Paolo de Angelis raccoglie uno spunto interessante (vedi).
Forse varrebbe la pena di ricostruire, e penso che lo faremo, la lunga storia della sanità livornese, non per gusto del passato, ma perchè ci aiuterebbe a capire meglio di cosa stiamo discutendo.
Tra l’altro vi sono state fasi in cui era uno dei principali argomenti di discussione, quella sì seria e partecipata, nei partiti. Il PCI se ne occupò a lungo e le riunioni degli organi dirigenti su quel tema erano davvero difficili ed appassionanti.
La mia impressione è che la svolta avvenne allorquando, ma si parla degli anni ottanta, la regione decise di classificare il presidio ospedaliero di Livorno ad un livello inferiore rispetto agli ospedali con sede universitaria.
Di lì una serie di scelte conseguenti, come ad esempio gli investimenti nella realizzazione di nuovi ospedali altrove, per adeguare i presidi ospedalieri agli standard fissati e la graduale dismissione di specialità di eccellenza a Livorno.
A questo punto, dopo decenni, è chiaro che non si può prescindere dallo sviluppo dei servizi nell’area vasta con Pisa e che bisogna ricercare la massima qualità dovunque, senza inutili duplicazioni e sviluppando davvero nel contempo servizi sul territorio.
In questo quadro come si colloca l’idea di un nuovo ospedale? e poi quali ricadute sull’urbanistica ed il valore delle aree? A qualcuno che fosse interessato consiglierei la lettura del libro di Marco Travaglio, “L’Odore dei soldi”. Si riferisce a Milano 2 e come partì. Molto istruttivo. Ma forse Paolo de Angelis l’avrà già letto.
In questo contesto Ruggeri smuove le acque di una discussione sottotraccia e la fa emergere allo scoperto. Fa bene, siamo sempre in tempo a recuperare un metodo di confronto politico serio e costruttivo. Meglio così che un metodo tipo Nuovo Centro, per intenderci, ossia un progetto confezionato sul quale chiedere un si od un no, magari con scadenze insormontabili. Ecco, il pregio principale della posizione di Ruggeri è proprio nella sua trasparenza e nel fatto che ci consente di discutere seriamente alla luce del sole.
Gianfranco Lamberti
P.S.
mi era sfuggito l’intervento di Gabriele Del Sette, ma come si vede ci muoviamo su di un ragionamento analogo. Poichè il tema è assai importante, sono convinto che ne parleremo a lungo.