Dal Tirreno di oggi

….Chiamato in causa dai manifestanti («Lamberti leva il gesso dalla terza gamba») ieri l’ex sindaco ha voluto rispondere. Confermando, fra l’altro, una delle posizioni sostenute con più forza dall’Associazione Riparatori Navali: che cioè il bacino in muratura deve restare anche in futuro, secondo quanto stabilito negli accordi che via via si sono susseguiti.

«La progettazione urbanistica della Porta a Mare – ricorda Gianfranco Lamberti – avvenne tenendo conto della esistenza e della sopravvivenza futura della attività di riparazione nei bacini. Le stesse previsioni edificatorie sul molo Mediceo avevano anche il segno, scritto e descritto, della separazione fisica tra due aree a mare, funzionalmente diverse. Porto turistico da una parte, riparazioni dall’altra. La cosa era tanto chiara che, perfino Gianni Letta ed il suo staff, ci chiesero di esplicitare gli impegni sulle riparazioni ed i bacini, nella bozza di intesa che definimmo… Quello è il punto di partenza che ha determinato il valore immobiliare di tutta l’operazione».

Valore destinato ad aumentare nel caso si dovesse cancellare la presenza dei bacini, dice l’ex sindaco. «È chiaro che oggi, come allora, si ha il dovere di presidiare sia tutte le destinazioni previste che la verificabile convenienza, per tutti gli interessati, di quegli acquisti, su cui si stanno per realizzare operazioni immobiliari gigantesche, che trasformeranno profondamente la città».

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8 Responses to Dal Tirreno di oggi

  1. Voltaire ha detto:

    ci riprovo. supponiamo che lunedì Roberto Piccini dica: è tutto a posto, sono in grado di dare immediatamente il bacino grande a chi lo vuole. unica condizione deve iniziare in tempi rapidi a lavorare.

    questo significherebbe che chi vince la gara, per poterlo gestire, lo deve rendere operativo. deve provvedere alle riparazioni e alla messa a norma e lo fa con i suoi soldi, riservandosi di chiedere il risarcimento a chi la legge riterrà responsabile dei guasti (calcoliamo che il verdetto definitivo richiederà parecchi anni).

    c’è qualcuno disposto a tutto questo? oppure: c’è qualcuno in grado di chiedere e ottenere che quei lavori di ripristino li esegua a sue spese lo Stato, riservandosi anche lui azione legale contro il danneggiatore?

    c’è qualcuno in grado di convincere alcune banche a rischiare sull’operazione “rinascita” del settore riparazioni navali a Livorno? senza le banche si va da poche parti e si da il caso che, a quanto par di capire, la più grande banca della Toscana abbia programmi leggermente differenti dal finanziare la rimessa in funzione del bacino grande.

    sintesi di alcuni mei interventi compreso questo: il gruppo di investitori immobiliari e il Comune di Livorno, amministrazione in carica, rischiano di avere sorprese molto brutte (per il Comune a dire la verità potrebbero essere belle) da una attenta rilettura delle carte.
    i riparatori navali, se non fanno il salto di qualità che ho auspicato, non possono sperare che di poter noleggiare il bacino galleggiante.

  2. fattinonparole ha detto:

    voltaire. i riparatori dovrebbero intanto capire che qui, in questo blog, stiamo cercando di dargli una mano. Le dichiarazioni di Lamberti, se lette attentamente, danno ragione a che da tempo sostiene che si è trattato di un grande bluff, ed è una cosa di portata storica se attentamente capita e se si agisse di conseguenza … inoltre, sempre qui, su questo bolg, non solo Lamberti, ma persone diverse tra di loro e che neanche si conoscono, hanno espresso a loro favore (dei riparatori), opinioni, fatti, circostanze che hanno certamente contribuito a sollevare il problema! detto questo, e per sostenere la tua tesi in maniera convinta, e necessario che i riparatori si organizzino tra di loro e manifestino formalmente per scritto, almeno una manifestazione di interesse alla gestione dei bacini e banchine demaniali. Senza questa minima cosa, tutti (e sono tanti e forti) saranno legittimati a chiudere tutto … insomma, non ci sarà nessun altro soggetto che lo farà al posto loro … per tanti anni i riparatori hanno contributo alle fortune della navalmeccanica livornese indossando “tute” di altri … adesso, ho si espongono in prima persona, ho tutto finirà … poi possono cercare tutti i capri espiatori che vogliono ma tutto finirà!

  3. Voltaire ha detto:

    ciao fnp, siammo attivi anche di sabato noi due! concordo completamente con quanto dici e confermo il mio, come il tuo, unico interesse a salvare (qule altro verbo si potrebbe usare) una fonte di reddito per la città, per l’oggi, ma soptattutto per il futuro. è l’unica cosa che mi sta a cuore, anche se personalmente non guadagnerò nè rimetterò neanche un centesimo, sia che le cose vadano in modo, sia che vadano in un altro.
    verissimo: “non ci sarà nessun altro soggetto che lo farà al posto loro”. passata l’ora dell’orgoglio di categoria, della soddisfazione di avere costretto Piccini, come ha scritto il Tirreno, dietro a una tendina, e degli striscioni, adesso per le aziende è l’ora dei fatti.
    ne tenga conto anche il signor Cosimi. lui è il sindaco, è lì dove si sta trovando in questo momento anche per intercettare le energie che potrebbero realizzare grandi cose per la città e per aiutarle a organizzarsi. anche il suo tempo delle incertezze dovrebbe essere considerato chiuso: a Picchi ha assegnato quello che doveva, altri trasferimenti li ha fatti, nuovi ingressi in giunta ci sono stati. dimostri con i fatti di essere all’altezza della carica che riveste.

  4. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Leggo oggi.
    La mia dichiarazione al Tirreno comprendeva anche alcuni particolari relativi a responsabilità non solo politiche nel caso si dismettesse una attività ed un bene pubblico. Ma ci tornerò, in modo più chiaro e con dettagli molto significativi. oggi la nota del PD mi sembra confermi la linea che aveva introdotto, anche se con mille cautele. Ma nessuno parla di incompatibilità tra le diverse destinazioni. E poi, il punto centrale, di cui fnp parla ada sempre, è che modificare le cose adesso porterebbe a modificare i valori di una operazione di compravendita, con responsabilità delicatissime ed intuibili. Comunque non credo che tutto possa chiudersi a tarallucci e vino
    Leggo dell’Odeon. Il Tirreno lancia morbidi gridi di allarme. Io ancora non ho capito, nessuno ce lo ha spiegato, se Spil è sulla luna o si muove all’interno di pieni di mobilità che qualcuno ha approvato. Anche , visto che si parla di soldi pubblici, varrebeb la pena capire meglio e cercheremo di farlo. Mentre è davvero poco comprensibile una richiesta di referendum o quasi sul parcheggioo di Piazza Della Vittoria, che , già concessionato attraverso un percosro pubblico è stato misteriosamente accantonato, poi è stato, con anticipazioni del giornale davvero intuitive, rimesso in pista , ma senza una conferma formale, ed adesso vede, su questo percorso vaporoso addirittura scendere in Piazza un partito che si mobilita pe mobilitare l’opinione dei cittadini. Ma c’è un senso? Non credo, è il soliti gioci dell’oca, in un a città fin troppo comprensiva o disinteressata.

  5. Massimo ha detto:

    Caro lamberti il mio nome è Massimo Puro e verace livornese con tradizione nel sangue RIPARATORE NAVALE.leggo nel tuo articolo in data 6-agosto , chiedi dove sono finiti i riparatori.

    In altre occasioni ho scritto sù questa tua finestra ed oggi Felicemente mi riaffaccio Facendoti presente che Sono ed a nome dei miei Collaboratori dico apertamente cheSiamo Tutti Presenti e più determinati ai ns Fini Aziendali occupazionali per il futuro della ns città.
    Sappi che per far vivere l’economie delle Ns Attività ,i Ns politici Di livorno nel loro Silenzio ed irresponsabile percorso, usano tutte le possibili causali/strategie, pur di non far entrare i ns clienti presso lavorazioni bacini,così ostacolare i ns rapporti commerciali. Certo che per loro ,bloccare ogni rinascita del ns settore e molto vantaggioso .Rispetto a quanto illecitamente stanno portando avanti con gli accordi nelle loro salette da caffè.
    Cerchiamo di spiegare e far capire a quei signori arroccati nella loro fortezza politica, che prima godevano di terreni e veduta a lungo margine sino all’orizzonte, il tutto sottratto ai livornesi con inganni e mensogne(accordo delle tre Gambe). Oggi Quei Livornesi lasiati troppo tempo fuori dal castello sono sotto la porta e con esili colpi ma continui e decisi iniziano a far tremare le pareti portanti.
    Pertanto non possiamo tutti combattere sino all’estremo delle forze, per questo parte delle ns aziende operano in altri porti D’Italia ed esteri , riportando l’economia fiorente nelle ns fila alimentando quei nuovi colpi d’ariete.
    Stai pur certo anche porta Pia Ha Ceduto sotto i Colpi!!!

  6. Gianfranco Lamberti ha detto:

    Caro Massimo, leggo le tue righe ed il richiamo a Porta Pia. Un simbolo ancora attuale. Nel nostro caso si tratta, più prosaicamente, della Porta a Mare. Oggi appaiono per strada i cartelli del progetto, che, per quanto riguarda l’aspetto immobiliare, è quello che approvammo in Consiglio Comunale a suo tempo. Per il resto, come ho detto mille volte, sono cambiati aspetti importanti, e la temuta riconversione del bacino non potrà che alterare il valore economico di tutto, oltre che le ricadute occupazionali.
    Mi sembra una cosa assai rischiosa, che non trova alcuna giustificazione negli atti che furono approvati quando furono vendute quelle aree e furono approvati i progetti urbanistici. Certo, capisco che si debbano fare degli investimenti per rendere praticabile al meglio il bacino. Su questo piano non può essere solo la AP a farsi carico del problema, è evidente. Ma se il problema è questo bisognerebbe affrontarlo per quello che è, piuttosto che far finta di niente. Una politica dello struzzo, in questi casi, non va lontano. Soprattutto se ci sono interessi concreti e positivi per la comunità, lesi da tali atteggiamenti.

  7. Massimo ha detto:

    Da MASSIMO riparatore:
    Caro Lamberti Per prima cosa voglio congratularmi con quanto da te rilasiato nella rassegna stampa dei riparatori. Ammiro le tue messe in chiaro con riferimento accordi di Roma, credo che tutti gli avvocati che curano quegli interessi ex Dipendenti CNFO dovrebbero dare una guardata agli imput lanciati, tanto per vedere e capire se sonmo stati truffati i loro clienti !!!!!!
    Stasera ho voluto scrivere solo per ricordarti PORTA PIA.
    Ebbene credo che i colpi alle mura con azioni legali attivate al garante(beni pubblici),alla corte dei Conti, ed altre che verranno esposte a sup tempo. Ad oggi abbiano messo un attimo in crisi chi spalleggiava e difendeva Azimut, tanto che lo stesso sta gareggiando a togliere il lavoro ad un associato dei riparatori , cercando di acquisire il lavoro del Puntone del Neri.
    Ma come!!! Il medesimo aveva comunicato ai riparatori in carta intestata che il bacino era inagibile,facendo perdere commesse acquisite dai medesimi per suddetto Bacino. Ma cosa è successo appena resosi conto degli esposti dei riparatori alla richiesta AP/ed enti dovuti per il ritiro concessioni. Il medesimo si è attivato alla ripresa delle riparazioni.
    Ma che imprenditore è!!!!!!!! Solo agguantato da appoggi e silenzi politici. Ed oggi in estrema difesa dopo tre anni di abbandono bacini riprende le riparazioni.
    Caro Azimut: Riparazioni vuol dire bacino efficente, come si suol dire a Livorno frugarsi ed investire non aspettare dall’AP, Non vuol dire distruggere un bene pubblico come quello che hai ridotto TE!Per cercare di farne una darsena per Yacth, Vuol dire grù funzionanti , non come quella che tieni ferma per ottocento €ur, vuol dire essere un riparatore ,solo quello che Te non sei.
    Calcola quanto ti costerà tornare addietro e capisci cosa vuol dire Porta Pia!!!!!!!!!

    Saluti e Ben Venuto a livorno.

  8. caro Massimo, credo che fare chiarezza serva sempre. Avere chiari i punti di partenza serve anche a definire i possibili punti di arrivo, in questo caso la massima valorizzazione del settore che rappresenti. In altri termini bisognerebbe che tutti si assumessero le proprie responsabilità. Certo in termini costruttivi, ma senza equivoci.
    Ne parleremo il 19, immagino.

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