Chi si candiderà a Rosignano?

domanda Kinto, assiduo commentatore di questo blog. Gianfranco Lamberti gli risponde:

“Caro kinto, In attesa di qualche materializzazione credibile delle primarie, non possiamo certo sapere chi si candiderà a Livorno, come a Rosignano. Oppure si sa già tutto? E allora che perdiamo tempo a fare? Anche se, purtroppo, a perdere tempo ci si fa l’abitudine, tanto non costa fatica e se, perdendo tempo, si perdono posti di lavoro e tante altre cose, si tratta di effetti collaterali. Spiacevoli magari, ma collaterali. Tra una festa e l’altra.”

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15 Responses to Chi si candiderà a Rosignano?

  1. marco sisi ha detto:

    Buongiorno a tutti. Segnalo dalla prima pagina del Corriere di Livorno il pezzo intitolato “Riparazioni navali: persi sette milioni – Una nave della Dole andrà a Genova”. Mi sembra interessante, non trovate?

  2. Gabriele ha detto:

    LIVORNO – I riparatori navali hanno perso circa sette milioni di euro per lavori ad una nave che non potrà essere assistita perchè non ci sono bacini di carenaggio disponibili. In realtà le strutture ci sarebbero, come il bacino galleggiante, che è però, secondo i riparatori navali è occupato da Azimut. La nave per la quale è stata fatta la richiesta, è la Tropical Mist, bananiera di 141 metri della Dole. Ma non c’è solo questa. La richiesta dei riparatori che necessitano di spazi per le loro lavorazioni, si allarga a un altra nave.

    “Fino a dicembre ci hanno detto che il bacino galleggiante è occupato – spiega Salvatore Favati, imprenditore del settore. Tutti i giorni ci arrivano richieste di riparazioni che non riusciamo a eseguire e
    perdiamo milioni di euro”. Non è la prima volta che succede. Il concessionario Azimut Benetti, ha negato ad alcune aziende del settore la disponibilità delle banchine e dei bacini di carenaggio per effettuare riparazioni urgenti a navi presenti in porto anche nei mesi scorsi, secondo il Cna. Per gli imprenditori del settore si crea in questo modo un doppio danno: quello diretto alle aziende del settore riparazioni che stanno perdendo commesse su commesse, e quello indiretto al porto di Livorno che sarà considerato sempre meno un porto “sicuro” in cui fare scalo. Ad aprile era stato richiesto un incontro all’Autorità Portuale per la definizione delle tariffe dei bacini di carenaggio. A giugno invece è stato istituito un tavolo di concertazione istituzionali per affrontare la questione. Quell’urgenza non si è affievolita, anzi.

    Per ben quattro volte l’attuale concessionario Azimut-Benetti avrebbe rifiutato l’uso dei bacini di carenaggio di proprietà dello Stato. Uno di questi, il bacino in muratura, ex cantiere Orlando, uno dei più grandi del Mediterraneo è stato occupato per mesi da un piccolo yacht invece che da bestioni del lunghi fino a cento metri. La protesta è stata portata avanti dai riparatori navali che lamentano un uso del bacino sottodimensionato rispetto alle potenzialità. Il risultato, per il presidente di Cna, Gino Baldi, è una notevole perdita economica per tutto il settore delle riparazioni navali che sarebbe di oltre 20 milioni di euro. A cui si devono aggiungere gli
    ultimi sette milioni di ieri.

    Fonte: Corriere di Livorno del 2 settembre 2008

  3. fattinonparole ha detto:

    continuo a domandarmi da tempo, molto tempo, perchè nessuno ha fatto domanda di revoca della concessione richiesta di subentro … a suo tempo detti anche molti riferimenti normativi che adesso non ho sottomano … sarebbe interessante, gabriele, se il vostro giornale cercasse di capire i motivi di tale situazione … saluti

  4. paolo de angelis ha detto:

    Fnp,bisognerebbe chiederlo a Baldi che a suo tempo convinse i riparatori a rinunciare al 50% dei credibili esigibili verso il Cantiere pur di favorire il subentro di Azimut e,contestualmente,l’operazione di trasformazione urbana alla quale il giudice fallimentare subordinò la revoca dell’amministrazione controllata.Cose che capitano e Baldi dovrebbe saperle. invece di fare il censore.

  5. ernestoscontento ha detto:

    Piccola correzione, Baldi non è il Presidente della CNA ma è il direttore.

    Come spesso accade le belle favole si dimostrano dopo degli incubi, non so se è stato il 50% quello lasciato sul piatto dagli artigiani creditori dell’ex cantiere, ma forse nel prendere quella decisione allora si sceglieva il male minore cercando di tirare avanti con l’azienda in virtù anche di utilizzare i Bacini.

    QUI EMERGE QUALCOSA DI SCONCERTANTE……DOVE’ LA POLITICA IN QUESTA CITTA’????

    IN UNA SITUAZIONE COME QUELLA TOSCANA CHE SUL TIRRENO (A PAG 7) DI OGGI E’ SCRITTA IN TUTTA LA SUA PIENEZZA E DRAMMA, IN UNA CITTA’ CHE E’ TUTTO TRANNE CHE FLORIDA ECONOMICAMENTE (A LIVORNO SI VIVE BENINO PERCHE’ MADRE NATURA CI’ HA DATO IL MARE), SI PERDONO DECINE DI MILIONI DI PIL LOCALE E NAZIONALE, SENZA CHE LE FORSE POLITICHE INTERVENGANO CHIARAMENTE E CONCRETAMENTE PER DARE UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA.

  6. ernestoscontento ha detto:

    @ fattinonparole Dice:Settembre 2, 2008 alle 3:28 pm

    PRIMA DI USCIRE TI RACCONTO UNA FAVOLA.

    I perché sono importanti, sono domande che uno si fà e fà cercando di trovare le risposte.

    Ma le risposte le può dare solo chi conosce la cosa oggetto della domanda, gli Artigiani (io sono uno di loro e ne vado anche orgoglioso) sono degli strani imprenditori, sono dei bravi conoscitori del loro mestiere, molti di loro sono anche colti e spesso sono autodidatti, ma nella maggior parte dei casi hanno un difetto.

    Il difetto è il rapporto con la delega.

    La delega è qualcosa che vivono in maniera strana non essendo un istituto effettivo dell’impresa artigiana quando l’artigiano delega lo fa perché la cosa non è gestibile dall’artigiano stesso perchè la cosa è complessa va oltre le sue possibilità.

    Qui si instaura uno strano rapporto fra chi delega e chi è delegato,perché vedano spesso vedono grande chi non lo è e ne sa meno di loro.

    Anche qui vale sempre la solita domanda dei politici, “se questa cosa non funziona, chi la seguita avrà una qualche responsabilità?”

  7. GHINO DI TACCO ha detto:

    la politica e le istituzioni in mano ad incapaci o cosa?:
    Vi ricodate quando alcuni mesi fa’ Piccini disse pubblicamente che a settembre avrebbe messo a gara il bacino galleggiante? bene qualcuno disse: se vinco lagara dove porto il bacino IN GIARDINO? (poichè lo stesso sosteneva che le lavorazioni dei riparatori non potevano continuare ad essere compatibili con la porta a mare)
    Bene, oggi lo stesso Piccini ci dice a proposito del POT, che una società detta Modimar (altra società altri guadagni) studierà la delocalizzazione del bacino, quindi andrà a gara.
    Bene i riparatori intanto perdono lavoro, rincorrono il lavoro, tutto sulla loro pelle e le notizie di chi deve decidere le leggono sui giornali.
    Ma l’Assessore Baldi Alfio, noto per esse da sempre nominato e mai eletto, ci dice che si, in comune sono rientrati valanghe di assenteisti, ma non si risolve con il sistema Brunetta il problema, poiche occorre motivare gli assenteisti.
    Scusate ma riscuotere uno stipendio non è una buona motivazione?, riscuoterlo poi stando a casa lo è ancora di più.
    Ma i riparatori pensate che siano motivati a stringere la cinghia per colpa di amministratori “distratti” e politici incompetenti e sindacalisti “sistemati”?
    Ma in che città siamo, un’assessore che dice cazzate, un sindacalista che dice “si ma però” un sindaco che sa tutto lui e non parla con chi non se lo merita, un’AUTORITI che dice non posso farci niente…………ma andatevelo a trocaaaaaaaaaa

  8. fattinonparole ha detto:

    per paolo de angelis e ernesto …
    la CNA è stata complice, per colpa o peggio dolo, di servilismo politico … molti artigiani, ai tempi del CNFO, “si sono rimessi in sesto” e qualcuno anche giustamente arricchito, alle prime avvisaglie di difficoltà, quasi tutti, hanno voltato le spalle in attesa di un altra mamma a cui succhiare le mammelle … ma stavolta, la mamma, li ha respinti perchè aveva una “coop” di altri figli da sfamare … adesso non hanno due strada da seguire; quella di organizzarsi, se ci riescono, o denunciare pubblicamente tutte le schifezze che conoscono bene, qualcuno ha cominciato a farlo ma è ancora poco per ottenere risultati e il tempo stringe inesorabilmente … in questa situazione, le persone che possono aiutarli, se ne stanno ben coperte … (qualcuno un po meno) …
    ps. per paolo, il giudice non poteva subordinare la revoca dell’amm. controllata alla STU, ma al rientro in “bonis” ( cosi è stato anche se i conti presentati erano un tantino … diciamo … sballati ). Ma, beffa delle beffe, che in bonis, il cnfo targato leegacoop, non sia rientrato, ha interessato e interessa a pochi e i soldi sono rimasti nella ricca speculazione edilizia in atto … (sempre che vada tutto in porto) … buona serata.

  9. paolo de angelis ha detto:

    Si,Fnp il rientro in bonis è stato un fatto piu’ politico sindacale che tecnico giuridico commerciale.Ma se non ci fosse stata la prospettiva della trasformazione urbana…Ieri sera grande one man show alla Festa del Pd di Cosimi con il supporto di Paoli e Piccini.Pubblico un po’ freddino,pero.

    Sincere condoglianze a Lamberti.

  10. Grecale ha detto:

    Anche le mie per la morte del padre.

    Riccardo.

  11. fattinonparole ha detto:

    Mi associo alle condoglianze per il Dott. Lamberti, con viva partecipazione e affetto.

  12. Roberto Malfatti ha detto:

    Le mie più sentite condoglianze. Non ho conosciuto il padre di Lamberti, ma ho imparato ad ammirarlo leggendo le poche cose che suo figlio di lui ha scritto in questo blog e ascoltando quelle che mi ha raccontato di persona. Pertanto sono addolorato come se se ne fosse andato un mio caro.

  13. ernestoscontento ha detto:

    Sentite condoglianza Dott. Lamberti.

    La morte di un padre è sempre un evento drammatico indipendentemente dall’età del figlio.

    Il poeta Gino Paoli risponde così alla domanda che cosa è un padre,

    ” un padre è l’ultimo della fila per tutta la tua vita tu ti guardi dietro, e vedi molte persone in fila. In fondo a tutti c’è tuo padre e tu sai che qualunque cosa ti accada e quando gli altri non ci saranno più “lui sarà sempre lì, l’ultimo della fila non se ne andrà mai”.

  14. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Ringrazio tutti per il pensiero rivolto alla scomparsa di mio padre. La citazione di Gino Paoli, fatta da Ernesto, è bellissima.
    Difficile rimettersi a ragionare sulla politica livornese. che mi sembra davvero incartata dentro percorsi che non portano molto lontano, se non nel settore immobiliare.
    Che poi ci si trovi ancora a parlare di Odeon, con l’ATL che entra in campo, per scambiare immobili ( siamo sempre lì ) e di un piano della mobilità da attuare, secondo il resonto che leggo scaricando l’articolo, fa cadere le braccia. Ma dove si trova questo benedetto piano della mobilità, sulla base del quale si è scatenato tutto ciò? io ho cercato in tutti gli atti del comune di questo mandato, approvati in consiglio, e non ne ho trovato traccia. Chissà se la notizia riportata dalla stampa è un indizio attendibile della sua esistenza, oppure è solo un auspicio del cronista.
    Il fatto resta delicato, anche perchè tutte queste operazioni immobiliari, senza una decisione consiliare a monte, sarebbero davvero singolari, a dir poco.
    Certo contano anche i libri da commentare e le dinamiche tutte interne ai partiti, ma se si stesse ai fatti si farebbe un buon servizio per Livorno. Ed i fatti, nell’amministrazione di una città, sono gli atti approvati e la loro coerenza e correttezza. Verificare che ciò accada e sia accaduto non cade in prescrizione, non vi è una data di scadenza come per il latte.
    Mi dispiace solo di non aver potuto essere presente ai numerosi dibattiti della festa.
    Non posso commentare nulla, chissà se ho perso qualcosa di importante o solo una esibizione, come dice Paolo de Angelis. Ma lo capiremo presto.

  15. marco sisi ha detto:

    Buonasera a tutti. Ho avuto una giornata che mi ha tenuto lontano da internet, quindi mi sono perso gran parte del dibattito, su una questione che mi sta anche abbastabza a cuore. Mi riprometto di intervenire più in là, oggi non ho ancora finito. Un minuto, però, mi sembra il caso di prenderlo, per associarmi agli altri componenti del blog nell’esprimere le più sincere condoglianze a Gianfranco Lamberti.

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