maggio 7, 2008
Quando mi si presentò Deodati e mi disse che se avesse avuto spazio nel settore dei rifiuti, lascio immaginare, avrebbe fatto una squadra almeno da B, gli dissi di lasciar perdere. Poi ha avuto problemi altrove, e poi, per fortuna, trovammo Spinelli, che al Comune di Livorno non ha mai chiesto nulla. Tanto per non perdere le buone abitudini.
Nè mi sono mai occupato di trattative societarie. Mentre era esplicito ed evidente che Spinelli operava nel porto di Genova e che Livorno lo interessasse come imprenditore.
E poi credo non sarà semplice trovare un altro presidente con la sua competenza e passione **.
Per cogliere gli spunti sul tema del nostro commentatore Fattinonparole.
** Fatta salva l’ultima campagna acquisti.
Gianfranco Lamberti
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Pubblicato da Roberto Carlo Malfatti
maggio 7, 2008
Esiste una realtà dura e pesante, crisi aziendali, porto in una fase difficile, progetti urbanistici fermi da anni in attesa di chissà che, strategie aziendale che sono a dir poco zigzaganti, malessere di tanti lavoratori, astensionismo crescente e così via.
Per il resto si cerca di tamponare le falle e magari c’è chi, mi è capitato ancora ieri, teorizza che tutto sommato andare in serie B è anche meglio così non si perde tanto tempo con il calcio. Insomma una livorno che sembra rintanata in una sorta di provincialismo autosufficiente, in cui se retrocediamo, almeno non dovremo stare a perdere tempo con il Milan e l’Inter, che ci sono altre cose che contano.
Se mai abbiamo trovato in Spinelli la causa di tutti i nostri guai e così abbiamo risolto il problema. Una vera costante. In attesa della prossima festa. E magari della cordata.
Gianfranco Lamberti
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Pubblicato da Roberto Carlo Malfatti
maggio 7, 2008
Vedo molto fermento intorno al Livorno Calcio. Difficile orientarsi dentro un intreccio di di questo tipo. A margine di una retrocessione, difficile da evitare, ma intorno alla quale si vede ad occhio nudo, si giocano anche altre partite. Spinelli, a questo punto, è diventato ingombrante, ma non credo proprio che sia disposto a svender nulla, nè credo che qualcuno venga per una improvvisa passione per il Livorno Calcio, nè si capisce fino in fondo il ruolo della tifoseria, diventata garante della veridicità delle affermazioni dei diversi attori in commedia.
Anche ASA è sottoposta ad un documento di indirizzo, approvato in commissione, che sembra sfiduciare il management, decidere per una riacquisizione da parte dei comuni delle quote messe sul mercato a suo tempo e mettere in soffita le idee di vendita di ASA trade, che erano state confermate dalla amministrazione pochi giorni fa, se ben ricordo.
Boh, anche qui ci vorrebbero i tifosi organizzati a fare da garanti e pretendere confronti pubblici all’americana, forse ci si capirebbe un pò di più.
Gianfranco Lamberti
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Pubblicato da Roberto Carlo Malfatti
maggio 6, 2008
Si stanno svolgendo le assemblee dei circoli del PD, per valutare il voto.
Una occasione utile per coloro che hanno partecipato alla costituzione dei circoli per riflettere.
Certo, dopo aver perso tutto quello che c’era da perdere, anche se a Livorno è andata bene, difficile essere contenti. E poi i risultati delle politiche non sono certo trasferibili sulle prossime amministrative, come hanno dimostrato i recenti ballottaggi.
Quindi ripartire da rendiconti e primarie, vere ovviamente. Per le quali non ci vuole tanta fantasia a capire come dovranno essere, semplici semplici.
Aspettando retrocessione e la trattativa di Spinelli con la cordata, che prima o poi si concretizzerà. Così come il grido di allarme per il basket, abituale, ma questa volta più accorato. Appuntamenti scarsamente entusiasmanti. Il segno dei tempi.
***
Oggi mi dedica qualche riflessione Maurizio Zingoni, sulla Nazione. Nel rispetto delle diverse appartenenze, egli giudica interessante il tentativo di trovare nuovi spunti nella politica livornese. Lo ringrazio. Il rispetto e l’attenzione alle idee di appartenenti a diversi schieramenti politici, sono il presupposto utile a rilanciare questa città.
Gianfranco Lamberti
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Pubblicato da Roberto Carlo Malfatti
maggio 5, 2008
Ecco, il punto è proprio quello di un progetto complessivo e coerente, evitando, torno ad uno dei must più in voga, il gioco dello scaricabarile.
Quando una volta raggiunta la serie A, nei modi che il nostro commentatore “fattinonparole” ricostruisce correttamente, presentammo il progetto del nuovo stadio, sul modello inglese, la logica era proprio quella di creare intorno alla squadra ed alla società un interesse diffuso, una coincidenza di interessi, che radicassero il fenomeno, facendone partecipi più soggetti.
Anche in base ad un disegno urbanistico di riqualificazione, senza spreco di territorio. La strategia è complessa per sintetizzarla. Quale che fosse la scelta di localizzazione.
Ma ciò che ne è rimasto è stata una disputa inutile ed inconcludente su di un nuovo ipotetico impianto (il progetto già sottoposto al finanziamento Coni non andava bene, ed allora se ne faceva un altro, ma insomma qualcosa occorreva fare, non solo i tornelli) ed una società che si è rinchiusa sempre più in se stessa e nelle sue logiche mercantili. Fino all’esito odierno.
E’ più facile smontare che costruire. Così come è più facile retrocedere che risalire.
Per correggere la rotta, occorre prima individuare le cause di un fallimento. Bisogna partire da lì.
Quanto ai progetti alternativi sui quali si è lavorato in questi ultimi mesi, non li conosco per poterli giudicare, basta che ci sia qualcuno, almeno uno, che li conosca.
Vedremo.
Che poi la serie A sia un lusso per Livorno non sono d’accordo. E’ un obiettivo ambizioso, ma c’eravamo arrivati, eccome.
Gianfranco Lamberti
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Pubblicato da Roberto Carlo Malfatti
aprile 29, 2008
A proposito di scarica barile, uno sport assai in voga, se qualcuno legge sul Corriere di Livorno il racconto di come sono andate le cose sulla presunta vendita e sul presunto acquisto della società capisce una cosa sola, che è tutto presunto. Nemmeno una telefonata tra presunto venditore e presunti acquirenti, questi i fatti.
L’unica cosa certa è la posizione in classifica, ma l’importante è che la colpa sia di qualcun altro. Deve essere una malattia contagiosa.
Gianfranco Lamberti
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Pubblicato da Roberto Carlo Malfatti