La ricostruzione di una fase politica cammina sulle idee, i progetti realizzati ed avviati, le caratteristiche degli uomini e delle donne che ne sono protagonisti.
Un vecchio stile sovietizzante, ancora usato da qualcuno, è sempre stato quello di tacciare chi osava criticare un assetto di potere come succube di esigenze personali. Al contrario, naturalmente, chi gestiva il potere, indirizzato verso il sol dell’avvenire, non aveva da difendersi da queste accuse, visto che le sue azioni erano comunque dedite al bene comune.
Metodi vecchi e di stampo stalinista, ma che qualcuno ha continuato ad usare per impedire di discutere nel merito le questioni poste. Certo, atteggiamenti supponenti e minacciosi nei confronti di critiche di merito, oggi a Livorno fanno un pò ridere, ma non tutti hanno senso dell’humor e coraggio. Condivido pienamente l’analisi di “Voltaire” (lettore del blog) nel rapporto tra amministrazione e partiti. La differenza tra il mestiere di sindaco e quella di un segretario di partito è evidente, il guaio è se qualcuno decide di fare le due cose insieme. Magari non ci sarebbe niente di male in un sistema di stampo anglosassone. L’unica condizione è che non si tenti di farlo (il capo partito) per interposta persona, situazione devastante ed assolutamente improduttiva. Un danno per tutti.
Ora siamo in una fase di transizione delicata, con segnali positivi da partiti che non vogliono essere protettorati. In questa fase la nostra associazione, pervicacemente, tenta di discutere di idee e programmi. Hanno pure smesso di dirmi che lo faccio per un mio personale tornaconto, finalmente. E poi come era possibile impedirmi una valutazione sulle cose fatte e non fatte ed un giudizio sul valore delle persone? sono valutazioni politiche a tutto tondo, che richiedono risposte politiche, quelle sì e non personali.
Un esempio dal giornale di oggi: si legge delle legittime aspettative della ditta Neri (a scanso di equivoci, conosco bene ed ho profonda stima per Piero Neri) che, giustamente, si muove nella prospettiva OLT e cerca di svolgere il suo ruolo e trovare le sue occasioni di lavoro. Per altri versi a Pisa stanno decidendo come spendere i milioni di euro delle ricadute derivate dalla realizzazione della piattaforma. Qui, di queste cose, non se ne parla nemmeno, come se la cosa non ci riguardasse o non esistesse nemmeno; eppure erano dentro protocolli d’intesa abbandonati. Qualcuno diceva narcotizzazione. Più di così. Ma non credo che Livorno si rassegni ad essere una bella addormentata, la scommessa è tutta lì.
Gianfranco Lamberti