“rapporti all’interno della ASL e disservizi dei cittadini non devono e non possono essere intrecciati.” “rapporti sanità-urbanistica, questi si sono problemi politici.”

Alessandro LaTorraca

Cari amici, ho letto solo adesso (domenica ore 22) i vari commenti che si sono succeduti alla commissione sulla sanità. Commissione invero molto interlocutoria, solo per la portata degli argomenti che sono stati toccati.
Carissimo HB nessuna preoccupazione per il mio futuro: niente sarà mio se non quello che è sempre stato mio, qualche idea, alcune confuse, molte chiare; un patrimonio ideale che è la mia esistenza (Levinas compreso).Ha giudicato molto bene sul fatto di averlo sparso (spero che germogli): è quello che cercherò di fare in questi due ultimi anni di legislatura, non solo Levinas, ma Mariatin, Mounier, De Lubac per non parlare di Dossetti, La Pira fino ad arrivare ad Ablondi e altri, tanto per far capire la cornice dei miei riferimenti, mai tra l’altro sottaciuti.Questione sanità: quadro molto complesso in cui le criticità da lei sottolineate in particolare rapporti all’interno della ASL e disservizi dei cittadini non devono e non possono essere intrecciati.Se qualche operatore, tanti come lei sostiene, hanno qualcosa contro la dottoressa Calamai la contrastino nelle opportune sedi; non è compito della politica nè tantomeno mio intervenire su questioni che riguardano la gestione del personale dell’azienda ASL, non l’ho fatto in passato e certo non lo farò ora o in futuro.Liste di attesa, “malpractice medica” , rapporti sanità-urbanistica, questi si sono problemi politici. E io questo insieme agli altri, paritariamente, abbiamo voluto sottolineare ( ha letto la mozione?). Nulla avremo votato se non prima di avere avuto rassicurazioni almeno su due punti qualificanti; mi sembra che ci siamo riusciti.La dottoressa si è espressa in maniera forte e convinta sulla necessità di continuità dei servizi prima di qualsiasi alienazione, in particolare distretto nord e bambini autistici di Villa Porcelli: lo riotengo un grande risultato.Sull’ospedale per intensità di cura il mio pensiero mi sembra ormai chiarito; il problema è che ad altri forse non appare chiaro.Prospettive per quanto mi riguarda, depotenziamento ospedaliero progressivo (deospedalizzazione come si dice tecnicamente) e aumento del peso della sanità territoriale: non è molto facile, specie per chi ha un ruolo marginale come quello di consigliere comunale.Continuerò comunque a cercare di aprire piste e luoghi di confronto a tutti i livelli, incalzando soprattutto il mio partito.
Chiusura: l’opposizione che avrebbe avuto tutto il tempo e tutta la visibilità per criticare fortemente il lavoro ASL non mi sembra che abbia dato il meglio di se; per non parlare di pezzi della maggioranza che non sapeva neanche di cosa si stesse parlando.
Noi firmatari della mozione abbiamo cercato di porre questioni concrete, continueremo a farlo, anche alla facia di chi grida all’inciucio..se anche lei vorrà darci una mano non saremo certo noi a non apprezzare il suo contributo, ma con proposte concrete, anche sulle liste di attesa ad esempio.

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6 Responses to “rapporti all’interno della ASL e disservizi dei cittadini non devono e non possono essere intrecciati.” “rapporti sanità-urbanistica, questi si sono problemi politici.”

  1. Simone ha detto:

    Viene da chiedersi perchè il Pd,in questo preciso momento storico,di grande criticità non cerchi di valorizzare al massimo una persona seria e qualificata come il Dott.Latorraca,una risorsa,come si dice;come lui altri ovviamnete,ed invece si consenta di parlare di inciuci,offendere sulle mozioni e quant’altro.E’dai punti concreti, ed anche con spirito critico,costruttivo che si implementano le discussioni,e auspicabilmente nuovi percorsi salutari per la città.”verso il 2014″ ed oltre.

  2. Delfina Ferres ha detto:

    La dottoressa calamai si è espressa in maniera forte e convinta sulla necessità di continuità dei servizi prima di qualsiasi alienazione, in particolare distretto nord e bambini autistici di Villa Porcelli.

    Tale assicurazione ella la ritiene un grande risultato!

    Suvvia, dr latorraca!

    E tuttavia, il suo timore che potessero essere interrotti i servizi, questo sì che la dice lunga sullo stato della sanità a Livorno.

    Depotenziamento ospedaliero progressivo e aumento del peso della sanità territoriale.

    Di grazia ci dica che si ottiene vendendo immobili e strutture esistenti, senza possedere risorse per realizzarne di nuove, magari più meritevoli dell’accreditamento.

    Eppoi lo spreco di risorse!

    Con il doppio binario di spesa della costruzione del nuovo ospedale e della ristrutturazione del vecchio, sul quale sono già stati investiti più di cento milioni di euro!

    Ella, con Levinas, Maritain, Mounier, De Lubac, Dossetti, La Pira e Ablondi vuole menare il can per l’aia.

    Come autorevole ermeneuta e divulgatore di un pensiero così elevato, faccia il gioco delle interviste impossibili.

    Provi a chiedere agli illustri personaggi, prestigiosi fari per la sua pratica politica, cosa pensano delle liste di attesa e dell’ospedale a montenero.

  3. Alessandro Latorraca ha detto:

    L’ho fatto Delina, l’ho fatto!
    Ma le mie orecchie sono troppo dure e il mio cuore troppo arido!
    La conversione è un cammino lento, imprevedibile…un dono.

  4. Ciano ha detto:

    Dott. Latorraca, bando alle citazioni alte ed erudite,
    mi risponda su questo

    Nessuna novità dunque, l’amministrazione comunale cittadina e alcuni interlocutori di opposizione, si accontentano di qualche dichiarazione e di fatto:

    -non intendono prendere posizione contro la mala gestio della asl 6 che ci vede fanalino di coda regionale

    -non intendono prendere posizione a difesa della sanità livornese(al contrario delle classi politiche di elba, piombino, cecina) dall’attacco che viene fatto da firenze e che in futuro vedrò il presidio ospedaliero livornese, essere una sorta di medio poliambulatorio al servizio di pisa,. Scelta politica precisa e non frutto dell’amaro destino nè obbligata e scontata, che cozza con una tradizione che, almeno sino all’istituzione delle regioni, ha visto nell’ospeale livornese un punto di riferimento sovraprovinciale e regionale

    -non intendono prendere posizine sullo speco evidentente di nuovi 15 milioni di euro che la comunità dovrà pagare, per un ospedale con meno posti letto e meno specializzazioni, 15 milioni buttati e tanto nuovissimo cemento

    grazie della chiarezza

  5. henry brubaker 2012 ha detto:

    Latorraca carissimo,prendo atto della sua risposta.Prendo a prestito il suo Mounier e il dato storico da cui si dipana,per contrarietà, il suo “personalismo comunitario”.Siamo in pieno e conclamato “disordine costituito”,una sorta di matassa in cui la R(e)gion di Stato (concetti cari al duo Cosimi Calamai ,magari inconsapevolmente) puo’ cacciare una comunità fatta di persone (con il loro cervello ed i loro diritti) e non di piccole monadi da egemonizzare e infinocchiare con l’aiutino di qualche media locale,di qualche galoppino e di qualche organizzazione di categoria.Se lei è una “persona” e non un guardiano del Moloch Pd Sindaco lo dimostri realmente.Risalendo alla genesi di quel piano sanitario urbanistico sul quale intende spendersi politicamente anche con mozioni trasversali.oltrechè con frequenti apparizioni televisive.Non ha veramente nulla da rimproverarsi?Si è letto tutti gli atti in questione?Possibile che il ritornello calamaiano sulla continuità “dei servizi” su Villa Porcelli e il Centro di San Gaetano la soddisfi?Possibile che la ripartizione geografica dei nuovi distretti da quell’eccellente e serio medico che è la soddisfi?Possibile che dentro al suo Partito non si faccia mai l’analisi delle coperture finanziarie e delle previsioni di spesa?Non ho contestato la sua mozione (peraltro sottoscritta da persone che stimo),ma la sua incidenza molto relativa e sopratttutto tardiva sul disordine costituito delle gestioni socio sanitarie.Che oggi offrono un quadro obiettivamente disarmante.e richiederebbero non piccoli valzer di posizione dentro e fuori il Pd.,ma una denuncia a tutto tondo.A ognuno il suo,caro Latorraca.Certo che dopo l’intervento della Calamai alla sua Commissione i veri opinionisti di questa città non rimarranno fermi.

  6. St. John ha detto:

    non avendo padri spirituali così nobili ma, al massimo, i sex pistols e la crema della cultura hooligana :) può darsi che mi sfugga qualche passaggio.
    vedo anche che della realtà, cioè che non è consigliabile avanzare con le privatizzazioni quando la popolazione si è espressa in modo diametralmente opposto, c’è poca voglia di parlare e ma figuriamoci se non lo capisco. Come sarebbe sciocco non capire che politica è fatta per chi si sa muovere nel concreto, il resto è lamento.
    Certo, alcuni argomenti hanno vita facile di fronte ad autentici cioccolatai della sinistra istituzionale..ma anche qui l’elettore è sovrano.
    Visto anche che trent’anni di privatizzazioni in Inghilterra sconsigliano questa strada ma in Italia si fa finta che si tratti di un altro pianeta :) usiamo un esempio più vicino a noi nel tempo e nello spazio. Il modello lombardo. Quello di valorizzazione finanziaria e immobiliare (i due settori producono bolle da secoli, ben prima del capitalismo industriale e quindi non si scopre nulla del loro legame. Solo che oggi la bolla si chiama “liberalizzazione” ma sempre bolla rimane) attraverso tre agenti forti: le istitituzioni, i privati in grado di muovere i capitali e la sanità regionale e territoriale. Il discorso di Latorraca, per quanto onesto, è da modello lombardo. Per inciso il modello lombardo coincide con la deindustrializzazione di quella regione. E in un mondo globalizzato i capitali prodotti finiscono ovunque meno che nei territori dove si deindustrializza: money follow money. Figuriamoci a Livorno dove la percentuale di lavoro prodotta tramite capitale investito è la più bassa della Toscana. I capitali eventualmente liberati sono quindi anche qui destinati a non produrre lavoro. Siccome piace anche a me essere onesto dico che il modello lombardo produce tangenti come i bordelli dell’ottocento generavano la diffusione di massa delle malattie veneree :) E’ qualcosa che ben va oltre le singole intenzioni di un individuo anche capace. Ma a differenza delle malattie veneree per un certo modello l’unica cura è non applicarlo.
    Nello specifico livornese si (diciamo così) sottovaluta questa mutazione della natura della asl in soggetto attivo di regolazione dei valori immobiliari sul territorio. E’ un modo di diventare molto lombardi, magari meglio per carità, ma non risolve mezzo problema strutturali del territorio. Anche perchè questo protagonismo del management sanitario e del baronato medico si muove strutturalmente, per la natura che l’ha originato, secondo logiche di razionalizzazione, anche del potere, ma non di creazione di sviluppo. I medici capiscono molto di gestione ma non di economia. Perchè la medicina è un biopotere, l’economia è un altro terreno.
    Ah sul protagonismo del cattolici nel modello lombardo ça va sans dire ;) e quando leggo che il vescovo guarda al mattone, con scopi sociali ci mancherebbe, qualche idea mi viene.
    Comunque da bravo pragmatico ho visto citare almeno una dozzina di autorità morali. Ok, massimo e dovuto rispetto ma da tutte queste autorità morali non si ricava un lineamento che sia uno di modello complessivo di sviluppo per la città. A meno che non si pensi che liberalizzazioni e privatizzazioni lo siano. Ma non lo sono, ormai lo sanno anche gli studenti di economia, si tratta di strumenti di creazione di capitale. Che, come dicevo qualche giorno fa, neanche creano le condizioni per un accesso al credito familiare. Oltretutto non solo siamo la città da debiti record ma anche quella ad alto tasso di cravattari.
    Temo si sottovaluti la natura della crisi di Livorno e che si continuerà a farlo.

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