Caro Massimo, leggo le tue righe ed il richiamo a Porta Pia. Un simbolo ancora attuale. Nel nostro caso si tratta, più prosaicamente, della Porta a Mare. Oggi appaiono per strada i cartelli del progetto, che, per quanto riguarda l’aspetto immobiliare, è quello che approvammo in Consiglio Comunale a suo tempo. Per il resto, come ho detto mille volte, sono cambiati aspetti importanti, e la temuta riconversione del bacino non potrà che alterare il valore economico di tutto, oltre che le ricadute occupazionali.
Mi sembra una cosa assai rischiosa, che non trova alcuna giustificazione negli atti che furono approvati quando furono vendute quelle aree e furono approvati i progetti urbanistici. Certo, capisco che si debbano fare degli investimenti per rendere praticabile al meglio il bacino. Su questo piano non può essere solo la AP a farsi carico del problema, è evidente. Ma se il problema è questo bisognerebbe affrontarlo per quello che è, piuttosto che far finta di niente. Una politica dello struzzo, in questi casi, non va lontano. Soprattutto se ci sono interessi concreti e positivi per la comunità, lesi da tali atteggiamenti.
Gianfranco Lamberti
Pubblicato da Redazione