1 del 9/10
Mi scuso per una forzata assenza dal blog. Sono stato fuori per motivi personali e non ho trovato il modo di connettermi.
Ma ho visto che il blog ha continuato a muoversi e questo è un bel segnale, anche perchè avverto sempre maggiori indicazioni che viene letto e commentato, ben oltre le nostre aspettative.
Sarà perchè, tra i pochi in questa città, cerchiamo di dire le cose che pensiamo, senza essere troppo preoccupati se possiamo disturbare questo o quello.
Insomma ci proponiamo con chiarezza e trasparenza, assumendoci le responsabilità delle nostre opinioni. Leggendo qui e là, in questi giorni, segnalo due cose, a caldo.
Un no comment della amministrazione su giudizi che coinvolgevano la classe politica che ha guidato la città per anni (nessuno della attuale amministrazione ne è stato estraneo, anzi). Io ho dissentito da un giudizio gratuito e basato su dati incompleti, che è apparso a margine della sentenza del processo per Cecio e Guzzini. L’ho fatto, documentandolo, non solo per tutelare un percorso politico personale, ma la dignità di una città pulita. La cosa si vede vale solo un no comment. Poco, troppo poco. Diceva Totò, siamo uomini o caporali?
L’ultima è di Sgarbi e sull’Odeon. Davvero puntuale. Non si può dire che non ci se ne sia occupati e tanto. Ancora senza sapere a cosa servirà quella gigantesca demolizione. Del tipo, prima demoliamo e poi vi diremo perchè.
Quanto ai rom ed alle soluzioni ipotizzate, devo ancora leggere tutto, ma l’impressione è quella di una grande improvvisazione, nonostante il lungo periodo di riflessione. Mi riservo di capire e parlarne. Non siamo un blog da no comment, anzi.
Gianfranco Lamberti
ps
mi riservo anche di leggere i tantissimi contributi di questi giorni.
Allegati:
1. Nota di G. Lamberti pubblicata sul Tirreno del 6.10.07
2. L’intervento di Vittorio Sgarbi in merito alla demolizione dell’Odeon
Pubblicato da Redazione
A questo punto la cosa peggiore che ci potrebbe capitare a noi e a quei bambini è quella di ragionare per qualche giorno dei massimi sistemi o delle contraddizioni del nostro tempo, condendo il tutto con la complessità dei fenomeni migratori e l’ineluttabilità di episodi, certo aberranti, che però non possiamo contrastare.