Il TITANIC E’ AFFONDATO

La Redazione

quasi 10 anni di niente . PD-Sel-IDV hanno fatto perdere tempo ed occasioni che non si ripeteranno alla città . E questi anni sono un esempio di vecchia politica fatta solo di carriere, tattiche ed annunci a futura memoria. Anzi senza memoria e senza nemmeno consultare l’archivio on line degli annunci precedenti. La nave è finita nell’iceberg
Ce la faremo a voltare pagina ? SI .

IL PIANO STRUTTURALE NON CE LA FARA’
Le tappe dell’iter : ecco perchè l’operazione è già fuori tempo massimo
il Tirreno – Guarducci

 LIVORNO. Se l’iter per la revisione del nuovo piano strutturale fosse partito nel 2006, quando per la prima volta il sindaco annunciò la volontà di disegnare la Livorno del futuro, non ci sarebbe stato alcun problema – da parte dell’amministrazione – nel portare a compimento questa delicata operazione durante il secondo mandato di Alessandro Cosimi. Le cose, invece, sono andate molto diversamente, con le procedure che hanno avanzato al rallentatore tanto da partorire il bando di gara per l’affidamento della redazione del piano soltanto un paio di mesi fa.
 Il ritardo è sotto gli occhi di tutti e lo sanno benissimo anche a Palazzo Civico: non è un caso che l’assessore Mauro Grassi, in una recente commissione consiliare, abbia detto che non avrebbe scommesso un euro sulla possibilità di approvare il piano strutturale entro la primavera del 2014, epoca in cui Alessandro Cosimi lascerà il municipio. E infatti, procedura alla mano, non c’è la benchè minima possibilità che il nuovo piano strutturale di Livorno possa essere approvato nel corso del mandato. Al massimo, se tutto dovesse filare liscio senza il benchè minimo ostacolo, il nuovo strumento urbanistico potrà essere adottato dal consiglio comunale, il che sarebbe già un buon risultato: il prossimo sindaco, prima di procedere all’approvazione, potrebbe infatti apportare delle modifiche ma non avrebbe più la possibilità di toccare l’impianto generale della manovra urbanistica. Il fatto è, come già detto, che anche l’adozione del piano è un traguardo difficilissimo da tagliare nel giro di poco più di due anni. Di conseguenza il rischio di un fallimento è molto alto. Vediamo perchè.
Fine gennaio 2012. Dopo la manifestazione di interesse da parte di quindici soggetti per la redazione del nuovo piano strutturale, la commissione sta ora esaminando la documentazione per verificare il possesso dei requisiti richiesti dal disciplinare di gara. In teoria tutti e quindici potrebbero accedere alla seconda fase: il Comune aveva previsto di inviare le lettere di invito entro il 15 gennaio ma appare più probabile che la scedenza venga rinviata a fine gennaio. A quel punto si aprirà la seconda fase e quindi il bando vero e proprio.
Aprile/maggio 2012. I partecipanti “invitati” dovranno infatti presentare le loro offerte (non c’è solo la parte economica ma anche e soprattutto il progetto di approccio al piano strutturale della città): questo richiederà tre-quattro mesi e quindi saremo già ad aprile-maggio 2012. La commissione verificherà tutte le proposte e, nella migliore delle ipotesi, esprimerà la propria valutazione tra la fine di giugno e la fine di luglio.
 Luglio 2012. A quel punto si procederà all’aggiudicazione provvisoria dell’affidamento della redazione del piano, cui seguirà un periodo imposto dalla legge per dare la possibilità agli altri concorrenti – portatori di interessi legittimi – di presentare eventuali ricorsi.
 Ottobre 2012. Quando tutto sarà ok, il responsabile del procedimento formalizzerà l’aggiudicazione definitiva a settembre/ottobre 2012. A questo punto, il professionista o lo studio incaricato, comincerà a lavorare sulla progettazione vera e propria: il bando prevede 18 mesi di tempo per l’elaborazione del nuovo piano strutturale secondo quelle che sono le indicazioni dell’amministrazione comunale.
 Marzo/Aprile 2014. Quindi tra marzo e aprile 2014, il provvedimento urbanistico potrebbe approdare in consiglio comunale per la discussione e l’adozione. Cioè, in piena campagna elettorale. Con tutte le conseguenze del caso.
  Fuori tempo massimo. Per arrivare all’approvazione vera e propria, il percorso è ancora lungo: c’è l’obbligo di pubblicazione del provvedimento sulla gazzetta ufficiale, poi è previsto un arco di tempo di 45 giorni per la presentazione delle osservazioni (tutti i cittadini livornesi hanno il diritto di farlo) cui seguirà il lavoro degli uffici per l’elaborazione delle controdeduzioni. Solo a quel punto il testo potrà tornare in consiglio comunale per il voto conclusivo. Ma ormai il mandato di Cosimi si sarà chiuso da tempo.

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15 Responses to Il TITANIC E’ AFFONDATO

  1. Conte di Montecristo ha detto:

    ANDATE A CASA .

    Chi si presenterà in campagna elettorale nel 2014 dovrà metterci la faccia mentre elencherà IL BUON GOVERNO di questa Maggioranza (PD-IDV-SEL) di questi ultimi 10 anni .

    UN NUOVO STILE DI GOVERNO .

    E la pace sia con voi .

  2. L’articolo di Guarducci e’ esemplare. Peraltro conseguente ad un dibattito consiliare che aveva messo al centro questa “balla di Natale”, secondo le stesse affermazioni di Grassi. Un semplice elenco di procedure, mette in crisi il principale regalo sotto l’albero della amministrazione. Ammesso che sia quello che aspettavano davvero i livornesi. E’ vero che in tempi di crisi a caval donato…, ma questo non e’ un dono, oltretutto costa oltre un milione di euro.

  3. Delfina Ferres ha detto:

    L’area della ceschina, uno scampolo di bosco immacolato dentro la città, già da molto tempo è osservato da occhi rapaci.
    Sono occhi interconnessi alle brillanti menti che hanno concepito ed eseguito operazioni clamorosamente fallimentari.

    Anzi, a dir meglio, fallimentari per i soggetti pubblici (o a capitale pubblico) coinvolti, ma altamente lucrosi per sé. Mi riferisco alla cittadella dello sport di collesalvetti e al silos dell’odeon.

    Ma del filo rosso che collega le due operazioni tratteremo in seguito.

    Vorrei oggi sottolineare il cinismo spregiudicato con il quale le succitate menti cercano di approfittare delle difficoltà dell’ippica e dell’ippodromo, per condurre in porto l’ennesima sudicia speculazione, con danno dei cittadini.

    E infatti.
    Perché è passato inosservato l’intervento recente dell’ex direttore d’alesio, che contesta la congruità funzionale della beauty farm (o di altre amenità), e ripropone, per l’area, un uso sinergico all’attività ippica, secondo un progetto già elaborato, e nel pieno rispetto dell’ambiente?

    Cosa c’entra la beauty farm con la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti dell’ippodromo?

    Se va bene, qualunque megastruttura da realizzare e da avviare non potrebbe vedere la luce prima di cinque, sei anni, considerando i tempi necessari alle varianti urbanistiche, all’approvazione dei progetti, alle fasi costruttive, alle urbanizzazioni, alle attrezzature.
    E se pensiamo ai tempi livornesi, ci vorranno almeno venti, trenta anni.

    In questo periodo come sopravvivono gli amici che hanno perso il lavoro?
    Davvero si ritiene che tale prospettiva in un futuro lontano sarebbe risolutiva, all’oggi, per la salvezza dell’ippodromo?

    Per queste feste, e per l’anno nuovo, vorrei porgere agli amici del blog e alla città un grande augurio.

    Che livorno si salvi da queste combriccole! Che con esse vengano abbattuti quei settori della politica che le sorreggono.
    Che sia lasciato spazio all’imprenditoria sana e socialmente utile.

  4. Le riflessioni di Delfina sono pertinenti. Del resto il fatto che non si sia potuto leggere un foglio scritto, in una commissione prenatalizia convocata solo per parlare di quelle aree, e’ un segnale che può essere letto in molti modi. Anche quello che si preferisce evitare di entrare nel merito, concretamente, di cosa si pensa davvero di fare. Ma come in tutte le vicende che si sono aperte e non concluse, prima o poi dovremo arrivare a capire dove si vuole andare a parare. Non si dimentichi la Porta a Mare o la variante per il prg del porto, ma l’elenco e’ lungo e conosciuto.
    Auguri a Delfina, che con i suoi contributi contribuisce all’interesse che questo blog continua a suscitare,in modo addirittura inaspettato.
    La semplice riflessione sui tempi necessari a concretizzare impegni assunti e proclamati, di Guarducci come di Delfina, ha effetti notevoli, sul piano politico amministrativo.

  5. St. John ha detto:

    >Che sia lasciato spazio all’imprenditoria sana e socialmente utile

    Sono tra quelli che sostiene l’idea che l’impresa, sana o malata che sia, abbia sostanzialmente esaurito i propri cicli di accumulazione su Livorno. Almeno per un decennio. Il problema non si pone quindi in termini morali ma concreti. Capisco tutta la difficoltà di un modo di pensare, prima ancora che di progettare, completamente disorientato dalla crisi della centralità dell’impresa nella produzione di ricchezza sui territori. Crisi che non è congiunturale, che è contemporanea al declino delle istituzioni locali come le abbiamo conosciute, e che impone non solo di pensare ma anche di praticare, e con efficienza, un tipo di economia in grado di sostituire l’impresa mentre si ritira dal territorio. Sono temi da far tremare i polsi ma a questo siamo arrivati.
    Su questi temi ecco un’analisi sul rapporto Irpet, dedicato allo stato del Sel livornese, del dicembre 2011

    http://www.senzasoste.it/locale/livorno-l-irpet-fa-difficolta-a-nascondere-la-bomba-su-cui-siamo-seduti

    credo che l’Irpet abbia disseminato, specie nell’ultimo paio di anni, numeri su Livorno con una certa crudezza. Si tratta di numeri che, comparati in modo diverso da come fanno frettolosamente i giornali, ci regalano un quadro dello stato dell’economia cittadina ufficiale pessimo, di lungo periodo e ineludibile. Per tanti sarà un grosso problema anche accettare di essere in questa situazione, figuriamoci operare
    Non pretendo di portare la verità, ci mancherebbe, ma solo suggerire modi nuovi di concepire i temi strutturali del territorio. Stanno cadendo tante centralità degli ultimi due decenni di politica territoriale, che hanno avuto un senso e che lo stanno perdendo: quella dell’impresa, quella delle dismissioni del pubblico e anche sulla centralità economica della leva urbanistica, nella vita del territorio, comincerei a vedere le cose in modo molto diverso.
    Le crisi vere, come questa, impongono di pensare e di agire in modo nuovo. Non significa rinnegare il vecchio ma nemmeno reiterarlo.
    Naturalmente quando parlo di crisi della centralità dell’impresa nella produzione di ricchezza so di cosa parlo :). Di un problema, se preso sul serio estremamente controverso. Da una parte, visto che non viviamo in Corea del Nord, la forma impresa continua a riprodursi come struttura dell’organizzazione economica e dall’altra dissipa ricchezza e elimina strutturalmente posti di lavoro proprio per riprodursi. E’ il problema di oggi a Livorno e lo sarà per un decennio minimo. Chiederemo consiglio a Grassi :)

  6. Beh, quella che sia la terapia necessaria, complessa ed innovativa siamo d’accordo, anche se non ne intravedo i connotati in modo chiaro, dovremmo somministrarla finche’ il paziente e’ in vita. Altrimenti, con le prescrizioni a futura memoria e pensando in grande senza limiti, il massimo che riusciremo a fare sara’ una dignitosa autopsia. Ma credo che si incominci a capirlo, mi sembra. Vecchi schemi da vecchi partiti per carrierine e carrierine garantite non reggono più . E’ un dato significativo per un territorio come il nostro, abituato a poche ma immutabili certezze e piccole burocrazie rattrappite.

  7. St. John ha detto:

    >dovremmo somministrarla finche’ il paziente e’ in vita

    basta non sbagliarla la terapia tanto per un ammazzà paziente e medico :))
    battute postnatalizie a parte, credo che anche i più riottosi stiano comprendendo che la situazione della nostra città, oltre a grave e di lunga durata, sia anche inedita.Questo, se si conferma, è un dato positivo.
    Poi c’è chi fa e farà finta di non capire ma contro questi casi non c’è scienza che tenga :)

  8. Gli scienziati sono imprevedibili e geniali, non sottovalutarli Certo e’ che vedremo scenari inediti e non previsti nemmeno dagli strateghi de’ noartri. ed i primi segni di questo tipo si avvertono, eccome.
    Con qualche cronista che ha incominciato a raccontare per davvero e ci prende gusto.

  9. henry brubaker ha detto:

    Un lampo di luce post natalizio quello di Guarducci.Ma sicuramente ora interverrà qualcuno con la faccia severa a smentire il cronoprogramma di cui sopra.”La stampa ci deve aiutare!” ha tuonato il Mayor in conferenza stampa.In che senso?Dicendo o sostenendo balle?Detto del Prg sarebbe ora interessante capire che fine abbiano fatto gli 11 milioni(o parte di essi) assegnati dalla Regione a Trw,Wass e addirittura all’inesistente Rossignolo e company. Vorrei capire anche di quale innovazione stiamo parlando.Vista la situazione ambientale.

  10. Hb dice, al solito, cose sacrosante. E non avevo letto l’intervista di Grassi sulla Nazione, roba da Messico e nuvole. Sono rimasto senza parole , anzi me ne sono venute di non non non non trascrivi ili. Se la stampa può aiutare e’ solo evitando simili performance fiorentine. Incredibile, come se la scadenza del mandato fosse una piccola coincidenza ed il prossimo sindaco potesse essere l’attuale. Io non so perché Livorno può essere considerata una esercitazione al mare per genovesi,fiorentini, romani.

  11. henry brubaker ha detto:

    Delfina dice cose sagge.Troveranno comunque un’escamotage.Lo chiameranno “edilizia sostenibile in funzione della riqualificazione delle aree preesistenti con una particolare attenzione alla valorizzazione integrata delle risorsa lavoro de quo per collegare in un insieme collegato di strutture le condizione sinergica di rilancio del comparto sportivo ove spalmare,nel quadro di un’operazione a volumi zero,le professionalità in uscita dal comparto”.

  12. …e con uno sguardo alla felicita’, secondo le dichiarazioni odierne di Grassi. La fantasia al potere, si diceva una volta, ma non avevamo ancora conosciuto gli urbanisti fiorentini, in attesa di un invito dal Vescovo.

  13. Giannetto ha detto:

    La maestra mi ha fatto una interrogazione alla cattedra molto ardua. Voleva sapere da me che cosa occorre fare a livorno per rendere felici gli abitanti.

    Dai banchi uno ha commentato che certo, se il sindaco e l’assessore fiorentino si levassero di ‘ulo…

    E allora la maestra, sorridendo, ha chiarito che dovevamo pensare solo a cose urbanistiche.

    Io ho risposto che dobbiamo recuperare i valori antichi, ricostruire i luoghi dell’incontro e del rapporto umano, dove ci scopriamo e ci contaminiamo, anche tra razze e di nazioni diverse, dove il contatto nasce immediato senza avere troppa paura della diversità, e così si ritorna a casa felici e appagati.

    Sempre dai banchi lo stesso di prima ha commentato che anche lui sarebbe favorevole a riaprire i casini.

    Stavolta la maestra gli ha fatto il gesto del rimprovero.

  14. sorpietro ha detto:

    Recentemente su RAI STORIA c’è stato un bel documentario sui Ciano fatto da Caracciolo….perchè non commissonargli un documentario/(inchiesta su Livorno dal 36 ad oggi)?Temo che Livorno finirà nelle mani della peggiore destra per implosione della pseudo sinistra che formalmente amministra la città: potrebbe forse rivelarsi una cura da cavallo necessaria a ridare energia e fantasia alla città?
    Cari bloggers, ho chiuso l’anno felice di aver dedicato le etichette dell’olio che producono alcuni mie parenti a Giorgio Napolitano, non senza aver pensato a Ciampi quando quest’estate sono passato da Scanno. Ma amaramente mi rendo conto che in Italia lo spazio per le persone serie (Prodi, Monti, Rubbia e pochi altri tra cui rientrava certemente Massimo Paoli) è estremamente ridotto ( in più sembra che under 70 non se trovino!). Buon 2012!

  15. Ottima la dedica a Napolitano. Guardando avanti Piuttosto che alla storia cittadina ormai arrivata ad una fase assai modesta. Basterebbe comparare le iniziative turistiche e culturali per queste feste di altri centri analoghi. Il segno che , a parte qualche volenteroso, sono poche non solo le persone serie, ma anche solamente quelle che ci mettono un poco di fantasia e di passione.
    Stamattina si legge della scelta sul commercio, in dissonanza con la Regione, che rivendica autonomia sul tema degli orari. Insomma magari una telefonata per una linea comune.

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