Quando si dice una città da svegliare!

Ho ricevuto moltissime telefonate da Livorno, rientrerò domenica, che hanno voluto segnalarmi un particolare affetto per il lutto familiare, ma anche hanno teso a capire se avessi ancora voglia di occuparmi della politica verso le prossime amministrative.
Certo che sì. Anzi, aver avuto modo di riflettere su stagioni della politica italiana, in cui la lealtà verso una idea e verso i propri compagni di lotta ed il coraggio di rischiare in proprio e non attraverso filtri protettivi, rappresentavano alcuni valori di fondo, mi ha convinto che occorre assumersi, sempre e fino in fondo le proprie responsabilità.
Del resto se a Livorno siamo ancora e sempre alle premesse di qualcosa ed in altre parti del mondo più che di premesse si fanno articoli sui cantieri che lavorano (parlo ad es di portualità ed infrastrutture), oppure si lavora e molto sulle navi da riparare e non ci si dibatte nell’angoscioso dilemma di chi le ha fatte andare via se pinco o pallino, oppure se le navi c’erano davvero o meno in lista d’attesa, beh si capisce che si è perso tanto, tanto tempo.
Magari per vedere come non mettere in discussione nulla di carriere predestinate, da consolidare. Può essere competitiva una realtà del genere.
A proposito, a Roma per il parcheggio al Pincio si è scatenato il finimondo, PRIMA che i lavori partissero. Comunque la si pensi, il momento è quello.
A Livorno, tranne che questo blog e pochi altri, nessuno ha aperto bocca prima della demolizione dell’Odeon, dopo la demolizione si è aperto, ma con cautela, un dibattito alla memoria. Con l’evocazione quasi da seduta spiritica di un piano della mobilità che è sfuggito ai più. Quando si dice una città da svegliare!

Gianfranco Lamberti

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15 Responses to Quando si dice una città da svegliare!

  1. GHINO DI TACCO ha detto:

    ESCE DOMANI SUL TIRRENO E IL CORRIERE DI LIVORNO

    Una precisazione da parte dell’Associazione Riparatori Navali di Livorno, per gli articoli che si sono succeduti sulla stampa cittadina, e non ultimo quello del Tirreno del giorno 5 settembre.
    L’articolo apparso sul Corriere di Livorno, in relazione ad una nave a cui è stato rifiutato l’ingresso in bacino, non è opera dell’Associazione, ma bensì di un’operatore del settore navale esasperato dai continui rifiuti spesso immotivati da parte di Benetti.
    L’associazione ha solo informato l’impreditore delle attuali condizioni in cui siamo costretti ad operare, poiché per comunicazione scritta dello stesso Benetti, il Bacino non è disponibile fino a dicembre, (considerato che per tutto il mese di agosto è stato libero ma ci è stato impedito l’ingresso, abbiamo di fatto preferito non inoltrare la richiesta), consigliando lo stesso che se non voleva perdere il lavoro di cercarsi uno slot su Genova.

    Quello che poi è stato pubblicato, non ci riguarda, ma ci fa’ riflettere, la smania di rettifica di Baldi, che ci fa’ sapere che “Benetti è buono e le istituzioni sono meno buone”, o quello dell’Autorità Portuale che si attiva immediatamente alla ricerca della Bananiera perduta, come se acquisire lavori di riparazioni fosse come comprare zucchini al mercato.
    Non ricordiamo questa efficienza per le quaranta navi rifiutate e in buona parte perse, di cui l’Autorità Portuale ha tutte le comunicazioni del caso, senza che abbia mai fatto una telefonata, non in Sud America, ma almeno in piazza L.Orlando.

    Per il resto preferiamo tacere, dando appuntamento agli organi di stampa per la prossima settimana, dove oltre a denunciare quello che realmente sta accadendo, annunceremo una serie di iniziative che l’Associazione si appresta a fare, utili per la sopravvivenza e lo sviluppo del lavoro VERO, per le imprese del settore.

    (per dirla alla Bertolt Brecht: veramente io vivo in tempi oscuri! la parola sincera è una follia….) R.P.

    Associazione Riparatori Navali Livorno.

  2. Roberto Malfatti ha detto:

    Per il dott. Lamberti. La informo da qui per non disturbarla con una telefonata: le ho inviato una email.

  3. Marco Sisi ha detto:

    GHINO DI TACCO forse, invece di Brecht, avrebbe fatto meglio a citare Kafka. La frase è bellissima ma un’atmosfera tipo “Il processo” o “La metamorfosi” la vedo molto più adatta a queste vicende di riparazioni navali. Per le quali, anch’io che di navi non capisco un accidenti, salta subito all’occhio che “c’è qualcosa di strano”.

  4. Marco Sisi ha detto:

    Naturalmente, tra quelli che hanno subito fatto sentire la propria protesta riguardo al pasticciaccio brutto dell’Odeon (e prima ancora della sua chiusura) c’era il sottoscritto. Molti dei lettori abituali lo sanno, ma è sempre meglio puntualizzare.

  5. Roberto Malfatti ha detto:

    Per urgenti motivi personali dovrò lasciare assai presto la gestione di questo blog. Ho già informato di questo il dott. Lamberti, al quale ho anche segnalato la persona che potrebbe sostituirmi senza causare il minimo inconveniente al sito. Un mio saluto finale dalla prima pagina, se mi verrà concesso di pubblicarlo, segnerà l’avvenuto passaggio di consegne.

  6. marco sisi ha detto:

    Buona domenica a tutti.
    Segnalo, per chi non l’avesse ancora letta, l’intervista di Gabriele Masiero a Marco Ruggeri, disponibile anche online, sul Corriere di Livorno di oggi.

  7. Rosso ha detto:

    un grande abbraccio a Roberto Malfatti !

  8. kinto ha detto:

    Buongiorno,
    mi associo al Rosso nell abbraccio a Roberto Malfatti,
    che in questo spazio ha dato prova di grandissima professionalita’.complimenti

  9. Roberto Malfatti ha detto:

    Grazie, ma non importa che mi facciate i complimenti. E poi chi mi sostituità in un paio di giorni al massimo mi farà dimenticare. Garantito!

  10. fattinonparole ha detto:

    un saluto a kinto e rosso che era un po che non sentivo … e ovviamente un salutone a roberto … a presto!

  11. ernestoscontento ha detto:

    Piccolo OT.

    Qualcosa di grande

    E’ vero! come dice l’articolo del Post ( che è quello del sito del PD Nazionale) è stato un grande intervento da leader (io c’eroì).

    Mi riservo di approfondire alcuni punti dell’intervento di Veltroni fra domani o dopodomani ( per il sito del PD di Bientina) .

    Dico solo alcune cose, Veltroni richiama all’ordine i colonnelli, perchè il generale è lui e non si discute.

    Fa l’analisi veritiera e onesta, del percorso fatto fino ad oggi dal PD.

    Lancia la fase due, ma dice anche che ci vuole il fiato da maratoneti ( Berlusconi durerà 5 anni visto la maggioranza Parlamentare).

    Vero e grande, quando si commuove parlando di immigrazione, e non si vergogna di far vedere le lacrime e ricorda i tempi di quando noi eravamo immigrati, e cita lo scrittore Svizzero Max Frisch “aspettavamo delle braccia e ci sono. arrivati degli uomini e delle donne”.

    Parla di un paese senza anticorpi, della eccessiva pressione fiscale che strozza artigiani e commerciati, ma sottolinea l’esigenza di combattere l’evasione fiscale.

    Sottolinea che la politica è visione della e non assecondare il consenso popolare, anche quando i sondaggi ti dicono che stai scendendo di popolarità “soprattutto se le elezioni sono lontane”.

    Continua dicendo:

    – L’Italia è un paese anomalo, “il capo del governo detiene la maggioranza degli organi di informazione pubblica”.

    – Non se ne fa di niente il PD di segretari che imparano a memoria gli interventi dettati il giorno prima dai leader locali, “preferisco di più un operaio o un artigiano che vedano i problemi reali della gente anche se poi gli esprimono in maniera dialettica meno bella”.

    – “Mai più professionisti della politica che non stanno in mezzo alla gente, gli eletti devono avere radicamento e contatto con il territorio.

    “Dobbiamo essere un partito radicato sul territorio e che sta in mezzo alla gente”.

    In Conclusione “è stato un discorso serio e anche pieno di Pathos, che è bene continuare ancora per oggi a mantenere. Le analisi realistiche e dilettantistiche di politologia casalinga le rimandiamo a domani.

  12. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Il sunto dell’intervento di Veltroni, che fa Ernesto è molto utile.
    Manteniamo il Pathos, come di ce lui, di Veltroni.
    Ebbene per mantenerlo bisogna essere molto vicini ai problemi veri di tutti e cercare, almeno per quello che ciascuno0 di noi può fare, di risolverli e non di scaricarsi le responsabilità reciprocamente, in un gioco continuo di scaricabarile.
    Se qualcuno ha avuto la pazienza di dedicarsi alla comprensione delle regole per le primarie, dettate dal PD ed ampiamente commentate, capirà che la prima assunzione di responsabilità per un aspirante candidato è quella, minima, di candidarsi.
    E se si tratta di un amministratore uscente è quella minima di ricandidarsi spiegando cosa ha fatto per meritare la ricandidatura, tutto qui.
    Sembra una ovvietà, ma, leggendo la stampa di questo fine settimana, non sembra che una cosa di evidenza solare sia stata compresa da tutti.
    E cosa si è fatto, nello stare ai problemi veri e non a quelli che non esistono, non equivale dire cosa si immagina di fare, chissà come e chissà quando. Sono due categorie del pensiero sostanzialmente diverse.
    Possibile che in un città così disincantata e concreta come Livorno, la politica non capisca che deve misurarsi su questo.
    Assumendosi le sue responsabilità concretamente. Sennò per chi parla Veltroni?
    Quanto ai sogni, di cui si legge tanto, la sinistra che mi piace è quella che li realizza o, almeno dice cosa ha fatto per consentire che si realizzino. Qui , a Livorno, non siamo all’8 settembre. E’ tutta un’altra storia e non si vedono nemmeno in giro coraggiosi partigiani che rischiano la pelle senza pensare a tornaconti futuri.
    Basterebbe che qualcuno si provasse a spiegarci la vicenda dell’Odeon, che non è andata in archivio, anzi. (tanto per fare un esempio ). E tanto per non buttare i palloni in fallo. Attendendo di sapere se l’attuale sindaco intende ricandidarsi o meno, e perchè.

  13. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Quanto ai partigiani, Giorgio Napolitano dice cose bellissime. In un momento in cui per me la memoria è un fatto che mi tocca profondamente, gli sono particolarmente grato.

  14. GHINO DI TACCO ha detto:

    caro ernestoscontento, capisco che essere orfani è triste, te lo dice uno che lo è da 13 anni; ma vedere in Veltroni il messia, assediato dalla nomenclatura, che lui tra l’altro conosce bene, che si incazza con tutti e dice ora basta, è assolutamente penoso.
    Vedi l’italiani che lui critica che non capiscono e che sono assuefatti, non lo sono solo perchè il PD ha perso le elezioni, lo sono anche quando al posto della retorica sui problemi si passa ai fatti e alle proposte concrete, quello che il PD di ieri e di oggi non riesce a fare.
    L’imigrazione non si affronta così, bene diteci come, ma fatelo;
    Le tasse sono troppo alte, bene diteci cosa fare, ma fatelo……………………..
    e così per tutto il resto.
    Vedi ernestoscontento, il rischio che corre il paese è quello che siccome ha fame di decisioni, putroppo possono esserci qualsiasi decisione, e qui di chi la colpa, di chi le decisioni le prende o di chi filosofeggia e non ne prende mai alcuna?
    Il Pd è nato come accordo di potere e Veltroni lo sapeva, e allora le decisioni del che fare sono e saranno sembre il frutto delle mediazioni tra i notabili del potere interno al PD.
    Ma intanto gli altri decidono e se ci prendono gusto decideranno ancora, che piaccia o no alla sterile politica del PD.

  15. kinto ha detto:

    Saluti ad Ernesto,
    quando leggo o sento di fase 1 fase 2 e fase 3,
    mi viene quasi da ridere per non piangere.
    non e’ un concetto che sento per la prima volta;
    anche a Livorno nei mesi scorsi si e’ cercato di usare questa terminologia.
    per come la vedo io ,
    le fasi si associano solo ed esclusivamente alle preparazioni professionali e sportive,
    quando ci si allena insomma,
    e non quando si deve lavorare alacremente e tanto.
    Se si lavora bene ,
    quello che serve e’ dare continuita’ al lavoro,
    ed allora invece di scorrere i numeri da dare alle fasi,
    si producessero risultati di qualche natura e di una qualche tangibilita’.
    Altrimenti,
    e’ solo il solito calcio di rinvio,
    e tutti dietro a correre sperando che Dio o qualche altra divinita’ pagana,ce la mandi buona.
    A Livorno questa tecnica e’ quasi Vangelo.
    E complimenti in ultimo a Ruggeri per l intervista di ieri sul Corriere.notevole come sempre;
    soprattutto nel passaggio in cui si disinteressa su chi sara’ il prossimo Sindaco,
    perche’ l unico pensiero che lo entusiasma e’ quello di “sognare”.
    dopodiche’,
    riprendendo il film parodia dei film di paura
    ” Scary movie “,mi associo a lui,
    perche’:
    “anch io sogno di avere un sogno”.
    il campus per bimbi delle medie poi,e’ una perla di rara bellezza.
    Saluti

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