COSIMI E IL PD DEVONO SCEGLIERE TRA LA CITTA’ E ROMANO

La Redazione

Sia LA NAZIONE che IL TIRRENO , tra ottime interviste ad alcuni consiglieri Pd ed editoriali lucidissimi sul governo (?) della città , pongono a chi guida (?) Livorno una domanda semplice semplice , dove ‘il tarallucci e vino’ saprebbe molto di ‘ COSA FA COMANDANTE , VUOL TORNARE A CASA ?  TORNI A BORDO ! ‘

FINISCE  A   TARALLUCCI E VINO VUOL DIRE  CONSIDERARE LIVORNO COME LA COSTA CONCORDIA . CON TUTTI I SUOI PROTAGONSTI .

LA CITTA’  DEL NON GOVERNO      il Tirreno 

ALESSANDRO GUARDUCCI    Se proviamo a riavvolgere di soli sei mesi il nastro degli eventi accaduti a Palazzo Civico troviamo nell’ordine il congelamento della giunta (conseguente alle dimissioni dell’assessore Claudio Ritorni), l‘azzeramento delle deleghe, il successivo rimpasto con tanto di polemiche per il ridimensionamento dell’assessore Paola Bernardo e l’uscita di scena – dopo l’autosospensione – del vicesindaco Cristiano Toncelli, e per finire le dimissioni del segretario della Federazione del Pd, Filippo Di Rocca. Il tutto dentro le crescenti tensioni tra Idv e gli altri alleati (con ripetuti vertici di maggioranza mai risolutivi), le strane assenze di Maurizio Bettini (Sel) dalle riunioni di giunta e delle commissioni per una settimana dopo alcune incomprensioni con il sindaco in tema di mobilità urbana, i mal di pancia di vari consiglieri del Pd sulla politica urbanistica del sindaco, nella crescente irritazione tra alcuni esponenti democratici e il capogruppo dei dipietristi Andrea Romano, sfociato poi nel plateale di litigio di ieri l’altro che ha visto protagonista Vladimiro Del Corona. Il sindaco Cosimi e le forze politiche si sono aggrovigliate dentro questi contrasti senza mai raggiungere un accordo vero che aiuti a trovare soluzione ai problemi di Livorno. Insomma, tante chiacchiere, tanti incontri, tanti documenti e pochi fatti. Tanto tempo perso. Fin troppo per una città che aspetta il nuovo piano strutturale (se ne parla dal 2006 ma le procedure sono ancora nella fase iniziale), che attende un nuovo piano del traffico (sarà presa o no una decisione sul riassetto di via Grande?), che è alle prese con una crisi economica senza precedenti ffe dei servizi), che rende più povere le famiglie (per la prima volta, dal 2004, aumenteranno inevitabilmente anche i tributi e le tariche non vede prospettive sul fronte occupazionale (sulla scommessa De Tomaso, per esempio, c’è sempre un punto interrogativo grosso così), che avrebbe bisogno di infrastrutture (qualcuno sa che fine ha fatto il protocollo con Sat per mettere in sicurezza la Variante ed eventualmente fare il sottopasso alla stazione ?), che si trova a fare i conti con l’emergenza casa (di qui alla fine di febbraio sono previsti oltre 70 sfratti), che ormai non crede quasi più alla riqualificazione del centro e delle aree dei mercati (altro che pensare in grande…), che non ne può più delle promesse sulle grandi opere (dalle Terme del Corallo allo Chalet della Rotonda d’Ardenza), che si interroga su come sia possibile spendere 20 milioni di euro per un parcheggio e tenerlo poi chiuso (l’ex Odeon). Livorno non può più aspettare. Ha bisogno di fatti e non di parole. Ha bisogno di risposte, di scelte e di soluzioni. Ne ha bisogno ora prima che sia troppo tardi. E invece il governo della città si è fermato ancora una volta, stavolta per le bizze di due consiglieri. Bizze che hanno fatto saltare due commissioni importanti come quelle per la variante Gran Guardia (connessa al rilancio del commercio in centro) e la variante Ceschina (dove è in gioco il futuro dell’ippodromo). Uno scenario di non governo che la città non può continuare a sopportare.
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17 Responses to COSIMI E IL PD DEVONO SCEGLIERE TRA LA CITTA’ E ROMANO

  1. Giannetto ha detto:

    Mamma mia cosa abbiamo rischiato in classe!

    Durante la solita gara di rutti è nata la contesa aspra tra il piccoletto e il bambino crostino che ci tiene alla pulizia. Si litigavano che ognuno pensava di farlo più forte.

    C’è stato un momento che stava per nascere una rissa collettiva, perché la maestra era distratta, che sentiva la musica con le cuffie.

    Per fortuna il capoclasse, disturbato dallo schiamazzo, ha fatto una furbata.

    È uscito dalla classe e di nascosto ha suonato la campanella, anche se mancava tanto tempo alla fine della lezione, e tutti contenti sono andati fuori.

    Non vi dico l’arrabbiatura del bidello e la sorpresa dei maestri delle altre classi. Volevano fare la partaccia al capoclasse, che aveva fatto la cosa che non gli spettava.

    Ma lui li ha ignorati. Si era di nuovo sprofondato nella meditazione del pensiero di Kierkegaard

  2. Kinto ha detto:

    Ottimo l ‘ articolo di Guarducci sul Tirreno.
    Ci si puo’ girare intorno quanto si vuole ma oltre alle forme,
    mai viste dal dopoguerra ad oggi
    oltre alle macerie amministrative che non si vedevano anche quelle dal dopoguerra,
    resta la semplice spunta dei fatti che divente cronaca
    quasi “nera”.
    voragini occupazionali,
    emergenze abitative,
    sperperi a fondo perduto milionari -Odeon-
    porzioni di città in totale abbandono,
    compagnie di lavoratori sull’orlo dell abisso,
    piani strutturali e del traffico che non vedranno mai la luce in un arco temporale di 10 anni.
    e Cosimi si perde senza capirne il perche’ a tutelare un consiglierino sgarbato,
    e non prende di petto tutte le situazioni,
    ora e subito?
    si comprende poco,ovvero io la mia idea ce l ho ,e ben precisa
    sul perche’ si tollerino queste pantomime da bar
    a discapito di membri autorevoli della propria maggioranza,ma non la diro’ ovviamente.
    Scrive bene Massimo Bianchi,se anche non c’e’ contenuto almeno salvino le forme
    e che ci aiuti tutti la Madonna di Montenero per i prossimi 2 anni,anche meno direi..
    A furia di rammendare e ricucire
    ci troviamo a guardare ed ammirare Livorno oggi
    come fosse il Frankestein di Shelley.
    Saluti

  3. La politica locale si annoda intorno a scemenze, una agenda politica che viene dettata da consiglieri alla ricerca di qualche personale visibilità . L’esito e’ quello che oggi discutiamo dei gettoni alla conferenza dei capigruppo, legittimamente , ma ieri abbiamo saltato le commissioni sulla Ceschina e la gran guardia, che avevano ben altra importanza per il lavoro e le prospettive della città. In attesa dei tarallucci ?

  4. Caro Guarducci, so che leggi questo blog e quindi rifletto con queste righe sul tuo articolo.
    Credo, molto sinceramente che i motivi di alcune analisi puntuali che tu fai e hai fatto , oggi come in passato, siano assolutamente puntuali e fondati.
    Il problema vero è che sono quei motivi che creano difficoltà e precarietà nel rapporto con la città e nella maggioranza.
    E’ possibile respirare accanto ai cittadini e avveritre il disagio pregnante che ne caratterizza la vita quotidiana.
    Se partissimo da qui , pur con tutte le spiegazioni che dobbiamo dare rispetto al contesto di crisi economica e finanziaria che condiziona pesantemente l’azione dei comuni forse faremmo opera di governo e politica saggia e più vicina ai cittadini.
    Comunque ripeto e poi spero si chiuda, non posso fare altro che chiedere scusa alla città, profondamente amareggiato dell’accaduto, proprio perchè non sono state bizze ma un episodio che a me fa stare male perchè irrispettoso nei confronti delle istituzioni che rappresentiamo.
    Poi però attenzione a chi cavalca a modo suo la cosa e alle vergini nel casino perchè non può funzionare cosi e non può essere un episodio spiacevole la causa dei mali della città e del C.C.
    Ma qualcuno si ricorda il mitico Paietta che saltava i banchi di Montecitorio e si toglieva le scarpe sbattendole violentemente sulllo scranno ?
    Sarebbe bene ritrovare tutti la bussola giusta a cominciare dal sottoscritto, ma io sono un semplice consigliere che non rappresenta certo il futuro, la politca e il governo dela città abbiano la dignità e il coraggio di rigenerarsi e di dare senso al mandato ricevuto dagli elettori.
    Non dovrebbe essere difficile, ma vedremo cosa accadrà, a cominciare da oggi e dai prossimi giorni.
    Le 2 commissioni tanto per capirci dovevano essere fatte , nulla inficiava secondo me il loro svolgimento, solo che non si temeva i rigurgiti della mattina , ma gli attriti nel merito, trattandosi di Ceschina e Gran Guardia, senza che il sottoscritto potesse dire qualcosa perchè non deleghato a partecipare(?).
    Certe drammatizzazioni e certe situazioni alla fine fanno comodo, e questo fa crescere il rammarico interiore, ma non può funzionare più cosi se si vuole bene alla città e meno a carriere e posti importanti.
    Il tempo è galantuomo e la verità verrà fuori nolenti o volenti, vedremo.

  5. La Redazione ha detto:

    Solidale con Del Corona anche perchè provocato oltre ogni limite .

    Bastava essere presenti .

    Lo sbaglio è di chi non ha fermato Romano durante la sua opera provocatoria.
    Ha cercato di non far parlare il consigliere del Pd .
    Bruno Picchi ha evidenziato come tale atteggiamento fosse di chiaro stampo ‘antidemocratico’ , e che a Livorno c’è la democrazia … capito ?

    Chi era presente può testimoniare la provocazione e la violenza di tale atteggiamento .

    E’ rimasto solo Romano in tutto il Consiglio Comunale ad avere comportamenti volgari e di ricerca continua di risse e nemici .

    A lui fa comodo , legittimo.

    Il punto di non ritorno è stato oltrepassato l’altro giorno . Per un semplice motivo , l’ha visto TUTTA LA CITTA’ ATTRAVERSO LA DIRETTA WEB .

    E qui , cari miei , potete anche inventarvi ‘il tarallucci e vino’ ma qualcuno perderà ufficialmente la faccia e la dignità .
    I livornesi sono tante cose … MA NON SCEMI .

    Romano è sfuggito di mano a se stesso ma sopratutto a chi lo sostiene .

    E il tavolo , a sorpresa , è stato buttato all’aria .
    Ma questa volta non si ‘SCHETTINA’ cara Maggioranza di governo della città .

    ‘Comandà’ è buio … ‘ “e allora che fa Comandante , torna a casa ? ”

    LIVORNO NON PUo’ SOSTENERE PIù IL NON GOVERNO DELLA CITTA’ .

    E’ vero Guarducci .

  6. Simone ha detto:

    Nessuno si nasconda dietro un dito,o provi a mettere la polvere sotto questo tappeto kilometrico,la lite volgare causata dai continui attacchi di Romano,è solo la punta di un iceberg.Non c’e’ più tempo,modo ed anche pazienza da parte di molti cittadini.E davvero poco importa degli equilibri in maggioranza.I problemi sono incancreniti,e di soluzioni non se ne intravedono nel prossimo futuro.Se poi come dice Del Corona,ed anche il dott.Lamberti saltano importanti Commissioni senza motivi effettivi,se oggi i CapiGruppo consiliari devono dibattere sui gettoni di presenza comprendiamo benissimo che il problema e’ tutto nella plancia di comando.Alla luce degli ultimi mesi volgari ed inutili dal punto di vista dell’ azione, inazione amministrativa,manifesto oggi l’apprezzamento nei confronti del sig.Ritorni che ha avuto la dignità e la schiena dritta di dare le dimissioni.Dimissioni definite da una seguente intervista dettate dalla mancanza di attributi dell’ex Assessore.In realtà si è trattato di una presa di coscienza circa la cattiva gestione della cosa pubblica.
    Dovrebbe essere istituito subito un governo di salute pubblica,con personalità di spessore a guidarlo.Ci vuole dialogo,ed un senso di alta politica,che con certi soggetti,non è possibile neanche immaginare;Ma come ha detto con grande sensibiltà Cosimi,se lui si dimette tornano tutti a casa ,e lui a differenza di altri(chi?) un lavoro ce l’ha.Complimenti anche per questa grande delicatezza,visto il contesto disoccupazionale diffuso e di dolorosa precarietà.Biscaggina

  7. omar ha detto:

    sono tutti nascosti dietro a un dito, c’è pieno, e ce ne entra pure degli altri se i livornesi continuano ad essere cechi…..che altro deve accadere ? non è sufficiente quel che accade ? oppure è sovvertita pure la fondamentale regola di una società civile e democratica e cioè chi amministra e governa è espressione di chi lo ha eletto ? per cui sono i livornesi che debbono aprire gli occhi, loro sono quel che sono e non cambieranno mai, possono rimpastare quanto vogliono, ma è la ricetta ad essere sbagliata, vanno sostituiti gli ingredienti avariati con quelli più genuini, e sta solo ai livornesi farlo, le persone in gamba, e capaci arrivano, quando i tempi sono maturi, non è vero che non ci sono alternative a questi uomini, è vero che non ci sono in un contesto mentale degradato, per cui chi è capace migra verso altri lidi…per fortuna sento che qualcosa si sta muovendo in città, e allora per chi aveva la pappa scodellata e pensava di poter dormire su sette cuscini per i secoli nei secoli, saranno dolori seri….e questo sta avvenendo anche a livello nazionale….in fondo non sembra ma chi sbaglia paga, prima o poi…..

  8. St. John ha detto:

    >Ma qualcuno si ricorda il mitico Paietta

    hai voglia. Nella primavera del ’62 si mise a fare un comizio a Torino durante un corteo di protesta contro un accordo separato firmato da Cisl e Uil (ricorda qualcosa..) alla Fiat. Ruolo, il solito assunto dI quadri del Pci dalla fine degli anni ’50 fino alla Bolognina. Tener buoni gli operai, parlare al loro senso di responsabilità, invitarli alla sfilata, al compromesso senza fare troppo casino. Un ruolo di disciplinamento, nel quale Pajetta credeva, e che ha permesso il lancio di tante carriere di amministratori (dove c’è amministrazione c’è disciplinamento) compreso l’attuale (ehm) sindaco della nostra città. Gli operai quel giorno non erano però così sensibili al sermone, tanto che Pajetta cominciò a alzare i toni. Cominciò a dire che chi si rivoltava era un provocatore, faceva il gioco delle destre (ritornello sopravvissuto ai giorni nostri). Niente da fare scoppiò una rivolta clamorosa contro Cisl e Uil (i dettagli si trovano facilmente). Allora Pajetta una volta che il casino era giustamente scoppiato, ci sono una serie di testimonianze raccolte, cominciò (rimasto solo sul palco con la folla che lo ignorava) a lodare i rivoltosi e sostenere la lotta. Era la rivolta di piazza Statuto, senza questa non ci sarebbe stato l’autunno caldo quindi nemmeno tutto il sistema di protezione del lavoro.. che è durato fino a quando Trentin ne firmò la disdetta tra il ’92 e il ’93 (sempre in nome del bene del paese, ci mancherebbe). Gia, l’autunno caldo..forse qualche storico si ricorda che a contestare gli operai, che ottennero una serie di diritti fondamentali conquiste di civiltà per almeno un ventennio, ci fu tale Napolitano. Il quale, tra i fischi, andò a dire agli operai di Brescia che dovevano “produrre non scioperare” (anche qui ricorda qualcosa).
    Vorrei concludere la nota storica, in fondo metaforica, ricordando un particolare, non proprio un dettaglio, sulla foto indicata dalla gentile redazione riguardante Berlinguer e Napolitano.
    Non ci vuole molto a capire che non sono mai stato berlingueriano, (del resto sono marxista e berlinguer aveva letto marx tramite l’interpretazione togliattiana di gramsci ..che è come leggere, da italiano, il financial times con un traduttore di google in francese e dalla pagina del canada francofono). Però la precisione storiografica torna sempre utile anche per il presente. La frasi più citate di questi tempi di Berlinguer sono quelle dall’intervista di Scalfari del 1981 sulle “mani pulite”. Non sulle questioni che portarono a quell’intervista (magari per gli interessati). Nè sul senso di quelle affermazioni, in pieni anni ottanta era come leggere una polemica medica su come effettuare al meglio salassi quando era già stata scoperta la pennicellina (tipo ora sul rigore di Monti), Ma chi fu il fiero avversario, il primo ad uscire in aperto contrasto con la linea delle mani pulite di Berlinguer? Ovviamente, con un articolo su Rinascita, tale Giorgio Napolitano. Preoccupato dei rapporti con il Psi di Craxi, partito definito da Napolitano come “riformista” e “modernizzatore”. Sul riformismo del Psi più che la storia parlano, come sappiamo, gli atti giudiziari. E chi si mise a lodare la “modernizzazione” della vita italiana che partiva da Milano, impressa da un imprenditore di genio, tale Silvio Berlusconi?
    Ma la rivista Il Moderno, della corrente milanese di Napolitano. Piena di sponsorizzazioni del biscione e consociate.

    Questo per dire cosa: siccome il futuro, ha qualche rapporto con il passato, che serve da esempio e stimolo, la storia me la riguarderei in modo..diciamo meno incantato :))

  9. cesare trucchia ha detto:

    Fare politica vuol dire interessarsi ai problemi di tutti, cercando di risolverli nel modo migliore; vuol dire scegliere, mettersi in discussione, esporsi personalmente con le proprie idee e i propri valori. Significa animare confronti, sollecitare opinioni, non smarrire la visione d’insieme e sicuramente questo blog che ospita tutti, se ha qualche merito è quello di alimentare il dibattito e il confronto per il bene della politica locale e in modo naturale emergono quelle che sono le contraddizioni che stiamo vivendo in questi giorni. Chi e quali problemi ci potrebbero essere se L’IDV o il PD dicessero chiaramente il proprio pensiero e riconoscessero la loro incompatibilità almeno a livello locale?
    se viene detto dal consigliere di Confronto per Livorno che è tempo di fare politica avendo a cuore gli interessi della città, per quale motivo devo essere tacciato, da chi è capace solo di strumentalizzazioni e 0 risultati, di voler ambire a qualche sgabellino.
    Concludo; Sig.Romano se fino a due giorni fa scriveva su questo blog, torni tranquillamente a farlo, l’accoglienza, il confronto e l’educazione sono una regola di confronto per Livorno e di questo blog. Alcuni amici mi segnalano che continua la sua discussione su facebook, potrei commentarla lì, non lo trovo giusto perché non renderei partecipe un bel numero di persone; ma un’anticipazione di quello che le direi gliela voglio dare; mi fido dell’istinto che dice che ci sta leggendo.
    Il gioco tra i più antichi è quello di lanciare la pietra e nascondere la mano, Le riesce bene, anche questa volta vuole ribaltare lo stato delle cose; prima maltratta una parte del PD e poi scrive che è disposto a lavorare per tenerlo unito- si meraviglia perché il Sindaco se la prende con Lei, e poi evidenzia scrivendo il grado di popolarità di De Magistris commentando che quello è un Sindaco con la S maiuscola.
    Scusi cosa si aspetta anche due pastarelle?
    La deriva della Politica della città non è imputabile solo a Lei e l’invito a scrivere su questo blog è reale e da considerarsi un’opportunità per Lei, ovviamente se non continuerà la discussione su questo blog, consideri il game over.

  10. beh, St. John è persona di pregio, un grande contributo al nostro blog. Seguo anche il suo percorso culturale e politico, vista l’età, quell’autunno caldo, in versione movimento studentesco, lo abbiamo vissuto, magari al sud e nella Napoli di Amendola e Napolitano. Rispetto le sue posizioni, oggetto allora di confronti anche appassionanti. Poi ci furono derive tremende, che ci hanno segnato ed hanno costituito uno spartiacque, ma andremmo troppo loontano.
    L’unica cosa che francamente non condivido per nulla è il collegamento liquidatorio tra riformismo e tangenti, e peggio ancora tra Napolitano e Berlusconi. Questo, Caro St. John, proprio no.
    ps l’intervista di Berlinguer a Scalfari è un pezzo della storia umana e politica di tanti, all’epoca un pilastro. Ancora attualissima, mi pare.

  11. x Cesare. Anche a me era venuto in mente quel giochino lì, davvero, quello della pietra. Quanto ai paragoni, io e te, come Confronto, abbiamo evitato di citare sondaggi e paragoni impropri. Vedremo De Magistris fra sette anni. Ma il fatto che lo faccia chi fa parte della squadra la dice lunga, non ti pare? Sempre in tema di giochini.

  12. St. John ha detto:

    >Poi ci furono derive tremende

    da parte di tutti, buoni e cattivi. Per quanto riguarda i cattivi, una delle autocritiche più intelligenti l’ho letta su un agile libretto “l’ultimo sparo”. Il testo è poco conosciuto, e veramente ben scritto, l’autore invece è celeberrimo. E’ quel Cesare Battisti sul quale si è attestata più la canea che la riflessione. E’ che ad un certo punto sia, per i buoni che per i cattivi, il mondo ha voltato pagina. Tra i cattivi molti hanno perso la brocca ma molti hanno prodotto serie riflessioni, utili per il presente. E’ che da tempo, in quest’epoca molto dura, trovo poche riflessioni intelligenti nei buoni :)

    >collegamento liquidatorio tra riformismo e tangenti

    beh, scrivendo magari in una pausa di quando si lavora qualche passaggio viene un attimo semplificato. Dove c’è potere pubblico c’è corruzione. Vale per tutti i regimi. Nessuna proposta politica è esente dal rischio di corruzione o di degenerazione. Il punto sta nei sistemi politici, nella loro capacità di regolazione, di neutralizzazione dei processi di corruzione. L’esempio italiano, specie negli ultimi venti anni, mostra che con la sola volontà del singolo e il solo intervento della magistratura la corruzione non si combatte. Morale e legge, assumendoli come valori, non bastano. La debolezza del riformismo italiano, guardandolo da fuori, sta proprio nel concentrarsi su questi due elementi. So che il discorso sarebbe lungo. Però mi sembra un fatto da non trascurare quello che vede il riformismo storico italiano (penso al psi, psdi al pli e al pri) affogato in una voragine di inchieste e di tangenti. Come il socialismo reale, che non aveva le tangenti come le conosciamo noi, che è affogato nella corruzione. C’è un momento, ed è li’ il punto di non ritorno, in cui lo sciame di interessi privati prevale su quello pubblico. E’ un problema che vale per tutti i regimi.

    credo che queste divagazioni storiografiche tornino utili per il presente. Ci sarebbe anche da parlare della contrapposizione tra Togliatti e Amendola, utile per capire tante cose del presente ma ce la riserviamo per un’altra volta :)

  13. tornano utili e fanno piacere, in mezzo a tante sciocchezze. alla fine viene un pò di nostalgia per le stagioni in cui ci si confrontava su questi temi. Tu hai la fortuna di non stare in consiglio comunale e doverti sorbire cose incredibili. Il livello che, se ricordi, commentava lo stesso cronista di senza soste, presente in una occasione tipica e che tu citavi opportunamente

  14. kinto ha detto:

    devo dire che innalzare il livello delle discussioni per chi ha la cultura adatta e da elargire,io no di sicuro,
    e’ sempre molto interessante,
    St John degli ultimi due post,con Lamberti da controaltare e’ confronto perlaceo,
    Ci vorrebbe l’ “inchino”,
    e’ che poi si rischia la collisione con lo scoglio alias St John.con grande simpatia e stima dal blog lo dico,
    da un altra sponda insomma ma alle volte poco importa.per i tempi che corrono poi…
    Saluti

  15. henry brubaker 2012 ha detto:

    Beh,ormai a Guarducci non resta che fare il copia incolla di quello che è possibile leggere su siti e blog.Se non altro lui li legge.Mi pare evidente che al di là di conflittualità personali oggi a Livorno c’è un problema politico grosso come una casa.Ma non è un caso che anche altrove volino seggiole e si lancino sputi mentre sono in corso attività istituzionali.Il sistema politico nazionale bene o male sta trovando forme di autoregolazione (l’istinto di conservazione e l’amore della poltrona prima di tutto),mentre sui territori (dove la politica si fa sulle cose e le risorse sono materialmente contendibili )le contraddizioni emergono evidenti.Comunque personalmente non vedo tutto nero.Bene o male su Ceschina è stato contenuto(per ora) il rischio di una speculazione e sulla Gran Guardia è stato evitato l’inverecondo blitz della Bernardo.Su Gran guardia mi pare che Guli’ Romano e Lamberti abbiano condizionato l’assurda verticalità di una decisione direttamente contrattata dal Comune con Lippi.Emerge ,in generale,un colossale bisogno di trasparenza e di collegialità delle decisioni che trova un limite nelle difficoltà anche psicologiche di un Sindaco che non vede l’ora di “deragliare dalle procedure”pur di garantirsi un quarto di visibilità..C’è poi il tema dell’Odeon che farebbe inquietare anche un appassionato di tisane orientali.E un percorso da riavviare sul Piano del traffico.Tutto questo non è tempo perso,nè conseguenza di politicismo,ma il frutto di una policy sbagliata che l’accordo “verso il 2014” non ha migliorato.E’ ovviamente sbagliata anche l’agenda politica .ora piu’ che mai da riselezionare in visto di due o tre priorità.Poi si vada velocemente al voto.

  16. Hb , come sempre, fa una sintesi ineccepibile. Le situazioni critiche sono quelle che cita ed altre, io non sto giocando a buttare dalla torre qualcuno. Non ho mai avuto questa passione , ma non ho mai fatto sconti a me stesso per primo sul rigore , sulla coerenza dei comportamenti e sul rispetto di tutti, senza se e senza ma. Rispetto dato e preteso. Figuriamoci. Detto questo, il punto e’ esattamente quello di una agenda politica che non può essere una semplice ed, ormai, impossibile continuità operativa e politica. Riselezionare le priorità , uscire da schemi da piccolo cabotaggio , da vittimismi e drammatizzazioni, farla meno lunga e ragionare della città piuttosto che degli strapuntini. Attuali e sperati. Sembrerebbe un percorso lineare, ma ci vuole una assunzione di responsabilità precisa e coerente, da chi se la deve prendere. Altrimenti sembra di stare al Giglio, con quel che segue .
    Quanto al Tirreno ed alla Nazione, che ci seguono con attenzione, come i giornali di tutto il mondo ormai fanno con tutti i blog di una qualche autorevolezza, devo dire che la nostra dipende anche da chi interviene con intelligenza, come hb per non andare lontano.

  17. Bruno Lo Porto ha detto:

    Gli attuali scenari della politica livornese non sono certo scenari mai visti, gia in passato ho avuto modo di ricordare, a chi lo avesse scordato, che la politica della nostra città si è sempre basata su giochi di potere mai con l’obbiettivo di fare seria polica per la collettività.
    Tutto ciò comincia gia oltre 20 anni fa, Livorno era la città che in Toscana vantava industrie, quindi occupazione, aveva una realtà portuale che oggi non ha più, e non mi si venga a dire che tutto è da imputare alla crisi, perchè adesso fa molto comodo ai politici locali dire questo.
    La crisi a livorno è cominciata molti anni fà, e di tutti coloro che si sono avvicendati ad amministre Livorno lo hanno fatto senza la consapevolezza di dover governare seriamente per i cittadini, si parla di problemi di come affrontarli ma non vengano mai affrontati, problema casa, ci sono molte famigie in lista di attesa da molti troppi anni, ma edilizia pubblica è ferma, l’ occupazione è ai livelli del sud italia, servizi sociali inesistenti, abbiamo una città in stato di abbandono totale occorre migliorare la situazione altrimenti andiamo alla deriva, per fare questo bisogna che la giunta si dimetta per dare spazio a una nuova giunta che dia corso ad un rinnovamento di mentalità della politica locale.
    Non si è fatto nulla in passato e non credo che sia credibile la giunta che ci governa come dimostrano i fatti, tutto ciò che era stato promesso in campagna elettorale è stato puntualmente disatteso, non mi stupisce credetemi melo aspettavo, ma non capisco questa vostra meraviglia nel vedere che abbiamo un governo locale del non fare, sempre ingessato e condizionato talvolta da uno o dall’altro, ciò che abbiamo oggi è ciò che avevamo anche in passato, ma spesso fa comodo dimenticare o far finta di non ricordare.

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