Il sunto dell’intervento di Veltroni, che fa Ernesto è molto utile.
Manteniamo il Pathos, come dice lui, di Veltroni.
Ebbene per mantenerlo bisogna essere molto vicini ai problemi veri di tutti e cercare, almeno per quello che ciascuno di noi può fare, di risolverli e non di scaricarsi le responsabilità reciprocamente, in un gioco continuo di scaricabarile.
Se qualcuno ha avuto la pazienza di dedicarsi alla comprensione delle regole per le primarie, dettate dal PD ed ampiamente commentate, capirà che la prima assunzione di responsabilità per un aspirante candidato è quella, minima, di candidarsi.
E se si tratta di un amministratore uscente è quella minima di ricandidarsi spiegando cosa ha fatto per meritare la ricandidatura, tutto qui.
Sembra una ovvietà, ma, leggendo la stampa di questo fine settimana, non sembra che una cosa di evidenza solare sia stata compresa da tutti.
E cosa si è fatto, nello stare ai problemi veri e non a quelli che non esistono, non equivale dire cosa si immagina di fare, chissà come e chissà quando. Sono due categorie del pensiero sostanzialmente diverse.
Possibile che in un città così disincantata e concreta come Livorno, la politica non capisca che deve misurarsi su questo.
Assumendosi le sue responsabilità concretamente. Sennò per chi parla Veltroni?
Quanto ai sogni, di cui si legge tanto, la sinistra che mi piace è quella che li realizza o, almeno dice cosa ha fatto per consentire che si realizzino. Qui, a Livorno, non siamo all’8 settembre. E’ tutta un’altra storia e non si vedono nemmeno in giro coraggiosi partigiani che rischiano la pelle senza pensare a tornaconti futuri.
Basterebbe che qualcuno si provasse a spiegarci la vicenda dell’Odeon, che non è andata in archivio, anzi (tanto per fare un esempio). E tanto per non buttare i palloni in fallo. Attendendo di sapere se l’attuale sindaco intende ricandidarsi o meno, e perchè.
Quanto ai partigiani, Giorgio Napolitano dice cose bellissime. In un momento in cui per me la memoria è un fatto che mi tocca profondamente, gli sono particolarmente grato.
Gianfranco Lamberti
Pubblicato da Gianfranco Lamberti 