BANCOMAT SPIL PER LA VERGOGNA ROSSIGNOLO/CINESE , LA MAGGIORANZA CHE NON C’E’ PIU’ E LA VOGLIA DI CAMBIARE !!!

La Redazione 

Spil bancomat per ODEON,BASKET LIVORNO E ROSSIGNOLO. UNA GIUNTA   IMBALSAMATA. LA REDAZIONE E LA CITTA’ NE HANNO LE SCATOLE PIENE . E LI MANDEREBBERO TUTTI A CASA

LATORRACA

“Probabilmente a Livorno tutto viene amplificato, emozionalmente. Siamo fatti così.
Ma il vero problema della politica, ma temo non solo di quella, è l’alta conflittualità che non riesce più a snodarsi nelle comuni sedi, tradizionali sedi per qualcuno, ma trova sempre più esaperate rappresentazoni personali. Anche la Maggioranza, fantomatica,Maggioranza non è mai stata tale perchè le contraddizioni erano palesi fin dall’inizio.
Poco ragionate le convergenze culturali o ideali e molto valutate le tattiche elettoralistiche (le maggioranze fatte a tavolino per vincere o almeno cercare di vincere).
Questo cataclisma che ha radice abbastanza lontane (1989 secondo me ma ne potremo riparlare) al livello nazionale si è risolto con nu governo di cosiddetti tecnici (fanno bene o male ne parleremo alla fine del mandato di questo governo) che badate bene non sono sorti dal nulla ma sono stati chiamati da una politica ormai asfittica, morta, un tantino prima della catastrofe. A Livorno questo non è possible farlo ma è possible ripercorrere la logica che c’è a livello nazionale: l’urgenza delle cose da fare richiede un alto senso di responsabilità e un nuovo patto per la città. E’ doveroso allora smussare gli angoli e cercare convergenze su due -tre punti: lavoro, sociale-sanità,urbanistica.
Potrebbe nascere qualcosa di buono. Non fare un passo indietro, ma avere il coraggio di fare quache passo avanti insieme.
E’ necessario proporre un patto sgombrando il tavolo da tutto e cercare di ripartire non in maniera ideologica o precostituita, forzando situazioni che oramai ci porterebbero alla paralisi totale.”

GHINO DI TACCO

“……Poi la Toscana: l’azienda
ha beneficiato almeno di un prestito
obbligazionario convertibile
pari a 2.4 milioni di euro, sottoscritto
per 1.8 milioni da Sici
(Sviluppo imprese centro Italia,
risorse non regionali) e 600mila
da Fidi. A questi vanno aggiunti
1.5 milioni di euro per un «progetto
formativo» (come recita
una nota inviata il 22 febbraio
da Firenze) e il percorso messo
in piedi per ottenere in affitto lo
stabilimento ex Brovedani di
Guasticce dove per ora, a pagare,
è soprattutto Spil.
A Livorno si è retto il sacco “AL PACCO E CONTROPACCO”
Dal Sindaco che ha sempre garantito anche personalmente (basta rileggersi i giornali e le pompose interviste);
Dalla CGIL nella persona di Nocchi che già preparava le domande di assunzione;
Dalla Provincia e il suo Presidente;
Dalle azioni della Regione e il suo Assessore al Lavoro;
per non parlare degli strumenti erogatori di denaro pubblico FIDITOSCANA e SPIL
Spero ci sia un giudice a Berlino”

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21 Responses to BANCOMAT SPIL PER LA VERGOGNA ROSSIGNOLO/CINESE , LA MAGGIORANZA CHE NON C’E’ PIU’ E LA VOGLIA DI CAMBIARE !!!

  1. Oggi stiamo discutendo delle politiche sui trasporti, in una ennesima versione della commedia delle parti, in cui Bettini e Fontana difendono le posizioni delle maggioranze regionali e locali, mentre l’idv le contesta ed in mezzo ci sono gare da portare a termine, sistemi di governance da considerare, in un rapporto pubblico/privato corretto e verificabile, di livelli occupazionali da tutelare e via dicendo.
    A sostegno del consigliere idv interviene con vigore il Pdl, per completare il quadro.
    E tutto dopo aver assunto posizioni esplicite nei mesi scorsi da parte della giunta e del consiglio.
    Fare diverse parti nella commedia e’ possibile e la politica politicante ci ha abituato a tutto. Quello che ci interessa e’ , invece, evitare che, al solito, tattiche di posizione impediscano di assumere e portare a termine percorsi e progetti, in una discussione inconcludente e senza fine.
    Devo riconoscere che Giannini ieri ha dato un esempio di coerenza, comunque la si veda, meglio la chiarezza ed il senso di responsabilità , piuttosto che posizioni ambigue ed opportuniste.
    Ho proposto un documento da portare in consiglio rapidamente, chiaro e risolutivo, senza perdere tempo in una melina inutile.
    Ed il prossimo consiglio discuteremo di Rossignolo e Ceschine ed Olt. Sempre sperando di aiutare a fare chiarezza ed a far capire ai livornesi come stanno davvero le cose e cosa si fa nelle istituzioni. Nel bene e nel male.

  2. Non avevo letto Latorraca, ineccepibile, anche sui percorsi ed i temi indicati. La strada che lui propone e’ quella giusta. Non passi indietro, ma molti passi in avanti, in una dimensione della politica nuova e concreta. Altrimenti rimaniamo tutti nelle sabbie mobili di una vecchia politica e di partiti incapaci di rinnovarsi.

  3. Oggi , comunque, Bettini sta dicendo cose giuste e corrette. Si vede che ha capito che bisogna sfuggire i teatrini e parlare di cose serie , anche con passione. Ha riconosciuto anche percorsi avviati da anni, coerenti ad un rilancio del servizio pubblico, senza demonizzare un rapporto con il privato, anche in questo campo. Un Bettini eccellente, davvero

  4. St. John ha detto:

    cari signori credo che i giocatori da voi pazientemente raccontati rimastino tutti incartati ancora per un bel pò. Probabile che le elezioni politiche del prossimo anno, soprattutto la conseguente campagna elettorale molto anticipata, sciolgano qualche nodo. Ma non per poter fare qualcosa per arrivare a fine legislatura delle amministrative (2014). Già nell’estate del prossimo anno la campagna elettorale a Livorno, con rumors e candidati subito bruciati, si farà rovente. Difficile essere concreti in ogni caso. Oggettivamente non invidio nessuno di coloro che governeranno sull’enorme cumulo di macerie accumulato nel 2014. Con un’oceano di casini, disastri che appaiono all’improvviso, pochissime risorse, pochi strumenti di governo, una macchina di governo a dir poco obsoleta. E con strumenti concettuali unfit to govern, ricavati da quello che si percepisce dagli echi delle parole d’ordine nazionali più in voga (la strada maestra per farsi male).
    Visto che siete però anche interessati a Livorno come è, e come sta diventando, oggi Senza Soste parla di un altro genere di problemi. Quelli del Tirreno con la sessualità degli adolescenti. In linguaggio clinico ponendo dei problemi reali.

    http://www.senzasoste.it/locale/adolescenti-nude-sotto-il-tirreno-leccitazione-per-lo-schema-masochistico-della-notizia-in-viale-alfieri

    ps. niente di personale anzi, complimenti al giornalista. Quando escono le statistiche su Livorno come penultimo capoluogo di provincia per attrattività di imprese ad alto tasso di innovazione è da campioni, e di quelli spericolati, far uscire un articolo sulla Ovosodo Valley. Un’impresa che sta dietro solo a quella del cassiere della Lega, isolato e solo responsabile come un Lusi qualsiasi s’intende, che per non dimostrare di essere razzista si era messo a fare affari con la ‘ndrangheta. Poi dicono che l’Italia è noiosa :)

  5. Alessandro Latorraca ha detto:

    Ho letto l’articolo suggerito da SJ, u pochino criptico senza offesa con linuaggio otto-novecentesco (di quando andavo in via Crispi per intenderci), ma il rpoblema è mio non certo della rivista che appare invece molto coerente.
    I problemi ovviamente sono del Tirreno.
    Quelli del mondo degli adolescenti e più in generale della “emergenza educativa” andrebbero trattati con molto…molto rispetto.
    Domenica pomeriggio ero presente alla pubblicazione dell’ultimo libro dell’amico Lamberto Gianini: ottimo esempio per Livorno di come debba essere inquadrato e affrontato questo delicato tema: l’importante non in maniera manichea

  6. Visto il consiglio, inviterei a cliccare la video intervista di Peppe Dell’Acqua sul Corriere di oggi, a proposito di psichiatria e pratiche di cambiamento, capaci di utilizzare molto concretamente una formidabile elaborazione culturale e politica. Una storia lontana anni luce da cassieri, cerchi magici e strapuntini, che ha visto momenti importanti anche da queste parti. In tempi migliori.
    Per dire che vanno abbattuti ancora molti muri e molti cancelli, a partire da una cultura di tipo leghista che non mi sembra affatto isolata, nemmeno da queste parti.
    Non voglio fare citazioni eccessive, ma oltre Dell’Acqua, bisognerebbe leggersi sulla Lega e la sua subcultura Saviano oggi su Repubblica e magari risentire qualche canzone di zio Pino Daniele. Alcune macerie che ci troviamo quotidianamente sotto gli occhi nascono anche di lì. Ovosodo Valley la viviamo tutti i giorni, purtroppo, tra una sceneggiatta e l’altra. Ma non ci rassegniamo per nulla.
    Latorraca è un esempio significativo.

  7. GHINO DI TACCO l ha detto:

    Lavoratori ex Delphi in Comune, tensione davanti all’ufficio del sindaco (MA LUI ERA OCCUPATO IN ALTI IMPEGNI ISTITUZIONALI :-))

    LIVORNO – Blitz dei lavoratori ex Delphi in Comune. Circa 40 lavoratori sono saliti al primo piano di Palazzo Civico per chiedere spiegazioni circa i ritardi relativi all’avvio della cassa integrazione in attesa che parta il progetto De Tomaso dell’imprenditore Rossignolo. “Da 4 mesi siamo senza stipendio e non sappiamo più come dar da mangiare alle nostre famiglie”. Gli animi sono concitati per via di una situazione che ormai si trascina da anni.tanto che si è arrivati a gridare “se non si sblocca la cassa integrazione siamo pronti a tutto consapevoli di quello che potrebbero essere le conseguenze”.
    I lavoratori, seguiti dal sindacalista Fiom, Enrico Pedini, sono stati ricevuti dall’assessore Bruno Picchi, il quale ha fatto sapere che il sindaco Cosimi si trova Roma per impegni istituzionali e per incontrare i vertici del Ministero dello Sviluppo Economico per capire quale futuro attende i lavoratori. Domani previsto un nuovo incontro in programma con Pedini e gli operai alle 11,30 davanti alla Prefettura

  8. Ho letto ora l’articolo, interessante, e le riflessioni di Alessandro. Mi ero fermato agli attenti esegeti dei messaggi del Tirreno, in rapporto alla negatività, per altri versi , di messaggi devastanti di una pratica politica di un profilo infido ed inquinante il rapporto tra opinione pubblica ed istituzioni.
    Parallelismi arditi, introdotti da st. John, che invitavo ad una visione completa di quello che ci succede intorno. Senza sconti per nessuno. Ghino ci riporta alla dura realtà di vicende trascinate oltremisura dietro personaggi improbabili e, forse, assai spregiudicati.

  9. Kinto ha detto:

    Siamo oltre tutti i limiti,
    la redazione ha ben sintetizzato il declino morale e finanziario
    di molte operazioni amministrative.
    Ho apprezzato la misura ed il propositivismo del Dott.Latorraca,
    speriamo sempre sia l inizio
    dunque la fine
    di teatrini di bassa lega che oramai hanno imbalsamato la città
    regalando solo vetrini rotte
    ad un paio di ragazzotti poltronari.
    se poi il problema a Livorno e’ l indizione dei consigli comunali in settimana santa
    anatema lanciato dal piu’ politicizzato dei prelati livornesi,
    stiamo davvero freschi.
    Infine viste molte vicende tra distrazioni di soldi pubblici ed altri
    a fondo perduto,
    concordo che a livorno manchino magistrati.
    e’ lampante,come sono lampanti molte incongruenze che dibattiamo su base quotidiana.
    Saluti

  10. Luca ha detto:

    Si ci mancava anche la reprimenda del prete per il consiglio comunale.Ma cos’e’ diventata Livorno una barzelletta?
    preferisco i pastori di anime che si occupano dei fedeli e la laicità delle Istituzioni.Sono cattolico praticante,ma questa sparata mi sembra agghiacciante.come il resto ovviamente

  11. St. John ha detto:

    visto che la pasqua si avvicina non c’è niente di male farsi due risate.
    Top of the pops, un sempreverde (padano) della politica. Proprio Umberto Bossi che ha dichiarato “Denuncerò chi ha usato quei soldi per ristrutturare la mia casa”. Dopo Scaiola, che non sapeva chi gli aveva pagato la casa romana con vista Colosseo, abbiamo uno che gli ristrutturano l’abitazione dove vive a sua insaputa. Quando uno è indifendibile a questi livelli fa solo ridere.

    Sul top of the pops livornese se ci si potesse ridere il signor Rossignolo sarebbe in testa alla classifica da anni. Come i dischi di un tempo che restavano in vetta alle classifiche di vendita veramente a lungo. La saga del socio indiano prima e del cinese poi è stata sceneggiata con criteri, e soprattutto costi, da kolossal.

    in materia, e credo la cosa faccia meno sorridere, ecco una notizia spuntata da internet giusto stamattina

    “Socio di Rossignolo: un truffatore

    Svelata la vera identità del misterioso imprenditore cinese che avrebbe dovuto salvare la De Tomaso. Si tratta di un pregiudicato, condannato in Cina per frode e falsificazione”

    http://www.lospiffero.com/buco-della-serratura/socio-di-rossignolo-un-truffatore-3633.html

    Visto che il cash l’ha preso Rossignolo si prenderà tutta la responsabilità. Ma credere che non ci sia responsabilità a Livorno è come pensare di denunciare ignoti perchè ti hanno ristrutturato l’appartamento dove vivi.

  12. Mario ha detto:

    Allargando la visuale a livello nazionale,c’e’ da chiedersi come si possano dire bestialità quali le ultime di Di Pietro IDV su Monti.Se questa è la politica ,ed il linguaggio di un partito è difficile stupirsi degli squallidi show in sede locale.Ed è facile comprendere come compagini serie e responsabili prendano sempre piu’ le distanze da questo populismo abietto,e forcaiolo.Vergogna.

  13. La strana richiesta di mons. Razzauti è stata oggetto di una replica di Enrico Bianchi, così mi ha assicurato, che contesta una simile posizione. Fino a prova contraria in Consiglio si lavora nell’interesse di una comunità, non si passa certo la serata in festa. Anzi, un modo giusto per onorare un impegno verso i più deboli, come indicato dallo stesso Vescovo. Mi sembra un momento sconclusionato un pò dappertutto , in Ovosodo Valley.
    Quanto alle affermazioni di Di Pietro, mi sembrano oscene e volgari. Una speculazione su tragedie tremende.
    A propoasito di una sottocultura di cui parlavamo prima.
    Quanto a Rossignolo, il nostro Ghino lo aveva intuito subito, chi era il cinese. Onore al merito.

  14. Conte di Montecristo ha detto:

    Di Pietro è una schifezza . Estremista pericoloso e fascista .

    E se Ghino avesse ragione pure sul ‘popodisindaco’ che ci ritroviamo ? ;)))

    Una domanda , ma la SPIL gode di una giurisdizione autonoma che può tirare fuori milioni e milioni di euro senza controllo dello Stato ?

    ma come funziona il bancomat , a me tornerebbe parecchio utile ….

    Qual’è il PIN ????

  15. Kinto ha detto:

    seguendo le evoluzioni nazionali
    mi pare che i venditori di seme e pinoli
    come Di Pietro
    si evidenzino in tutta la loro trivialità e di linguaggio
    e di contenuti.
    Il passo avanti che il Dott.La Torraca auspicava passa proprio da li’,
    dal lasciare indietro virulenze raccatta tre voti
    che sono pestilenziali dal nazionale a scendere
    in giu’.
    detto questo ho apprezzato molto le parole di risposta al prete
    politico del presidente Bianchi,
    peraltro anche il vescovo mi pare si sia dissociato.
    Insisto esistano pastori dell interiorita’ delle persone
    non della vita pubblica cittadina.
    e la parola vergogna il prete politico la usi
    per altre questioni
    ad esempio
    per tutte quelle persone che rubano o
    hanno rubato durante incarichi nella cosa pubblica
    e non sono state condannate solo perche’ il reato e’ stato prescritto.
    questa volta lo dico io Vergogna

  16. Ludom ha detto:

    Il Pin è alfanumerico: OvosodoWalley20042014

  17. Luca ha detto:

    la battuta di Ludom,e mica tanto,e’ particolarmente simpatica e veritiera , qualora non vi fossero diritti di copyright,dovrebbe diventare un manifesto Comune

  18. Ludom in forma smagliante!

  19. henry w.brubaker ha detto:

    Caro Latorraca,questa filosofia dei tre punti la condivido,ma,obiettivamente,la contingenterei o la limiterei agli atti di pianificazione.Di cui come al solito si sono perse le coordinate.Cosa me ne faccio della Ztl di notte (dopo l’estate) se non dispongo di un quadro contestuale?Come decido di intervenire sulle aree di accesso al porto?Come concilio questa esigenza con la prospettiva di ricevere in Centro 3000 brasiliani/e nella domenica di Pasqua?La contestualità te la danno i bilanci e la politica.Ma Livorno è in una situazione di emergenza democratica.E non riesce a produrre ne’ bilanci,nè politica.Quando un Sindaco concentra su di se’ 7 o 8 deleghe,o per motivi di carattere politico è impossibilitato a redistribuirle, vuol dire che qualcosa non funziona.Con 8 deleghe sul groppone (tra cui le partecipate e l’edilizia privata)si rischiano contestualmente l eccesso di potere e/o l’omissione in atti d’ufficio,nell’eventualità che si intervenga in modo autoritativo o che,per converso,non si possa intervenire perchè impegnati altrove (a Roma,a Firenze,a New York,a Copenaghen per legittimi motivi di rappresentanza).Mi rendo conto che per il Tirreno diventa quasi orgasmico annunciare i provvedimenti di un assessore che risponde solo al Sindaco infischiandosene dei cittadini,ma questa non è democrazia.Lo rilevava,mi pare,anche Lamberti sulla questione Ippodromo.Dopo di che credo che anche Sel debba assumersi le sue responsabilità.No bbuono che Giannini si dimetta e che Bettini resti li’ a fare il Seedorf della situazione.Poi è inevitabile che anche ai Professori venga il fiato corto.E la squadra imprechi sui rigori che non c’erano.(aliquota base IMU),ma non rifletta sulla sua debolezza strutturale.

  20. Conte di Montecristo ha detto:

    Ludom , complimenti e grazie . registrato il pin . ;)))

    HB lucido nell’analisi ma il punto è che la linea di questi anni di Ovosodo da parte del sindaco non esiste più.

  21. Alessandro Latorraca ha detto:

    HB centra alcune questioni essenziale che personalmente condivido.
    Vedo anche io che il 2014 è ormai troppo vicino e come diceva ieri SJ l’estate del prossimo anno si apriranno le danze di “palazzo”. Ma HB si metta nei panni di un povero consigliere, considerato pasdaran da molti, ipermoderato da altri e che invece cerca di dare un senso alla sua presenza anche pasquale al suo essere li in quel posto e in quel tempo.
    Cerco una strada che ci faccia uscire minimamente da una enpasse mortifera.
    Condivido la possibilità di un cammino sulla sola pianificazione, ma almeno ci si dia una mossa su questo punto.
    Sui rischi della democrazia: è da molto che considero questo e concordo che questa sia molto di facciata ma poco nella sostanza, è uno dei problemi cardini oserei dire però non solo cittadno ma ormai a livello planetario.
    Dobbiamo resistere come sentinelle anche e soprattutto su questo.

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