Il costo della politica, che interessa e molto alcuni nostri lettori, andrebbe analizzato bene.
Ho incontrato un mio vecchio compagno, giorni fa, Valdo Del Lucchese. Anni fa, quando entrai in ospedale avendo vinto un concorso e senza conoscere niente e nessuno di Livorno, mi introdusse alla politica, nella sezione ospedaliera del PCI, molto attiva a quei tempi. Ebbene egli individuava nella norma che adegua le indennità per gli amministratori un elemento di profonda modifica e corruzione della politica.
Insomma, noi che avevamo conosciuto stagioni di dibattito intenso, in cui se ti capitava di fare l’assessore e lavoravi, ci rimettevi l’occhio della testa, al punto che a volte il partito era costretto ad integrarti l’indennità con un piccolo contributo, ora assistiamo ad una politica fatta di carriere ben remunerate, magari per persone che non hanno altro lavoro e che in questo modo possono assicurarsi un reddito, anche significativo. Perfino i giovani, anzi a volte soprattutto loro, cadono in questa dinamica e se così avviene il loro unico scopo diventa quello di capire da quale parte va il vento e mettersi in scia, altrimenti addio carriera.
Il professionismo della politica con questi vantaggi, dai deputati e senatori sino ai consiglieri di circoscrizione è un tarlo devastante, uno dei primi motivi di quella piattezza di idee e di confronto che noi stessi denunciamo a Livorno, con forza, non sempre ascoltati.
Sono d’accordo, quindi, naturalmente separando il grano dalla crusca, come è giusto fare sempre. Se un sindaco ha una indennità che è un quarto del senatore cittadino, un terzo del consigliere regionale, meno della metà del presidente dell’autorità portuale, non va certo bene, in funzione delle responsabilità e dell’impegno richiesto. Nè conta in alcun modo se qualcuno versa qualcosa ad un partito, sono affari suoi, che non abbattono certo i costi per tutti. A mio parere non è certo scandalosa l’indennità del sindaco, che equivale a quella di un dirigente pubblico di livello medio-alto, ma tutte le altre sì, eccome.
Quanto poi alla ricaduta a pioggia della indennità del sindaco su tutti, fino alle circoscrizioni, beh, torniamo al ragionamento iniziale, si alleva una classe politica dedita, prevalentemente all’ossequio nei confronti di chi, quei posti lucrosi può garantire. Altro che ricercatori universitari.
Sarà dura rimontare questa china, ma è un punto chiave da affrontare sul serio ed in ogni occasione possibile. Le democrazie possono deperire e molto, con questi metodi.
Potrei raccontare tanti episodi figli di un opportunismo di convenienza, anche qui a Livorno, all’insegna del “tengo famiglia” ovvero “tengo una indennità”. Non lo faccio ora perchè sarebbe lungo, ma lo farò.
Gianfranco Lamberti