DIFENDERE I POSTI DI LAVORO ALTRO CHE LE FARSE DELL’ANTIPOLITICA

La Redazione 

Posti di lavoro , basta con le buffonate dell’antipolitica !

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18 Responses to DIFENDERE I POSTI DI LAVORO ALTRO CHE LE FARSE DELL’ANTIPOLITICA

  1. Kinto ha detto:

    La differenza e’ sempre nel contenuto .Il populismo di Grillo non mi pare diverso da quello di idV e Sel,
    e Cannito ovviamente che gia’
    e’ beneficiato dai voti di quel movimento
    e’ solo una corsa a chi e’ piu’ finto puro.
    Personalmente credo che tutto cio non faccia altro
    che cementare una visione politica piu’ moderata,concreta
    e piu’ seria mettendo da parte gli slogan
    e portando avanti progetti virtuosi per Livorno.
    Saluti

  2. GhinoDiTtacco ha detto:

    Quello che manca……….
    quello che manca nelle forze politiche, TUTTE,
    e la presa di coscienza che tutto non e’ uguale ad ieri, non lo e’ per i lavoratori, per i pensionati
    per gli artigiani e per l’imprenditori
    Non capisco perche’ non lo e’ per i partiti che vogliono continuare impuniti a rasciare il barile delle risorse pubbliche, e tutto senza rispondere di cio’ che pretendono
    Se qualcuno non e’ daccordo con l’antipolitica che cresce nelle coscienze dei tartassati, lo dica a 1. 2. 3. CAMBIATE registro, l’italiani ci stanno provando, fatelo anche voi prima che sia troppo tardi

  3. Ora siamo alle prese con le farmacie e con l’idea di venderle. C’è molta approssimazione e non ci sono ancora atti definiti. Discutiamo sulla base di alcune idee annunciate ed ancora non giunte a definizione, in modo a volte anche irrealistico. Non abbiamo ancora un foglio di carta. E le farmacie comunali non sono la linea del Piave del socialismo . Si tratta di una nuova fase politica, nella quale bisogna avere coraggio e serietà . Soprattutto evitando di fare la politica degli annunci e presentando documentazioni ed atti di progetto. Altrimenti hanno ragione tutti e torto tutti. Non ci si capisce più niente, altrimenti. Spero che anche su questo si discuta di un progetto, piuttosto che su questioni di principio assolutamente fuori contesto, sia politico che economico.
    Aspettiamo le carte, allora , per capire meglio e non confrontarci sul nulla.

  4. Ora siamo passati all’art 18. Anche questa una discussione piuttosto surreale. In un Consiglio praticamente assente e distratto. Con ciascuno che si racconta le sue posizioni e si convince da solo. Con una evidentissima divaricazione nel residuo di maggioranza , pd e sel. Insomma un modo per passare la mattinata senza capo ne’ coda….

  5. Luca ha detto:

    Con tutte le beghe macro e micro che ci sono a Livorno discutere sull.art 18 mi sembra assurdo.Credevo si discutesse sul Rigassificatore.Surreale a dir poco.

  6. Mario ha detto:

    Con tutto il rispetto per le opinioni dei singoli consiglieri,disquisire sulla riforma del lavoro in consiglio comunale non appare proprio una priorità.Un po’ una perdita di tempo.Come Luca anche io aspettavo la mozione sull’interruzione del rigassificatore,dalle valenze significative in particolar modo politiche.

  7. St.John ha detto:

    Mi incuriosiva questa lettera a Filicaia sul Limoncino. Mi ero fatto l’idea che fosse stata la magistratura a sequestrare la discarica :) e non il Pd. Va bene avere, in nome del lavoro, una concezione del potere politico legibus solutus ma non credo che il segretario del Pd possa fare ordinanze di dissequestro. Comunque i conflitti tra ambiente e lavoro vedono sempre sconfitti entrambi i contendenti. Brutta e pasticciata storia. Per quanto riguarda l’antipolitica al Pd possono mettere in cornice l’articolo sui grillini di oggi. E’ la certificazione della vittoria elettorale Pd del 2014. Solo dei genialoidi possono infatti spaccare preventivamente le opposizioni a due anni dal voto. Apparendo una forza settaria e non come una che aggrega.

  8. Limoncino : alcuni uomini del PD hanno fatto la combutta con Comitato e IDv .

    Quegli uomini del PD oggi sono o fuori gioco oppure messi ai margini dalla nuova aria di De Filicaia . per simpatia per Ludom oggi non faccio i nomi dei compagnucci.

    Il Comitato è il comitato degli abusivi che difendono le proprie case .
    L’ambiente e tutte le storielle conseguenti lì non c’entra niente .

    IDV: pensando di ricattare il PD brindano con il Comitato degli abusivi . Ok. Oggi forse hanno capito che esiste a Livorno uno più cinico e spregiudicato di loro .
    Ergo , non ricattabile per definizione.

    Specifico : io non ho niente contro i comitati , quello tipo il Limoncino non rientra nella definizione teorica bella e pura .

    Definiamoli per quello che sono. E poi, il PD ha proposto il voto di scambio ?
    VADANO IN PROCURA !!! Altrimenti , rimangano con IDV a fare i brindisi per licenziare i lavoratori.

    poi dici perchè esiste l’antipolitica ….

    Ascolti il Consiglio Comunale di oggi , più assurdo ed inconcludente di altri e ti viene la voglia di metterci una bomba dentro .
    Senza morti, chiaro , ma è uno scandalo assistere a supercazzole da destra a sinistra passando per il sindaco , sul niente e per niente mentre la gente paga i debiti senza soldi in tasca , lavoro e prospettive .
    E assessori , segretari generali e sindaci prendono a prescindere migliaia di euro per non fare nulla .

    datevi una regolta .

  9. St. John ha detto:

    >dalla nuova aria di De Filicaia

    parliamoci chiaro. L’aria nuova di Filicaia è un bell’attacco
    all’ambiente nella seconda provincia più inquinata d’Italia.
    L’insistenza sull’energia, nella conferenza stampa di presentazione
    della convention locale del Pd, poggia su due gambe: gli incentivi
    al trattamento dei rifiuti promessi da Clini e la possibilità
    di inserire rifiuti e scorie nel cemento armato fatta ventilare
    sempre dal ministero dell’ambiente.
    Si intuisce che non siamo proprio all’interno di un polo dell’energia
    rinnovabile (qualcosa il PD ha in testa ma niente che ristrutturi
    economia e forma di un territorio, non c’è know-how se non nella propaganda
    ) quanto in piena intenzione di
    assemblare il più possibile una settori del genere. A partire dalla terza
    linea del termovalorizzatore sulla quale la compagnia portuale pare
    aver fatto questione di vita o di morte.
    Sul piano sociale è il modello MTM la fabbrica di installazione
    di impianti GPL per auto che, fino a quando c’erano gli incentivi,
    è campata con il 90 per cento di interinali (record italiano, fini’ su
    repubblica) di cui una parte in quota Cgil (che, cosi’, ha garantito
    fino a quando sono scoppiati i casini la “pace sociale”).
    Un modello nella tradizione recente di Livorno: lavoro interinale a
    bassa redditività, in modo
    da non risolvere alcuno dei problemi locali, con capitali mordi e
    fuggi (che si manifestano finchè dura l’incentivo).
    Nella tradizione recente di Livorno: investimenti ad alta intensità
    di capitale (vedi mattone) con bassa ricaduta lavorativa.
    E chi protesta è contro il lavoro, of course.
    Non so se un modello del genere si implementerà o meno ma, con
    avversari alla grillina, fossi del PD dormirei sonni tranquilli.
    Si profila la possibilità di poter fare tranquillamente lotte intestine nel PD, modello Pistoia, senza pagare pegno.

  10. Mario ha detto:

    Volevo chiedere al dott.Lamberti se poi si è parlato o meno,eventualmente votato,circa la mozione sul Rigassificatore.

  11. kinto ha detto:

    Notevole il fondo di nique la police su senza soste circa la spettacolarizzazione del lutto Morosini.
    Quanto ai grillini ed alla loro bassa demagogia
    che dovrebbero fare da collante
    con Rc
    sel ed Idv ,comprendendo l ex
    tesoretto grillino di Cannito
    per creare un fronte credibile e di governo per Livorno
    vengono davvero i brividi.
    Come si direbbe rispondendo anche ad una semplice registrazione telefonica,
    altrooo.
    Ma scherziamo il carrozzone dei sloganisti dell etereo populista.
    Saluti

  12. Del Rigassificatore si parlerà nel prossimo consiglio, visto il prolungarsi della discussione sull’art 18 . Un tema di grande attualità , che consentirà di approfondire temi concreti e scenari politici
    A proposito di demagogia populista e responsabilità di governo sul territorio. Con le dovute eccezioni , al solito

  13. henry w.brubaket ha detto:

    St John,rivolgi a Nique il mio plauso per l’analisi sul quadro ambientale Morosini.(cui va comunque,per quanto possa essere importante,il mio ricordo piu’ affettuoso).C’è stato un trascinamento mediatico inquietante (le petizioni di cui leggiamo sui siti quotidiani che ovviamente non approderanno a nulla)e un uso strumentale della vicenda da parte dei soliti noti.(ivi compreso l’insostenibile delegato allo sport ad interim che non mi risulta essere un assiduo frequentatore dello stadio) In quietante anche l’esito dell’autopsia.Se cosi fosse (malattia congenita) credo che si dovrebbero fermare tutti.Per l’insipienza dei soliti soloni che dovrebbero controllare e invece vanno in televisione a dispensare consigli.Kinto,c’è una deriva nel paese che non puoi semplificare cosi’.Ne’ pensare che Livorno sia una provetta da laboratorio dove certi fenomeni non possano interagire prescindendo dai personalismi..Non condivido pressochè nulla dell’impostanzione francamente superficiale di De Filicaia (nuova icona del duo Cruschelli/Berti de La Nazione),uomo peraltro organico ad una lobby che un uomo di banche sta silenziosamente spacchettando nelle more del Prg portuale.Ma una cosa giusta l’ha detta.Cosimi affidi la delega dello sport a terzi.Stiamo aspettando dal 19 Marzo.

  14. Ludom ha detto:

    Caro Mario e caro Conte, li ho sempre trovati un po’ oziosi anch’io i dibattiti di politica generale nelle assemblee elettive. Quando ero giovane, figuratevi, c’era la pretesa che ogni consesso si esprimesse, circoscrizioni, consigli di istituto, associazioni culturali. Magari in questo alle generazioni attuali è andata bene.
    Però i consigli comunali, nella nostra storia, proprio in quella riconosciuta dalla stragrande maggioranza degli italiani, nella nostra “ideologia”, sono qualcosa di più di un consiglio di amministrazione della città e debbono affrontare questi temi. Poi, per carità, come dice il buon Romiti, ardor plenus, il mondo è cambiato, bisogna voltar pagina, e allora, voltiamo pure questa!
    Secondo me lo scandalo, ma lo dite anche Voi e lo dice Lamberti, è il modo, l’assurda distrazione …. forse ha ragione Romiti (ormai l’ho preso, ma senza cattiveria, per l’alfiere delle magnifiche sorti e progressive) e avete ragione Voi, meglio parlare d’altro; sono loro stessi a percepirsi come un consiglio di amministrazione.
    Ora, chiamateli furbi!!! Potevano sceglie’ un terreno un po’ più discorsivo!
    Sì, perché anche se si parla di farmacie, non è proprio un modo da consiglio di amministrazione quello che adottano. “La questione è semplice”………“ne parlo con dolore”. Non è questo il tono, come dire, “c’è molta approssimazione” e poi “non ci sono ancora atti definiti!”. Chiunque adesso ha l’impressione di un piano di dismissioni.
    Invece una cosa risulta chiara. C’è disaccordo su tutto. Se non vi è un’autentica divaricazione fra Sel e Pd, vi è divaricazione fra Sel e governo Monti e, politicamente parlando, siamo allo stesso punto. Dovrebbero prendere ognuno la sua strada. Non si capisce perché non lo facciano, almeno qui a Livorno, e invece si fa ogni cosa, anche il Sindaco lo fa, per trasformare tutto in una melassa inconcludente dove le astensioni diventano impegno, “dichiararsi”. “Non avevo capito” dice il Dott. Lamberti.
    Ma sbaglia a pensare a Papa Giovanni, ogni astensione, ogni sospensione è atteggiamento scettico e, da Pirrone, la scepsi è apertura alla ricerca. Forse, a ragione, le filosofie elleniste sono anche dette filosofie della crisi.
    Ovviamente la penso come St e/o come nique. Grazie Kinto!

  15. Caro Ludom, la mia citazione di Papa Giovanni era un tentativo, maldestro forse, di ironia. Ci mancava pure la citazione delle Tavole della Legge e di Mosè ed avremmo definito il quadro di riferimento, per una votazione di atti in sè distanti anni luce, ma tutti uniti nella filosofia di non si è capito chi. Qui siamo a situazioni indescrivibili, anche con l’ironia. Voi del blog ragionate bene, ma dovreste starci in un Consiglio Comunale in cui non si discute di un atto, ma sembra una puntata televisiva, sulla base della lettura dei quotidiani. Un atto, una delibera, un documento di indirizzo, insomma cose sulle quali si possa studiare, valutare e votare. Dividendosi, comè succede dovunque senza drammi, da Battipaglia e New York City. Io non solo non ho capito la citazione di Papa Giovanni, ma nemmeno il resto. O forse ho capito fin troppo, ma non si può andare aventi così due anni, con il prg del porto cucinato chissà dove, come dice giustamente hb.

  16. St. John ha detto:

    >ma dovreste starci in un Consiglio Comunale in cui non si discute di un atto, ma sembra una puntata televisiva, sulla base della lettura dei quotidiani

    è una nuova terapia di ascolto :) per lettori traumatizzati dai quotidiani. Invece di qualche saletta spoglia, o di qualche studio professionale, si prende la sala più rappresentativa della città, si forniscono posti e microfoni ai traumatizzati e si dà loro possibilità di espressione, di verbalizzazione (ahinoi non utilizzata nell’analisi della terapia) di una espressività altrimenti censurabile e ampia pubblicità. Alla fine c’è la ricompensa in denaro che il suo valore simbolico-terapeutico ce l’ha. Si comprende anche che si prema per entrare in un luogo del genere in fondo vissuto come accogliente. E che per alcuni, ben più del disagio originario che li ha fatti entrare, il trauma più grosso sia l’uscita.
    Con l’ondata di moralizzazione in corso nel paese, speculare alla sfrenata trasformazione di risorse pubbliche in conti correnti privati, il luogo dovrebbe però farsi infrequentabile.
    Con gente che, in fase di confessione del disagio, urla “mi dimezzo gli emolumenti” (è accaduto in zone civili del paese) e con tragicomiche, quanto fittizie, gare di emulazione delle urla più riuscite.
    Devo dire che, pur proveniendo dalla scuola del sano estremismo rosso (quindi incline ad ogni scetticismo nei confronti delle istituzioni), un esito del genere nelle amministrazioni della repubblica non l’avevo messo nel conto. E qui la differenza nel confrontarsi con un amministrazione conservatrice ma seria, piuttosto che con un consiglio comunale dove ti viene da ridere se parli con il 90 per cento dei membri, c’è eccome. Tra uno scontro politico e confrontarsi con una farsa, sul piano concreto c’è parecchia differenza.
    Non me ne vogliano gli amici grillini ma se il detentore del loro brand esce dalla nicchia elettorale del 5-6 per cento di cabaret ne dovremmo vedere ancora parecchio. Certo, non si morirà di noia tra la tragedia delle Montinomics (persino Milano Finanza si è accorta che il fiscal compact che l’Italia sta per ratificare è un suicidio) e la farsa di un comico che può candidarsi a succedere ad un impresario televisivo come presidente del consiglio.
    Non è che uno è rassegnato, ci mancherebbe, più che altro è stupito dalla modalità del succedersi di questi eventi. E abbiamo tre campagne elettorali davanti (maggio, politche 2013, amministrative 2014) dove succederà di tutto. Ma occhio a Parigi, neanche ai tempi di De Gaulle era così determinante per quanto accadrà, anche nel locale, dalle nostre parti.

  17. spero solo che il buon st. John ci metta nel restante 10% dei membri, scherzi a parte ed a parte tutto, credo che si debba fare di tutto per consentire un ruolo dignitoso alle istituzioni, con rispetto di tutte le posizioni in campo. Io quando vedo e sento grillo non riesco a non cambiare canale. A tutto c’è un limite ed io ho conosciuto tante degnissime persone, come sarà capitato a St John, che avevano dato la vita per costruire istituzioni serie e democratiche. Non si può buttare tutto in burletta, non si può proprio. Mi sembra un dovere ineludibile. Le comiche non hanno mai fatto parte , da quello che so, nemmeno delle forme più radicali della politica. Anzi, alla fine erano anche troppo seriosi, per non dire noiosi. E non basta esorcizzare i rischi di un populismo beffardo giocandosi sopra, come fanno tanti, anzilo eviterei proprio. E poi parliamo pure della ricetta di Monti e di Passera, o delle vicende europee in salsa labronica, niente affatto banali°

  18. Alessandro Latorraca ha detto:

    Concordo in pieno sull’importanza di Parigi. Le ripercussioni saranno anche locali, ma oggi in Francia ci si gioca soprattutto un pezzo di futuro del’Europa.. e noi?!
    Magari fuori dal consiglio sarebbe opportuno cominciarne a parlare, seriamente.

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