
La Redazione
UN BIDONE RADIOATTIVO E DIMISSIONI CONTAGIOSE ?
GLAMBERTI
Livorno è dentro una fase di transizione, con tutta evidenza. Nodi che vengono al pettine nel prefigurare una prospettiva che abbia un senso.
Le tante questioni appese sul fronte portuale, l’energia, i rifiuti, i trasporti, i servizi, il turismo, le riqualificazioni urbane, il rapporto tra pubblico e privato , la crisi delle partecipate e via dicendo.
Si può andare avanti, si fa per dire, come se fossimo nell’epoca precedente, quella di Berlusconi e della certezza che tanto tutto va bene con le vecchie ricette, a Roma come a Livorno. Oppure si può capire che è cambiato il mondo e che anche Livorno non è sulla luna .
Non bastano vecchie nicchie e vecchie rappresentazioni. Uno schematismo nel quale molti hanno coltivato le particolari convenienze per qualche strapuntino e qualcosa d’altro.
Oggi sono diventati vecchi bidoni, più o meno tossici.
E qualcuno è rimasto a fare la guardia ai bidoni, ma molti, mi sembra, non ne possono più.
Nelle gabbie delle contrapposizioni fittizie e strumentali alla conservazione dell’esistente ci resti chi vuole.
Ma basta leggere la cronaca ed ascoltare quello che ti raccontano, l’epoca dei guelfi e dei ghibellini , in una sceneggiata eterna con vitalizi annessi, sembra ormai al tramonto, per lasciare spazio al confronto sui programmi, sui progetti.
Sulle cose da fare e non su quelle da non fare.
CONFRONTO, infatti, non vuol dire immobilismo, come giustamente ci ricorda Giorgio Napolitano , che tutto resti come prima , con gli strapuntini ed i vitalizi difesi con i denti.
Non funziona più così, la vicenda dei bidoni tossici è esemplare, dice bene Mario, con un Consiglio spaventato, in alcune componenti, più dal timore che si potesse uscire dalle gabbie degli strapuntini garantiti, piuttossto che cambiare passo ed avere una voce da far valere a tutela del rischio inquinamento.
Ma le lezioni servono e sono convinto che le gabbiette culturali e poliitiche si stanno sgretolando. Basta leggere la cronaca.
Ancora non capisco perche’ si sia rifiutato di instaurare una Commissione speciale in Comune per monitorare il problema.
Per molto meno, qualcuno se ne’ andato a casa;
“l’affare Baschet”senza risposte;
le mancate scelte e i colpevoli ritardi di Porta a Mare e dei Bacini;
Lo sperpero di denaro pubblico per il parcheggio all’Odeon;
i megadebiti non tanto trasparenti che come fiumi carsici, scompaiono e riappaiono delle aziende pubbliche;
palazzine si, ….per lo sfascio delle Terme del Corallo;
l’affare Gran Guardia e palazzi che spuntano nei cortili;
la presa di giro di Rossignolo;
e tanti altri disastri…… che motivano se vi fosse un briciolo di decenza di invitarlo ad andarsene a casa!!!!!!
per la verità qualche dimissione c’è stata, come quella del precedente vice sindaco, oppure di Claudio Ritorni, la prima non l’ha capita nessuno, ma credo che nemmeno abbia interessato granché , la seconda si incomincia a comprendere e viste deleghe e competenze professionali, mi sembra assai più significativa.
Altre vedremo. Ed i problemi sono sempre quelli. Dai riparatori a scendere giù, infatti. Voltare pagina è doveroso ed urgente, basta nonn arrivare tardi, con tutto il contenuto dei bidoni ormai disperso in mare. Il tempo conta, eccome, in tutte le cose.
Se le cose stanno come dicono, la situazione è davvero drammatica. Bidoni mezzi aperti o vuoti, bidoni scomparsi nel nulla e ampi e numerosi sversamenti in mare…Adesso urge FARE PRESTO e cercare di salvare il salvabile. Gran parte della nostra economia vive di mare, con la pesca e il turismo in primis, il problema è ambientale e sociale insieme! La situazione è forse di gran lunga più grave, in fatto di possibili danni ambientali, di quella del Giglio, eppure a Livorno, in Toscana e in Italia, non se ne parla o non se ne sa niente. Stendo un velo pietoso su come è stata gestita l’emergenza, altro che dimissioni..SVEGLIAMOCI DAL TORPORE e difendiamo il nostro mare!!!!
Alle trombe dei Pisani per l’Ikea, i Livornesi rispondono con i Bidoni, compreso Rossignolo :-)
Situazione allarmante e da tenere sottocontrollo, domani ci sarà finalmente una commissione , una occasione per avere tutti gli elementi a disposizione , con tutte le garanzie possibili.
>Situazione allarmante e da tenere sottocontrollo
mettiamo tra parentesi il comportamento di un sindaco che, in altri tempi (e non mi si conti tra i nostalgici di altri tempi), dopo quello che ha detto e fatto sulla Grimaldi sarebbe finito fuori dall’uscio entro gennaio. Mettiamo anche tra parentesi la questione della commissione ad hoc sui bidoni sennò si entra in un ginepraio procedurale e di rapporti tra forze politiche. Sempre tra parentesi va messa la considerazione sul fatto che, per il bene del territorio, in unità di crisi come questa sui bidoni ci devono entrare anche soggetti direttamente coinvolti (pescatori) o comitati di cittadini. Sarebbe un’ottima idea per ancorare il lavoro tecnico alle esigenze specifiche del territorio ma so anche che oggi idee del genere o sono considerate velleitarie o comunque non trovano ascolto. Io ad una assemblea sui bidoni ci sono stato, alla manifestazione no ero via per lavoro, non ho trovato gente che ulula con le vene ingrossate :). Anzi una prima informazione approfondita, certo da sgrezzare, l’ho trovata li’. Se davo retta al primo cittadino quando ha affermato “si è evitata una catastrofe” (come, pagando uno sciamano per i riti propiziatori?) stavo lustro.
Mettendo tutto questo da parentesi evidenzio quelli che sono, a mio avviso, due nodi decisivi nel prosieguo di questa vicenda. Entrambi sono deducibili da quello che dice il Tirreno che riporto tra virgolette.
1) “Il piano di monitoraggio specifico presentato dalla Grimaldi e integrato dalle richieste dei partecipanti all’incontro”. Fermo restando che le spese sono a carico della compagnia che ha prodotto il danno il metodo dovrebbe essere rovesciato. Sono le autorità pubbliche devono presentare un piano di monitoraggio, nell’integrazione del privato. Questa logica ormai si è instaurata, il piano c’è, ma ma rimessa in discussione il più possibile.
2) “Il monitoraggio viene realizzato dalla Grimaldi, ma un certo numero di campioni saranno consegnat a Ispra, Arpat e Istituto zooprofilattico”. Altro problemone. Le carte sui campioni, decisivi per prendere provvedimenti, le dà chi ha fatto il danno ed ha tutto l’interesse a ridurne la portata (economica e di immagine) quanto possibile. Qui la partita, che è diversa dal piano di monitoraggio, va completamente riaperta da chi di dovere (se esiste ancora).
come ho letto dal compagno Del Corona :) non esistono vergini nel casino..quindi..consideriamo che la compagnia armatrice ha due interessi che tutela in ogni momento. a) fare prima possibile per ridurre i costi di monitoraggio e bonifica b) comprimere quanto possibile la portata dei danni arrecati per motivi di immagine e anche di contenziosi legali, civili sul disastro ambientale arrecato.
Siccome mi garba essere scettico, la vedo dura su una messa in discussione dei punti 1) e 2). Ma se nasceranno problemi quello sarà il terreno da rivedere. Apro scommesse su quando l’augusto primo cittadino, philosophe quanto può esserlo il giornale con cui si incarta il pesce :) dirà di nuovo “si è evitata una catastrofe”.
Si..quando se ne sarà andato e se sarà rimasto qualcosa in piedi :)
Conclusioni quanto mai condivisibili