‘Dalle riparazioni lo sprint per far ripartire la città’ . Qui si parla di cose serie .

 

 

Dalle riparazioni lo sprint per far ripartire la città
 
 
 
 
ROBERTO PARDINI (CONFRONTO PER LIVORNO)

La questione delle riparazioni navali, ha segnato per troppo tempo incertezze e sottovalutazioni di quel patrimonio economico produttivo. Gli orientamenti dell’Authority sulla indiscutibile necessità di riattivare il grande bacino, e la individuazione del perimetro ove le riparazioni potranno operare (facendo tornare la banchina 75 alla sua originaria utilizzazione) hanno trovato importante riscontro nella discussione e nel documento approvato dal Consiglio Comunale.
Occorre a questo punto definire alcune questioni di merito:
a) quale gestione dell’area riparazioni? Vi sono esperienze di vario tipo nel territorio nazionale, occorre a mio avviso valutare la soluzione che preservi il carattere pubblico del patrimonio e l’utilizzo produttivo delle infrastrutture. Le esperienze del Consorzio Bacini di Genova possono tracciare una linea da valutare, comunque più adeguate rispetto a quelle di Napoli ove prevalgono le sopraffazioni del privato, concessionario unico e i continui conflitti con le imprese del territorio.
b) quali interventi a carico delle istituzioni locali e regione per accompagnare la ripresa di questo comparto? Ricordiamoci che si tratta di far ripartire un vero e proprio Cantiere, con una occupazione stimata di 400 addetti e con tutte le relative necessità di servizi strategici per il comparto.
A nostro avviso sono tre gli elementi da considerare:
1) La indispensabile presenza delle riparazioni navali, non solo per le imprese ma per tutte le attività del porto di Livorno, ivi compreso il settore della crocieristica.
2) Le infrastrutture ed il mercato: la presenza del grande bacino è tuttora un patrimonio che determina un valore aggiunto, che occorre rimettere a reddito poiché nell’ambito del Mediterraneo è un forte elemento attrattivo del mercato ed un supporto strategico per la crescita complessiva del porto.
3) Un contributo reale per costruire l’uscita dalla crisi. Se analizziamo la capacità di tenuta delle riparazioni come attività imprenditoriale e occupazionale, non possiamo non sottolineare che hanno retto più e meglio di altre attività industriali (a cominciare dalla forte crisi della yachtistica) di fronte alla crisi internazionale.
Inoltre a fronte del rallentamento dei traffici marittimi, che hanno determinato il fermo di migliaia di navi (solo nel mar della Cina vi sono più 500 navi ferme), si determinerà al momento della ripresa dei mercati una indispensabile necessità per le imbarcazioni, la necessità di carenaggio (le navi ferme per mesi non potranno ripartire senza aver provveduto al carenaggio), cosa che vuol dire immissioni in Bacino. I porti che avranno bacini beneficeranno di questa prospettiva del mercato delle riparazioni: si stima una crescita complessiva del 25%, di cui un 15% destinato agli impianti del Mediterraneo.
La conseguenza di tutto ciò è che, come indica il documento del consiglio comunale, dobbiamo concretamente ed al più presto definire come far coincidere il rilancio delle riparazioni con l’area occupata dai bacini e più complessivamente con l’intero porto. Tempi e metodi che garantiscano un’armonica coesione con altre iniziative economico produttive.
Non sono in discussione le compatibilità di Azimut-Benetti e le riparazioni navali. E’ condivisibile, allora, sottoporre a verifica le previsioni commerciali e residenziali attualmente previste.
La chiara presa di posizione sia del presidente dell’Autorità Portuale Gallanti, che del Consiglio sottolinea anche come sia indispensabile che la stessa società “Porta Medicea” si renda disponibile ad adeguamenti sulla Porta a Mare, nei limiti che fisseranno le istituzioni.
Ciò consentirà di uscire da una indeterminatezza che ha messo in difficoltà tutti gli operatori che intendevano investire ed operare in quella parte di porto. Sarà inevitabile ripensare anche, in questo contesto e nel pieno rispetto delle compatibilità ambientali, il ruolo della Bellana, altro tassello decisivo da definire senza equivoci.
In conclusione, se la politica cittadina riuscirà a liberarsi di discussioni inconcludenti per affrontare concretamente e rapidamente anche queste tematiche, darà prova di voler davvero aprire una nuova e più positiva stagione per Livorno.

 

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12 Responses to ‘Dalle riparazioni lo sprint per far ripartire la città’ . Qui si parla di cose serie .

  1. Pasquale Lamberti ha detto:

    Condivido e apprezzo l’intervento di Roberto Pardini .
    E’ riuscito ad alzare il livello delle questioni e della politica . Riflessioni e soluzioni.

    Poi vedo sul Tirreno uno scomposto quanto inguardabile Marco Filippi ,senatore delle Repubblica , in prima fila all’assemblea del Pd con felpone e cappuccio .

    Eccoci tornati al bassissimo livello di questa città.
    Uno stile ed un abbigliamento che rispecchia il suo contributo alla città di questi anni .

    Fortunatamente Berlusconi e la sua fuga ci porterà via anche questa brutta e penosa politica .

  2. Kinto ha detto:

    ed e’ proprio questa la speranza,
    che certi figuri da due lire
    con la felpa e cappuccio tornino presto ai propri mestieri,
    e si riparta anche a Roma
    con una rappresentanza solida e di una qualche utilità per Livorno.
    Questo Filippi e’ stato di un inutilità immonda,come era prevedibile,
    ha intascato il suo win for life
    e ora i dedichi al baseball,
    o alla pesca della trota,che peraltro gli rassomiglia non poco.
    Come evidenziavo ieri agli stessi operatori del Centro e’ parso scomposto l intervento dei sindacati.
    Quanto alla maggioranza devo dire che per me potrebbero anche suggellare la ritrovata sintonia
    con cene a lume di candela e meringati,
    resta il fatto che spero chiudano degnamente questi 2 anni di mandato
    con dei risultati utili e visibili per la citta’.
    Saluti

  3. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Nessuno può contestare il fatto che che appena avevamo letto dei penultimatum dell’ idv e delle bizze di Bettini, avevamo facilmente previsto che alla fine non succedeva niente. Che poi non sia successo niente perché ad una indennità non si rinuncia o per motivi più nobili, non sposta molto. Il fatto e’ che si e’ ricomposta una maggioranza, dopo fischi e sberleffi reciproci, affari loro, senza che si siano chiariti gli aspetti di merito del teatrino cui abbiamo assistito. Il punto vero e’ questo, meglio Roberto PARDINI , che parla di riparatori navali e possibilità di crescita ed occupazione. Un esempio che ci sarebbero cose serie di cui occuparsi, anche a breve scadenza, prima del default di cui parla St. John. Sempre che il default non sia semplicemente la fine di questo mandato e poi che sara’ sara’.

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    L’intervento di Pardini mi pare colga bene lo spirito che sta dietro il documento dell’ultimo CC.
    Come ha detto bene il Sindaco tale documento rappresenta le linee guida sui cui impostare e verificare quello che sarà il cammino verso il definitivo PRGP.
    Le cose che Pardini dice sono sensate, anche a rigurado della sottolineatura che fa sulla compatibilità ambientale di ciò che verrà.
    Stiamo assistendo in questi giorni terrbili cosa può accadere quando un territorio viene svenduto, mercificato, considerat mero intralcio ad una espansione senza fine.
    Anche il Sindaco nella replica agli interventi mi pare abbia dato rassicurazioni su questo fronte a me particolarmente caro.
    La cosa che mi preoccupa è stata la poca ricaduta mediatica di questo importante passagio in consiglio sugli organi di stampa troppo intrallazzati probabilmente nel gossip politico.

    Si probabilemnte e in maniera caricaturale secondo me poco cambierà ora sulla scena politica cittadina e come potrebe essere altrimenti? Quale concreta alternativa nell’azione di governo cittadino ora?
    Potrebbe avere ragione il catastrofismo di St.J o forse potrebbe venir fuori qualcosa di nuovo e sorprendente, vedremo.
    Mi sembra urgentissimo ancora una volta rimanere sulle cose che contano di più come pardini ci richiama.
    Poi a Roma dicono :morto un Papa se ne fa un altro, figuriamoci impiccarsi su un assessore, roba da matti.

  5. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Alessandro dice cose sagge. Io credo che bisognerebbe individuare , come per le riparazioni navali, punti essenziali per rilanciare la città , nelle attività produttive come nei servizi, e su questi punti creare un costante confronto tra le forze politiche presenti in Consiglio e con l’intera città.
    Fuori da schermaglie tattiche.
    Affrontare con franchezza e senza pregiudizi qualsiasi tema, senza far diventare ogni discussione il modo per misurare la fedeltà a chissà cosa, e’ la chiave per uscire dall’angolo e che ci accomuna. Una questione di cultura politica che può accomunare tante persona di buona volontà di questa città .
    PARDINI, ma anche Trucchia e De Peppo ci tentano in modo dignitoso e disinteressato.
    Come altri fanno con analogo approccio dentro e fuori la maggioranza. Un modo, nel nostro piccolo,per seguire la bussola di Napolitano.

  6. st. john ha detto:

    >Potrebbe avere ragione il catastrofismo di St.J

    non sono mai stato uno che in gergo viene chiamato “crollista”. Da qui a non vedere quello che sta accadendo c’è differenza :-)
    intanto auguro davvero ogni bene al progetto del bacino carenaggio come lo meritano i progetti in situazioni oggettivamente difficili come questa.
    Guardando le cose un pò più in alto, ai piani che determinano il futuro del nostro territorio, è ovvio che non ci si capisce nulla se si leggono Zingales, Gavazzi o Vaciago o se ci si informa su Repubblica, Fatto Quotidiano o tg3. Si tratta di persone o di organi di informazione che scontano, visto che in Italia non si è investito nel sapere, sempre un forte, a volte incolmabile, ritardo nel focalizzare i problemi.

    Ti faccio vedere un cosina. Il Guardian, non la cronaca di Pontedera del Tirreno, ha aperto la finestra del giorno in prima pagina sull’Italia come epicentro della crisi europea. Gli inglesi sono preoccupatissimi e non sono in zona euro. Il newswire della prima pagina lo trovi qui

    http://www.guardian.co.uk/business/blog/2011/nov/09/greece-prime-minister-italy-berlusconi-resigns

    pensa il mantra del governo tecnico,che rassicura i mercati in linea con l’europa bla bla bla..va beh quella è roba per il vostro elettorato che berrebbe anche la candeggina ;-) ma se vuoi vedere la verità, vai a vedere il post delle 10,21. In tre brevi paragrafi spiega la crisi italiana. Il punto 1) è noto, quello sugli ondeggiamenti di berlusconi. Il punto 2) e 3) sono proibiti agli italiani. Altrimenti come fai a convincerli dei sacrifici :)
    Il punto 2) dice che l’Europa non ha alcuna politica di salvataggio dell’euro e dell’Italia, per cui la narrazione della necessità dei conti in ordine, tipica del tg3, è inutile in assenza di una politica europea (che non verrà. La Lagarde e la Merkel hanno ammesso che ci vorrà un decennio minimo, arrivaci al 2020..).Il punto 3), se proprio ci si ostina ad affezionarsi ai propri feticci ideologici, taglia la testa al toro. L’Italia è, testuale, “too big to bail”. E’ entrata in una situazione per cui ha bisogno strutturale di aiuti dall’esterno ma nessun aiuto può rimetterla a posto. Almeno non per come sono strutturati i mercati finanziari e la governance europea oggi.
    L’impatto sul nostro territorio di questa situazione non promette niente di buono, mettiamola così :)
    In un quarto d’ora d’esposizione è facile dimostrare al tuo sindaco, mio no di certo :), che la sua visione da Thatcher di via Cambini è un colpo alla schiena alla città.
    Che dire, visto che siete al governo..auguri sinceri

  7. Alessandro Latorraca ha detto:

    Caro St.J leggo la tua risposta ora; me l’aspettavo così come scrivi e questo ai miei occhi è molto positivo perchè mi piacciono le persone coerenti nel pensiero (non che questo sia molto importante però volevo dirlo).
    Sono in accordo completo per quello che dici a riguardo della situazione italiana e europea.
    Vorrei suggerirti la lettura del documento del Pontificio consiglio giustizia e pace del Vaticano sulla necessità di un governo sovranazionale della finanza, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
    sarebbe utile anche un confronto aperto su queste questioni

  8. henry brubaker ha detto:

    Rispetto le tesi di Pardini pero’ mi manca un passaggio;ma i bacini (mi pare in particolare quello in muratura con relativa inchiesta della Corte dei Conti)non erano a pezzi perchè il concessionario aveva sostanzialmente speculato sul loro degrado?E ora chi ristruttura cosa e con i soldi di chi?Gallanti è in grado di trasferire trenta milioni di euro per fare questa operazione?Come si fa a dire a cuor leggero le riparazioni restano li’ perchè le schermiamo con pannelli isolanti rispetto alle residenze di lusso? E poi saranno alberghi o residenze?Sul Tirreno abbiamo letto una gran sparata di Meoni,poi è subentrato il tipico silenzio labronico che non promette nulla di buono.Credo che almeno sul Porto(anche la dole ci ha detto Marameo) ci debbano essere risparmiate le cialtronerie del Limoncino e di Pensiamo in Grande.Sarei tentato a chiedere un governo tecnico,facendo incazzare St John…

  9. un governo tecnico, una idea, ma se prima ci vuole la nomina a senatore a vita, non vorrei che a qualcuno venisse qualche idea geniale. Per risolvere la questione tra tecnico e politico

  10. cesare trucchia ha detto:

    [ ……I porti che avranno bacini beneficeranno di questa prospettiva del mercato delle riparazioni: si stima una crescita complessiva del 25%, di cui un 15% destinato agli impianti del Mediterraneo…….
    In conclusione, se la politica cittadina riuscirà a liberarsi di discussioni inconcludenti per affrontare concretamente e rapidamente anche queste tematiche, darà prova di voler davvero aprire una nuova e più positiva stagione per Livorno.].
    é musica per le mie orecchie, anche perchè una volta finiti i centesimi delle pensionate, noi commercianti e operatori del centro avremo la possibilità di far spendere un pò di quattrini ai riparatori navali.
    Visto il momento, una battuta ci voleva, ho apprezzato l’intervento dell’Amico Roberto, come non condividere chi individua uno dei punti per lo sviluppo del lavoro.
    ragionamento semplicemente sensato

  11. ragionamenti semplici e sensati, appunto e farli con chi , in un momento come questo, ragiona in modo semplice e sensato. sono d’accordo con Cesare

  12. St. John ha detto:

    certo ragazzi che repubblica. Di corsa a fare un presidente del consiglio nuovo entro lunedì per presentarlo all’apertura dei mercati. Di qui si capisce chi è il sovrano.
    Starei attento, se l’operazione Tremonti prende il via, agli effetti del governo tecnico sulle politiche territoriali e le loro istituzioni.
    Non solo sulla questione dei trasporti ma c’è qualcosa, nel programma “burocrazia zero” contenuto nel maxiemendamento, che va letto bene. Dovrebbe togliere peso alle amministrazioni locali su una serie di competenze. Ma bisogna attendere l’approvazione della legge di stabilità. Non mi fido nemmeno del gossip tra amministratori in questa situazione.
    E qui non che uno si arrabbia :) se c’è il governo tecnico o guarda con sereno scetticismo alle parole del pontefice. La politica, specie oggi, non va somatizzata. Va capito però quanto la nuova (drammatica) stagione politica incide su Livorno.
    Cosimi è convinto di cavarsela con le solite ricette di dismissioni. Basta uscire di casa per capire che c’è poo da dismettere..

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