C’ENTRA O NON C’ENTRA? PRENDANO LE MISURE OLTRE CHE LE INDENNITÀ!

CASO CONCORDIA
Bacino troppo piccolo bisogna pensare un’altra soluzione ( dal Tirreno di oggi )

Nel Porto di Livorno, al centro della banchina 76 – 78 è collocato l’ormai “famoso” grande bacino in muratura (ex-Fincantieri) le cui misure utili sono: lunghezza 354 metri, larghezza 56 metri. Tutti sanno che l’attività del bacino è sospesa fino a quando le proprie strutture non saranno ripristinate, ed allora: ben venga la Concordia! Alt, ma abbiamo ben letto le misure del bacino? E non solo del nostro, lo smaltimento sarebbe ingorvernabile per qualsiasi porto italiano. In un primo momento, si parlava, che la Concordia doveva essere rimorchiata per il trasferimento in un porto, con un semisommerso a -18,5 metri. Ma ci rendiamo conto cosa significa navigare con un “relitto” che pesca in buona parte, quasi meno diciannove metri? Come la Gestione Bacini ha sottolineato, considerati i fondali ed in special modo la larghezza del bacino (56 metri), bisognerebbe alleggerire la nave fino a raggiungere un pescaggio di 11,5 ed una larghezza di 55,5 metri. Il lavoro risulterebbe immane, e sottolineo immane, per raggiungere questo risultato; si pensi solo a cosa potrebbe succedere se qualcosa sfuggisse alla stagnatura delle falle; quindi ho l’impressione che occorra studiare altre soluzioni. Angelo Roma

ANGELO ROMA non è uno qualsiasi, secondo molti avrebbe potuto benissimo sostituire Piccini dopo il diktat di Matteoli. E per prima cosa si è messo a fare due conti, sulla Concordia. Semplice semplice. IOl suo parere si aggiunge ai tantissimi che abbiamo letto, quello di  dei riparatori ( Massimo ) lo abbiamo ospitato qui, come quello di Ghino di Tacco . Tanti altri ne abbiamo letto sui giornali. Lunedì ne discuteremo in Consiglio Comunale, oggi dovrebbero riunirsi a Firenze, magari si porteranno dietro una piccola calcolatrice. Anche se i telefonini ce l’hanno incorporata, tutti. Anche quelli che vendono a Genova ed a Firenze. Le stesse calcolatrici con cui sommano le indennità che incassano a fine mese. E poi qualcuno si domanda perché esiste l’antipolitica al pesto, sempre alla genovese ovviamente, anche Grillo viene da lì. 
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9 Responses to C’ENTRA O NON C’ENTRA? PRENDANO LE MISURE OLTRE CHE LE INDENNITÀ!

  1. henry w.brubaker ha detto:

    Dopo la vicenda della nave incagliata al Molo Novo con pescaggio di appena sei metri mi pare si debba fare una seria riflessione.Come si fa poi ha alleggerire la larghezza (come di ce Roma)se la nave dovrà essere assistita da cassoni?Confido nella qualità dei tecnici (quelli veri,non quelli che scimmiottano i politici)dopo avere perso ogni speranza nella lucidità dei politici (quelli veri,non quelli che scimmiottano i tecnici).

  2. mi sembra che sia tutto un mescolarsi di incompetenze. O quanto meno di competenze, se ci sono, in ferie lautamente pagate. E c’è chi va all’assalto di equitalia per 2000 euro… I tecnici veri, non flessibili a comando, giusto. Ma quali? Almeno i centimetri ed i metri non dovrebbero essere flessibili ed estensibili, ma non credo che alla fine non venga fuori una profonda riflessione filosofica sul senso del tempo e dello spazio!

  3. Alessandro Latorraca ha detto:

    Non sono mai intervenuto sulla questione Concordia fino ad ora perche’ mi sarebbe piaciuto attendere qualcosa di serio e ufficiale su cui fare proprie valutazioni POLITICHE. Ma leggere le posizioni di Roma riportate sul blog mi spingono a farlo. Sia chiaro ho espresso le mie posizioni al mio segretario politico, non da tecnico ovviamente, e gli esprimevo le stesse perplessita’ di Roma. Quali calcoli sono stati fatti, quali valutazioni tecniche? Su una questione come questa non si puo’ fare gli ultras da stadio. sono andato anche a rileggermi la delibera cc del 2008 che dava il via alla revisione del prgp e il siccessivo documrnto propedeutico al prgp stesso, infine l’atto di indirizzp votato nell’attuale mandato dove appariva chiara la strada per date nuova forza alle riparazioni: prendere in seria condiderazioni le opere per superare le incompatibilita’ con l’attuale destinazione con porta a mareil cui costo era prentivato sui 20 milioni. Ora la concordia improvvisamente sana tutto..mi sembra improbabile.Il problema e’ che non ho sentito ancora un pansiero chiaro dall’ unica istituzione drputata a farlo la AP. Rossi cjieda con forza al presidentr Gallanti cosa si puo’ o non si puo’ fare il resto sono quisquiglie…e poi non mi si venga a dire che eventuali alternative potrebbero essere piombino o carrara che come dice il buon Yari rispetto a Livorno sono pozzanghere. Scusate la poca appropriatezza ma fi lavoro faccio il medico..ma slmeno il metodo di valutazione lo conosvo ed e’ wuello galileano.

    come questa non si puo’ intervenir come ultras
    da stafio: tutti prr il si, tutti per il no

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Scusate le imprecisoni della forma del precedente intervento l’ ho fatto con il teleonino, poco pratico

  5. gianfranco lamberti ha detto:

    Il fatto di avere un metodo professionale, anche per definire diagnosi e terapia aiuta a sfuggire alla politica fatta di slogan ed annunci. Alessandro dice cose ineccepibili. La distinzione dei ruoli tra indirizzo politico e gestione tecnica e’ essenziale. Ho assistito a numerosi sbandamenti, che andrebbero corretti alla svelta. Soprattutto dando un inizio ed un termine ai procedimenti, altrimenti non ci si raccapezza più. Ed il ruolo del consiglio comunale non può essere marginalizzato, da nessuno. Per le questioni di competenza e qui ce ne sono tante, ma tante davvero!

  6. Ludom ha detto:

    Ha perfettamente ragione Latorraca. È buon abito per tutte le occasioni ma su operazioni di questa portata è assolutamente necessario proporzionare la cautela alla loro dimensione. Le tifoserie sono proprio fuori luogo.
    Sbagli però, Alessandro, se pensi che qualcuno qui abbia vagheggiato che la Concordia potesse appianare problemi di faticosa “compatibilità” che è la storia ad aver reso ormai manifesti. La “linea”, mi diverte chiamarla così, è stata sintetizzata da più titoli della Redazione……..Concordia o non Concordia! Questo è sempre stato il punto.
    Perché vedi, Alessandro, quando un’Amministrazione si muove in continuità con quella precedente (sul piano politico intendo, perché su quello superiore della moralità, bèh, lì abbiamo vissuto una vera rinascita) ovviamente, ne eredita i problemi, problemi?, questioni aperte, tutte quelle criticità che l’esercizio del governo comporta….….poi se ti trovi a fronteggiare la crisi fatale der Cantieri a Livorno….. e figurati, se era per me, il Cantiere c’era sempre, diverso ma c’era.
    D’altra parte sei tu stesso, citando atti anche del 2008, a testimoniare che il problema è all’attenzione. Ricordi persino un atto di indirizzo votato in questo mandato che sembrava indicare la strada per il rilancio delle riparazioni. Ecco il punto è tutto lì, ne converrai, Concordia o non Concordia a che punto siamo???
    Perché poi, di certo, fra qualche anno le riparazioni non saranno più un problema e forse come oggi deve venire Angelo Roma a darci ragguagli tecnici, arriverà un Boldrin o un Giannino a dirci “ma di che parlate? non rappresentano più nessuno!” e ci sentiremo molto moderni e tutti proiettati sull’automotive.
    Angelo Roma che scrive due righe al Tirreno, con tutti quelli che paghiamo! Prima di non andare a votare, voto 5 Stelle…..mi ricorda un mitico cognac da correzione. ;-)

  7. GHINO DI TACCO ha detto:

    L’INCAPACITA’ E L’ASSENZA DI CORAGGIO DI DECIDERE
    Questo è l’aspetto inquietante che anche per questa vicenda della nave Concordia, così come per altri innumerevoli “casi” , contraddistingue questa città.

    Le contraddizioni che si sono accumulate negli anni a proposito della compatibilità della PORTA A MARE con il sistema BACINI-RIPARAZIONI NAVALI, oggi torna alla ribalta attraverso l’opportunità voluta con forza dal Governatore Rossi, in relazione alla nave Concordia

    Tornano al pettine i nodi non risolti ed un quadro d’insieme lasciato a se stesso per l’incapacità di analizzare nell’interesse primo della portualità (che dovrebbe essere quello più importante per l’economia Livornese) il contesto in cui si dovevano realizzare le scelte che a suo tempo vennero definite come “L’ACCORDO DI ROMA”

    Sono stati nel tempo anteposti interessi particolari rispetto ad un quadro d’insieme certamente complesso ma a mio avviso di possibile realizzazione

    Aver lasciato far credere a chi puntava tutto sulla diversificazione produttiva dell’area, che veniva privilegiata una opzione invece che l’altra (pensando ad un futuro “modello Motecarlo” ) ha dimostrato oltre alla incapacità di comprendere cosa sia il Porto di Livorno, anche quello di non aver capito il cambiamento che stava arrivando attraverso la crisi dei mercati internazionali e le ricadute sui sistemi economici – produttivi di intere nazioni.

    Si è confuso la “sostanza” del sistema BACINI – RIPARAZIONI NAVALI, ( non le costruzioni) pensando fosse il vecchio da rinnovare con produzioni alternative e modelli economico commerciali pseudo turistici.

    Leggere inoltre quotidianamente pseudo esperti nostrali, (o interessati concorrenti) che disquisiscono sul modello di salvataggio che dovrà essere effettuato, sulle misure dei cassoni e/o il pescaggio della nave, se entra o non entra in Bacino, attraverso raffiche di luoghi comuni ed idiozie gratuite, dimostra ancora una volta se ce ne fosse stato bisogno, lo spessore di questa città, GOVERNATA CON I PIEDI, capace solo di sovrapporsi alle idee degli altri senza esprimerne di proprie, anche quando questo rientra nelle competenze specifiche dei soggetti PROFUMATAMENTE PAGATI da una comunità incapace di comprendere a quali e quanti rischi sta precipitando Livorno, in questo contesto recessivo che più di altre comunità dovrà scontare per molti anni.

  8. henry w.brubaker ha detto:

    “Concordo” totalmente con Latorraca.Non basta evocare compensazioni per venire a capo di un dilemma quasi decennale.Il problema bacini va affrontato in modo trasparente con un regolamento d’uso e una gara internazionale d’affidamento.Tutto il resto è provincialismo da quattro soldi (altro che fare sistema).Allo stesso modo,chiedere a Rossi procedure d’urgenza per i dragaggi funzionali a Concordia mi sembra spaziale.Detto questo,sono consapevole che l’ indotto cantieristico non fu trattato con i guanti ai tempi del pre fallimento del Cantiere.Ma allora mi pare furono tutti d’accordo (chiedere a Fantomas Rosi).Poi registro la retromarcia della Gestione Bacini che prima chiede “il lavoro” e poi si è accorge con tanto di comunicato ufficiale che manovre e misure sono incompatibili con l’assetto portuale.Mah.

  9. St.John ha detto:

    Ghino ha ragione: non c’e’ attenzione al baratro in cui sta precipitando Livorno. Anche perche’ il cast di zombie che fa da classe dirigente a Livorno conosce una sola andatura: quella che rende impermeabili rispetto alla crisi. La direzione di marcia per cui puo’ marcire tutto ma la rendita resta. Visto che anche il Tirreno si e’ accorto che il governo Monti e’ in affanno chissa’ se ci accorge che l’esperimento non e’ riproducibile a Livorno figuriamoci se nel 2014 dopo altri due anni di lunga depressione. Anche perche’ un ipotetico cartello Pd terzo polo e’ un’autostrada per grillo. Provare per credere..

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