VESCOVO E DIRETTORE

Dopo una settimana desolante, non sembra un caso che qualcuno cerca di dare una bussola alla politica sfuggita di mano e fuori di testa. Basta legger l’impegno che ci mette monsignor Giusti, nel care di indicare temi concreti e meritevoli, ai quali i cattolici in politica dovrebbero dedicarsi con passione. Un impegno non nuovo, per chi e’ alla guida di questa Diocesi, ma in questo momento ancor più significativo, visto come le istituzioni vengono , sempre più spesso, abbandonate ad una deriva desolante di rincorsa e difesa di strapuntini di tutti i tipi. Fa bene allora monsignor Giusti, senza entrare nel merito delle singole proposte, da approfondire. Speriamo solo che i selezionati partecipanti abbiano ben capito di cosa parlava monsignore ed abbiano comportamenti coerenti. Ce ne accorgeremo presto.
Un tema , quello della credibilita’ della politica e delle istituzioni, che riprende anche Roberto Bernabo’ , che cita non a caso ed opportunamente, lo spettacolo indecente delle commissioni consiliari livornesi, come un contributo di prima grandezza al sentimento dilagante di antipolitica. Che queste piccole storie, assai modeste in tutti i sensi, vengano equiparate alle indecenze ben piu’ rilevanti della casta ed indicate al pubblico sdegno, la dice lunga su come la principale istituzione livornese sia stata lasciata al suo destino, fatto di picche e ripicche da infantilismo della politica.
Insomma, occupatevi di cose serie e smettetela con questo andazzo. Confronto impegnato sul cose da fare e non sugli strapuntini da difendere. Fuori dalle trincee di maggioranze inesistenti, ma dentro iroblemi veri , vecchi e nuovi, di una citta’ alla ricerca di una rotta credibile.
Lo diciamo da tempo, ma a questo punto non si può più far finta di niente, occorre voltare pagina, di corsa . Un richiamo a chi ha responsabilità precise e non eludibili.
Non a caso ieri ci appellavamo al sindaco ed al presidente del consiglio comunale. Che lo chiedano ,oggi, anche il Vescovo ed il Direttore può aiutare. Lavarsene le mani non si può, tanto per fare una citazione anche noi.
In attesa di leggere e commentare cosa nasconde la locandina della Nazione, tanto per rimanere con i piedi per terra.
Ps
Ho letto anche Cruschelli. Si vede che anche lui non ci capisce più niente e non trova le parole per definire la situazione. Ora ci sono anche le dimissioni annunciate da Giannini, con clausola di salvaguardia. Niente di sorprendente. Lo spettacolo e’ sempre lo stesso. Io resto al rispetto delle istituzioni, che, in teoria, dovrebbe trovare tutti d’accordo. Ma solo in teoria…

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9 Responses to VESCOVO E DIRETTORE

  1. Luca ha detto:

    e chissa’ come sara’ andata la riunione di maggioranza…

  2. Luca ha detto:

    ed a proposito, il Presidente ha risolto le virulente incongruenze delle presidenze delle Commissioni?

  3. St. John ha detto:

    >rispetto delle istituzioni.

    credo siano in tanti a dover dare serie spiegazioni. Giungono voci sempre più credibili, ad esempio, sul fatto che Mr. Rossignolo si è trattenuto il tfr dei lavoratori ex Delphi. Sarò anche pessimista ma mi sa che il tfr non lo rivedranno tanto facilmente. Magari non con la stessa facilità con cui Rossignolo ha usufruito di una linea di credito, a fondo perduto ça va sans dire, sui 5-6 milioni di euro dalla regione Toscana.
    Visto che siamo vicini alle letture pasquali, segnalo il rapporto Irpet

    “Qualità e innovazione urbana come fattore di competitività regionale”

    http://www.irpet.it/index.php?page=pubblicazione&pubblicazione_id=376

    c’è una cartina della toscana, sulla concentrazione di innovazione su scala regionale, che per Livorno è una sentenza. Certo se il criterio per l’innovazione è la competitività ci troviamo anche in una competizione tra comuni, per attirare innovazione, che penalizza ulteriormente Livorno.
    Ma col rinnovamento del Pd la strada si farà in discesa :))

  4. non ho idea di cosa sia successo, ma questa mattina ho parlato con il Presidente del Consiglio,Bianchi, consapevole del suo ruolo e di quanto ci aspettiamo da lui. Vedremo. Mentre ho incontrato alcuni che mi chiedevano di come andfrà a finire la questione delle riparazioni navali. In stallo da una vita e con opinioni e posizioni variegate su tutti fronti. Di cosa avesse deciso di fare di sè la maggioranza non mi hanno chiesto, mi sembra che alla fine non interressi a nessuno delle battaglie per uno strapuntino, ma molto di più di cosa facciamo per i riparatori navali. Per la porta a mare connesssa e per gli atti che occorre fare per andare avanti, in un modo o nell’altro. Solo un esempio per capire di cosa si dovrebbe discutere

  5. x St John. le sentenze si moltiplicano. E più tempo passa così, peggio è, immagino. Citavo le riparazioni navali, che fanno scopa con Rossignolo. Il perché si capisce, ma si potrebbe spiegare con cura, risalendo la storia di quel pezzo di città e dei fallimenti della coop da superare.

  6. St. John ha detto:

    >E più tempo passa così, peggio è, immagino.

    non oso fare proiezioni addentrandosi negli anni ’10 e inizio ’20 a Livorno su tenuta del tessuto industriale, investimenti produttivi, tasso di innovazione, potere d’acquisto per abitante, tasso di disoccupazione, indici di performatività del sistema formativo locale, di uso e qualità delle reti tecnologiche di comunicazione diffusa (gli ultimi due sono la ricchezza dell’oggi e soprattutto del domani), invecchiamento della popolazione, qualità ed estensione dei servizi locali, efficienza dell’amministrazione.
    Non oso perchè, nonostante sia un estremista ideologico nemico del sistema :), non ci tengo a fare la figura del beccamorto.
    Viene davvero da sperare nel vescovo. Non tanto per gli esercizi spirituali che propone al ceto politico locale (che mi ricordano tanto Todo Modo di Petri, esercizi spirituali che si risolvono nella dissoluzione di una classe politica). Quanto per il supporto attivo alla Caritas che sta svolgendo a Livorno un serio ruolo di camera di compensanzione delle fasi più acute della crisi. Certo il personaggio è fuori dal tempo e dallo spazio, vedi i suoi moniti alla scuola, ma quando la gente ha fame non si fa (giustamente) certe domande.
    Comunque di carità una città non ci vive, questo è poco ma sicuro.

  7. henry w.brubaker ha detto:

    Sui riparatori serve chiarezza e non le solite furbate mediatiche tipo il rapporto commissionato da Azimut al Rina (il famigerato Registro Navale Italiano) che notoriamente non brilla per analisi scientifiche.Un rapporto subito venduto come oro colato.Gallanti aveva parlato di 500 posti di lavoro,lasciamolo lavorare.Non penso che fosse brillo al momento in cui lo ha dichiarato,improbabile che tutti quei 500 posti possano essere materializzati dal restauro degli yacht.E poi la Concordia dove la mettiamo?E gli schermi ecologici che dovrebbero isolare i bacini dalle club house del Porto Turistico?Mah.Aspettiamo Maggio,quando verrà adottato il Prg portuale (parola di Gallanti).Intanto aggiungo alle lunghe code per fame nelle parrocchie livornesi l’ulteriore protagonismo dei compro oro con questo Franco Padovan che impazza da tutte le parti.Presto avremo bische e strozzini,amici miei.Una situazione quasi manzoniana.

  8. Sulle riparazioni sono d’accordo con hb, del tutto, aggiungendo un dato relativo agli equilibri urbanistici del comparto. Non sono noccioline.

  9. Questa mattina discutiamo in commissione dei presunti progetti della amministrazione relativi alla Ceschina ed ai lavoratori dell’Ippodromo. Lo facciamo sulla base di un rapporto di Gianfranco Chetoni alla Giunta, che ci e’ stato trasmesso in copia. Non sappiamo nemmeno quale sia la decisione della Giunta in merito. Comunque sia tutto viene rinviato a date indefinite, secula seculorum. Nel mezzo ci sono progetti definiti che mancano ed andrebbero messi in campo per vedere se la stagione parte ed a quali condizioni.
    Mentre leggiamo dei mal di pancia di una maggioranza, che non si capisce ancora cosa e’ e per cosa lavora. Io, intanto, ho avuto un incontro con Enrico Bianchi, di rientro dal breve periodo di ferie, per capire se e come intende svolgere il suo ruolo , anche sulla base di un preciso mandato ottenuto dalla Conferenza dei Capigruppo, per rimettere a posto una macchina istituzionale , che sembra una brutta copia di una macchina che sbanda senza controllo. Con gravi rischi per tutti. Nel nostro caso di una citta’ che ormai e’ esausta e forse ancora non ha capito cosa l’aspetta, dalla macchina fuori controllo.

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