutti i soggetti interessati e protagonisti della vicenda sanità locale, riscontrando pure lontananze significative, infine un’audizione finale della Direttrice Calamai a mio personale parere insoddisfacente.
    Dobbiamo arrivare ad un documento , spero autonomo , del C.C., tale da inquadrare sintesi e spunti propositivi in favore di una sanità più vicina ai cittadini. Intanto :
    – il nuovo ospedale è dentro un iter non proprio agevole a cominciare dal fattore risorse
    – il patrimonio da dismettere è oggetto di preoccupazioni a cominciare da Villa Porcelli e dal distretto Fiorentina, nonché dalla vendita della sede di Via E. Rossi al momento sempre andata a vuoto. Ma soprattutto da cosa faremo del vecchio ospedale nella sua totalità, questione che potrà essere risolta solo in sede di Piano Strutturale.
    – questione fondamentale il funzionamento e l’efficacia dei servizi offerti dai distretti sanitari territoriali. Le liste di attesa sono una penalizzazione non digeribile dai livornesi, gli esami prendono la via di Pisa, l’esternalizzazione di alcuni servizi, la riorganizzazione di altri in ambito aria vasta, assistenti sociali in allarme che lanciano appelli, comitati che nascono per il funzionamento dei servizi, lavoratori che si rivolgono anche al PD con grande preoccupazione e in stato di agitazione che aspettano rassicurazioni.
    Abbiamo detto “ un nuovo e moderno sistema socio sanitario fondato su N. O. e società della Salute, sulla quale leggiamo gossip preoccupante dopo le dimissioni della Scaramuccia per i fatti di Massa e forse non solo. Ma può funzionare cosi? E’ normale tutto questo?

    SOCIALE

    Sui 34 milioni di euro in bilancio, che vengono mantenuti per il 2012 ho chiesto di conoscere voce per voce , di capire il ruolo della SdS, di conoscere il PIS, di fare una commissione dedicata a spulciare le poste che compongono questi 34 milioni di Euro, per capire come ci si misura con disagi e bisogni assolutamente nuovi nati nel cataclisma economico che ha colpito tutto e tutti. Ad oggi non c’è alcuna risposta e non è dato di conoscere l’esatta formazione del bilancio sociale. L’ultima riflessione sul PIS risale a quando ero io Presidente della 5° commissione circa 2 anni fa. Ma in tempi di durissima crisi e di gravissima condizione sociale delle famiglie, unitamente a servizi non all’altezza delle necessità, di comprensibile malumore dilagante, c’è bisogno assoluto di selezionare la spesa di individuare le priorità, dare senso ai servizi territoriali e domiciliari. Possibile che anche qui sulla base della crisi finanziaria – vera – dei comuni si debba votare tutto a scotola chiusa? Che tutto passi dalle decisioni di pochi escludendo di fatto le commissioni il CC?
    E’ tutto normale ?

    ABITARE SOCIALE

    Dopo aspra iniziativa e battaglia sociale abbiamo finalmente lo strumento per Fiorentina e non si sa quando avremo quello per Coteto.
    Ma Livorno per bocca dello stesso Assessore , è in condizioni gravissime, nonostante la modesta risposta della ex La Marmora, punto su cui non è mai venuta meno la battaglia dei sindacati, a dire il vero poco ascoltati. Ogni giorno è emergenza e Via Crucis.
    Con tutta la buona volontà non si riesce a capire quale strategia si stia affermando e le risposte date fino ad oggi ma sembrano insufficienti.
    La Caserma di via Adriana occupata e utilizzata come sprone a fare qualcosa è ancora in un iter indecifrabile, le risorse stanziate dalla regione per alleviare il problema della morosità incolpevole forse andranno agli interessati in autunno, permangono gravi situazioni di emergenza sfratti, strutture individuate e proposte magari per le emergenze immediate sono state accantonate quasi scandalizzati. Nel 2012 saranno erogati circa 200 contributi in conto affitto rispetto ai 750 del 2011.
    Tutto normale, normale dare colpa ai minori finanziamenti a disposizione? O sarebbe utile tornare a selezionare gli interventi e le priorità del sociale ?
    Ma la colpa è solo e sempre dei governi centrali e delle risorse che non ci sono. Un approccio che sa tanto di subire gli eventi senza consapevolezza dei danni e dei bisogni sociali. E allora diventa interessante anche la lobby dei poveri lanciata dal Vescovo, per chiamare tutti ad un sussulto di responsabilità .Ma non vedo grande dinamismo su questa emergenza sociale che sta strangolando Livorno, pur consapevole che Livorno non è in Cina.

    PARTECIPATE

    Enti nella bufera, con lavoratori preoccupatissimi e anche qui in mobilitazione. Con bilanci di cui non si conosce la vera entità, forse punto di attrito vero nelle dimissioni di Ritorni. Il gossip locale mormora di decine di milioni di euro di deficit che si troverà a gestire il futuro Sindaco chiunque sia. Cosa ci sia buono mi riesce difficile capirlo, con Rosi all’AAMPS, con i bandi regionali sui servizi per evitare possibili catastrofi nella sfida dei mercati. ??????

    STRATEGIA DEI RIFIUTI

    Non ho molto da aggiungere alle argomentazioni del Segretario Yari, ma serve coraggio, determinazione e chiarezza verso i cittadini, specie quelli del Picchianti e della Cigna , che vedranno tolti gli impianti della attuale sede AAMPS per essere collocati altrove fuori città. Mica è poco per la liberazione dalle ansie di questi cittadini e per la riqualificazione vera della zona.

    LA PARTECIPAZIONE

    Livorno sta soffrendo una chiara latitanza della partecipazione, mai come oggi si registra la nascita e l’iniziativa di tanti e diversificati comitati e movimenti. La vecchia logica di demonizzare i cittadini autoorganizzati è perdente. Certo legittimarli sul piano istituzionale non va bene, ma sarebbe saggio domandarsi perché c’è questa mobilitazione e misurarsi con le ragioni di merito evitando quelle egoistiche e strumentali. Resta il fatto che Livorno non è certo la patria della partecipazione e questo è un data assodato che prefigura cupe stagioni politiche e di governo.

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Devo riconoscere all’amico Wladimiro un grande ruolo di romp…. , le cose che scrive sono quelle che a piu’ riprese ha esposto nei luoghi del partito e del gruppo deputati a farlo, quindi in una cristallina coerenza.Condivido e ho condiviso con lui molte delle cose che anche oggi ripete…dobbiamo continuarlo a fare, anche se talvolta le risposte latitano. Forse il nostro ruolo oggi e’ proprio questo…e poi sicuramente dopo ci saranno persone migliori di noi chiamate a raccogliere. Per questo dico a Wladimiro di insistere e di non rinunciare a questo ruolo

  5. Devo leggere con attenzione le riflessioni di Wladimiro e mi riservo di analizzere i numerosi spunti contenuti, tuttavia condivido pienamente come sia necessario moltiplicare l’impegno e la determinazione, proprio in questa fase difficile . Del resto, nel partito di Enrico Berlinguer, ho conosciuto la sua passione ed il suo grande senso di appartenenza alla propria comunità . Per questo sono convinto che ha sempre tanto da dare alla citta’ ed al suo partito. nel merito , ripeto, ci torniamo, ma i punti sono quelli.

  6. leggo Del Corona , Latorraca o Ludom e vedo un po’ di luce , quasi una speranza .

    poi leggo il Corriere della Sera Fiorentino e il Pd incarnato da Ruggeri Marco che si scaglia contro Rossi che ha nominato un tecnico al posto della Scaramuccia senza chiedere al Partito .
    cioè , Ruggeri si era , anche lì , candidato ad ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITÀ .

    Avete capito bene .

    SENZA PAROLE.

  7. Mario ha detto:

    Credo che persone serie, ed impegnate come Del Corona o LaTorraca possano essere solo viste,o giudicate come delle valide risorse.ognuno con le proprie peculiarità.Ce ne fossero….

  8. henry w.brubaker ha detto:

    Beh,grande rispetto per Del Corona.Quanto meno c’è una tavola di problemi con cui confrontarsi,talvolta unirsi,talaltra ancora (serenamente)dividersi.Un modo serio di affrontare la realtà delle cose senza mascherarla sempre e ovunque,come fa oggi il Tirreno sulla sanità locale.Addirittura siamo alla dissociazione subliminale.In civetta “Pd contro la Asl”,all’interno del giornale- fra un’intervista a Bettini versione Jean Baptiste Bernadotte (generale di Napoleone) e una leccata a Spinelli- leggiamo.”Sanità Livornese ok” con un ridanciano Ruggeri in prima fila.Sai quanto gliene fotte alla Calamai delle liste d’attesa.Siamo di fronte a una sequenza impressionante di arresti,sequestri,dimissioni (non dimentichiamo quella del direttore amministrativo di Livorno),inchieste sulle ristrutturazioni ospedaliere,e questi annunciano il rimbalzo.Tutto ok.Rossi dovrebbe andarsene,e velocemente.Invece è li’ che prende l’aereo per Bruxelles e ipotizza demolizioni per la Concordia. .Poi ce n’è un altro,che convoca i Consigli alle 8 del lunedi mattina per sgommare il primo possibile.Sui bilanci,concordo con Pizzarotti.Dovrebbero essere consolidati con le partecipate.In questo modo emergerebbe il vero disavanzo.E su Livorno,caro Del Corona,le stime sono impressionanti.

  9. Ho letto Latorraca sulla Nazione, una analisi impietosa ma rigorosa di quello che sta succedendo e di come la politica sia qualcosa di più serio di letture di parte funzionali a ritagliarsi spazi dentro una presunta maggioranza, a prescindere dai contenuti. Esemplare.
    Mentre l’AP, che brilla per assenza sui temi principali in discussione,oggi approva atti senza raccogliere l’adesione degli enti locali, astenuti o contrari. Un nuovo schiaffo a chi rappresenta la città. Magari risponderanno che non se ne sono accorti, dello schiaffo. Ma Kutufà e Picchi devono proprio prendere schiaffi e basta? Livorno dove è finita? eppoi su una delibera che riguarda modifiche alla pianta organica ed assunzioni, forse già ipotizzate!!!

  10. Kinto ha detto:

    Esemplare come al solito HB,
    a contorno di tutto questo vediamo che il vero turista per caso Gallanti
    amplia i propri collaboratori con la contrarietà di Comune e Provincia.
    Roba da prendere e dare le dimissioni subito
    o molto meglio
    farle dare all istante.
    Anche li operazione politica pro Gallanti al limite della demenza politica
    e della sciatteria divenuta sistema.
    Meno male che con l ultra senile genovese doveva arrivare la globalizzazione,
    alla faccia della prostituzione intellettuale,
    l eventuale piazzamento lavorativo di altri conterranei o promiscui
    desiderosi di venire a puppare a Livorno come il capo
    credo sia roba oscena che ha la stessa eta’ del mestiere piu’ vecchio del mondo
    per l appunto
    Vergogna

  11. Per hb, le stime sulle partecipate sono devastanti, da parte di voci attendibilissime! Poi suggerisco le delusioni degli aspiranti assessori alla sanità sul Corriere Fiorentino. Mi ero un po’ sorpreso della versione grillina sui curriculum degli assessori, nella distinzione tra politica e tecnica, ma qui stiamo davvero superando ogni immaginazione, se il quadro fosse quello. Quando si dice la rincorsa forsennata a carrierine e carrierone e poi ci si domanda perché Grillo vince…

  12. Ludom ha detto:

    Non ho letto i giornali, non ho letto Latorraca. Me ne dolgo ma mi fido del giudizio di Kinto. Però ho letto Lamberti, ho letto Wladimiro che, ovviamente, andrà riletto.
    Siamo già entrati in una fase nuova. Guardate, è incredibile, ma si percepisce anche dal blog. Qui intervengono tre consiglieri e tutt’e tre, in questi giorni, hanno sentito in qualche modo il bisogno di fare una pubblica ricapitolazione delle loro scelte politiche, del loro operato di amministratori, per quanto dimidiati e anche un po’ offesi nelle loro/nostre prerogative.
    Se Bersani ha paura dell’antipolitica, se mai possa esistere un fenomeno sociale che sia antipolitico, troverebbe, in questo modo di intendere il servizio pubblico, un giacimento di risorse tale che avrebbe ben altra forza dire a Grillo: stai sereno, bimbino!
    Lo sapete. Personalmente, la penso in altro modo. Se non fosse per questa tabe riformista che mi costringe sempre a cercare il possibile (anche quando sembra impossibile, però!), avrei scritto di mio pugno l’editoriale di oggi di SS. Poi, la stessa tabe mi fa meravigliare che un’analisi così lucida non mi assegni nessun compito per l’oggi, ma questa è tutta un’altra storia.
    Quello che mi dispiace, non è l’assenza di una bandiera. Ho due figli. Non ho altre appartenenze! Quello che mi preoccupa è l’inabissarsi sulla scena politica di soggettività legittime, prima ancora che legittimate dal voto. Ed è per lo stesso motivo che mi permetto di insistere con Voi. Distinguetevi!
    Lo so che ci provate. Lamberti ha infilato un “filotto” di posizioni da manuale in pochi giorni ma rischia di essere un virtuosismo per specialisti. Ci vuole qualcos’altro. Un’iniziativa pubblica, non so come, non so cosa ma qualcosa ci vole!
    Altrimenti sarà un’altra soggettività che si inabissa nel caos e invece la città avrà bisogno di tutte le sue energie.
    Viviamo un’epoca strana. È un po’ come con l’Unione, lo sappiamo tutti che l’epoca spinelliana è finita. Cosa abbiamo davanti non lo sappiamo ma, come direbbe il Conte, sabato siamo tutti lì!

  13. Che ci sia necessita’ di iniziative pubbliche e’ giusto, dovremo farlo, tenendo conto peraltro che il prossimo e’ un appuntamento politico e quindi occorre capire gli scenari nazionali, a partire dalla legge elettorale. Sempre che cambi, ma ci credono in pochi. Resta il fatto che rimanere ancorati al territorio oggi appare una scelta inevitabile, senso civico e via dicendo.
    Certo la folgorante immagine di oggi, scelta dalla redazione, sgomenta un poco. Oggi non hanno fatto che domandarmi, vecchie volpi e giovani leoni , quanto potrà mai durare una situazione del genere? Se vediamo che nel comitato portuale,su di una delibera importante, comune, regione e provincia votano ognuno per suo conto, verrebbe da dire assai poco. Ma poco davvero, se esiste un minimo di dignità , anche personale . Poi facendo il conto di storie ben note, vediamo che si fa l’abitudine a tutto, o quasi.

  14. St. John ha detto:

    >Poi, la stessa tabe mi fa meravigliare che un’analisi così lucida non mi assegni nessun compito per l’oggi

    su, il ghiaccio a Livorno si sta rompendo. Il processo sembra irreversibile.
    Quando le crepature si faranno più grandi l’evidenza si mostrerà da sola. Ora sono ancora in tanti, e di culture politiche molto diverse tra loro, a non aver capito che questo processo è, appunto, irreversibile. Quando l’evidenza si mostrerà, ci sarà modo di parlarne.
    Adesso la mutazione percepita è ancora di bassa intensità :) molti la percepiscono come cambiamento..dammi retta il tempo è signore..e darà anche occasione di metterci le mani. Te lo dice uno che per carattere non ama aspettare.

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