Primarie sindaco a Genova : PD MITICO,ENNESIMO SUICIDIO POLITICO! BASTANO 8000 FEDELISSIMI(anti pd) PER FAR PERDERE UNA STORIA E FORSE ANCHE LA CITTA’ . PERDONO SEMPRE I LORO CANDIDATI. FENOMENI !!!

La Redazione 

‘ ..Doria si è inserito tra due debolezze.Tra un sindaco ferito dal dramma dell’alluvione e un’avversaria costruita in casa che non si è mai scrollata di dosso la patina di candidato d’apparato .Magari  senza evocare tsunami ,ma anche nella roccaforte di Genova la FRITTATA DEL PD E’ SERVITA ‘  Corriere della Sera

In attesa di sapere chi sarà il candidato sindaco del Pd per Livorno .

LIVE CONSIGLIO COMUNALE 

“Abbiamo avviato la discussione in consiglio sui temi dell’energia, a proposito della centrale Enel e di Olt. E’ evidente come occorra fare il punto sulle politiche energetiche, integrando le politiche innovative della green economy con la conclusione dei progetti sul gas, a partire da Olt , con tutte le cautele ma senza ipocrisie e teatrini.

Quelli che preparano scenari alla Tafazzi , citati dalla Redazione, ma di cui in questa città non abbiamo bisogno per due anni e più.

Abbiamo problemi da risolvere, che non possono essere vittime delle esigenze di visibilità di qualcuno.
Insomma parlare di problemi veri e di soluzioni possibili, piuttosto che di competizioni tutte politiche interne ad una piccola casta, od aspirante tale.”

“Nel voto successivo, legato alle varianti legate alla viabilità ed alla riconversione delle sedi territoriali – escluso Monterotondo ed area ospedale , che si discuteranno nel nuovopianostrutturale, Picchi ha dato risposte che raccoglievano le miei indicazioni di garanzia sui percorsi , sulla responsabilizzazione della Calamai a presentare un piano preciso sui servizi territoriali, al ruolo della Commissione Fenzi sulla definizione di un documento di indirizzo sulla sanità come richiesto dalla mozione Latorraca, e via dicendo.

Dopo essere stato ammonito dalla consigliera Amadio a non votare a favore, visto che avevo sostenuto il referendum, le ho spiegato come funziona la democrazia ed il confronto, che ora si tratta di tradurre la volontà espressa dai livornesi nel modo più adeguato e garantito sotto tutti i profilo.

E visto che Picchi aveva dato risposte molto attente a questo, addirittura valorizzando l’apporto dei referendari, fuori dalle demonizzazioni dell’epoca, ho deciso di votare a favore, segnalando cosi in modo evidente gli impegni assunti.

Lo strano e’ che qualcuno della maggioranza ha avuto da ridire.

Non so se per il mio voto in sintonia con i colleghi pd che avevano sottoscritto la mozione sulla sanita oppure per le conclusioni di Bruno Picchi, che non ha fatto blindature di nessun tipo.

Oppure per tutte e due le cose.”

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10 Responses to Primarie sindaco a Genova : PD MITICO,ENNESIMO SUICIDIO POLITICO! BASTANO 8000 FEDELISSIMI(anti pd) PER FAR PERDERE UNA STORIA E FORSE ANCHE LA CITTA’ . PERDONO SEMPRE I LORO CANDIDATI. FENOMENI !!!

  1. Nel voto successivo, legato alle varianti legate alla viabilità ed alla riconversione delle sedi territoriali – escluso Monterotondo ed area ospedale , che si discuteranno nel nuovopianostrutturale, Picchi ha dato risposte che raccoglievano le miei indicazioni di garanzia sui percorsi , sulla responsabilizzazione della Calamai a presentare un piano preciso sui servizi territoriali, al ruolo della Commissione Fenzi sulla definizione di un documento di indirizzo sulla sanità come richiesto dalla mozione Latorraca, e via dicendo. Dopo essere stato ammonito dalla consigliera Amadio a non votare a favore, visto che avevo sostenuto il referendum, le ho spiegato come funziona la democrazia ed il confronto, che ora si tratta di tradurre la volontà espressa dai livornesi nel modo più adeguato e garantito sotto tutti i profilo. E visto che Picchi aveva dato risposte molto attente a questo, addirittura valorizzando l’apporto dei referendari, fuori dalle demonizzazioni dell’epoca, ho deciso di votare a favore, segnalando cosi in modo evidente gli impegni assunti. Lo strano e’ che qualcuno della maggioranza ha avuto da ridire. Non so se per il mio voto in sintonia con i colleghi pd che avevano sottoscritto la mozione sulla sanita oppure per le conclusioni di Bruno Picchi, che non ha fatto blindature di nessun tipo. Oppure per tutte e due le cose.

  2. St. John ha detto:

    io sul Pasok italiano, cioè il Pd, farei attenzione a scommettere. Quello che sta accadendo al Pasok di Papandreu (40 per cento alle ultime elezioni da 8 a 4 negli ultimi sondaggi) si candida ad essere una proiezione accelerata di quanto può accadere al PD.
    Anche perchè le politiche “consigliate” dall’Ue alla Grecia sono dello stesso tipo di quelle “consigliate” all’Italia. Lo stesso format, basta leggere i documenti ufficiali, con diversa accelerazione. Ed è un format che scompone, oltre alla società, il consenso dei partiti di centrosinistra. Sia verso sinistra ma anche verso il centro.
    A Genova ha vinto un candidato serio, economista stimato con già esperienza in politica, di fronte a un Pd diviso. Ma diviso su cosa? A parte, naturalmente, che la sindaco uscente non ha solo l’alluvione come nota di demerito ma anche lo scandalo delle mense di inizio mandato. Ma la vera divisione è operata dalle liberalizzazioni. Che sono fatte per creare, entro un partito che non esiste certo gratis et amore dei, fronti contrapposti per gestire gli interessi. Le privatizzazioni non distribuiscono, ricompongono interessi, ma sono un qualcosa ..all’americana: una cordata vince tutto. Nei partiti ci si spacca per questo mica per i personalismi.
    Anche sul futuro del Pasok livornese andrei cauto. Nel 2014 ci sono due fattori disgregazione che possono convergere presso il PD locale. Il primo è il costo politico del “risanamento”: il PD può accorgersi sulla propria pelle che il senso di responsabilità risana poco. Il secondo è tutto locale: la disaffezione verso un ceto politico improbabile può arrivare ai massimi entro 24 mesi. Ma quanto pesa elettoralmente un PD più terzo polo a Livorno? Poco. Il terzo polo ha perso tutte le tornate elettorali di primavera, si candida ad essere esiziale a Genova, figuriamoci quanto ha pesato sui referendum di Giugno. Se la sinistra non fa il regalo di dividersi, e ci proverà fino all’ultimo, può anche ritrovarsi la città in mano.

  3. Conte di Montecristo ha detto:

    Terzo Polo.. Ogni città ha ed avrà il suo percorso.
    Livorno avrá il suo. Come ha avuto il suo Torino, Milano, Napoli, Salerno …

  4. St. John e’ un osservatore con convinzioni rispettabilissime , approfondite e radicate. Condivido certamente un aspetto, del tutto oggettivo, che il governo Monti cambia e di molto lo scenario politico. La stiamo dicendo da tempo. E che il punto centrale sono questioni programmatiche e’ anche questo un dato di solare semplicità .

  5. Kinto ha detto:

    Quanto al quadro che sara’ e’ difficile fare previsioni
    quello che e’ certo dal mio punto di vista almeno
    e’ che ci sono forze politiche speculari in molti argomenti,
    alcuni dei quali decisamente populisti,
    e che attingono dallo stesso catino di voti precisamente quantificabile.
    se cresce Cannito 10 % perdono voti sel 2 % idv 3,7 % e rifondazione 3,8 %
    allo stato spettrale oggigiorno ,
    etc.
    ma i voti sono quelli .
    non si moltiplicano come i pani ed i pesci.
    Saranno in questo mutato scenario italiano,
    da dopo guerra politico-atomica,
    la credibilita’ dei politici
    e le convergenze programmatiche a determinare alleanze e costruzioni virtuose nonche possibili
    Programmi e credibilità dei soggetti
    in campo
    il resto
    e’ un bilancino sinistrato che ripeto
    quantificabile e ridotto
    Si parta sempre dai programmi e la possibilita’ di attuarli.
    Oggigiorno,e per i prossimi 2 anni
    penso al Rigassificatore e alla pubblicizzazione dell acqua,
    come comporre l attuale maggioranza su questi due punti nodali
    e’ impresa visionaria e curiosa
    degna dei migliori dipinti di De Chirico.
    Saluti e Forza Livorno

  6. St. John ha detto:

    >il governo Monti cambia e di molto lo scenario politico.

    il governo Monti ha, come si dice in gergo, spezzato le ali. La Lega, proprio per le sue convulsioni interne, paradossalmente se n’è accorta meglio di Idv e Sel. Ma non scommetterei, come non scommetto sul Pasok italiano, sul radicamento di questa fase-Monti che ha certamente cambiato la politica italiana. Monti è un premier forte in Italia se in Europa, dove si fanno bene o male le politiche vere, prevale un preciso orientamento ordoliberale. Rigore di bilancio, bassa inflazione, basso costo del lavoro. E guida teutonica, naturlich. E’ che già dalle presidenziali francesi di aprile che vinca Hollande (che ha un programma in estrema linea di conflitto con questo orientamento) o (mamma mia) la Le Pen che l’intero asse della governance europea potrebbe essere fortenemente rinegoziato. Lo stesso fiscal compact, asse della politica ordoliberale europea dei prossimi anni, è pronto solo sulle pagine di Repubblica (che a volte è simile al Vernacoliere). E se si inceppa il fiscal compact, la vedo male. In definitiva: l’Italia non ha autonomia rispetto alle politiche continentali, i governi italiani tendono ad allinearsi all’Europa (lo fece anche Berlusconi con l’euro), è possibile che l’orientamento europeo cambi. Specie se la Francia esprime Hollande e la Germania la Spd (la Merkel è in picchiata nei sondaggi e nelle elezioni locali). Tutto entro il 2013: a quel punto un Monti presidente del consiglio o, addirittura, presidente della repubblica da risorsa potrebbe diventare un freno. Se invece esce la carta Sarkozy, e non esplode l’euro :), per Monti la strada è in discesa.
    E’ che siamo abituati poco a valutare le variabili continentali sulla formazione dei governi nazionali. Ma piano piano, giocoforza, lo scenario si fa più chiaro. Su Livorno ci sarà il tempo di parlare di programmi. Sempre se non ci pignorano la città :))

  7. Che bisogna guardare all’Europa assai di più lo abbiamo capito da un po’, devo dire a partire da Ciampi ed anche con qualche esperienza personale di una città che non si perdeva in piccoli giochetti di bottega. Altra pasta rispetto alle nostre riflessioni, St. John converrà , anche su questo arriviamo a Posizioni simili partendo da punti di partenza diversi. Se penso a quel consiglio che e’ davvero troppo ripiegato su piccole tattiche…. Il confronto andrebbe alzato un po’, sperando di uscire da gabbie vecchie ed usurate, anche perché a Livorno non possiamo stare ad aspettare, ancora e per oltre due anni! I programmi servono da ieri, non da dopodomani. Altrimenti finimo anche noi a pesare in grande. Per carità . Kinto analizza con rigore e fantasia, un bella accoppiata. Bene augurante !

  8. St. John ha detto:

    >anche su questo arriviamo a Posizioni simili partendo da punti di partenza diversi

    vabbeh via ti faccio assessore un pò di esperienza mi serve :)

    scherzia a parte, la differenza tra i tempi di Ciampi (a cui domanderei volentieri se non avesse valutato come pericoloso questo lanciare l’unione monetaria prima di un’unione politica) e i nostri stanno tutti nella velocità dei cambiamenti che abbiamo davanti. Tra Maastricht e il lancio della moneta unica passano 10 anni. In un modo o in un altro sono stati governati grandi cambiamenti. Oggi in meno di metà tempo ci troveremo di fronte ad una architettura europea, qualsiasi segno prenda, che cambierà di molto vita poltica, sociale, economica di questo paese. E mancano le politiche di adattamento.
    A una giunta del 2014, visto quello che sta accadendo, vanno dettati alcuni requisiti minimi: bilinguismo (non italiano-livornese ma almeno livornese-inglese. Altrimenti per l’evoluzione normativa di oggi e per la politica come è..è un perfetto analfabeta) , capacità di organizzazione della conoscenza legata al proprio lavoro secondo criteri scientifici (sennò fai naufragio), capacità di fare brainstorming, altro che la partecipazione teleguidata, con la città e nei momenti di acquisizione del sapere.
    Sembrano battute da saputello o da ingenuo ma forse da queste parole trapela un granello di realtà: quando l’ingombro dei 10 anni sabbatici di Cosimi sarà lontano ci si renderà conto di che razza di personale politico, e di organizzazione del lavoro, ha bisogno questa città per risollevarsi. Altro che palline di carta tirate per célia.

  9. GHINODITACCO ha detto:

    Cari amici è inutile che vi sforziate nel fare paragoni o peggio previsioni…………
    Livorno è e rimarrà……………UNA CAGATA PAZZESCA!!!!!!!!!!

    Andè a laurà barbunnnnn

  10. Ciano ha detto:

    Ghino, capisco la delusione e lo scoramento, è anche il mio e quello di migliaia di persone semplici che come noi vedono che le cose non vanno e che siamo ormai il fanalino di coda della Toscana, per distacco anche..che fare allora???Di certo non rinchiudersi nell’ovvio, nel banale o nello Strapaese fuori tempo massimo proposto nell’articolo di Zucchelli ieri, cerchiamo piuttosto di recuperare ognuno di noi un minimo di senso civico e un minimo di senso di apparteneza per la nostra città. I più dimenticano che Livorno, nata e cresciuta per volontà dei Medici e di Firenze, è stata, almeno sino alla seconda guerra mondiale, città di importanti primati, culturali e civili. La città della stampa, dei teatri, della pittura, della prima ferrovia regionale, della prima elettrificazione del Tram, del minor analfabetismo regionale, del turismo e poi dell’Industria, del mondo operaio..un’influenza sovraprovinciale, altro che guardare al nostro ombelico! Recuperare il senso della nostra storia, vuol dire occhio critico per leggere il presente e il passato, almeno dal 70 ad oggi, recuperare il senso civico vuol dire amare la nostra città e impegnarsi in prima persona. Perdonatemi ma della attuale classe dirigente non resta altro che una lunga sfilza di tempi morti, mancate decisioni, fallimenti, tempo perduto e tanto tanto tanto, senso di subordinazione verso chi, sempre da Firenze e sempre in accordo col Partito che conta e con Pisa, ha deciso di declassare la nostra città.

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