DA UNA SCEMENZA ALL’ALTRA

Monti sembra una tregua nella fiera delle scemenze italiane, che ci hanno portato a finire quasi in fallimento, ma a leggere qui a Livorno la cronaca ,  a partire  dalla marmellata  di Tramonti, oggi sul Tirreno, cadono le braccia. Promesse di incarichi in modo giocoso e festaiolo, ovviamente con l’uso del web ed in mondovisione, appunto.  Così come pensando al fantomatico socio indiano di Rossignolo, apparso e scomparso in modo surreale, come una allucinazione da overdose, a proposito delle auto di lusso alla livornese.

Eravamo appena usciti dai penultimatum  e dalle nonnine di una maggioranza sull’orlo di una crisi di nervi, anche questa salvatasi grazie a Monti,  che ci cade tra capo e collo anche Tramonti.

Ma che colpa abbiamo noi, recitava la canzone dei figli dei fiori.  Veramente non si capisce dove andremo a finire di questo passo. Naturalmente la questione, marmellata o no,  non potrà non interessare consiglieri, appassionati del cazzeggio e forse qualche altro . Spero di no, ma non ci giurerei.

Intanto,senza dover invocare i padri della patria ed i giovani che si autorottamano, basterebbe che ci occupassimo di cose serie e mettessimo alla porta le scemenze inutili ed i loro artefici, di una città che sembra diventata una giocosa macchina di stupidaggini, cazzeggi senza fine, appunto.  Ma c’è poco da scherzare mentre Spil fa debiti e non si sa come li pagherà –  ne riparleremo nel prossimo consiglio – il socio indiano scompare, la porta a mare esposta a rischio libro di Travaglio, le crociere a rischio cellulosa , e le vecchiette che cita l’assessore e quelle che vengono sbattute per terra e fatte fuori nelle RSA. Altro che Monti, nemmeno Obama. O forse ci vorrebbe di nuovo Peppe Dell’Acqua, cui demmo una vita fa una consulenza psichiatrica che ha fatto epoca. Ma erano altri tempi davvero

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8 Responses to DA UNA SCEMENZA ALL’ALTRA

  1. henry brubaker ha detto:

    Quella di Rossignolo mi pare un’autentica follia.Ora spetta ai Sindacati e allo stesso Sindaco staccare la spina prima che questo gioco grottesco che dura dal 2006 si trasformi in qualcosa di piu’ preoccupante.A meno che tutto questo non faccia parte del “cazzeggio strutturato” di cui parlava ieri Buti sul Tirreno.Compreso,ovviamente,quello di Tramonti.

  2. GhinoDiTacco ha detto:

    Regalo a giovani precari, POLACCHINA (nota marca Inglese) dal n. 42 al n.44; solo scarpa di sinistra, la destra sara’ recapitata per postacelere, dopo lo spoglio

  3. Ghino ipotizza un meccanismo conosciuto prima di internet. Ma non credo si tratti di una cosa del genere, piuttosto del “cazzeggio” citato da hb. Solo che si corrono rischi quando si ricoprono cariche pubbliche, eccome.

  4. st. john ha detto:

    Ieri leggevo di Tramonti. Indubbiamente il Pd è un partito, non solo nel nome, all’americana. Per cui o impari da solo come muoverti o fai delle figuracce. Nella sua logica in un partito livornese che è una parentopoli, con punte di ganzopoli, è stato anche troppo trasparente ;-)
    Questo sbattere in prima pagina un episodio minore, rispetto a quello che emerge a Livorno (per tacere di quello che non emerge), mi odora però di..,Limoncino.
    Nello stesso giorno si sarebbero dovute invertire le parti tra lo spazio dove è stato impaginato Rossignolo e quello dove è stato collocato Tramonti.
    E su Rossignolo e il socio indiano, se non ci fossero in ballo centinaia di famiglie tra Torino e Livorno, ci sarebbero davvero da fare tante risate. Il problema è che tra il sindaco che l’ha sponsorizzato, la stampa che gli ha fatto da ufficio promozionale, il sindacato con la funzione ancillare a questo ciarlatano chi pagherà sarà solo e soltanto loro. E questo fa tanto meno ridere

  5. Oggi abbiamo dibattuto in Consiglio dell’episodio “minore” del Consigliere Tramonti. Tuttavia se un giovane consigliere si mette a fare simili scemenze rivendicandole come una semplice ingenuità e’ segno di un degrado innanzitutto culturale che sta vivendo la politica. Se poi la norma a cui si fa riferimento per piegarla a simili gestioni e’ stata fatta da Calderoli e la si interpreta come una legittimazione di una spartizione partitica anche di piccole indennità di scrutatore, abbiamo sbagliato strada. Certo non si può ingigantire una scemenza, tuttavia e’ meglio segnalarla, poiché i consiglieri comunali non sono in carica per difendere gli interessi di un partito, ma quelli di una comunità . L’abc, una volta c’e lo insegnavano. St. John lo sa. Che poi ci sono questioninassai più rilevanti sono d’accordo. L’urbanistica innanzi tutto…. Appunto!

  6. Kinto ha detto:

    piu’ che roba “minore” sembra roba da minorati.
    e pensare che “l ingenuo” che gia’ dichiara di avere davanti a se’ una lunga carriera politica,
    e’ pure presidente della commissione urbanistica
    non e’ affatto roba minore
    ma roba da mentecatti,o gatti morti ner muso.
    possibile che lo stesso Pd non abbia risorse migliori di questo qui?
    Quanto a Vitti e la Spil abbiamo superato ogni limite,mah?
    Saluti

  7. Oggi Lorenzo Del Lucchese, che è un giovane e bravo consigliere del’IDV, ha proposto di fissare criteri oggettivi per la scelta degli scrutatori, sottraendo questa pratica a lottizzazioni partitiche o , peggio, personali. Un modo intelligente per uscire da una prassi imbarazzante. Apprezzabile ed intelligente.

  8. st. john ha detto:

    >rivendicandole come una semplice ingenuità

    è evidente che ha fatto una bischerata, rispetto anche a cosa accade a Livorno. Ma è altrettanto evidente che dalle bischerate si capiscono un sacco di cose. Siccome oggi la trasmissione del sapere è un fatto privato, non è pratica in uso nei partiti, ognuno capisce e fa un pò come crede. Per cui se uno vede che, nel suo partito, c’è gente che in silenzio favorisce parenti e amici , e su un livello di affari niente male, quello che ha fatto su Facebook diventa un capolavoro di trasparenza.
    Non è che voglio difendere qualcuno, so che fa sorridere ma è così. Piuttosto per un consigliere che ha usato i social network come comitato elettorale, vedi articolo del Tirreno a suo tempo, questa pubblicità è un bel siluro destinato a lasciare traccia. L’ho detto e non mi smentisco, c’è odore di Limoncino e di resa dei conti.
    Che ci siano cose più rilevanti, leggevo con interesse il post su porta a mare, è il minimo. Il punto di tutti i punti mi sembra però essere contenuto nella legge di stabilità appena approvata. Da quello che si legge da fonti di stampa ci sono almeno due elementi in grado di cambiare forma e sostanza delle amministrazioni locali.
    Il primo sulla cessione (coatta o premiale, dipende dai casi) delle quote pubbliche delle “municipalizzate”, il secondo sulla quota di debito pubblico (nazionale) di cui gli enti locali dovrebbero farsi carico. Se esistesse un dibattito politico sarebbero temi già lanciati e duraturi. Saranno infilati sul Tirreno tra un’apertura dei bagni a gennaio e un pensionato beccato a riscuotere, in modo fraudolento, più della minima. L’urbanistica, viene da sé, ne sarà condizionata.

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