DUE SEMAFORI PER LA SANTA PATRONA

La notizia principale sul principale quotidiano locale, nel giorno della Santa Patrona, è che ci saranno due nuovi semafori in città.  Nientedimeno e lavori già in corso . Una intera paginata per questo straordinario evento che , in una giornata particolare e festosa, ci viene regalato dalla amministrazione, in modo sorprendente. Certo non  faccio una colpa alla stampa dell’enfasi, si vede che questo passa il convento, ma viene davvero da pensare. Dopo aver letto le parole accorate di Wladimiro, di questa notte e dopo aver ricevuto le telefonate preoccupate di molti che hanno a cuore i lavoratori della Porto 2000 e quelli della Compagnia, in banchina a confrontarsi tra di loro. Ma la risposta della AP, che pensavamo fosse in ferie aggiuntive visto il ponte con Santa Giulia, non si è fatta attendere, dice la cronista questa volta con innegabile ironia. Cosa aspettava l’AP per farla, che venisse a Livorno Monti di ritorno da Brindisi ? Pensiamo a decisioni immediate,   ma poi vediamo che parla di Piano Regolatore del Porto e di un  percorso che non sappiamo ancora quando finirà mai, visto che bisogna tra l’altro che si raggiunga l’intesa con il Comune, che non è un semplice atto burocratico, ma un passaggio consiliare assolutamente delicato ed autonomo. Forse a Genova si usa diversamente, ma da queste parti il Comune non è un passacarte , prendere o lasciare. Non funziona così. E vedremo come sindaco e giunta garantiranno prerogative di legge, di buon senso e di buona politica  secondo le consuetudini livornesi. Chissà perché si dimenticano il Piano Operativo Triennale, quello ha scadenze di legge. Ed il consiglio comunale, a Livorno, non ha mai fatto da spettatore assente sul tema. Mai, sotto qualsiasi sindaco e con qualsiasi presidente. Forse basterebbe consultare gli archivi del comune, per chi viene da lontano o sta ancora fuori città per il ponte.

Ecco allora che a chi teme per i confronti tra i ragazzi del porto, per chi come Wladimiro non vuole rassegnarsi e si incazza, non resta che sperare nei due semafori. A proposito, non so se hanno dato la data dell’evento rivoluzionario, come dice il buon cronista, ma gli consiglierei di non perdere di vista la storica opera pubblica, ormai mancano solo due annuo alla scadenza del mandato e non si sa mai, con lavori così complessi, potrebbero esserci sempre degli imprevisti strada facendo…

Aspettando le date del POT ( oltre quelle  dell PRG del futuro )   e le scadenze in Consiglio , relative. Per parlare di cose serie, dopo il ponte di Santa Giulia, che, secondo me, alla fine e nonostante la santa pazienza, si sarebbe incavolata un po’  anche lei!

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18 Responses to DUE SEMAFORI PER LA SANTA PATRONA

  1. Conte di Montecristo ha detto:

    Vergogna.

  2. St.John ha detto:

    Anche io sono convinto che il pd non stacchera’ la spina al sindaco. Solo che nel 2014 sara’ la citta’ che stacchera’ la spina al pd. Una situazione inedita indubbiamente.

  3. io condivido con s.j. il fatto che il 2014 sarà una situazione inedita. inevitabilmente visto l’andazzo locale e vista la situazione nazionale. un dato di partenza, poi cosa potrà accadere non è oggi prevedibile davvero. il pd credo sia di fronte a scelte ineluttabili, non possono essere così inconsapevoli di tutto e rimanere ad aspettare la lieta novella e da chi poi?

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Faccio fatica anche io a seguire le vicende che la politica non politica livornese ci offre. Sono tra l’altro in una posizione particolare perche’ non posso rinnegare il mio ruolo che non ritengo assolutamente neutro e confesso con un po’ di disagio. Tutti i commenti letti sul blog, ascoltare le persone che incontro, fanno riflettere sulla reale difficile situazione e della quale mi sento in parte responsabile. E forse questo il disagio che esprimeva Wladimiro.
    Sono convinto che come dice SJ il PD livornese potrebbe trovarsi in grosse difficolta’ alla scadenza dell’attuale mandato tittavia ancora piu’ ansia lo crea la possibile reale incapacita’ di Livorno di darsi un’alternativa. Mi fa paura essere condannato a immobilismo perenne. Mi fa paura vedere anche nel mio partito mancanza di possibilita’di vero ricambio, persone capaci con autorevolezza di dare un cambio di passo. E per questo che non possiamo affossare nessuno in questo momento; dobbiamo credere della possibilita’ di poter continuare a dare qualcosa, costruire qualcosa di buono in questi due prossimi anni. Non sioamo sciocchi soldatini e vediamo tutti i limiti sono li davanti ma non possiamo adesso essere degli irresponsabili e mandare definitivamente Livorno al macello e a guerre tribali.Dobbiamo mantenere la calma dei forti, digerire qualche boccone amaro e contribuire a dare un suffiviente grado di credibilita’ alle nostre istituzioni. Domani poi vedremo quanto saremo stati in grado di reggere e quamto dovremo lavorare per il rilancio di quests citta’ al di fuori anche di vecchie r logore tiritere politiche con strumenti anche rinnovati.

  5. Ludom ha detto:

    Capisco il disagio di Latorraca, come non mi sorprende la rabbia di Wladimiro, ma non devono sentirsi responsabili di nulla. Non molto di più, almeno, di qualche altra decina di migliaia di livornesi. Il modo come hanno poi interpretato il mandato ricevuto dimostra chiaramente che avevano pensato a tutta un’altra storia e se c’è colpa è colpa lieve.
    Secondo me però è proprio sbagliato pensare che l’assenza di alternative in città sia una condanna che deve suggerire solo prudenza e solerte alacrità, che di per sé non sarebbero mai un male.
    Se l’alternativa non c’è, e condivido né dentro né fuori il pd, siete voi che dovete cominciare a costruirla. Voi democratici critici intendo, insieme ad altri amici che scrivono sul blog, a cominciare dal nostro ospite.
    Perché, insomma, io non credo che fra due anni il pd livornese sarà in grado di compiere scelte che oggi non riesce neppure a delineare.
    Non so se sarà il pd stesso ad implodere in una pluralità di liste civiche, di certo, con i tempi che ci aspettano, mi sembra difficile che siano in grado di dare una sterzata al centro. Già perché, ad esempio, oggi a Livorno che di stranezze non se ne fa mancare, Lamberti rappresenta il centro, pur essendo stato sindaco ultralongevo del centrosinistra e senza aver subito, nel frattempo, mutazioni genetiche.
    Se poi lavorando a testa bassa, come propone Alessandro, si riuscisse a fare qualche migliaio di posti di lavoro in più, allora rivotano anche il Cosimi. Ma è questa la prospettiva che abbiamo davanti?
    Noi arriveremo al 2014, piange il cuore a dirlo, in una condizione penosa e dopo il terremoto tremendo che saranno le elezioni del 2013.
    Ma avete visto le amministrative? Non solo l’esito del voto, l’assenteismo, Doria, Orlando, i Grillini ma la miriade di liste civiche, anche quelle di puro mascheramento. Perché nel 2014, qui a Livorno, dovrebbe essere più tranquillo?
    Forse sarebbe meglio che riusciste tutti quanti a staccare la spina prima del 2013. Per il bene del pd stesso, come dice SJ, una maggioranza al ballottaggio ancora la raccattano. Se questa via è preclusa cominciate a lavorare comunque ad una prospettiva diversa. Con l’abituale senso di responsabilità e concretezza ma cominciate. Difficile, lo so, ma fra nemmeno un anno comincia la Babele e non vi si fila più nessuno. Invece bisogna esserci e più di 3.000.
    Queste cose, di solito, le dico alla sinistra che non c’è ma se non ci siete neppure voi o siete confusi in una marea di cloni del nulla, a votare ci vado, ma voto scheda bianca…..anche perché i grillini, Santo, bisogna che si facciano vede’, altrimenti, hai voglia di incrocia’ il linguaggio della tv generalista con la multimedialità della supercazzola. ;-)

  6. Kinto ha detto:

    Concordo con il Dott.Latorraca,
    ed anche Ludom come sempre scrive cose molto interessanti.
    come gia’ dicevo ieri
    lo spirito critico
    dovrebbe essere la spina dorsale di ogni partito
    o formazione politica anche allargata;
    a maggior ragione nel Pd che ad oggi comunque la si metta
    e’ il primo partito in Italia.
    Le ultime elezioni tra tante cose hanno detto questo senza tanti giri di parole.
    Ad oggi se fossi un iscritto del Pd farei un monumento a De Filicaia
    che in un mare nostrum di assenteismo irresponsabile
    di mesi bianchi
    e danni certificati
    ogni volta parla chiaro e tira dritto,
    come si conviene ad un segretario serio e non figlio della casta.
    linea dritta
    e sui programmi vedi inceneritori
    e il due volte “bugiardo” dato all esponentino dell Idv
    e sul metodo d impostazione del presente
    che guarda oltre.
    Probabilmente ha ragione Lamberti
    andare ad elezioni
    visto che il Pd i numeri li ha in consiglio
    sarebbe un massacro
    per Livorno,
    pero’ prima o poi e credo sia questo l auspicio dello stesso
    Wladimiro
    mi correggera’ se sbaglio,
    dovranno essere lanciati segnali forti di discontinuità con questo orribile e sciatto modo di governare la citta’,
    da turisti per sempre.
    Leggasi municipio,leggasi Autorità Portuale.
    Saluti

  7. Ho pubblicato un atto del Consiglio su scelte che andavano compiute ieri, per impedire di perdere posti di lavoro e far litigare ragazzi livornesi, iscritti allo stesso sindacato. Mi è è sembrata la migliore risposte alle riflessioni di Ludom e non solo . Io non sono affatto il centro, sono quello che sono e non devo spiegarlo, dopo tanti anni. Ho evitato di iscrivermi al pd, alla sua nascita a cui ho contribuito, vedendo logiche correntizie e vecchie , legate solo posizionamenti interni, avulsi dal concreto di quello che ci succedeva intorno,cose che caratterizzavano quella fase politica. Oggi mi sembra che , in questo marasma, il pd abbia incominciato a cercare di essere un punto di riferimento su cose che contano, su progetti definibili e fuori da vecchissimi schemi di potere interno, lontano da logiche frontiste tardoideologiche. O almeno ci tenta.
    Aiutare questo processo, rimanendo al merito delle cose, mi sembra l’unica cosa sensata da fare oggi a Livorno. Una lista civica come la nostra nasce per questo ed ha senso per questo. Ci voleva coraggio, ma in fondo era giusto non rassegnarsi. Non abbiamo mai lottato per strapuntini e convenienze personali, un vanto per Livorno e per chi l’ha rappresentata. Ci consente di essere diversi da Parma ed anche da Siena, per non andare lontano.

  8. St. John ha detto:

    cari signori, guardiamo i problemi in prospettiva. Ecco un’ ordinaria giornata del 2020.

    Con ogni probabilità, vi risparmio le proiezioni giocate sulla statistica, la grande maggioranza dei livornesi non avrà alcuna possibilità di accedere a questo tipo di giornata. Invito, specie chi è convinto di risolvere tutto con ostacoli a pensare (tipo austerità-rigore-crescita-mercato), a focalizzarsi su come funziona il mondo oggi. Le zone del mondo che vivranno come in quel filmato si svilupperanno proprio perchè esisteranno zone come le nostre che radicalizzeranno il loro declino. La competitività non è un destino ma di sicuro un dogma dell’economia di mercato. E se qualcuno vince quello che vedete nel filmato, qualcun altro perde. Per motivi economici, impliciti nel mercato, e di scarsità di risorse, se non c’è cooperazione, the second lose all, the first win all. Non c’è premio di consolazione. Onestamente, mettendosi la mano sul cuore (io me la metto in posti meno nobili ma solo per scaramanzia), infliggereste a questa città il governo di un’arca di Noè di sopravissuti, giovani e più stagionati, del Pd fino al 2018 o 2019?
    Ora non faccio nomi per non essere impietoso, e poi i nomi deviano sempre dai problemi, ma il Pd livornese non ha nel complesso uomini e donne all’altezza dei problemi che abbiamo davanti. Di sicuro non ha un metodo di squadra ammesso e non concesso che si ponga il problema.
    E non basterà nemmeno staccare la spina.
    Visto che non mi devo candidare alle elezioni, cerco di vedere il problema da un punto di vista politico unpartisan. Livorno ha bisogno di formare una classe dirigente. Che sia innovativa, che non tremi di fronte al rischio e agli insuccessi e che abbia voglia e fame, non che aspetti di essere cooptata da un serraglio di bolliti come accaduto negli ultimi anni. Poi ha bisogno di elevare il processo di apprendimento del sapere da parte di chi classe dirigente non sarà ma è necessario per far funzionare una città.
    Personalmente, così rispondo a Ludom, preferisco spendermi su questo piano. Vale più punti di Pil di quanto si immagini alle nostre latitudini. Poi una classe dirigente si può dividere in gruppi di interesse, ideologia, vocazione. Come è accaduto per la guerra: ha formato una classe dirigente che poi si è differenziata per ruoli e posizionamento ideologico e strategico.
    Se non si pensa e non si agisce in questa prospettiva di problemi questa città qui nel 2020, e sono otto anni, non c’è più.

  9. lizaveta ha detto:

    “Forse sarebbe meglio che riusciste tutti quanti a staccare la spina prima del 2013”

    Questo bisogna fare, e l’ho sempre pensato leggendovi in costanti lamentazioni ed alti lai verso il “non fare” degli altri.Ad un certo punto sopra le macerie si ricostruisce sempre, anche con fatica e a volte con dolore, ma si rinasce. Meglio una definizione che un lento sbiadire.
    A proposito di traffico: ma una rotonda non sarebbe stata più semplice? Forse perché l’assessore è un architetto a cui piacciono le circonvoluzioni art decò?? :)))

  10. Il mandato elettorale e le responsabilità conseguenti sono la sostanza della democrazia. Ognuno ne risponde direttamente nelle istituzioni e pubblicamente. La chiarezza e la comprensibilità di quello che succede e’ un dovere per tutti. Elaborazioni , più o meno attendibili e giuste, non possono eludere questa elementare regola . E le responsabilità sono proporzionate ai ruoli che il mandato popolare ha definito. Non ci sono scappatoie. Eppoi le fughe non appartengono ad una cultura politica e civica, che continuo ad invocare

  11. St. John ha detto:

    già che vi siamo, rifacendomi a gentile intervento precedente, ecco un politica territoriale che, opportunamente studiata e adattata allo specifico livornese, si può implementare da noi integrandola con una serie di macropolitiche economiche esistenti. Culturalmente non è il mio paradigma, che resta rigorosamente falce and martello, ma rielaborando intelligentemente la proposta vi si trovano gli elementi per una politica di rinascita urbana a livello grassroot. Prendetevi un quarto d’ora, ne vale la pena.

    Messa anche così, con questa signora che spiega con garbato accento emiliano , è roba da choc e panico per il 95% della classe dirigente livornese. Ma da qualche parte la realtà dovrà pure filtrare..

  12. Alessandro Latorraca ha detto:

    SJ ci pone come al solito un problema interessante ma un pò fuori portata perchè semplicemente non credo che quello che abbiamo visto nel filmato possa essre il futuro non dico di Livorno o della nostra Italia ma di nessuna parte del globo.
    Purtroppo se alzo lo sguardo credo che il panorama futuro sia più quelo di “the day after” ricordate l film ?. La prospettiva non è quella di una crescita o di una ripresa: quelli del FMI, quelli dei G8 o G20 prendono in giro la gente. Come le grandi multinazionali dell’elettronica di alta fascia.
    Assisteremo invece ad un progressivo depauperamento del sistema globale e non saranno possibli scenari visti nel filmato.
    Quello che ci ha proprsto l filmato non è semplicemente compatibile con la pace nel mondo: apre invece scenari eventualemnte da terza guerra mondiale e non lo dio da iettatore ma da lettore della storia, confortato da autorevoli studiosi che scrivono su riviste di geopolitica internazionale come piace a SJ. E’ una possiblità che oggi dobbiamo mettere in cantiere, purtropo e abbastnza realistica
    Di fatto più di tre quarti del mondo non ha accesso agli elementi primordiali quali acqua e pane; non ha diritto alla salute, alle medicine, alla sopravvivenza. E’ in loro nome che esploderà un giorno con violenza la situazione socio-politica globale. Noi assistiamo esclusivamente alla caduta di un’altro mpero, come quello Macedone di Alessandro o quello romano. Seplicemente. E non possiamo arginare questa caduta semplicemente.
    Il dramma è che ad oggi non esiste una classe politica mondiale capace di interpretare in senso “cattolico” la politica mondiale.
    Il dramma se così possiamo chiamarlo è tutto nostro, occidentale, non riguarda tutti e allora figuratevi cosa possa interessare al mondo intero la crisi che è solo crisi di un sistema.
    Niente di nuovo sotto il sole, c’è un tempo per piangere e uno per ridere, uno per vivere e uno per morire canterebbe Qoelet, lo scandalo della Bibbia.

  13. se questo e’ uno spazio per far filtrare scenari più significativi, mi sembra un apprezzato riconoscimento al lavoro della redazione. Nel merito mi riservo, dopo attento ascolto

  14. Alessandro Latorraca ha detto:

    Per ampliare apunto e far filtrare gli scenari più ampi vi consiglio di andarvi a leggere l’aticolo riportato sull’indirizzo
    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=28254

  15. cesare trucchia ha detto:

    se tra i lettori di questo blog ci fosse un “grillino” si divertirebe un sacco. quante parole, e quanti pensieri complessi per definire un fallimento.Ricordo a tutti che non stiamo parlando del lavoro di un governo con tutte le difficoltà del nostro sistema elettorale, stiamo parlando di Livorno, un’ amena città di 160.000 anime che alle scorse elezioni ha scelto un sindaco che ha la maggioranza per governare anche se 2 o tre hanno la cacarella. e deve far riflettere se 2 su 2 dei consiglieri del PD che scrivono sul blog manifestano, a dir poco, un disagio della situazione attuale. sono certo che a Livorno come nel resto dell’Italia queste situazioni hanno un’unica soluzione e questa è all’interno del partito. e mi fermo perchè non è casa mia.
    P.S.
    un cosiglio piccolo – piccolo, una certezza la dovreste offrire ai vostri elettori e simpatizzanti; chi ha fatto male il proprio lavoro, non deve essere premiato. Per dare valore alle belle parole come ricambio, nuova generazione….qualcuno deve essere sostituito, non premiato. (I sondaggi dicono che la gente è stanca e non va a votare perchè i partiti si comportano tutti allo stesso modo).

  16. Ludom ha detto:

    Il lavoro e il merito della redazione non si discute! Però anche i contributi degli interventi non sono poca cosa. Non ce n’è uno che non offra spunti di seria riflessione e che non inviti all’interlocuzione….sarebbe lungo!
    Per tornare sull’argomento che ho trattato, per amor di mediazione, propongo di attestarsi almeno sulla formula di Kinto. Non c’è dubbio, sono sempre stato d’accordo quando si dice che un sindaco che ha una maggioranza autosufficiente non ha motivo per trascinare una città in una fase di nulla. Anzi, io aggiungo non ha il “diritto”…….e tanto glielo ha prescritto un collega di fa’ ir sinda’o!
    Le elezioni anticipate costituirebbero di certo un passaggio delicatissimo, usiamo allora la formula kintiana ….prima o poi credo sia questo l’auspicio….. nel senso almeno di dare almeno forti segnali di discontinuità, aggiungo, di differenziazione fortemente critica. Altrimenti il discredito travolgerà tutti.
    Prima o poi mi consentirete di riprendere un discorso con St…..un saluto.

  17. Condivido Ludom. Kinto ha idee chiare. Quanto al disagio che viene espresso qui, come dice Cesare, credo che il contributo critico e sofferto di tanti, nasca dalla percezione che questi due anni saranno decisivi per costruire possibilità concrete di cambiare le cose in meglio a Livorno , senza rassegnazione fatalistiche. E’ uno spazio che vive da anni, ormai, quotidianamente e tiene viva una prospettiva fuori dai vecchi schemi. Non e’ poco, anzi, mi sembra tantissimo . Visto che poniamo, da sempre, questioni molto concrete e senza ritualità ormai ammuffite. Credo che presto dovremo aprire anche qui una nuova fase, come dice Ludom.

  18. St. John ha detto:

    caro latorraca, una volta mi devi spiegare come fai a pensarla in questo modo ed avere le posizioni che prendi in consiglio. Bada bene non ne faccio questione di coerenza, i cui tribunali sono affollati di giudici superficiali, ma di capire proprio come la pensi. Quanto a Chossudovsky, che gentilmente segnali, lo seguo da quando pubblicò un articolo per Le Monde Diplomatiche sull’effetto delle politiche Fmi nella preparazione della drammatica crisi jugoslava. E’ più bravo nelle analisi retrospettive che per la definizione di scenari. Personalmente non credo che ci troviamo davanti ad una prossima esplosione del pianeta. “Semplicemente” l’area dove viviamo (Livorno, l’Italia, il mediterraneo dell’Europa) sta declinando e passando verso il sud del mondo. Questo ci pone, figuriamoci nelle scelte concrete della nostra città, di fronte ad un sacco di problemi inediti e, per tutte le generazioni che sono sulla scena, spesso persino difficilmente pensabili. Il mondo che hai visto, prefigurato in quel modo, lo vivranno altri. Noi dobbiamo contribuire a costruirne uno che non sia l’invidia di non essere il quel mondo, che non sia il terrore di essere dove si è e che sia il piacere di vivere dove ci si trova. Dura ma fattibile.

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