LAVORARE PER LA CITTA’ E NON USARLA PER QUESTIONI PERSONALI

Lavorare per la città e non certo per qualche strapuntino da conservare o da conquistare.
Questo è l’obbligo per tutti, che, come succede sempre quando la politica lascia spazio alle piccole convenienze di qualcuno, tutti proclamano come un mantra.
Quindi, anche per questa storia interna alla maggioranza, vale la pena aspettare a vedere come finisce, per poi giudicare. Farsi usare per risolvere questioni irrisolte e da tempo, in una coalizione che governa la città, no grazie.
Nemmeno la città deve essere usata strumentalmente, i suoi problemi veri, la sua preoccupazione per le occasioni perdute e quelle che si rischia di perdere se si continua così.
Insomma, piuttosto che stare a fare la conta di quanti posti ci sono a disposizione e quanti si possono distribuire, credo che vada raccolto il segnale politico, che i più responsabili cercano di lanciare.
Mettiamo al centro i problemi veri, a partire dal lavoro e dal porto, il cuore del cuore di tutto , da sempre, a Livorno.
Ed allora se ieri al Lem si è per fortuna discusso di cose da fare e di agenda di impegni istituzionali e non solo, bisogna seguire quella traccia.
Abbiamo avuto perfino la benedizione conclusiva del Vescovo, per incoraggiarci tutti a lavorare davvero, mettendo in campo cronoprogrammi, ha usato perfino lui questa parola, precisi e da rispettare.
Ecco, la nuova stagione livornese , al tempo di Napolitano e dei cronoprogrammi, partendo dal porto. Sarebbe l’ora.
Il resto è una questione che non ci interessa davvero.

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12 Responses to LAVORARE PER LA CITTA’ E NON USARLA PER QUESTIONI PERSONALI

  1. Kinto ha detto:

    devo dire che a me personalmente sembrerebbe opportuno che in quest ultimo giro di giostra della legislatura Cosimi
    ci fosse chiarezza
    d intenti e premesse solide.
    come ben scrive la giornalista Goti del Tirreno,
    non sono solo i modi e gli sciacqui con “l acido muriatico” esortati dal piu importante assessore a Romano,
    le distanze siderali tra membri auterovoli del pd in Consiglio,
    ma le tante questioni sul tavolo sulle quali a partire dal rigassificatore ad esempio,
    piuttosto che la politica della mobilità etc.
    che ingessano la stessa maggioranza.
    al solito contenuti
    ma anche le forme devono essere ovviamente congrue.
    Yari De Filicaia sono mesi che l’ ha capito ,e insiste su un cambio IdV e di linea e di personaggi,
    c’e’ poco da girarci intorno.
    Quanto al Sel dice cose legittime dal loro punto di vista,
    fermo restando che se su molte questioni
    vitali per la citta’,
    non per chi vuole fare carriera in politica,
    forze consiliari “diverse”,
    non certo l Amadio e Taradash,
    trovano convergenze di indirizzo
    la trovo una circostanza naturale ed alquanto responsabile.
    Naturale anche allargando la visione alla politica regionale e nazionale,
    dove le emergenze,e Livorno e’ certamente in emergenza
    non si bada piu’ tanto ai paletti da pecore senza lana,
    ma ai fatti da produrre
    ed alle soluzioni da mettere sul tavolo.
    Dunque Cronoprogrammi,parola ripresa anche da Monsignore Giusti,
    e verifiche puntuali.
    Su questo verranno giudicati gli eletti di oggi
    che magari non saranno gli eletti di domani se continuano cosi’.
    il resto sembra solo una puntata di Uomini e Donne,
    con ragazzini in cerca del minuto di pseudo celebrità.
    Livorno mi pare meriti,come ha sempre avuto in tutti i decenni delle
    precedenti amministrazioni,
    un livello delle cose un gocciolino piu’ alto.un tantinino
    Saluti

  2. henry brubaker 2012 ha detto:

    “Noi offriamo la leadership del piano regolatore del Porto dove occorre trovare un punto imprenditoriale.Occorre alzare l’asticella della livornesità”

    Solide promesse o ineffabile vaniloquio.?

    La seconda puntata lunedi ,con il Vescovo ,sul Welfare della famiglia.

    Poveri noi.

  3. Luca ha detto:

    Ovviamente la crisi tra Cosimi -Pd e Romano IdV ,e con gli spettacoli indegni del Consiglio comunale,è finita a tarallucci e vino.O redioliii.lavorate invece di infangare le istituzioni.

  4. Gianfranco Lamberti ha detto:

    I tarallucci hanno una loro nobiltà ed il vino ancora di più . Non citiamoli a sproposito.
    Quanto invece alla citazione di hb, francamente a volte non si riesce a capire tutto. Bisogna farsene una ragione.
    Ma in attesa del dibattito sulla famiglia, avremo da capire come finisce la storia della amministrazione , una famiglia un po’ complessa. Chissà se ci saranno metafore ardite, come le discese di Battisti. Meglio dedicarsi alla Juve in tv. Una previsione più agevole, 1×2, più di questo non può succedere.

  5. Conte di Montecristo ha detto:

    Sono in attesa di scoprire chi perderà la faccia , la dignità.

  6. omar ha detto:

    tante promesse ma poi ? 7anni di bugie, strapuntini, scaramuccie, accordi programmatici…siamo in attesa del prossimo decalogo programmatico, che sarà disatteso punto per punto.E intanto il tempo passa….

  7. Ludom ha detto:

    Ognuno avrà certamente una sua idea su come andrà a finire ma io sono pronto a riconoscere l’abbaglio e a rendere omaggio alla vostra intelligenza tattica, se la situazione evolverà secondo i vostri desideri. Una sola cosa mi risulterebbe ostica, che si dicesse, qualora finisse a tarallucci e vino, che è Cosimi a perderci la faccia…..e non solo perché ormai l’ha già persa.
    Ho ascoltato ancora una volta il suo intervento conclusivo al Consiglio. Non ce l’ha con Romano.
    “Mah! Ho l’impressione che la discussione, in questi termini, arroghi una serie di ruoli a tutta una serie di soggetti che ho la netta sensazione che abbiamo perduto un po’ il senso delle cose. (Ndr: con un incipit del genere, diviene superflua l’autenticazione della firma in calce!) La prima questione: le cose che ho detto su Anna Marson non giustificano il livello della polemica.. L’atteggiamento tenuto nei confronti dei consiglieri che intervengono è sbagliato (Ndr: e questo è per Andrea); è anche vero che chi decide se questa maggioranza esiste o non esiste sono io! (Ndr: Qui non ce l’ha con Andrea) Lo decido insieme ai segretari che appoggiano questa maggioranza. Dopodiché, quello è un percorso corretto. L’altra soluzione è che domani questa maggioranza non ci sia più…….personalmente avverto l’assoluta inettitudine di questo…(e qui c’è il pistolotto di rimprovero al Consiglio sul fondo salva stati)……..non ci sto a fare una questione. C’è un problema politico. I segretari e il sindaco affrontano questo problema: non c’è più la maggioranza? Ci sono comportamen…ci sono comporta…..no perché vedete, io non sono bimbo scemo delle colonie. Io capisco…i messaggi subliminali, le modalità, le questioni……questo dibattito non può avvenire in Consiglio Comunale senza nessuna rete di discussione che porti a qualcosa che poi sia costruttivo (Ndr : su questo penso converrà anche Lei, Dott. Lamberti!)..perché se no vuol dire una cosa sola: che bisogna andare tutti a casa….pechè io continuo a tessere le fila, come Penelope, e qualcuno continua a metterci i piedi dentro tutte le volte. E un va così! Perché se il problema è quale piede e quale filo, lo stabiliamo subito. Io c’ho solo due persone alle quali rendo conto…………(qui c’è il pezzo meraviglioso in cui dice letteralmente che “crede di essere” fra quelli che pensano che Yari sia il futuro di “questo partito”. Ni pareva d’esse’ all’Attivo, poi c’è il rifiuto di essere ridicoli ecc.)…….io non sono abituato, non sono capace. È colpa mia probabilmente! Ma se mi convinco che è colpa mia, si va tutti a casa. E vi posso garantire che siccome in questo partito, dove oggi milito, prima facevo il segretario della federazione, e l’ho fatto per quattro anni e mezzo e non ho preso mai una volta una lira, nemmeno di rimborso, vi garantisco che mi ci ingegno a vede’ cosa vien fuori nella prossima lista……….etc. etc. etc.
    Ale c’ha tante responsabilità e, se lo conosco un po’, può darsi che Romano l’abbia pure sulle palle, ma non ce l’aveva con lui, è evidente. Quindi se finisce a tarallucci e vino, domandatelo a Yari.

  8. Conte di Montecristo ha detto:

    Caro Ludom, che il messaggio finale fosse rivolto al Partito è chiaro, come che l’unico sostenitore di Romano fosse rimasto il sindaco stesso .
    E perchè secondo te ?
    Poi Romano ha fatto se stesso in Consiglio , il leghista dei valori ed ha fatto saltare tutto e tutti .

    Ed il tuo ‘Ale’ ha fatto saltare il banco , perchè Picchi e Del Corona sono un pezzo di storia del suo Partito.
    Sui fatti IDv è contro il Pd .Poi IDV a Livorno riesce a fare quello che IDV in Italia fa a Bersani.Le figure di merda sono del Pd ( ed ce ne sono a iosa ..) , l’IDV che fa opposizione al PD ma dallo stesso prende incarichi ed indennità , perchè in maggioranza con lo stesso , invece ne esce sempre pulito e vergine .
    Esempio pratico, senza parlare ancora del Limoncino ?
    Vedi Circolo di 12 (!!!) lavoratori ATL che hanno voltato ( tipico..) le spalle al PD e sono con IDV .
    Questo è il risultato del Pd pre Defilicaia , quello delle carriere personali prima della città e del suo governo .
    La dignità del Partito poi arrivava dopo la polvere .
    Prima vitalizi e carriere .
    E IDV ne ha dette di tutti i colori al Partitone, senza che nessuno reagisse…
    Capito il giochino che De Filicaia sta cercando di fermare ?
    Cmq alla fine il sindaco dovrà decidere tra il Pd e l’IDv.
    Tra Del Corona/Picchi/Latorraca …e Romano .
    In Italia come a Livorno IDV è oggi a succhiare il sangue del PD .
    E fa la sua politica indipendentemente da tutti e tutto .
    E’ oggettivo , è il presente . Che piaccia o torni bene al sindaco non è il punto.
    Cmq complimentoni al leghista dei valori Romano ed al suo talento .
    Avrà fatto fuori 2 VICE SINDACO in meno di tre anni. Ognuno ha il suo DNA e Borghezio è Borghezio.

    Ludom , hai ragione tu , sia chiaro , se il sindaco non rompe con IDV , la faccia ce la perderanno De Filicaia ed i consiglieri PD , ma con quali conseguenze?

    E mentre la città muore lentamente nel NON GOVERNo di questa Maggioranza persa dietro a Romano, questa è la fotografia di Livorno .

    sempre con stima , Ludom .

  9. St. John ha detto:

    >rendere omaggio alla vostra intelligenza tattica,

    en passant, mancherebbe quella strategica :-)

    allora, la vera balìa di tanti ragionamenti, e comportamenti, sta nel fatto che la città sta attraversando una fase di adattamento ad una crisi che non è nè leggera nè breve. Questa fase di adattamento prevede la fuga da ciò che è rimasto della politica ufficiale, la privatizzazione di comportamenti altrimenti pubblici, la frammentazione dell’espressione collettiva in comitati, gruppi di interesse (talvolta significativi, talvolta pericolosi) e isole identitarie (di ogni tipo). In questo sarebbe interessante comparare Livorno ad altre città simili per morfologia o numero di abitanti ma credo alla politica ufficiale non interessi ..diciamo più di tanto :)
    In questo vuoto è affondata, a causa di una crisi di sistema (sociale, economico, politico) l’ultima giunta di centrosinistra della città. E in questo vuoto, che si può riempire, che giocano le forze (a dire il vero con molte debolezze) che puntano, nell’enorme confusione attuale, ad una ristrutturazione degli assetti economici e di potere della città. Non essendo un moralista non mi scandalizzo. Piuttosto rilevo che, al netto della personalizzazione della politica, da questa crisi si emergono due tipi di soluzioni. Una neoliberale, e neonotabile (se pur in vesti manageriali), dove un rete cittadina, con caratteristiche precise di reddito e di relazioni socaili, gestisce privatizzazioni, “liberalizzazioni”, e attrazione di investimenti. Non è improbabile, se l’operazione acquista una forma razionale, che questa soluzione trovi un rigetto nella società livornese maggiore di quanto ci si aspetta (una città che, dati ultimi, ha un tasso di neet pari a quello della bulgaria non la governi magnificando le gesta degli imprenditori livornesi sul nuovo tirreno). Se sarà così, auguri e benvenuti nel reale.Sarà un’esperienza brusca che però non dimenticherete :)
    L’altra soluzione, che deve però calarsi nella frammentata morfologia della società livornese (e non è affatto uno scherzo), può avere al centro del suo programma la realtà: la fine della centralità dell’impresa per garantire il ciclo vita della cittadinanza (funzione sulla quale si è esaurito il vecchio welfare e che l’impresa non garantirà mai e meno che mai le liberalizzazioni).
    Sforzo storico, all’altezza di una crisi storica, nel quale bisogna saper liberare le forze produttive ben oltre la semplice dimensione del lavoro.
    La prima è una soluzione di centro, fortunatamente a Livorno non ci sono soluzioni di destra (bene, il tanto peggio tanto meglio invelenisce il clima e basta), la seconda è una soluzione di sinistra.Molto innovativa che può attrarre forze da fuori, attenzione, cooperazione.
    Il centrosinistra, inteso come equilibrio tra partiti istituzionali che rifletteva vagamente quello tra impostazioni politiche, a Livorno è finito. Nel mezzo ci sarebbe il Pd quel partito di destra, ottocentesca, a livello nazionale e locale, che plaude a soluzioni degne dei governi La Marmora o Ricasoli (un tipino, detto il barone di ferro, che le masse popolari hanno assaggiato. Ci sarebbe da toglierli il nome alla via..). L’elettorato Pd a Livorno sta subendo una disgregazione interna, che i pochi ras a contatto con la città stanno percependo (nell’illusione del recupero), piuttosto marcata. C’è un nucleo di garantiti, capaci di bersi ogni stupidaggine, che morirà con il PD. Ma è il ceto immediatamente a contatto con questi, anche medio-alto fino a poco tempo fa, che sta subendo i colpi della crisi, capisce che non è garantito (i figli ad esempio ma non solo, la stessa professione) e ha intuito che il pd non dà loro rappresentanza.o prospettiva. I ceti popolari poi, basta parlarci. La disgregazione e la delegittimazione del pd livornese è quindi solo questione di tempo. Non so se abbastanza da portare Cosimi verso l’ultimo viaggio prima del disarmo o altro. Ma chi scommette sul pd, centro o sinistra, può perdere la partita.
    Comunque chi avrà più filo tesserà.

  10. Di filo ce ne vuole molto,come al solito condivido il ragionamento laddove introduce la necessita’ di soluzioni innovative e non repliche di un passato con luci ed ombre. Al di la’ di tutto che la sinistra alla sinistra del pd sia in grado di essere guida e protagonista di questa nuova stagione mi sembra un po’ esagerato. Ma rispetto questa visione, naturalmente aspettando chi tessera’ quella tela. Se si tratta di chi vediamo ed ascoltiamo, non la vedo semplice.

  11. St. John ha detto:

    >Se si tratta di chi vediamo ed ascoltiamo,

    la stragrande maggioranza di questi soggetti avrebbe enormi difficoltà a gestire un gabbione figuriamoci una città :)
    A Livorno ci sono seconde linee nella sinistra molto, e non di poco, più capaci di quello che si vede ufficialmente. Gente giovane, inserita professionalmente, colta, ma anche dentro contesti popolari e giovanili di cui la sinistra ha perso persino il ricordo dell’esistenza. DI sicuro un patrimonio per la città, e che la città non sa valorizzare, il resto vedremo.

  12. Spero che emergano, sarebbe un bene per tutti, a prescindere ……

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