‘ non governo della città ‘ atto finale : Pd minaccia ..IDV sbeffeggia.. MA IL SENSO DELLE ISTITUZIONI ESISTE ANCORA A LIVORNO ?

La Redazione 

La Maggiornaza nomita ‘NON GOVERNO DELLA CITTA’ ‘  si esibisce in ultimatum , penultimatum e pausa di riflessione (IDV)  per capirsi ed amarsi(od  odiarsi) .

Dopo tutto quello che è accaduto in questi anni il sindaco lancia il penultimatum ad IDV . Che replica sbeffeggiandoli (leggere intervista al consigliere IDV Tirreno ) e prendendosi pure tempo.   E il Pd aspetta , mentre le commissioni sulla Ceschina ed il resto restano nei cassetti !!!

GLAMBERTI

Cosa sia oggi la sinistra più schietta, come dice Delfina, a me sfugge. Io non credo a schieramenti ideologici senza ideologie e mi sembra un passo inevitabile. Cosa sia il PD lo capisco poco oggi, così come non l’ho capito quando ho deciso di non iscrivermi a quel partito, che vedevo in preda a derive correntizie e carrieriste, piuttosto che impegnato a disegnare un progetto politico nuovo e moderno.Molto europeo, avevo sperato, più che vecchi schieramenti da secolo scorso.A Livorno abbiamo visto come e’ andata.Basterebbe che si mettessero a lavorare su qualcosa di serio, piuttosto che fare l’esame del sangue agli interlocutori e tentare blindature fuori tempo e fuori senso, di una maggioranza come questa.Già farebbero qualcosa di utile, presupposto per andare avanti.Altrimenti facciamo dibattiti televisivi e sondaggi con il televoto , magari qualche convegno ed aspettiamo serenamente il nulla.Il dopo Berlusconi ha modificato perfino le trasmissioni di Santoro, potrebbe muovere dall’immobilismo culturale e politico anche Livorno.

‘Giusto, bisogna vedere chi e’ parte del problema e chi della soluzione.
Ora sto seguendo un convegno sul porto, organizzato da Federico Barbera, interessante utile. Si parla di cose concrete e delle cose che bisogna fare, naturalmente poi ci sono quelli che ci vengono ad insegnare l’acqua calda e fanno i professorini. Magari venuti da qualche altra parte. Ora, a ben vedere, temo inizi un rimpallo di responsabilità tra tecnici e politici, tra questo e quello, tra laici e religiosi per capire cosa bisogna fare.
Ecco, passare dai convegni a scelte e decisioni concrete, già sarebbe un passo notevole.
E le cose da fare, ciascuno nel suo ruolo, sono li’ in agenda da anni.’

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7 Responses to ‘ non governo della città ‘ atto finale : Pd minaccia ..IDV sbeffeggia.. MA IL SENSO DELLE ISTITUZIONI ESISTE ANCORA A LIVORNO ?

  1. Delfina Ferres ha detto:

    Se lasciamo da parte gli aspetti del folclore, la crisi politica ed amministrativa della città deve essere imputata unicamente alla inconsistente ambiguità del progetto culturale con il quale è stato costruito il partito democratico.

    Un partito che si proclama parte della sinistra più schietta, e che, in virtù di una simile collocazione senza compromessi, non può consentirsi alleanze centriste.

    Evidentemente per continuare ad intercettare le preferenze di larghi settori dell’elettorato livornese, che sceglie ancora secondo schematismi politici antichi, mantenuti attivi da nervature associative efficienti quanto culturalmente obsolete.

    Un partito che, tuttavia, al di la delle espressioni enfatiche d’occasione, nell’attività amministrativa non presenta alcuna generalità riconducibile alle aspirazioni e ai bisogni della sinistra moderna.

    Ciò vale per le politiche ambientali, per quelle territoriali ed urbane, per come viene interpretato (ed ostacolato) il metodo partecipativo, per il clientelismo imperante, per le evidenti connessioni tra amministrazione pubblica e lobbies affaristiche, e via dicendo.

    Basta considerare le scelte manifestate in questi ultimi anni (inutile ripeterne la lista) per riscontrare in tutta evidenza la spregiudicatezza e il cinismo della condotta amministrativa, in pieno contrasto con un sistema di valori di riferimento, evidentemente asserito in malafede.

    Questa è una doppiezza che porta il partito democratico al conflitto non tanto e non solo con le formazioni minori schierate nella sinistra del consiglio comunale (anche alleate), ma con il più vasto universo culturale cittadino che non si accontenta di una retorica declamata, ma pretende una politica virtuosamente praticata.

    Gli scontri personali e le misere manovre che sono ormai frequentemente adottate, non solo sono diversivi che non interessano, ma appaiono con tutta evidenza per quello che sono.

    La ottusa e pervicace volontà di non prendere atto della realtà.

  2. Cosa sia oggi la sinistra più schietta, come dice Delfina, a me sfugge. Io non credo a schieramenti ideologici senza ideologie e mi sembra un passo inevitabile. Cosa sia il PD lo capisco poco oggi, così come non l’ho capito quando ho deciso di non iscrivermi a quel partito, che vedevo in preda a derive correntizie e carrieriste, piuttosto che impegnato a disegnare un progetto politico nuovo e moderno. Molto europeo, avevo sperato, più che vecchi schieramenti da secolo scorso.
    A Livorno abbiamo visto come e’ andata.
    Basterebbe che si mettessero a lavorare su qualcosa di serio, piuttosto che fare l’esame del sangue agli interlocutori e tentare blindature fuori tempo e fuori senso, di una maggioranza come questa. Già farebbero qualcosa di utile, presupposto per andare avanti. Altrimenti facciamo dibattiti televisivi e sondaggi con il televoto , magari qualche convegno ed aspettiamo serenamente il nulla. Il dopo Berlusconi ha modificato perfino le trasmissioni di Santoro, potrebbe muovere dall’immobilismo culturale e politico anche Livorno.

  3. kinto ha detto:

    Ultimatum o penultimatum che siano
    speriamo tutti che servano a levare il gesso a questa amministrazione.
    Vedremo cosa succedra’ e vedremo se questi annunciati cambi politici daranno benefici.
    il primo che viene di getto,
    e’ che consentiranno almeno il decente svolgimento di consiglio e commissioni,
    che sembrano l ultimo argine ad un fancazzismo divenuto sistema.
    un facciamo ammuina che confonde le acque ed evita che si affrontino le molte emergenze con
    serietà e verifiche cronoprogrammate.
    Il rendere conto insomma di cio che si fa,e di cosa si fara’ nel prossimissimo futuro.
    Spesso si dice che se non sei parte della soluzione
    vuol dire che sei parte del problema,dunque vedremo se certi aggiustamenti,e benedetti accantonamenti
    serviranno.
    Altrimenti come dice Lamberti,si andra’ avanti,
    ed in questo sono maestri zen
    a simposi sulla portualita’ utili quanto uno stuzzicadenti a un elefante,
    pensate e promesse che oramai non hanno piu’ alcuna ragione di esistere.anch eperche’ siamo in conclusione di legislatura.
    Saluti

  4. Giusto, bisogna vedere chi e’ parte del problema e chi della soluzione.
    Ora sto seguendo un convegno sul porto, organizzato da Federico Barbera, interessante utile. Si parla di cose concrete e delle cose che bisogna fare, naturalmente poi ci sono quelli che ci vengono ad insegnare l’acqua calda e fanno i professorini. Magari venuti da qualche altra parte. Ora, a ben vedere, temo inizi un rimpallo di responsabilità tra tecnici e politici, tra questo e quello, tra laici e religiosi per capire cosa bisogna fare.
    Ecco, passare dai convegni a scelte e decisioni concrete, già sarebbe un passo notevole.
    E le cose da fare, ciascuno nel suo ruolo, sono li’ in agenda da anni.

  5. Il convegno si e’ concluso in modo assai dignitoso, devo dire. Naturalmente dovremo vedere la operatività , ma dai bacini, fino alla crocieristica, senza sottendere le crisi occupazionali I temi sono stati citati.
    Dovremo ora capire se l’attività politico amministrativa conseguente avrà la sua concretezza o meno. Parlo di PRG del porto, aree di interfaccia, porta a mare, porto turistico, riparatori e via dicendo.
    Ora siamo in commissione consiliare ad ascoltare Enzo Raugei, che ci parla delle problematiche della clp.
    Una occasione buona per voltare pagina e parlare il linguaggio di progetti utili per la città ed il lavoro.

  6. Comunque la si veda, far ripartire una nuova fase politica dal porto, con precisi impegni e scadenze sulle cose da fare per il nostro scalo, annessi e connessi, potrebbe essere un salto in avanti, che farebbe uscire dallo stallo e consentirebbe di non rimanere imbalsamati su contraddizioni, che diventano gigantesche se sono collocate nei punti cruciali del percorso politico amministrativo. Oltre due anni di lavoro di questa amministrazione, maggioranza ed oppposizioni, non possono perdersi così. La mia impressione è che ci sia il desiderio di cambiare passo, un pò in tutti.

  7. Simone ha detto:

    i propositi sono sempre buoni,è che manca l’applicazione pratica da 7 anni.il tempo della doppia legislatura volge davvero al termine.si dessero una svegliata,ma ci credo poco.

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