PROFESSORI EMERITI DI SCONFITTE E DI PERDITE DI TEMPO

febbraio 3, 2015

Si rimane davvero sempre un po’ meravigliati, anche se ormai a Livorno non meraviglia più nulla, rispetto a quelli che si svegliano oggi e si rendono conto della inadeguatezza del movimento grillino a governare una città. Incompetenza e perdite di tempo, dicono molti in coro. Per la verità lo dicevamo da anni , incompetenza e perdite di tempo, quando gli stessi applaudivano festanti i vari manovratori in attesa di strapuntini e ci incontravano sdegnati di tanto ardire.

Essere riusciti a perdere non certo con il Real Madrid, come è evidente,  ma con una formazione ed una proposta di livello così basso, come con qualche ragione si descrive, non fa che aggravare le responsabilità di chi non ha perso una partita di questo tipo. In altri tempi e con la schiena dritta si sarebbe giocata al massimo una amichevole dimostrativa.

Ed allora, speriamo che davvero si riesca a recuperare il recuperabile di una città portata al punto in  cui si trova. Basta che non continuino a fare i professori ed i direttori d’orchestra, magari al solito ben nascosti, quelli che ci hanno portato a questo punto. Pensando a tutto quello che si sarebbe potuto fare e non si è fatto . Porto, rpiani di recupero, strumenti urbanistici lasciati a marcire, ospedali mobili, spil  e via dicendo…Livorno alla finestra e rassegnata, aspettando non si sa bene cosa, ma comunque non in attesa di patetici riciclaggi.  Magari qualcuno, riciclando riciclando,  proverà a trovare anche le proprie radici vetero democristiane finora non mostrate, per continuare a dare lezioni e cercare strapuntini. Non ci meraviglieremmo nemmeno di questo.

 


AMMINISTRAZIONI CORRETE CON CERTIFICAZIONE DOC E SILENZI SENZA SPINA DORSALE

gennaio 27, 2015

L’indagine sui presunti reati commessi sulla porta a mare da una associazione di cui io avrei fatto perte con un ruolo primario, si è conclusa con una ovvia archiviazione. Le carte erano tutte in regola, nessuno ci ha guadagnato niente di illecito ed il superamento della crisi dovuta al fallimento in corso del Cantiere, con recupero di lavoro e prospettive, è stata una scelta corretta ed lungimirante. Altrimenti avremmo aperto anzitempo la stagione delle chiacchiere e degli strapuntini d’oro premio fedeltà. In una città che conservasse un minimo di dignità politica in coloro che hanno assistito e partecipato a questa vicenda, ci sarebbe qualche commento. Magari per rivendicare una correttezza amministrativa che i grillini hanno sbeffeggiato  e che ha invece costituito un filo rosso di tanti amministratori capaci e disinteressati. Ma all’epoca dei selfie  scemi e delle battute un tanto al chilo per tirare aventi alla giornata, non credo che qualcuno , nel partito che è l’erede di quella stagione politica ed amministrativa, aprirà bocca. Eppure si tratta di temi di straordinaria attualità, visto che siamo sempre lì e si sono persi tanti anni a vanvera. Non verranno commenti immagino, come non sono venuti sulle anticipazioni del libro di Bussotti.  E poi qualcuno si domanda ancora come diamine ha fatto a vincere Grillo a Livorno.  Ed il prossimo presidente della AP, chiunque esca dal cilindro,   si troverà a dover ripartire da lì, non solo, ma anche da lì. Magari speriamo non sia il solito che viene a darci lezioni dalla luna, con posti riservati in tavole già apparecchiate. Un declino che abbiamo ben capito da dove è partito e come è arrivato a questo punto.   Questa sarà, mi meraviglierei del contrario,  una ennesima conferma, di silenzi ed omissioni opportunistiche e vigliacche. Che non aiuta certo Livorno a recuperare ruolo e dignità.


LUCA BUSSOTTI

gennaio 19, 2015

Siamo curiosi di leggere il libro di Luca. La sua intervista sul Tirreno apre una serie di riflessioni ed alcuni squarci sulla politica livornese degli ultimi anni che fanno riflettere. Comunque la si veda, aiutano a capire come si è arrivati a far vincere Nogarin. Un modo di fare politica devastante,  che continua a dare frutti nefasti, che vale la pena di spiegare meglio e capire. Non solo perché la storia recente di questa città è davvero esemplare di un declino della politica cui abbiamo assistito e che abbiamo subito, magari sottovalutandola e non  credendo che si potesse arrivare a tanto. Ma soprattutto  è bene capire cosa ci è successo, per tentare di risalire, se è possibile. Ci sono occasioni per tentare di scendere ancora un po’ più in basso, oppure no. Se giocatori ed allenatori si giudicano dai risultati, quello livornese è talmente clamoroso, che fa storia a sé in uno scenario regionale e nazionale e non fa sperare . Certo non si può recuperare il tempo e le occasioni perdute, si può cercare almeno di evitare che una città venga presa per i fondelli nell’interesse di qualche gruppo e gruppettino. Luca ci dà una mano a capire, noi non smetteremo di farlo e di sollecitare una uscita da piccole storie autolesioniste e personalistiche. Non credo pertò che qualcuno raccolga gli spunti dell’intervista. Zucchelli tratta l’argomento con classe e sapendo di cosa parla. Oggi lo hanno letto in tanti. Secondo il nuovo stile che abbiamo conosciuto e che tuttora impera, ci giurerei che faranno tutti  finta di niente. In attesa del prossimo strapuntino. Magari di quelli lautamente retribuiti e con vitalizio, con il beneplacito di chi conta davvero in città e che non perde certo tempo con mezze figure facilmente indirizzabili al momento giusto.


PER FAR CAPIRE DA DOVE SI E’ PARTITI

gennaio 3, 2015

Provinciali rilascia una intervista al Tirreno, che si inserisce perfettamente nel contesto livornese, che stiamo cercando di descrivere da un po’ di settimane. E spiega come la storia della Porto 2000, cruciale per tanti motivi,  sia stata tutta decisa ad aprile, Cui spiega  che oggi assistiamo alle conseguenze inevitabili, dice inevitabili senza se e senza ma,  di quelle decisioni. Si potrà discutere se questa ricostruzione è corretta carte alla mano, ma oggi interessa il dato politico, richiamato con forza da Provinciali non a caso. Che dice ai pochi livornesi che ancora fanno finta di non capire: Ma se avevate deciso tutto ad aprile, cosa cercate adesso? E non si tratta di guerre simboliche, o di miti da abbattere, ma cosa volete che gliene importi a chi fa oggi il business sul nostro porto, dei miti. Che si tratti del Che o di Papa Francesco. Si tratta di mettere in fila convenienze ed occasioni e prendere tutto quello che c’è da prendere, liberando il campo da presenze che potrebbero scomodare. Normale in certi ambienti, non da ora,  ma un tempo c’era anche la politica, le istituzioni e la dignità personale. Oggi rimangono siolo gli interessi e chi meglio riesce a servirli. Un sistema delicato , non illegale, ma senza contrappesi, che quindi lascia da parte democrazia e senso delle istituzioni, in funzione di gruppi che prevalgono su altri. Il declino, non da ora, di una città, semplice semplice e con interpreti che sono adeguati a questo scenario.

Per questo sul Corriere della Sera di qualche giorno fa Roberto Piccini parlava col cronista di uomini e caporali, almeno lo immagino. In una città piena, purtroppo , di caporali, qualche volta ( rara ) anche di notevole qualità tecnica, ma sempre più povera di uomini.  Parlo di politica e di istituzioni. Poi esistono regole morali e dignità. Ma quelle appartengono ad altro ordine di ragionamenti, troppo elevati per questa scena. Quello che fa divertire è che qualcuno oggi se la prenda anche con Nogarin, che francamente mi sembra uno spettatore non pagante di quanto accade e di quanto accadrà. Non mi fa piacere, non tanto per la persona, ognuno valuti come gli pare, ma per una istituzione, quella comunale, che ha sempre avuto da dire la sua, come democrazia vuole, nelle vicende livornesi. Ed ha difeso la dignità della città a tutti i livelli possibili.  Nel bene e nel male, ovviamente, sapendo separare momenti straordinari  e storie nobili da meschinità indicibili.


ANNO NUOVO E VECCHIE STORIE

gennaio 1, 2015

Auguriamo a tutti un buon anno.

A quelli che sperano che sia migliore e non ci vuole molto, qui a Livorno. Ma anche a quelli che ormai sono rassegnati al peggio.  Per la verità il peggio ci vuole molto a capire quale potrebbe essere al punto in cui siamo arrivati. Basta rendersi conto di quanto sia irrilevante la nostra città, negli scenari che si cerca di delineare per il futuro della Regione.

Sarà l’anno della elezione del nuovo presidente e del nuovo consiglio regionale. Magari ci sarà anche qualche livornese, almeno della provincia su questo ci scommetterei. Sì, perché questi anni infausti, hanno comunque raggiunto un risultato oggettivo ed inconfutabile. Bisogna affidarsi a qualcuno che non sia di Livorno, abbiamo spiegato con i fatti come si fa negli ultimi anni affidandoci a turisti per caso , ma non troppo come si vede. Che poi il personaggio venga da qualche piccolo comune vicino o da un comune  grande e lontano conta poco. Trovatemi un livornese con ruoli di rilievo oggi, da queste parti e non solo. E pensare che c’è chi ha anche parlato di finirla con il livornocentrismo, davvero una ironia beffarda, volontaria od involontaria che sia. Ci abbiamo pensato bene da un po’, stile Comunardo Niccolai.

E visto che siamo diventati maestri dell’autogol, da qualche anno a questa parte, stiamo dandoci da fare per cercare di fare terra bruciata, con quello che resta e con chi potrebbe dare nuovo slancio.

Ma non vuol dire, e tutti contenti e plaudenti, con o senza i fuochi di artificio. Basta accontentarsi, a Livorno e lasciar fare, ormai ci tocca questo,  a chi sa bene come raccogliere i frutti di questa stagione di resa della politica e delle istituzioni. I vuoti si riempiono dappertutto e da queste parti  ci sono maestri raffinati. Non ci vuole molto a capirlo.

Comunque, per quelli che non hanno da fare o da sperare trame particolari, tra una corrente ed una cenetta,  un augurio sincero ed appassionato. Se poi noi volessimo fare il resoconto di quante previsioni avevamo, purtroppo, azzeccato, in questo anno di rese dei conti, l’elenco  sarebbe lungo e documentabile. Confermato fino alle ultime ore, con annesse battute irridenti e prese in giro di questa città. Ma oggi è giorno di festa e lo faremo con un  po’ più di calma e quando ne varrà la pena.

 


IL PADRINO

dicembre 23, 2014

La vicenda della Porto 2000 assume un valore esemplare ed esplicativo, al di là delle persone coinvolte, anche se dovrebbe contare anche la dignità delle persone in un mondo civile. Ma questa è un’altra storia e ci potremo ritornare. Oggi interessa la frase che viene riportata virgolettata, di uno dei principali soggetti istituzionali coinvolti, che afferma che questa è l’occasione per dimostrare che nessuno è intoccabile, arrivando a portare a termine una operazione a lungo studiata.

Non entro ora e lo rifaremo, sulla opportunità di una privatizzazione in questi modi ed in queste condizioni. Lo abbiamo detto e ridetto.

Quello che è clamoroso è lo scopo dimostrativo, vista la evidente inutilità di operare in questo modo alla vigilia del bando di gara che cambierà comunque l’assetto societario in modo definitivo. Scopo dimostrativo dichiarato non a caso pubblicamente, rivendicato e riportato dalla stampa. Dimostrativo, allora, per chi e per cosa?

E non mi meraviglia certo vedere l’inerzia casuale o studiata di tanti maestri dei corridoi dei partiti. La politica dà i frutti di quanto si è costruito in questi anni.

Ciò che non mi sarei aspettato è la necessità istituzionale di una dimostrazione esibita. Esibita per dar conto a qualcuno? A chi?  Non certo alla pubblica opinione visto che si tratta di cariche a breve e naturale scadenza, che sarebbero cessate senza problemi. Ed allora a chi si deve dar conto. Davvero siamo in un sistema che si appresta a rendere conto di quanto accade a qualcuno ( singolo od associato ) che non appare ma che esiste eccome ? Un sistema, quindi, che si starebbe assestando su nuove regole. Regole che altrove, nel nostro paese,  hanno attecchito da tempo, come si vede in queste settimane sulla stampa nazionale. Vedremo se qualcuno dirà qualcosa di chiaro o se assisteremo al solito gioco a rimpiattino parlando d’altro, sperando di salvare lo strapuntino, prossimo o futuro. La galleria dei personaggi di questa fase della vita livornese si arricchisce , eccome.


PONZIO PILATO

dicembre 19, 2014

Quando dicevamo che senza aver definito i piani urbanistici comunali relativi, i bandi per la Porto 2000 e per i bacini rischiavano di essere talmente aleatori da prefigurare rischi di tutti i tipi, citando la urbanistica contrattata e contrattabile alla milanese, venivamo minacciati di querela. Ora le stesse cose le dice il buon  Gallanti, che si accorge che manca un  tassello, quello del consiglio comunale, che proprio non è un singolo voto al comitato portuale. Insomma teatrini visti e previsti, che mostrano da dove deriva un declino e quale approssimazione abbia dominato in questi ultimi anni questa città. Solo un esempio, ne potremmo fare molti altri, mentre la corsa alla poltrona, forse libera e forse no, di Gallanti prosegue a tutto spiano, come era previsto e prevedibile.

Niente di male, e più aspiranti  si mettono in  gioco e meglio è, ampia scelta. Ma poi, prima o poi, qualcosa bisognerà decidere e su queste partite delicatissime ovviamente assistiamo al nulla da parte della politica, almeno apparentemente rispetto ai corridoi degli specialisti degli strapuntini,  con un esercizio  consolidato di scaricabarile di chi di dovere , sulla pelle del porto  e della città. Ponzio Pilato , interpretato da molti abili e sperimentati attori livornesi, è il protagonista. Coerenza e correttezza, sotto tutti i profili, vengono molto dopo. Prima si lavano le mani in  bella evidenza, non possono lasciarsi sfuggire l’occasione e poi diranno che non ci potevano fare niente, così è se vi pare. La colpa è sempre di qualcun altro. I meriti si discutono in separata sede.  Una scena conosciuta e sperimentata, da queste parti, con i risultati che a Livorno si vedono benissimo.