«Noi abbiamo già pagato Edilporto finisca i lavori»

 

 

 

 

 

SOS DAL BORGO DI MAGRIGNANO  Tirreno

«Noi abbiamo già pagato Edilporto finisca i lavori»

«Apprendiamo con gioia dal Tirreno che il Consorzio Edilporto ha ripreso a lavorare con la maxi operazione edilizia Feltrinelli. Questo ci fa ben sperare nell’imminente ripresa dei lavori anche nel nostro quartiere (siamo fermi da settembre 2011) dove non ci sono prenotazioni, ma circa 500 proprietari di appartamenti già pagati». A scrivere con un velo polemico sono i rappresentanti del Comitato Borgo di Magrignano. Anche i lavori nella cosiddetta Salviano 2 dipendono, infatti, da Edilporto. «Speriamo – continua la nota – che il Consorzio non abbia dimenticato gli impegni assunti con le cooperative e con l’amministrazione comunale nella convenzione del 2005, che prevede anche (all’art.13) che il Comune si riservi la possibilità di fare eseguire, in qualsiasi momento, ispezioni e visite di controllo al fine di accertare la regolare esecuzione dei lavori». «È da qualche tempo – raccontano gli abitanti – che nel quartiere vengono affissi cartelli minatori a sospensione di servizi primari agli immobili che a detta del Consorzio risultano morosi nei pagamenti: un esempio che descrive meglio di qualsiasi altra parola la nostra situazione». Altro motivo, continua la nota, per cui «aspettiamo che gli impegni assunti durante la nostra audizione in quarta commissione consiliare vengano rispettati, in modo da consentirci di avere certezze sul nostro futuro e su quello delle nostre famiglie. In particolare siamo in attesa della nostra convocazione al tavolo tecnico di monitoraggio dell’attuazione degli impegni definiti nella convenzione e della commissione consiliare con la giunta prevista entro quaranta giorni massimo dalla seduta del 27 marzo scorso. Come nelle migliori favole restiamo in attesa del lieto fine»

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6 Responses to «Noi abbiamo già pagato Edilporto finisca i lavori»

  1. Kinto ha detto:

    Mi sembra piu’ che comprensibile la richiesta
    dei residenti in borgo di magrignano.
    Oltre a veder assolti gli impegni assunti in commissione consiliare
    queste famiglie meritano
    che la loro vicenda ,che riguarda decine e decine di famiglie
    si concluda quanto prima.
    Leggere che la ditta edilporto si rilancia sul mercato dovrebbe significare che puo’ e deve farsi carico anche delle precedenti “pendenze”.
    mi pare fosse cio che auspicava anche La Torraca ieri.
    Saluti

  2. Oggi e’ stata rinviata l’ennesima commissione consiliare, prevista per il pomeriggio. Ieri abbiamo fatto quella sul bilancio, con molte affermazioni sulle partecipate discutibilissime, ma soprattutto una contrapposizione tra giunta e sel / idv piuttosto evidente. Ne parlavo con qualche lettore attento delle vicende politiche locali, che misuggeriva una lettura del tipo abbandoniamo la nave che affonda. Io continuo a ritenere che non ci siano scialuppa possibili, per nessuno e che occorre guardare al 2014 e cercare di limitare i danni, per non trovarsi di fronte ad un cumulo di macerie. Mi sembra il filo conduttore di tutte le situazioni

  3. GHINO DI TACCO ha detto:

    CONCORDIA………perdiamo anche questa ennesima occasione!!!!!!!

    La lunga battaglia dei Riparatori Navali a Livorno, che nel tempo si è arenata nella palude delle mancate decisioni della politica livornese, forse e’ valsa a qualcosa.
    “Ci voleva Schiettino per accorgersi che a Livorno c’è un GRANDE BACINO”,
    Si il più grande Bacino del Mediterraneo, come sostenevano i Riparatori quando si proponevano di rimettere in moto questa infrastruttura, capace di dare lavoro a centinaia di operatori livornesi e mettere in moto un’economia della navalmeccanica che purtroppo oggi sta pagando l’atteggiamento miope di chi doveva decidere e non lo ha fatto.
    Ben venga l’intervento di Enrico Rossi, che con il pragmatismo che lo contraddistingue, e senza giri di parole, sostiene con forza che, chiunque vinca la “gara” dovrà portare la nave al più vicino porto e poiché il porto di Livorno oltre ad essere il più vicino è anche il più attrezzato per le operazioni che si intenderanno fare sulla nave Concordia, la Toscana può essere protagonista per chiudere questa brutta vicenda, così come lo è stata in passato con la KARIN.B.
    E meno male che i Riparatori Navali di Livorno hanno impedito che il Grande Bacino venisse smantellato definitivamente.
    Allora facciamo appello a tutti coloro che debbono in fretta prendere le decisioni del caso, senza tentennamenti.
    Occorre immediatamente ripristinare tutte le situazioni di impedimento alla riapertura del Bacino operando con sollecitudine al ripristino dei sistemi di pompaggio, al riallaccio dell’energia elettrica e a tutto ciò che già è in essere negli studi della Autorità Portuale.
    Ma per favore basta con gli STUDI e le IPOTESI, occorre passare ai fatti ed all’azione di ripristino immediata del Bacino e del sistema dei servizi alla infrastruttura.
    Cominciamo intanto ad usare le risorse destinate al Bacino che giacciono nei bilanci dell’Autorità Portuale, e ridiamo il via al LAVORO, che possiamo prevedere per le operazioni sulla Concordia non saranno meno di 2 o 3 anni, dopodiché non penso occorra un altro naufragio per capire quanto sia indispensabile un sistema BACINI per il Porto di Livorno.
    E’ inoltre indubbio che la ripresa delle riparazioni navali a Livorno non potrà essere solo l’episodio della Cordia, occorrerà ripensare al meglio l’operazione PORTA A MARE, così come i riparatori avevano auspicato quando hanno cominciato la battaglia per il mantenimento del Grande Bacino.
    Ma il tempo perso senza che siano avvenute le decisioni del caso denota una classe politica inetta, che continua a non decidere e accumulando fallimenti su fallimenti sta trascinando Livorno nel degrado più nero degli ultimo venti anni.

    RIPARATORI NAVALI + ROSSI + GALLANTI = LAVORO

    COSIMI + TUTTA L’INETTA POLITICA LIVORNESE = CHIACCHIERE + MISERIA

  4. GHINO DI TACCO ha detto:

    Come volevasi dimostrare, la Concordia va a Palermo………
    Stamani giravano in città molte e variegate ipotesi sulla destinazione deiia nave, “Genova, Ancona, Turchia…..”
    Mi sono permesso di ricordare agli amici che l’unico Bacino di dimensioni simili a quello Livornese è Palermo
    Inoltre la gestione Fincantieri del Bacino Palermitano, da tempo sta pressando il Governo per la crisi che sta attraversando quella infrastruttura, quello che in questa città non sembra scalfire i SIGNORI della POLITICA e del SINDACATO

    Nel rientrare verso casa ho incontrato l’amico Cesare, che con il suo fare partenopeo di stampo Troisiano, mi dice:
    “che ci vuoi fare Ghino, IL PRESEPE E’ BELLO MA NON I PASTORI”, è vero, questa è una città meravigliosa, ma più che pastori mi sembrano proprio PECORE

  5. henry w.brubaker ha detto:

    Caro Ghino,riconosco e apprezzo la solidità del tuo reclamo.D’altra parte era stato lo stesso settantaduenne Gallanti a invocare non piu’ tardi di un anno fa una nuova primavera per le riparazioni navali.Da allora pero’ non è accaduto praticamente nulla.Nessun intervento operativo.Niente di niente.La discussione sul “che fare” o sul “che gare fare”(di cui parlo’ lo stesso Piccini tre anni fa)è rimasta sospesa fra i mappali del futuro Prg e qualche salsicciata alla Festa dell’Unità.Con la dura invettiva di Cosimi(spallegiato dallo spin doctor De Filicaia) contro le corporazioni e il provincialismo di settore.Ora,su questa palude è intervenuto con la consueta tempestività (vedi vicenda De Tomaso) un sempre piu’ assonnato Rossi.Che addirittura evoca Karin B e rifiuti speciali quale pedigree del Porto di Livorno forse nella speranza di rinfocolare un vecchio e controverso spirito di corpo.Non si governa cosi’,caro Ghino.Non basta fare una mail a Bernabo’ ,declamare la Concordia (ignorando le procedure che sono in atto)con il retropensiero di scatenare un’altra invettiva se Titan decidesse di andare a Palermo.Come è possibile attrezzare i Bacini in una situazione del genere,dove le attrezzature non sono idonee e soprattutto là dove dovrebbe sorgere un Porto Turistico?Non siamo riusciti a spostare una barchetta al Molo 75,figuriamoci il rottame della Concordia.Ignorando peraltro ogni precauzione di carattere ambientale.

  6. A me non sembra un storia così lineare. Il rischio che si incarti tutto e che alla fine non si arrivi da nessuna parte e’ presente. E le coerenze complessive di tutta l’operazione vanno tenute presenti. Non credo proprio si possa stare ad assistere alle scelte di Rossi e Gallanti, senza avere un quadro preciso e verificato di tutto. Tutto e l’opposto di tutto non credo funzioni mai. Che il futuro di Livorno si giochi così non mi convince, ma posso sbagliarmi. Basta dimostrarlo non con annunci, ma con progetti definiti e chiari in ogni aspetto. Non basta un triangolo, gli angoli sono molti di più .
    Sempre che si stia discutendo di nulla, se si fosse già deciso di portare la nave a Palermo. In ogni caso motivi per capire bene ogni aspetto di questa storia ce ne sono in abbondanza. Anche questo dimostra che non basta un triangolo. Vedremo

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