«Oggi sullo stadio manca la dimensione del sogno sportivo, che accomunava tutti»
Tutta un’altra storia. Solo se fosse venuto da un’altra città si capirebbe il senso della lunga replica del sindaco Cosimi alle mie appena accennate riflessioni sul Picchi.
Invece egli è stato consapevole e partecipe di tutte le principali scelte del mio mandato (assessore, consigliere, segretario) e ne dovrebbe conoscere bene, innanzitutto, anima e sostanza politica, prima di impegnarsi in una fredda e parziale ricostruzione burocratica di atti giacenti in chissà quale archivio.
Potremo ritornare su quegli atti e sulla incredibile e gratuita accusa di parole pronunciate in libertà, ma non è questo il punto, soprattutto per rispetto ai sostenitori del Livorno ed alla città. Ad essi dico che oggi manca la visione e lo spirito di quel periodo, quello magico delle promozioni, in cui la dimensione del sogno, sportivo ovviamente, aveva accomunato tutti. Solo così si può capire perché partimmo a pensare al nuovo Picchi dopo essere tornati da Treviso e dopo essersi rotolati sotto gli occhi di Gentilini.
Andammo, per questo, con l’ing. Caturegli a parlare con i progettisti di Wembley, in Inghilterra e traemmo idee per continuare a sognare. Ma lo facemmo lavorando e sodo, le cose non sono in contraddizione. Infatti all’indomani della promozione in A (ma come facevi a prevederla ed a farlo prima?) buttammo il cuore oltre l’ostacolo e portammo il progetto preliminare a Roma. Lo feci con Benetti e Picchi e con un grande entusiasmo, che contagiò Petrucci.
Progetto preliminare, così si chiama, ciò che per legge e prassi inizia l’iter di una nuova opera e quello era il lavoro, fatto non per hobby, ma come massimo dirigente del settore comunale da Michele Caturegli. Quello era l’atto scaturito da studi e confronti, senza la pista, con il prato ribassato, con la copertura e con gli spazi per i privati, con gli interventi per la sicurezza che la giunta aveva esaminato e discusso. L’impegno del Coni era, secondo noi, il volano che avrebbe innescato un circolo virtuoso con i privati per realizzare l’intervento, con pochi oneri per il Comune ed in tempi rapidi.
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