Mario Paci , un Sindacalista .

 
 
Bacino di carenaggio: una grande opera che è stata fatta finire in rovina
 
 
 
 
GIULIANO LUGETTI

 Recentemente ho avuto occasione di vedere sul Tirreno alcune foto sulle disastrate condizioni nelle quali giace, improduttivo, il bacino di carenaggio in muratura e di leggere i commenti di politici locali ed imprenditori del settore delle riparazioni navali sulla utilizzazione di questa grande opera.
 Di proposito tralascio ogni commento relativo alla utilizzazione in quanto mi sento avulso da ogni concettualità polemica sui perchè ed i percome, oggi la situazione è all’attenzione di tutti.
 Una riflessione mi sento di farla in quanto negli anni ’80 sono stato chiamato dalla Camera di commercio come vice presidente del Consorzio Livornese bacini di carenaggio che aveva il compito, a questo proposito era stato costituito, di dare impulso all’attività operativa attraverso manutenzioni e migliorie tecniche che, dopo alcuni anni, avevano fatto del bacino livornese, se ricordo bene, il terzo assoluto del Mediterraneo con la presenza di navi di grandi dimensioni, quando, alcuni operatori marittimi diffidavano da una costruzione mastodontica non avendo avuto l’acume di quello che sarebbe stato, di lì a pochi anni, lo sviluppo delle grandi unità marittime.
 Ricordo come fosse stato completato con nuove tecniche per l’entrata al bacino delle grandi navi in modo che le stesse avessero una strada preordinata per inserirsi nella struttura. Ricordo la battaglia per la costruzione dell’impianto della raccolta delle acque di zavorra affinchè non fossero liquidate in mare aperto. Tutto questo comportava da parte del Consorzio, non solo capacità imprenditoriali, ma anche la volontà di dare a Livorno una struttura tale da far conoscere le potenzialità del nostro porto e richiamare quindi lavoro diretto al cantiere navale ed a tutto l’indotto.
 Non posso sottacere il ricordo di un uomo con il quale ho avuto l’onore di collaborare, Mario Paci chiamato dalle Aziende consorziate alla Presidenza dello stesso Consorzio. Un uomo che ha dedicato giorno e notte a questo soggetto che ha considerato come una creatura. Un uomo con il quale è stato piacevole collaborare perchè in lui ho sempre veduto un uomo semplice e ligio al dovere che proiettava il suo credo politico a favore degli operatori che usufruivano ed avrebbero usufruito in futuro di questa opera costata svariati miliardi di lire dal Cantiere navale e dall’indotto ed era fiero di ripetere: “il nostro è il terzo bacino di carenaggio del Mediterraneo”.
 Ritorno alle foto pubblicate dal Tirreno: “Perchè?”

dal Tirreno.

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