«Non c’è partecipazione di serie A e di serie B – si infuria l’ex sindaco – non è che arriva Vivaldi e si fa un consiglio aperto, ma poi non ascoltiamo gli esercenti. Il mondo del commercio non è il nemico da abbattere».

 

La Redazione

Ormai la linea politica (suicida..TANTO PERDE IL Pd..) DEL PD LA DETTA L’UOMO IDV CHE PORTò BORGHEZIO A LIVORNO. Tutti i commercianti che protestano sono di destra e non vanno ascoltati.  Gulì ,capogruppo in Comune del pd in balia dell’Idv .  Complimenti , dritti dritti come a Genova !!

Comitato pilotato» L’accusa di Romano 

“Basta con questi commercianti capeggiati dal Pdl e manovrati da Lamberti». Così Andrea Romano (Idv) fa infuriare tutti riferendosi a due esponenti del comitato, Paola Nucci e Maria Teresa Talarico.  «Non c’è partecipazione di serie A e di serie B – si infuria l’ex sindaco – non è che arriva Vivaldi e si fa un consiglio aperto, ma poi non ascoltiamo gli esercenti. Il mondo del commercio non è il nemico da abbattere».

LE GIRAVOLTE E IL RITORNO A DIECI ANNI FA    Guarducci

Pensiamo in Grande, l’ambizioso (fin troppo, forse…) progetto messo in campo dall’amministrazione comunale nel 2009, ha finora regalato ai livornesi pochissimi fatti ma tante sorprese. Soprattutto in tema di viabilità. Dove è stato detto tutto e il contrario di tutto. Con il risultato di disorientare l’opinine pubblica e di scontentare una volta i residenti e l’altra i commercianti. Prendiamo in esame gli ultimi cinque mesi. Nell’ottobre scorso, il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore Maurizio Bettini annunciarono quella che avrebbe dovuto essere una vera e propria rivoluzione: piazza Grande pedonalizzata; via Grande smetteva di essere un asse di scorrimento terra-mare per il traffico privato (il senso di transito per le auto veniva invertito nel tratto piazza Grande-Quattro Mori) e lasciava il posto ad ampie corsie preferenziali, alla pista ciclabile, al corridoio per lo scarico e il carico merce con tanto di arredo e verde, all’eliminazione degli spazi per la sosta), via degli Avvalorati a doppio senso, parcheggi di prossimità al centro, etc. Apriti cielo: questi lineamenti del piano della mobilità – così, almeno, furono definiti all’epoca – scatenarono un acceso dibattito tra i favorevoli alla (semi) pedonalizzazione dell’area e coloro che difendevano il transito e la sosta dei mezzi privati. Ma ecco che a gennaio, dopo le valutazioni eseguite dai tecnici, l’amministrazione comunale faceva dietro-front: le auto avrebbere continuato a percorrere via Grande dal mare fino a piazza della Repubblica, ai bus rimanevano le due corsie preferenziali, via degli Avvalorati avrebbe mantenuto l’attuale senso di marcia. Insomma, tutto sarebbe rimasto così com’è, fatta eccezione per il parcheggio di via Grande che sarebbe sparito (di giorno) per far posto al carico e scarico delle merci. Ieri, sempre in commissione consiliare, un nuovo cambio di direzione. Quello che dovrebbe essere il progetto definitivo, così almeno ha detto l’assessore alla mobilità, riporta la via Grande indietro di dieci anni: confermata la scomparsa degli spazi per la sosta ecco che, udite udite, è prevista l’installazione di un cordolo per proteggere la corsia dei bus. Proprio quel cordolo che era stato cancellato a furor di popolo nel lontano 2002 in seguito ai ripetuti incidenti e cadute di cui, si diceva, era stato la principale causa. E col cordolo torneranno anche le pensiline delle fermate Atl in mezzo alla strada. Insomma, non sapendo più cosa inventare per via Grande, l’amministrazione è addirittura tornata indietro nel tempo. Domanda: in 10 anni, il cordolo è diventato sicuro?

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12 Responses to «Non c’è partecipazione di serie A e di serie B – si infuria l’ex sindaco – non è che arriva Vivaldi e si fa un consiglio aperto, ma poi non ascoltiamo gli esercenti. Il mondo del commercio non è il nemico da abbattere».

  1. Ciano ha detto:

    Il nuovo progetto per via e piazza Grande, non può che scontentare tutti. Scontenta i residenti che vedranno gravare ancora e più di prima su via Grande gli ingombranti ed inquinanti bus extraurbani ed urbani senza nessuna riqualificazione, scontenta i commercianti che perderanno i posti auto, scontenta coloro che volevano una vera riqualificazione del centro del Pentagono. Nessuna misura intelligente, pessima mediazione al ribasso, bizzarrie ridicole e incommentabili che spero possano essere BLOCCATE. Ci voleva tanto ad esempio, a far passare un pò di bus, anche extraurbani, da via S Giovanni? Ci voleva tanto, ad esempio, a sperimentare dei bus elettrici, sull’asse dei canali medicei Voltone/scali Novi Lena, facendoli passare anche dal Mercato?Il buon senso è morto…

  2. Mario ha detto:

    Inciucio inciucio ho visto via streaming l’Amadio che parlava fittamente con Guli’durante una Commissione….non essere in grado di gestire neanche i lavori di una commissione in qualità di presidente dovrebbe far riflettere la maggioranza sul perche’ affidarla a chi non è in grado e crea solo casini ogni cosa faccia.

  3. Ciano ha detto:

    Se l’unico asse di attraversamento alla città mare/terra è sempre via Grande, allora là e solo là graverà tutto il traffico e lo smog, perchè non si è provato a voler far passare almeno i mezzi pubblici sull’asse Voltone-Avvalorati-S Giovanni o Voltone-Scali Saffi-Scali Manzoni-Scali Novi Lena?Avremmo avuto due nuovi assi di attraversamento mare/terra e terra/mare, capaci di liberare da smog e traffico Via Grande e di venire incontro, almeno con i mezzi pubblici, a zone ad alta intensità di uffici e commercio. MI rispondano sul perchè non si è voluta perseguire questa strada, grazie.

  4. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Siamo in commissione a parlare di mobilita’ urbana, cercando di evitare confronti apocalittici , secondo la linea che qualcuno tenta di dettare a questa amministrazione, Il brillante articolo di Guarducci di oggi riporta le cose con i piedi per terra e ci ricorda percorsi già fatti anni fa. L’esperienza insegna che su questi temi ci vuole molta serietà , ma anche una capacita’ di dialogo e di buon senso che non può essere ridotta al clima di inutile contrapposizione a cui assistiamo. Spero che lo stesso assessore riesca ad uscire da questa spirale , Del resto basta ascoltare l’approssimazione sull’Odeon e sul suo destino, per capire che bisogna mettere tutte la carte in tavola senza fare una inutile confusione per parlare di cose che riguardano un futuro lontanissimo e non parlare di cose concrete di oggi, come il parcheggio Odeon costosissimo e chiuso.

  5. Leggo alcuni post e rifletto trovandomi in perfetta sintonia con il Sig. Ciano. Il punto è che non ci sono mai state posizioni pregiudiziali e la stessa G.G. è stata negli approcci critici emersi tra i quali il mio, inserita in un PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE E RILANCIO DEL CENTRO E DEL PENTAGONO DEL BONTALENTI.
    Idee e posizioni che, con responsabilità, registro anche negli operatori commerciali.
    Detto questo pongo punti di riflessione e di domanda semplici.
    Indubbio che siamo in una fase storica in cui la crisi economica e sociale non lascia in tasca alla gente che occhi per piangere.
    Purtroppo è il dato di fondo a cui non si può sfuggire come testimonia una commerciante con cui ho interloquito questa mattina , in preda a disperazione per mutuo, lavoro che non c’è ecc…
    Ma … in queste condizioni si può presentare un progetto che di strategico e di complessivo rilancio ha assolutamente poco e in modo assai approssimativo?
    Con la spada di damocle dei finanziamenti che potrebbero anche non permettere alla fine che non poco se non niente di quanto viene presentato?
    Quale può essere il progetto integrato con requisiti assolutamente equilibrati in grado di aiutare almeno minimamente a resistere in attesa di tempi migliori, sia per i cittadini che per gli operatori commerciali cittadini anche loro?
    Vedo qui molte lacune a cominciare dal fatto che valgono molto certezze ideologiche e molto meno le ansie, le paure dettate da una durissima reraltà sociale.
    E dove è una partecipazione di ritorno seria che coinvolga sul progetto che i responsabili dicono provenire da una grande prova democratica come “Pensiamo in Grande”?
    Appunto ,se ‘pensiamo in grande’ ha fornito gli elementi per questo progetto si ritorni in modo rapido e non burocratico alla presentazione di ritorno e si abbia il coraggio di confrontarsi. Poi la GIUNTA DEVE DECIDERE .LA RESPONSABILITA’ E’ SUA CON ONERI E ONORI.
    HO definito il progetto presentato una follia sociale.
    Cerchiamo di capirci.
    che senso ha sostenere che anche nella situazione data i commercianti sono in crisi volendo con ciò sostenere che non sono mobilità e sistema parcheggi i problemi ? Può darsi che sia cosi , ma si spieghi perchè in tutto questo casino unici ad essere soddisfatti sono IdV – SEL – comitato vivere il centro e ad essere incazzati 7500 operatori o giu di li con quanto significa conseguentemente e cioè circa 18 mila persone più ovviamente le categorie. Chiaro che qualcosa in questo progetto non è in equilibrio .
    Per ripetere.
    Moderno, Piazza Bhenamozeg alternative possibili ma contestuali ala eliminazione di parcheggi in via Grande. Riqualificazione da fare ? siamo d’accordo.
    Odeon da utilizzare in sistema di parcheggio a rotazione? Sono d’accordo ma con l’evidente necessità di ridisegnare la funzionalità viaria dell’area , è il minimo.
    Poi tute le riflessioni e i contributi utili, che non mancano neanche su questo blog vanno bene, ma per favore domandiamoci solo una cosa , ci possiamo permettere anche a Livorno ulteriori elementi di macelleria sociale?
    Possiamo pensare con il dovuto equilibrio e senza avventurismi sociali un progetto per la città degno di questo nome ?

  6. Leggo solo ora S.J.di cui ho grande rispetto, sinceramente.
    Non posso condividere le sue idee e credo che saranno speranze al vento.
    Solo una cosa può dargli ragione, il suicidio politico del PD in Italia come a Livorno.
    A Livorno potrà anche accadere se continueremo a fare i donatori di sangue o i sammaritani del momento, se saremo intrappolati e ostaggi della situazione data, se non ritroveremo autonomia e autorevolezza politica, che non si trova nelle stanze chiuse o nei cassetti e nella testa dei furbetti della politica o di ambiziosi progetti di potere, ma solo se sapremo ricucire un sano rapporto politico e etico con la città.
    Questo passa da una nobile e alta strategia progettuale con e per la città attraverso la prossima conferenza di programma che elimini ogni elemento di passerrella interesssata.
    Una svolta vera e coraggiosa.
    Da un processo e una organizzazione delle primarie inevitabili e necessarie ma da svolgersi con intelligenza e senza tentazioni suicide.
    In ultimo con un candidato Sindaco credibile e non targato espressione di nuovo davvero.

  7. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Ho chiesto al presidente Bianchi, che la conferenza dei capigruppo fissata per sabato si occupi della organizzazione del rapporto tra il consiglio ed i diversi attori della partecipazione attiva in città . Per essere seri e non accettare la deriva umiliante di questi giorni. La delegittimazione di alcuni e la valorizzazione di altri, secondo criteri incomprensibili ed inaccettabili, minano la credibilità di un Consiglio Comuale e delle sue commissioni,sempre più in balia di spiriti animali, senza costrutto. Bisogna misurarsi fino in fondo con i problemi che esistono , che vengonosolleti e non crearne ad arte. Ho chiesto anche a Bettini se non fosse il caso che facesse il punto , una volta per tutte, in modo preciso e puntuale sulla situazione dei parcheggi , quelli veri , quelli possibili e non quelli solo messi su di ua cartina. Un dovere a partire dal rendere conto di quanto sta succedendo all’Odeon. . Spero che gli diano il permesso di farlo. E tutto ciò non certo per rinviare decisioni sine die, ma per lavorare davvero e concretamente a qualcosa che abbia un senso. Altrimenti ci troveremo di fronte al solito mare di discorsi sconclusionati e senza niente di preciso. Con l’unico risultato difar incazzare tutti, senza eccezione alcuna e senza un motivo. Equilibrio politico e progettuale, come rivendica giustamente Wladimiro , comprensibilmente preoccupato, come esponente importate del pd livornese, da Genova e dintorni. Anche Giovanni Mancusi ha fatto richieste analoghe, ricordando la sua passata presenza in Spil. Basterebbe un minimo di buon senso e non esasperare contrapposizioni ad arte.

  8. cesare trucchia ha detto:

    <Il mondo del commercio non è il nemico da abbattere».
    ieri è stata una giornata un pò particolare, dalla lettura dei giornali e per la miseria delle persone a giro per la città, in molti si sono incontrati,me compreso, per decifrare quanto letto sulla mobilità e situazione connessa del centro.
    Le riflessioni che si potevano raccogliere sono tutte valide, sicuramente non strumentalizzate dalla politica, ed avevano tutte un denominatore comune.
    ma di cosa stanno parlando gli Amministratori?
    perchè sono così distanti da noi cittadini?
    perchè non ascoltano con un pò di sentimento le paure e le ansie di chi vive un momento angoscioso?
    a chi giova questo tira e molla su situazioni fuori tempo e logica?
    non voglio fare polemiche, infatti scrivo il giorno dopo la lettura di interveste e commenti, che come minimo avevano il grave torto di avere mancanza di sensibilità. il commercio muore anche con i parcheggi è grave se detto da un Assessore. mi fermo quì.

  9. cesare trucchia ha detto:

    delle riflessioni raccolte ne voglio dare voce ad una che mi ha colpito.
    Del pensiamo in grande e dal programma del sindaco si sono estrapolati 2 situazioni e basta.
    La Gran Guardia e la mobilità di V.Grande che sono strettamente collegate. Il pensiero ,malignoso, è per favorire un insediamento privato necessariamente bisogna eliminare i parcheggi dalla V:Grande. traduco, per favorire una grande struttura( per darvi un ordine di grandezza una superficie più grande quanto tutto il mercato di V.Buontalenti, 102 operatori), impossibilitati dal rispetto dei parcheggi pertinenziali levo il problema e trasformo il tutto in zona senza parcheggio.
    ora esaminiamo i vantaggi di questa operazione.
    10 m. lineari di V. Grande vengono recuperati. OK
    una struttura non più appetibile come cinema recuperata. OK
    una strada senza auto parcheggiate. discutibile se a fronte dei posti auto levati non se ne trovano in “anticipo” altrettanti. Lo dice anche l’ACI, che non fu tenero con le scelte dell’assessore. Dico semplicemente che una struttura così grande di vendita,non a caso, ha l’obbligo di presentare insieme ai volumi anche i posti auto relativi.
    perchè asserisco questo, perchè in un piano economico sostenibile per tutto il centro ha bisogno necessarimente di aprirsi al mondo esterno. In poche parole se vogliamo una grande struttura con la covivenza dei piccoli operatori bisogna necessariamente aprirsi, attingere e attrarre soggetti che vivono fuori. Ma a questi dove diciamo di fermarsi con l’auto?
    forse hanno pensato di educare un pò di gente?prendono una corriera e poi l’autobus? siamo seri e diciamo la verità. Non interessa che fine faranno i piccoli’ tanto come dice qualcuno stanno già scomparendo con i parcheggi.
    fine delle analisi al prossimo la domanda.

  10. cesare trucchia ha detto:

    Ora una domanda a tutti gli Amici della coalizione, quelli che scrivono e soprattutto quelli che leggono.
    La mia riflessione (anche se raccolta per strada ed è un pensiero comune di una parte consistente della città),avete ragione chi sono io(o gli altri) per offrire uno scenario catastrofico?
    infatti questa inversione di tendenza è quella del Presidente Rossi e se non bastasse è frutto di studi:
    “”
    http://www.vorrei.org/lavori/50-lavori/2990-i-centri-commerciali-danno-lavoro-pare-proprio-di-no.html
    http://www.vorrei.org/index.php
    e allora cari Amici e “compagni”, Vi chiedo:
    Perchè non lasciare che chi chiede una variante compia l’iter normale e giusto di risolversi il problema parcheggi?
    un motivo in più per chi ha come bandiera la moralità, l’occupazione e sgombrando il tavolo da qualsiasi illazione.
    Perchè partire con la mobilità di V.Grande, che già soffre, e non occuparsi della crticicità del traffico di altre zone che ci portano al 5° posto nelle classifiche del traffico? la percorrenza degli autobus deve essere vista in un rapporto esteso, non è credibile per meno di un Km..
    Perchè non presentarsi alla città con un progetto più ampio e equo con il parcheggio che vuole il Sindaco in Piazza benamozegh? e si dice il giorno dopo l’inaugurazione si mettono in campo tutte le novità sulla V.Grande e zone limitrofe.
    i cordoli che dire? fate voi.
    Perchè la stessa forza ed energia messa in opera per i privati, non si mettono per tutti gli altri?

  11. St. John ha detto:

    >Leggo solo ora S.J.di cui ho grande rispetto, sinceramente.

    sono abituato a portare rispetto a chi lo porta. Poi personalmente quando partecipo a questo genere di discussioni è solo per la preoccupazione per lo stato in cui versa questa città. Pur avendo visioni diverse rispetto al mainstream livornese non ho da regolare i conti con nessuno e nel punto di vista che offro, per chi ha la pazienza di leggerlo, non ci metto acrimonia. Mi piace anche metterci, ogni tanto, una dose di pepe ma siamo livornesi.
    Ho letto la conferenza stampa sulla convention primaverile del Pd livornese. Andiamo alla sostanza delle politiche che si intravedono dalle dichiarazioni del giovane coordinatore. Di fronte ad uno scenario cittadino riconosciuto come grave, anche se per capire che è più grave non ci vorrebbe molto, all’orizzonte ci sono tre politiche. Tasse, tagli, privatizzazioni. Visione non propriamente originale, vecchia qualche anno di più di chi ha tenuto la conferenza stampa, espressione di esigenze nazionali e di qualche spirito animale locale, e soprattutto esclusiva espressione una tecnica di estrazione di attivi di bilancio e movimentazione di capitali. Tutto bene se non fosse che non è un modello di sviluppo. Non garantisce, nel migliore dei casi, il ciclo vita del territorio. Non dà garanzie per risolvere un’emergenza occupazione che si è candidata a rimanere, nelle previsioni ufficiali, almeno fino a metà anni ’20. E nel frattempo cosa facciamo, una statua ad Adam Smith a Porta a Mare per invocare la benedizione dello spirito della libera intrapresa? La risoluzione del problema è demandata, cito la conferenza, alla vitalità della piccola e media impresa. Binario morto, basta leggere dati come previsioni e statistiche, lo sappiamo tutti.
    Mario Monti, nella conferenza stampa sulla rinuncia italiana alla candidatura olimpica (scelta condivisibile perchè con Carraro e Pescante nel comitato sarebbe stato uno scempio) si è lasciato sfuggire una frase poco commentata. “Siamo di fronte a venti anni di sacrifici”. Certo, per aspettare che la mano invisibile del mercato si rianimi vent’anni sono tantini. E qual’è la prospettiva di Livorno, vent’anni di attesa messianica del “privato che investe” in Italia e in città? Ah, quando lo farà sarà sul modello polacco. Che non garantisce il ciclo vita. Livorno tra vent’anni potrà essere paragonata a quelle città serbe che, dopo due decenni di vicende inenarrabili (al netto della guerra) hanno di nuovo visto gli investimenti sul luogo. Solo che le stesse persone che sono state riassunte oggi allora prendevano più del doppio di salario nominale e con un costo della vita notevolmente inferiore?
    Al di là delle sigle avete gestito male due fasi storiche di Livorno: la prima quella della monetizzazione della fine del modello porto-partecipazioni statali (fine anni ’80-inizio ’90), la seconda quella della terziarizzazione, della ristruttuazione della componentisca e della leva immobiliare. Con queste premesse un ciclo tasse, tagli privatizzazioni si candida ad essere letale non solo per la coesione sociale, quella non entra nei bilanci, ma anche per la stessa proprietà. Di qui tutte le condizioni economiche per il vostro declino politico. Che non è questione di “se” ma di “quando”. Certo, grazie alla liquefazione di tutte le forze politiche a Livorno, il vostro declino è lento. Assumendo così i caratteri della commedia. Ma ai livornesi non deve preoccupare il vostro declino. Piuttosto il “dopo”. Non mi stupirei di vedere un sindaco prefetto-manager, con pochi assessori “tecnici”, politiche già predeterminate da parametri di performatività già stabiliti altrove. E le guardie del corpo fuori da palazzo civico. In questi casi, si sa, la complessità sociale sa essere velenosa.

  12. cesare trucchia ha detto:

    Mi auguro di riuscire a mettere in piedi una piccola,ma rappresentativa delegazione, per poter portare all’attenzione del segretario del partito più rappresentativo della città, il Pd; le nostre preoccupazioni.
    Ho conosciuto De Filicaia, ho avuto un’ottima impressione, per quanto mi riguarda ho voglia di portare alla sua attenzione la situazione che conosco, che vivo, al di là di qualsiasi bandiera ideologica, per capirci alla pari di tutti quei lavoratori che hanno la sensazione di toccare il fondo e bloccano i cancelli prima che sia troppo tardi.
    Quando hai chiuso, sei spento chi ti ascolta più e anche se lo fanno è troppo tardi. In questo momento servono azioni eque,ma azioni; la commiserazione o il lasciar campare non ci interessano

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