BOMBE MOLOTOV A LIVORNO

Molotov contro equitalia, a Livorno. Sintomi preoccupanti. Da respingere con forza, condannare, isolare.

Livorno , in questi giorni,  rimane sospesa tra molotov da una parte e dall’altra bidoni tossici, enormi relitti da smaltire, rifiuti da capire come trattare, mare inquinato e divieti anche ai pancaldi, amps  con i buchi e Rosi, spil ed i parcheggi d’oro, borgo di Magrignano con destino a dir poco assai incerto, Rossignolo superindennizzato da amministratori plaudenti per un finto suv  e balle cinesi,  Gallanti finito a chi l’ha visto in pausa ferie continua, il Livorno a rischio di brutto, consiglio comunale imballato in modo indecente per le beghe per uno strapuntino, olt che certo  si fa anche se qualcuno fa finta di non accorgersene, ma sperando che serva anche alla città di Livorno e non solo a Pisa, le infrastrutture per l’ospedale e non solo di cui non si sa più nulla, il fantasma del prg del porto, la compagnia che non si capisce dove e come andrà a finire e via declinando. Se il rischio più grande per il nostro futuro siano allora le molotov ad equitalia oppure tutte le altre bombe innescate che conosciamo e denunciamo da tempo, non è difficile capirlo.

Non abbassare la guardia certo e sempre. La bomba più micidiale è, a questo punto,  la rassegnazione fatalistica di tanti che non vanno nemmeno più a votare e si rinchiudono nella loro disperata solitudine. Di quelli che alla fine se ne fregano e mettono tutti coloro che ancora spendono il loro tempo a tentare di fare un po’ di buona politica nello stesso calderone. Quelli Che guardano allo spettacolo del nostro Consiglio Comunale con il distacco irridente delle rappresentazioni inutili e patetiche, mentre chi si sistema nei posti che contano lo decidono consorterie e lobby che non hanno certo bisogno di luoghi pubblici per incontrarsi, anzi. In fondo la politica resta solo quella lì. Altro che vaffà…

A Livorno, come e forse più che altrove, i sintomi di una deriva tesa a svuotare il senso di una democrazia rappresentativa comprensibile e partecipata, sono evidentissimi. Certo, i vuoti si riempiono e quelli che hanno interessi concreti da difendere trovano alla fine il modo, non bisogna essere esperti per capirlo e meraviglia che la stampa sonnecchi su questo. Ma gli spazi sono sempre più stretti , alla fine qualche partita devi pur vincerla, altrimenti vai giù di brutto e non potrai cavartela sempre con lo  scaricabarile , coltivando privilegi ormai evidenti a tutti.

….e domani Consiglio Comunale, sperando che non si riduca in un ennesimo ed inutile commento agli articoli di stampa, con performance ormai già viste mille volte…

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14 Responses to BOMBE MOLOTOV A LIVORNO

  1. henry w.brubaker ha detto:

    Mi pare un’analisi onesta.Soprattutto nei primi capoversi.Ma forse prevale una filosofia del galleggiamento,che è poi in fondo la stessa di chi continua a celebrare il Livorno (“puntod’oro”) nonostante una stagione palesemente fallimentare.Paginate e centinaia di commenti per quattro sdraio concordate telefonicamente con l’Assessore e buio assoluto sui disavanzi fatti con i soldi pubblici.Forse aveva ragione Lippi quando diceva che a Livorno la stagione “pubblica” finiva il 30.04 per ripartire (stancamente)il 15.10.Altrimenti non avrebbe fatto (col Comune)gli affari piu’ significativi di questo inizio di secolo.Aspettando ovviamente la Concordia.E Gallanti.

  2. henry w.brubaker ha detto:

    Segnalo altresi’ l’imperdibile commento di Cosimi alla vicenda Equitalia rilasciato al sito di Repubblica.(visibile anche sulla pagina di oggi/bombe Equitalia).Alla fine,dopo avere chiesto una maggiore equità fiscale ed avere preso le distanze da Equitalia, preannuncia una riduzione delle indennità di sindaco e assessori del 5% quale contributo al superamento della crisi.

  3. St. John ha detto:

    cari signori, esprimo un parere del tutto personale senza aver avuto uno scambio d’opinione con qualcuno. Di solito esprimo sempre pareri clinici, che non vuol dire oggettivi (che non esistono), quindi la condanna o l’approvazione non rispondono a questo modo di pensare. Quello che è avvenuto tra venerdì e sabato è frutto di un gesto spontaneo. Non c’è dietro nè una sigla nè un piano di azione: le tracce lasciate dal gesto parlano chiaro. Chi ha scritto sul Tirreno che dietro c’è una “mente”, secondo una meccanica narrativa da film americano di serie b degli anni ’50, probabilmente ha fumato prima di scrivere o non ha parlato con gli investigatori. Su come l’abbiano presa i livornesi, se si è avuto poca occasione di parlare con i concittadini, basta leggersi i commenti sul Tirreno online. Si sono sovrapposte, in modo inedito, tipologie di disagio molto differenti tra di loro: uno si sente di agire in un certo modo e la gente commenta, in genere favorevolmente, tramite social media. C’è anche un risvolto politico in tutto questo: quella che chiamate antipolitica viene alimentata eccome.
    Eviterei i riflessi condizionati da tardi anni ’70, sulla vigilanza etc. perchè non servono a nulla. Oltretutto non garantisce più una rendita politica di consenso.
    Si può intervenire, contribuendo a risanare il tessuto sociale livornese, con maggior efficacia e intelligenza. Certo è finito il mondo in cui la politica sul territorio esisteva soprattutto come occasione d’affari per l’impresa amica, non lo rimpiango.
    Faccio un esempio concreto: la scorsa settimana sono andato da Equitalia alla sede del fattaccio. I miei genitori hanno ricevuto una cartella demenziale su due annualità Ici pagate (badate bene, pagate) con multa, more etc. che portavano il conto a livelli stratosferici. Prima di chiamare qualche amico commercialista o simili, per capirci qualcosa, ho preso una mattina libera mi sono fatto dare la cartella dai miei e ci sono andato direttamente. Mentre aspettavo il colloquio mi sono messo a parlare con un pò di gente. Ho trovato situazioni simili a quella della casa dei miei e altre della serie “se si vuol strangolare un’attività economica si fa così”. Per quando riguarda i miei ho capito che dovrò prendere uno specialista non ci sono altre soluzioni tecniche, e tutto per aver pagato, ma non tutti la prendono con fair play (come si vede). Invece di ripetere i ritornelli sul dovere di pagare le tasse, e di minacciare l’esercito, è chiaro che questi fenomeni vanno governati seriamente (non con la miscela di propaganda e minacce di pugno di ferro che viene dalla tv). E qui mi domando: ma la Cgil serve solo per le dichiarazioni dei redditi, le telefonate per bloccare la situazione di questo o quello in modo informale e le dichiarazioni di Strazzullo sulla Concordia? Tutta questa gente che ho visto la scorsa settimana va seguita, indirizzata in un percorso, tutelata . Si deve contrattare la loro situazione, per evitare lo sfacelo, sia individualmente che collettivamente. Certo è un bel problema per un sindacato che non ha truppe ed è consociativo rispetto a istituzioni che nominalmente hanno crediti da esigere magari alti ma di fatto inesigibili. Una volta governato questo fenomeno i rischi sociali si riducono, per come è fatta Livorno, quasi allo zero. Ma come si fa a scrivere un comunicato, come la funzione pubblica Cgil “Invitiamo i lavoratori che vivono situazioni drammatiche a non indirizzare la loro rabbia verso posti di lavoro e lavoratori [etc]”..della serie incazzatevi pure ma altrove? Ora abbiamo la sindrome Nimby nella protesta sociale “incazzatevi ma non nel mio cortile”.
    Quello che scrive la redazione sullo svuotamento della democrazia rappresentativa e partecipata a Livorno è vero.
    Come è impressionante il numero delle bombe inesplose che sta lasciando il decennio sabbatico di Cosimi. Se ne esce: ma con un modello dove le risorse si investono, generandone delle nuove, nella cura della popolazione. Lasciare la popolazione al proprio destino, con i moniti sulle tasse da pagare, non porta da nessuna parte. E in una situazione del genere, con un intero territorio inquieto, non lascia margini di rendita (non solo politica) quasi a nessuno.

  4. Questa volta non posso che sottoscrivere integralmente i commenti di hb e s.John. Anche io non ne posso più di supercazzole, che per un po’ fanno ridere, ma poi non ce la fai più a reggerle, mentre il mio amico sociologo che opera nella asl mi racconta di utenti mai visti dal servizio. Famiglie normali che non ce la fanno. E noi stiamo a discutere in Consiglio di cazzeggi mitici, come la società della salute e l’intesa con Capraia e Collesalvetti ( nientepopodimeno) sugli assetti, ma senza un dato che sia uno sulla realtà sociale di Livorno. Un dato che ci consenta di capire cosa è cambiato, non dico rispetto a quando facevo io il sindaco, ma anche rispetto a due anni fa. Niente di niente. Chiacchiere tipo salotto televisivo, ma di quelli meno accattivanti. Quelli che cambi subito a vai a vedere il Napoli su sky, magari trasmettono qualche gol di Maradona che ti riempie il cuore. E poi te ne vai a vedere il Livorno che rischia, in uno stadio dove sono presenti, a partire dalla curva che fa un bellissimo tifo, quelli che ci credono sempre. Che vedono il calcio perché ce l’hanno nell’anima e non per farsi fare una foto. “E in una situazione del genere, con un intero territorio inquieto, non lascia margini di rendita (non solo politica) quasi a nessuno.” parole sante di St ( non a caso) John!

  5. St. John ha detto:

    caro lamberti, su questa nota che ho mandato a Senza Soste credo tu sia d’accordo di meno ;-)

    “Livorno, panico nel centrosinistra. Il prossimo sindaco potrebbe davvero essere un grillino ”

    http://www.senzasoste.it/locale/livorno-panico-nel-centrosinistra-il-prossimo-sindaco-potrebbe-davvero-essere-un-grillino

    per il resto ci vorranno anni prima che Livorno torni ad essere una città. Mi contenterei di vedere almeno l’inizio di questo processo.

  6. GHINO DI TACCO ha detto:

    Livorno tra BOMBE – BUFALE E BARZELLETTE
    La domenica come al solito, aperitivo in Baracchina(rigorosamente ROSSA), la mattinata si presenta ventosa, le previsioni non ci danno niente di buono, pochi commenti sulla BOMBA, mentre continua il balletto della Concordia SI Concordia NO.
    Ecco che spunta anche l’opinione di Sirio l’architetto, che da per impossibile l’operazione vista la larghezza della nave rispetto al bacino e giù commenti e ipotesi per alternativi lidi.
    Il GRECALE aumenta di intensità e costringe tutti ad alzare i tacchi per raggiungere il desco familiare, senza non aver fatto prima alcune precisazioni di merito:

    GRANDE BACINO DI CARENAGGIO di Livorno:
    Lunghezza utile 350 mt.
    Larghezza utile 56 mt.
    Massimo Navale TSL. 30.000

    NAVE CONCORDIA:
    Lunghezza 290 mt.
    Larghezza 35 mt.
    TLS. 114.000

    Ben altre le ragioni …………….

  7. St John segnala ipotesi possibili, come altre. e mi sembrano assai discutibili. La fragilità non è solo nel pd, da quel poco che osservo, mi sembra che vi sia una modestia politica diffusa e notevole, anche nell’area che dovrebbe essere compatta per ottenere di andare al ballottaggio alternativo. Per questo mi sembra una previsione assai fantasiosa. Tenendo presente il desiderio di strapuntini che alloggia senza se e senza ma anche da quelle parti. E mentre allearsi con chi vince, magari con sofferenze inimmaginabili è piuttosto abituale, farlo con chi è probabilissimo che perda è molto più complicato. Anche da quelle parti.
    Meglio nel frattempo occuparsi di cose serie e sono tante.
    A partire da domattina in Consiglio. Parlando di energia, se non spunteranno supercazzole impreviste, ma sempre probabilissime.
    Ed aspettando la partita di Pescara, che a questo punto mi sembra più appassionante. Dopo aver visto come Mancini ha vinto la premier, mi sembra chiaro che le partite possono finire nei modi più imprevisti.
    Mentre il nostro Ghino, tosto e determinato, aspetta di sapere se i metri si misurano nello stesso modo a Genova, a Livorno e negli USA. Le indennità quelle sono versate in euro, su quello nessuno ha dubbi. E nemmeno grilli per la testa.

  8. Alessandro Latorraca ha detto:

    Non so se domani in consiglio il Sindaco farà una comunicazione sull’attentato ad Equitalia; se così fosse mi augruro che il dibattito possa essere aperto a tutti i consiglieri e non solo ad uno per gruppo.
    Lo dico subito, ogni atto di violenza o terrorismo deve essere condannato senza esitazione.
    E’ improbable tuttavia che quello che sta accadendo in questi ultimi giorni possa essere facilmente archiviato con condanne che rischiano di rimanere sterili o pensare che tutto possa essere risolto magari con qualche giro di vite in termini di polizia.
    Basta andarsi a leggere i molti intereventi che sono presenti sulle varie pagine web dei quotidiani nazionali: la gente condanna ma chiede allo stato maggiore equità, maggiore senso di giustizia.
    Lo Stato non può chiedere sacrifici e poi fregarsene delle conseguenze che una sciuagurata attività di repressione indistinta da parte di Equitalia e della Agenzia delle Entrate che talvolta è stata esercitata con tanto di sventolii mediatici.
    E’ necessario che accanto ad una condanna senza se e senza ma degli atti intimidatori ci sia una azione dello Stato che curi maggiormente i suoi cittadini, soprattutto chi versa in difficoltà, perchè i cittadini non sono sudditi da controllare ma uomini e donne libere che sopra ogni cosa deveno essere aiutati ad esercitare i propri diritti.
    Una richiesta di responsabilità deve andare di pari passo con un atteggiamento di cura, di interesse e non vessatorio.
    La gente è incazzata, disperata. Ha paura di perdere anche le minime sicurezze.
    Dovere dello Stato sarebbe allora quello di dialogare, di rassicurare, di dare tempo e possiblità ai propri cittadini anche di rientrare da evenuali debiti nei confronti dello stato stesso e non per questo sentendosi aggrediti, in alcuni casi perseguitati.
    Se il problema nasce dalla applicazione delle leggi, allora siano velocemente cambiate le leggi e rese più trasparenti, più giuste.
    Tutto questo finchè c’è tempo.
    E’ ora di capire che oltre che guardare a Bruxelles, a Bonn o Parigi, o magari a Washington e a quello che ci dicono le banche o le agenzie da rating internazionali a noi ci sta piùa cuore il nostro concittadino, il nostro connazionale e il loro BEN-ESSERE.
    E’ quello che ripeterò in consiglio se ci sarà necessità.
    Non mi sembra di essere questa volta lontano da SJ.

  9. Se fosse possibile ti cederei volentieri il mio spazio, eventualmente. Non so se si può, ma potrebbe essere un’idea…

  10. Le riflessioni di S.J. erano propri questa mattina oggetto di confronto tra me e ………….e devo dire che in termini di analisi pochissima era la differenza da quella di S.Y che questa volta fa addirittura su senza soste una valutazione dell’oggi e una prioezione verso il 2014 più ottimista di me. Strano ma vero. Detto questo siamo entrati in quella ciclopica sfida di cui parla implcitamente S.J e spero che da qui al 2014 si possano mettere in campo tutti i cambiamenti ormai ineludibili altrimenti non ci si esce. A cominciare da una bella piazza pulita di nomenclature e assetati di potere, per offrire alla città novità e cambiamenti veri, freschi, puliti presentabili perchè uscire dalla crisi sarà dura e non credo che questi 2 anni ci aiuteranno in proposito.

  11. Ludom ha detto:

    Leggendo il titolo e vedendo il numero degli interventi, mi è scappato il pensiero ridi’olo: sarà meglio che mi faccia sentire, altrimenti la Questura (che spero ci onori di uno sguardo) può pensare che sia passato in clandestinità.
    Invece, un dibattito coi fiocchi! Aperto da un editoriale di rango e seguito da interventi di testa e di cuore. La vanità mi spingerebbe a interloquire con tutti. Permettetemi almeno di abbracciare idealmente Latorracca.
    Come è possibile, come è tollerabile essere caduti così in basso?!?

    PS: Scusate ma è questione di famiglia. Santo, la nota che hai inviato a SS (e che la red ha fatto sua), al di là delle obiezioni più che fondate di Lamberti, mi trova d’accordo. Su una cosa dissento: che per vincere a Livorno, al 5 Stelle, basti non fare. O si fanno vedere sul serio anche qui oppure, per l’assunto base di nique che la leadership comunicativa sta ancora nel linguaggio dell’accumulazione di spettacolo, non arrivano al 10%…..e nonostante i goffi tentativi di neutralizzazione che il mainstream (a me il moderno latinorum mi fa caa, ma tant’è!). La curiosità però è un’altra. Questo pezzo si legge insieme a quello di nique, vero?
    Se la “linea” è non aderire e non sabotare, non è difficile farla passare. È dall’incredibile corteo del 1° maggio che ne parlo con i “peritrentenni”: si va lisci come l’olio. Ciò su cui bisogna insistere è il resto, tutta la riflessione che viene prima. Siamo ancora lontani dal percepire e dall’apprendere dalla portata di “un fenomeno destinato a rivoluzionare radicalmente le forme della comunicazione politica, e della politica”. Insisti!
    I seminari su Bateson fanno bene! ;-)

  12. St. John ha detto:

    Sia il Tirreno che un autorevole esponente delle istituzioni hanno parlato di terrorismo a Livorno. L’esponente delle istituzioni in modo generico, immagino (e spero) tra un maritozzo e un cappuccino, mentre il Tirreno ha scritto stamani uno dei più arditi articoli di fantascienza degli ultimi anni (e si che ne vanta di produzione in materia). Stamani è uscito un editoriale di Senza Soste che chiarisce un attimo quali siano i puntini sulle “i”. Condivido pienamente il pensiero dell’estensore specie in un passaggio

    “Noi per ora, con occhio esterno, possiamo dire che analizzando i fatti e analizzando ciò che è stato scritto in questi giorni, più che una rete eversiva ci vediamo una questione fra sprovveduti: fra chi ha commesso l’atto, chi indaga e chi scrive gli articoli.”

    http://www.senzasoste.it/locale/caso-danneggiamento-equitalia-e-iniziata-la-caccia-alle-streghe

  13. Olt. Con interruzioni richieste fuori tempo massimo e richieste di garanzie, ricadute già distribuite altrove , a Pisa e non solo, e da capire ancora cosa verra’ a Livorno, in termini di investimenti e di ricadute occupazionali. Insomma, una vicenda aperta da dieci anni ed ancora non giunta a conclusione. Con mozioni che non hanno ormai più nessuna attualità . Almeno quella che chiede di interrompere una realizzazione già avviata. Il segno di divisioni di una maggioranza che ormai non esiste più. Mentre sarebbe assai più utile capire nel dettaglio le garanzie ambientali e le ricadute sul territorio, tempi e modi. Insomma cose serie da vigilare seriamente, nel contesto di politiche energetiche che sono cruciali nel nostro futuro.

  14. henry w.brubaker, ha detto:

    Analisi interessante quella di Senza Soste,ma credo che Grillo non vada oltre una presenza simbolica dove ci sono (bene o male) presidi civici anche non strutturati,movimenti consumeristici legati a partiti politici ,forti insediamenti (anche immobiliari) della cooperazione di consumo e una tradizione di sinistra che mantiene un radicamento sia pure ormai light sul territorio.Parma fa un po’ eccezione perchè li venivano da un’esperienza civica di destra molto trasversale.Paradossalmente il Grillo potrebbe pescare piu’ sul destra/centro e su certo elettorato di opinione e allora effettivamente l’ipotesi ballottaggio anche in realtà bloccate come la nostra potrebbe essere verosimile.Se ovviamente dall’altra parte si frantumasse il voto convenzionale.Grillo peraltro non si è mai completamente speso su Livorno (pur villeggiando nei pressi di Bibbona)e su Olt e inceneritore è stato sempre abbastanza tiepido.Come d’altra parte,a scenario rovesciato, lo fu Berlusconi,che si è sempre guardato da mettere piedi a Livorno limitandosi a farsi rappresentare da qualche colonnello.

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