Se il Livorno che sta per retrocedere termina un ciclo, come tutti commentano, credo che andrebbe fatta una riflessione sul fatto (che non penso sia una semplice coincidenza) di come la nostra città più complessivamente abbia ormai da un pò di tempo chiuso un ciclo.
La stessa politica nazionale e locale si avvia a nuove stagioni, in cui non ci si può contentare di percorrere vecchie strade, in modo peraltro sonnolento.
La mia impressione è che Livorno si trova di fronte a scenari inediti. La retrocessione è uno di questi, dopo anni ed anni di promozioni successive.
Se siamo di fronte ad una nuova stagione, politica, amministrativa e sportiva, ci vogliono nuove soluzioni e nuove energie, da raccogliere fuori dai vecchi schemi.
A meno che non basti a consolarsi che tanto siamo una isola felice con il dato del PD, che ci sono gli zoccoli duri, che tutti siamo transeunti, che così va la vita e così via fatalisticamente declinando. Magari con qualche notte bianca e feste varie. Con qualche problema in meno, visto che parlare a questo punto di stadio nuovo è ormai fuori tempo.
Una Livorno rassegnata al meno peggio, magari sperando di diventare come il Chievo, oppure stanca di questa situazione e capace di mobilitarsi per un ruolo più adeguato?
L’interrogativo è proprio questo, oggi.
Gianfranco Lamberti
Pubblicato da Roberto Malfatti