‘Eppure la dignità delle istituzioni e chi le rappresenta e’ un bene da salvaguardare, chiunque si trovi pro tempore su di una sedia.’

La Redazione

Il comunicato IDV di risposta a Cosimi è così sintetizzabile , ZITTO E LAVORA !

AAMPS  , Di Rocca , mancano 22 milioni di euro. E Rosi costa ai livornesi 230.000 euro !!

GLAMBERTI

Come dicevamo rispondendo ieri a St.j ed hb, il bandolo e’ assai complicato da trovare, al punto che stamattina sappiamo che la giunta e’ riunita di urgenza, mentre stiamo in commissione a discutere di viabilità e cose serie. Non so per cosa sono riuniti di urgenza, forse per discutere dell’ennesimo penultimatum, con indicazione cortese al sindaco di non perdersi in chiacchiere e lavorare. Magari faranno finta di niente ed andranno avanti come se nulla fosse, se potessi scommetterei su questa ipotesi.Eppure la dignità delle istituzioni e chi le rappresenta e’ un bene da salvaguardare, chiunque si trovi pro tempore su di una sedia.Livorno ha una storia da non svendere per strapuntini da salvaguardare e conquistare. Livorno non merita questo.

ALESSANDRO LATORRACA

‘Carissimi, direi che le pantomime non dovrebbero più interessarci.
lo dico io che sono consigliere comunale del PD.
Non me ne frega un bel nulla degli assetti di Maggioranza.
Le indicazioni sono state tutte date, e badate bene sono state date, non solo una sola volta..ora è l sindaco che dovrà decidere sono convinto che deciderà per il meglio.
Quello che invece mi interessa e molto sono altre questioni: il Porto, Salviano 2 (polverierea pronta ad esplodere stando ad indiscreioni), abitare sociale e conseguente Piano da portare in regione (mi è stato riferito già confezionato), servizi sociali al collaso (incontriamo gli assistenti sociali),ecc.
Ora capisco che su alcune cose la riservatezza debba essere mantenuta tutta intera, specie quando si giocano partite molto delicate per la città….ma che si debba assistere inerti al gossip su queste cose dalla stampa cittadina che ci dice di riunioni alla “carbonara” magari con qualche spaghetto allo scoglio; intrecci tra istituzioni diverse, soliti ignoti che calibrano i giochi della città non mi va.
e’ un gioco rivisto che guardate dove ci ha portato .
Non mi piace quest’aria ancora da vecchia politica.
Istituzioni asservite o veri luoghi super partes di mediazione?
Perchè converrebbe la cordata livornese, perchè converrebbe guardar a Genova?
Speriamo che almeno l’assemblea della compagnia di oggi ci aiuti a capire.
se si continua a fare così poi non ci si aspetti stampelle all’ultimo minuto (leggi voto) perchè come si dice a Livorno e scuate “‘un ce nè pane secco”.’

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19 Responses to ‘Eppure la dignità delle istituzioni e chi le rappresenta e’ un bene da salvaguardare, chiunque si trovi pro tempore su di una sedia.’

  1. Mario ha detto:

    Si metta fine quanto prima a questa pantomima di maggioranza,in un modo o in un’altro e si riprendano i lavori consiliari con serietà.Capisco che ad alcuni giovi,ma la città e’ veramente stremata da tutto cio’.settimane e settimane aspettando cosa?Due anni di questo passo sembreranno due decenni,ed altro che macelleria amministrativa.

  2. Kinto ha detto:

    Livorno meriterebbe ben altro questo e’ assodato da mesi e mesi.
    ti sfilano con questa politica del sederino al caldo
    e della ricerca di visibilita’ senza costrutto.
    Sono piu’ decorosi programmi televisivi tipo uomini e donne
    o il grande fratello,
    Invece di lavorare per i lavoratori De Tomaso,Commercio
    crisi abitative etc.
    hanno messo su una sceneggiata-soap opera
    che
    “un posto al sole”,a confronto e’ una giacchettata.
    Mettete un punto e andate a capo.
    Saluti

  3. punto ed a capo. sarebbe l’ora. Mi sembra inevitabile, per poter discutere di cose che davvero interessano la città

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Carissimi, direi che le pantomime non dovrebbero più interessarci.
    lo dico io che sono consigliere comunale del PD.
    Non me ne frega un bel nulla degli assetti di maggioranza.
    Le indicazioni sono state tutte date, e badate bene sono state date, non solo una sola volta..ora è l sindaco che dovrà decidere sono convinto che deciderà per l melio.
    quello che invece mi interessa e molto sono altre questioni: il porto, salviano 2 (polverierea pronta ad esplodere stando ad indiscreioni), abitare sociale e conseguente piano da portare in regione (mi è stato riferito già confezionato), servizi sociali al collaso (incontriamo gli assistenti sociali),ecc.
    ora capisco che su alcune cose la riservatezza debba essere mantenuta tutta intera, specie quando si giocano partite molto delicate per la città….ma che si debba assistere inerti al gossip su queste cose dalla stampa cittadina che ci dice di riunioni alla “carbonara” magari con qualche spaghetto allo scoglio; intrecci tra istituzioni diverse, soliti ignoti che calibrano i giochi della città non mi va.
    e’ un gioco rivisto che guardate dove ci ha portato .
    Non mi piace quest’aria ancora da vecchia politica.
    Istituzioni asservite o veri luoghi super partes di mediazione?
    Perchè converrebbe la cordata livornese, perchè converrebbe guardar a Genova?
    Speriamo che almeno l’assemblea della compagnia di oggi ci aiuti a capire.
    se si continua a fare così poi non ci si aspetti stampelle all’ultimo minuto (leggi voto) perchè come si dice a Livorno e scuate “‘un ce nè pane secco”.

  5. Ciano ha detto:

    La situazione lasciata in dote da questa Amministraz.ne è tanto grave per la città, da ricordare sicut et simpliciter il quadro nazionale e il pessimo governo del Berlusca..che fare allora?Quello che ci vuole è una pax labronica, le opposizioni responsabili offrano a chi amministra, la possibilità di SALVARE INSIEME LA CITTA. sino a fine legislatura, come?sulla base di 4 punti qualificanti:
    1)emergenza sociale e abitativa
    2)emergenza centro città/incentivi al commercio, incentivi residenze in città, recupero Pentagono, nuova mobilità con VERE AREE PEDONALI e APERTURA dei canali ai bus, APERTURA C MAZZINI, APERTURA VIA FIUME
    3)risoluzione comune sulle carenze infrastrutturali ferro/viarie di porto e città e abbandono progetti costosi, faraonici e inutili, tipo nuovo ospedale
    4)tavolo comune permanente sul salvataggio del Porto
    Livorno non può aspettare, un’opposizione responsabile deve proporre una tregua, sui contenuti, per la città!Se poi la maggioranza non fosse altrettanto responsabile, allora la città dovrà sapere che questi hanno avuto tanto di quel fegato di uscire dalla loro inazione, assai peggio del Berlusca. Che ne dite?

  6. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Ci vorrebbe una tregua dalle cose senza senso, condivido, le questioni messe in fila da Alessandro Latorraca sono li’ , inconfutabili, così come la scaletta di Ciano. Abbiamo ascoltato Bersani e Vendola, anche lui e finalmente , affermare la necessita’ di stare ancorati a programmi e progetti precisi, definendo così maggioranze ed esecutivi efficienti. Alla buon ora. Nel consiglio comunale di Livorno lo diciamo in molti da tempo. Mettere paletti a prescindere e’ vecchio come la guerra per qualche indennità , presente e futura. Lo schema che si e’ avviato sui servizi sanitari, che vede tra i protagonisti proprio Latorraca, può essere quello giusto. Dati, partecipazione ed ascolto, documento preciso di indirizzo aperto ed approvato in tempi rapidi, senza tatticismi insopportabili. Un terreno qualificante ed attualissimo, l’opposto di un radicalismo populista, più consono alla storia della legha che alla nostra. Metodo e sostanza si coniugano

  7. St. John ha detto:

    >Perchè converrebbe la cordata livornese, perchè converrebbe guardar a Genova?

    davvero non ne parlate su quale è la reciproca convenienza, tra portuali e “genovesi”, nell’affare tdt?
    Se poi non vi scambiate conoscenze neanche sui progetti che vanno in regione..spero perlomeno parliate di donne :)
    Visto che sei una brava persona allora ti dico a gratis una cosa per la quale di solito mi pagano per dire o scrivere.
    Nelle democrazie contemporanee mai fidarsi delle regole per definire una organizzazione democratica o meno. O meglio, di questo criterio delle regole può giusto fidarsi uno che ha votato Bersani alle primarie (la minorità politica tout court).
    Una organizzazione è democratica quanto più tende a saturarsi di informazioni. Perchè la natura del potere che si riproduce verticalmente è quello di gestire le informazioni con discrezionalità negandone il carattere pubblico. Più rendi difficile la discrezionalità,che comunque è un fenomeno naturale, più l’organizzazione è democratica. Se il Pd fosse un partito democratico questa domanda non l’avresti postata su un blog. Avresti già avuto risposte soddifacenti e approfondimenti all’interno della tua organizzazione. E tenderesti a girarle verso l’esterno con naturalezza.

    ps. mi perdonino le signore che leggono il giudizio che sto per dare è tutto fuorchè sessista. Un sociologo francese delle organizzazioni molto bravo, con vere competenze etnografiche, una volta mi ha fatto notare un particolare. Si capisce lo stato di salute di una organizzazione, quale che sia la sua ragione sociale e politica, dal numero di belle donne che vi circolano. Basta dare un’occhiata al Pd livornese per farsi un’idea :) certo, sono cose che nè il vescovo nè il cardinale Bagnasco insegnano ma è nei dettagli che si vede il demonio..pardon il mondo :)))

  8. henry w.brubaker ha detto:

    Siamo probabilmente all’anno zero del ciclo labronico.Ci sono responsabilità gravissime,legate in primo luogo alle imposture di un personale politico inadeguato.Ciascuno si assuma le proprie responsabilità.Peraltro,lo dico con sobrietà e dispiacere,mi pare che il banchetto Clp proponga portate plurime e inquietanti e,d’altra parte,le ipoteche(delle Darsene,dei Faldo,della Tdt), alla lunga solleticano gli appetiti dei portatori di liquidità.Evidentemente di fronte allo sfascio basta un fax per cambiarti la vita.Sono queste alle alleanze cui accennava Cosimi nel suo intervento di domenica? Lo dico da tempo.Fate il bilancio e chiudiamola qua,se no gli spaghetti allo scoglio prevarrano una volta di piu’ sul senso compiuto di una democrazia.

  9. GHINO DI TACCO la vendetta ha detto:

    Thò si sono accorti che a Livorno c’è un BACINO…………

    Dopo querpopodomo di Valtriani (il Geometra per cucce per cani), oggi leggete… leggete…. il grande Furvi (premio Pulizze 1948) rinomato sponsor di Benetti anniaddietro, oggi scopre l’utilità der BACINO.(oggi amplificatore der Neri)
    Basterebbe rileggersi la Nazione negli anni in cui i riparatori navali avevano messo in luce la miopia di una “città” che inseguiva il “sogno Berlusconiano” dell’effimero sviluppo fatto di nani e ballerine, di Megayacht, e Megapprodi.
    Bastava parlare di Bacino e giu gli strali della stampa regimata con alla testa il Dott. Furvi amplificatore alle dirette dipendenze der sor Poerio “è incompatibile – ma pensate ai posti di lavoro di Benetti – le vernici sporcheranno gli yacht……
    CI VOLEVA SCHETTINO PER CAPIRE CHE A LIVORNO C’E’ UN BACINO.
    P.S.
    negli ultimo 5 anni aver lasciato inutilizzato il GRANDE BACINO ha fatto perdere almeno 50 milioni di €. di lavoro per Livorno
    Grazie: Furvi, CGLI .CISL.UIL – Cosimi – CNA – PD – IDV – SEL – ……
    e tutti quelli che oggi si sono svegliati dal sogno Berlusconianio

  10. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Forse oltre il sociologo francese l’aveva pensata anche Berlusconi…. quanto alla clp, molti mi raccontano storie piuttosto particolari, irripetibili. Comunque spero trovino una via d’uscita adeguata, ma allo stato e’ difficile dire

  11. Mario ha detto:

    Onestamente c’e’ poco da commentare.L’unica notizia di rilevanza è la svendita dei beni della Clp,rispetto alla quale non ho cognizione di causa.Riguardo alla crisi di maggioranza riprendo le parole di altri.Punto a capo,e si risolvano i problemi della città.Il Pd ha i numeri, e agisca di conseguenza.una volte per tutte.

  12. St. John ha detto:

    >Forse oltre il sociologo francese l’aveva pensata anche Berlusconi….

    di sicuro. Berlusconi è stato (purtroppo) un geniale impresario della comunicazione politica. Diciamo che, da impresario, ha capito come introdurre, con potente il vettore del denaro, alcuni elementi di sicuro successo nelle organizzazioni politiche. Verso la fine della storia, come abbiamo visto tutti, si sono accentuati gli aspetti grotteschi di questo modo di operare.
    Visto che la situazione di paralisi istituzionale della città non durerà una settimana, direi che forse è meglio farsi un giretto per vedere quanto è cambiata Livorno. Percepire le mutazioni è scioccante ma porta verso il nuovo, idee comprese.
    Consiglio in particolare di farsi i capelli presso il parrucchiere cinese di via Buontalenti. I capelli te li fanno un pò come loro vedono gli occidentali :), e proprio perché è difficile parlare con loro in italiano è un ottimo posto per capire quanto Livorno è cambiata. Dopo una sessione da cliente ti vengono un sacco di idee su come sviluppare, su basi nuove tenendo la tradizione, il futuro di questa città. L’ambiente è, forzatamente, misto cinese-livornese la radio diffonde trasmissioni cinesi e dalle vetrate si vede Livorno solo se l’occhio passa attraverso gli ideogrammi.
    Guardate che è un’esperienza diversa che andare al ristorante cinese. Il ristorante è sempre una rottura rispetto alla quotidianità mentre il parrucchiere è un’altra cosa.
    Ah, a differenza di altre nazionalità, i cinesi tendono ad investire. In una città che ha bisogno di sangue giovane, in tutti i sensi, se fossi un amministratore a questo popolo ci farei un pensierino.
    A Oakland e San Francisco, non proprio metropoli di secondo ordine, ci hanno fatto un pensierone. Tanto che hanno due sindaci cinesi.
    Meglio pensare Livorno in prospettiva, vista la situazione, che stare ad ascoltare i tormenti esistenziali di Bogi ;-)

  13. Ci incontriamo sempre, con St John, partendo da posti diversi. I tormenti esistenziali di Bogi ( chi ? ) e di chissà quanti altri sono davvero l’ultimo dei nostri pensieri.
    Io sono appena tornato dal solito parrucchiere di via Roma, il quale dopo un lunghissimo silenzio mi ha detto, oggi non abbiamo niente di nuovo da commentare. Proprio così, mentre fino ad un pò di tempo fa era un luogo di confronto appassionato, quanto meno sul calcio. Ora anche i barbieri livornesi doc non sanno di cosa parlare. Magari i cinesi hanno da dirci qualcosa dal loro punto di vista. Uno spunto originale.
    Per quanto riguarda invece le novità dei nostri eroi sugli strapuntini strapagati, sono andato a ricercare i personaggi del Corriere dei Piccoli, di quando ero bambino. C’era una striscia di Giovanni Manca, che inevitabilmente si concludeva con un nobile trombone che arringava il sottoposto un pò scemo ed un pò furbastro.
    I personaggi erano Tamarindo, Sor Cipolla ed il Marchese, che gonfiando il petto tuonava ogni settimana al maldestro collaboratore “alla prossima che mi fai, ti licenzio e te ne vai “. Naturalmente il tormentone è durato anni, qui al massimo ne dura altri due. Poi magari troviamo un cinese.

  14. henry w.brubaker ha detto:

    Rossignolo aspetta ancora il bonifico dalla Cina.Pare ci siano problemi.Ko si min non si è perso d’animo e ha chiesto garanzie al suo ridanciano interlocutore del 2006,quello che voleva fare la macchina sul modello della Isotta Fraschini.Ricordo quel titolo del Tirreno (uno di quei titoli che fanno “l’atmosfera giusta”),Cosimi a Torino per l’Anci fa un salto da Rossignolo e poi in serata al Delle Alpi per Torino-Livorno.Ricordo l’incredibile articolo di Meoni sulla presentazione della Deauville di fronte al Brovedani e poi al Quirinale in vista dell’expo di Ginevra.(marzo 2011).Poi le recriminazioni contro la Fiat,Marchionne,il sistema,lo Stato,la Regione.Stessa musica per l’Aamps,tutta colpa della Regione,mentre per i bidoni la colpa è ovviamente della Capitaneria,in parte della Regione e anche del creatore che ha voluto collocare Livorno fra le acque.Per le liberalizzazioni stranamente no,nessuna impugnativa,nessuna colpa di chicchessia per evitare il rischio di contenziosi.Faccia pure Rossi,noi dobbiamo garantire la grande distribuzione che c’è e anche quella che non c’è.Meno male che ora c’è la Concordia,ma credo che Fulvi non abbia fatto i conti con Azimut.

  15. Ludom ha detto:

    Se questa volta, hai visto mai, il penultimatum fosse finalmente definitivo, certamente si riaccenderebbero le speranze e, come al solito, mi limiterei a farvi gli auguri, più sinceri, di buon lavoro.
    Ma se assisteremo ad un’altra puntata del solito teatrino, come lo chiamava l’ex presidente, mi raccomando, Dott. Lamberti e amici tutti, seguite il suggerimento del sempre puntuale hb: chiudiamola qui.
    E’ Lei stesso a dirlo: “Come si fa ad essere credibili, tutti nessuno escluso, se assistiamo a questi spettacoli con il cinismo di un machiavelli de noartri ? Come si fa a ripetere il lungo elenco delle cose partite e non arrivate, senza determinare noia e delusione in chi ancora ci sta a sentire?”
    E a noi, Santo, sempre si parva licet, non resta che aspettare………che poi si ricostruisca…..perchè nella storia è sempre accaduto così?
    Oddio, alla mia età, può essere una dimensione spirituale anche allettante!

  16. Quando incominciò a circolare il nome di Rossignolo, un autorevolissimo giornalista di livello nazionale mi disse che a Torino su quel nome vi erano molte preoccupazioni. Insomma invitava alla massima cautela. Vedremo come andrà a finire.
    Ricordo che quando incominciammo a discutere con Paolo Vitelli, la prima cosa che ci venne detta, ad altissimo livello, fu che si trattava di un imprenditore importante ed affidabile.
    Difficile giudicare dall’esterno ed un amministratore si trova spesso di fronte ad emergenze impreviste e difficili. Mi auguro che si trovi il cinese giusto, sicuramente non si tratta del barbiere di st.John, almeno spero.

  17. non avevo letto Ludom, mi sembra un ragionamento difficilmente confutabile. Aspettiamo un poco e vediamo, non ci vuole molto

  18. St. John ha detto:

    >E a noi, Santo, sempre si parva licet, non resta che aspettare………

    ti parlo per me che conta per uno e solo per me stesso. Fosse per me non solo questa classe dirigente locale sarebbe spazzata via. Non gli lascerei nemmeno la dignità del ricordo dell’esistenza politica che fu. E ti posso assicurare del comune riconosceresti giusto il portone. Detto questo la politica non si fa con le inclinazioni personali o con le convinzioni proprie. Una parte molto consistente di livornesi è troppo impegnata a sopravvivere per accorgersi che esiste la politica locale. Punto. Finchè è così non resta che osservare il crollo non di una maggioranza ma di un sistema politico locale. Osservare non è mai una attività oziosa. Per esempio noi abbiamo messo un sito e un giornale di osservazione che oziosi non sono. Come diceva un mio vecchio maestro “ad un certo punto nella storia accade sempre qualcosa”. Ecco, quando accade questo qualcosa bisogna saper dire e fare. Ora, sembra abbaiare alla luna.

  19. Ludom ha detto:

    Ti ringrazio Santo. Abbaiare alla luna, dici? Hai perfettamente ragione. Il rischio di farlo è altissimo.
    Credo che questa mia insistenza, di cui mi scuso, nasca però dalla consapevolezza che uno come me per età, per mezzi, per tutto, corre un rischio anche maggiore se si affida alla speranza di “saper dire e fare” qualcosa quando sarà il momento opportuno.
    Chissà quante cose vorrei cambiare anch’io del nostro Comune, ma non pretendo un luogo dove poterle esprimere.
    Appartengo ad una generazione pervasiva, infettante, che un si vole leva’ di ‘ulo nemmeno davanti alle evidenze più clamorose di fallimento e inadeguatezza. Ho scelto il silenzio da tempo e solo la cortesia dei nostri ospiti, l’intelligenza e la simpatia dei partecipanti al blog, mi inducono a romperlo e solo coperto da un soprannome. Avrei voluto solo poter fare il galoppino. Portare un po’ di propaganda elettorale nelle cassette. Un si usa più? Un serve? Sono antiquato? Ti giuro che è per lo meno dai tempi di Seattle che me ne sono accorto, ma non è facile “aggiornarsi”. ;))
    Però, c’è anche qualcos’altro, è vero! Ho frequentato e frequento anch’io diversi maestri. Il guaio è che lo faccio solo per diletto e quindi quando posso. La disomogenea densità del tempo storico sembra un fatto. Pare vero che, non solo per gli assetti politici ma anche per realtà più profonde, vi siano momenti, fasi nella storia, in cui qualcosa precipita, in cui entrano in azione catalizzatori potenti che spostano l’asse del problema. Com’è che diceva il Moro? Ci sono giorni che valgon vent’anni e decenni riassumibili in un giorno? Insomma, giù di lì!
    Eppure, sarà che i maestri che frequento son veramente antichi, sarà colpa di Anassimandro e di Eraclito, ma credo che il mutamento a differenza del tempo storico non sia disomogeneo, sia sempre in atto e mentre sul piano politico, storico, vi sono momenti e ancor più “atti” che sembrano decisivi, sul piano del mutamento, il momento decisivo lo vediamo, lo teorizziamo, sempre e solo a posteriori. In realtà in ogni momento, in qualunque situazione si può tentare di incarnarlo, nell’unico modo, oserei dire, “ontologicamente” possibile, cioè parzialmente, fra varie parzialità in conflitto.
    E anche vero, comunque, che sono uno che quando si dichiarava comunista pensava che il comunismo fosse il “movimento reale” che trasforma lo stato di cose presenti, a dispetto del fatto che il testo di cui trattasi fosse stato abbandonato dai suoi autori alla famosa critica roditrice dei topi. Non sono mai stato un buon comunista. Non è un problema, c’ho fatto il callo!
    Va be’! Vuol dire che mi limiterò, come faccio da un po’, a mandarvi qualche soldo per quel che posso, certo che saprete spenderlo bene.
    Ieri pomeriggio sono andato a trovare i miei figli che, con altri compagni, sostengono l’occupazione, in Borgo, di una struttura pubblica da tempo dismessa, da parte di alcune famiglie di livornesi ed immigrati senza casa. Mi hanno fatto entrare e mentre chiedevo il permesso alle signore che mi guardavano di sotto in su, con quel meraviglioso imbarazzo di qualunque donna quando ti fa entrare in una casa un po’ sottosopra, gli uomini mi facevano vedere i lavori da fare. A un certo punto è arrivato un tipo divertente che, indicando un buco nel muro proprio orientato sul suo letto matrimoniale, ha detto “Oh, ir primo da tappa’ è questo! Dé, è’ un problema di privacy!”. Ero già sulla porta e guardavo un nonno che badava sei o sette bimbi che giocavano nel giardino prospiciente, ancora pieno dei lasciti del lungo abbandono, quando mi chiama un simpatico albanese o rumeno che porgendomi la mano e un bicchiere di vino, mi dice: “E’ tuo figlio, lui? È una brava persona!”
    C’è il governo Monti e nessuno mi leva dalla testa che la Grecia è dietro l’angolo. A Livorno un se ne parli! Tu mi dici che non è il caso, per lo meno adesso, ma ieri mi son sentito meno inutile, anzi ero l’uomo più felice del mondo.
    Bonne chance, camarade!

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