(In risposta a un quesito del Dott. Gabriele Del Sette)
Caro dott. Del Sette, non sono in grado di dare ricette, ma ricordo un bellissimo dibattito che ho fatto qualche tempo fa con il dott. Vigna, alla parrocchia di S. Andrea.
Devo convenire che si percepiva chiaramente un diffuso senso di insicurezza e, in parallelo, una diffusa critica all’impegno delle istituzioni, di natura certo non personale (era presente il questore) ma legato alle difficoltà anche operative di tradurre i buoni propositi in fatti tangibili.
Poi c’è stata la tragedia dei ROM e tutto quello che si è detto a seguire, un fiume di analisi e di parole. Ecco, già sarebbe interessante un primo rendiconto di quanto si è fatto sulla base di quegli impegni, sia per una maggiore tutela dei cittadini, di chi rispetta le regole, sia per un rapporto più civile ed umano con le comunità più marginali.
Vede, in un dibattito sui massimi sistemi una intesa si trova sempre e siamo tutti bravi. Una amministrazione dovrebbe invece costantemente informare sulle iniziative assunte e sulle loro ricadute; si instaurerebbe un rapporto proficuo e modulabile, quella sicurezza di prossimità di cui tutti parlano. Assolutamente necessaria visto il moltiplicarsi di episodi terribili.
Far parlare i fatti e misurarsi con essi, mettendosi costantemente in discussione. Assai più utile di interminabili verifiche e rimpasti, che partoriscono un topolino e di cui non interessa gran chè a nessuno, se non al ceto politico presente e prossimo venturo (in trepidante attesa).
Gianfranco Lamberti
Pubblicato da Redazione