Solo chiacchiere e distintivo

La mitica battuta di Al Capone/ De Niro si cala bene nella lettura della cronaca politica. Cosimi dice la stessa cosa quando prende le distanze da una politica muscolare di recenti performance , eppoi quali muscoli ci sarebbe da capire. Quelli sul piano nazionale del dito medio di Bossi e dei suoi epigoni. Se ci si ragiona solo un poco, come si fa a non capire che bisogna incominciare anche a Livorno a ragionare di cose utili da fare, piuttosto che assistere al braccio di ferro per degli strapuntini con indennità assai laute a fine mese, da conservare oppure da conquistare. Basta, davvero non se ne può più, e lasciamo perdere i vari aspiranti Kevin Kostner de noartri . La citazione e’ dal film Gli Intoccabili. Per fortuna, a Livorno, di
intoccabili non c’e ne sono , lo hanno capito in parecchi ormai, almeno a leggere la stampa di oggi. Così come le rendite di posizione del piccolo cabotaggio di una scena politica immutabile secula seculorum . Ma non e’ più così, mi sembra chiaro. Ed allora ripartiamo a ragionare di porto,di
riqualificazione urbana e di ambiente seriamente. Di posti di lavoro e piani urbanistici senza scorciatoie e prime donne. Di unti dal Signore, in politica, ci e’ bastato Berlusconi, come diceva Wladimiro.

3 risposte a Solo chiacchiere e distintivo

  1. Giannetto scrive:

    Nei giorni scorsi, dopo che il capoclasse ci ha scongelato, è successo un parapiglia davvero indecente.
    Roba da non credere, in una classe delle elementari!

    Alcuni scolari buttavano le bucce delle banane e il prosciutto cotto del panino, che non era buono, nel cestino della carta, e facevano arrabbiare un mio compagno, un tipetto insolente che ci tiene molto alla pulizia e alla precisione.

    Quando è intervenuto il bidello, che ci ha tolto dall’aula il cestino che puzzava, questo compagno ha fatto festa e sfotteva.

    Allora altri bambini volevano spostare i banchi, ma in un modo che nessuno riusciva più a passare, mentre qualcuno si prendeva a male parole, e altri ancora addirittura si spingevano e davano i gollettoni.

    Insomma si è creata una confusione così grande che la nostra maestra, ora c’è una supplente, per cercare di riportare ordine, saltando sulla cattedra ci ha detto: dichiaro lo stato di crisi.

    Quasi tutti non ci hanno visto più! Capirai, erano appena usciti dal congelamento!

    Non vi dico quanti tegami di tu’ ma’ sono volati da un banco all’altro, qualcuno rivolto anche alla maestra, e quante risposte è la tua che è un tegame.

    Io mi sono allontanato un po’, perché in una classe così burina non mi ci trovo per niente bene.

    E il capoclasse, vedendomi e facendo finta che leggeva il saggio di Kierkegaard che si porta sempre dietro, mi ha detto: io l’ho sempre saputo che le loro mamme sono tegami…

  2. henry brubaker scrive:

    “Forse qualcuno non ha capito che è cambiato il mondo”

    “Ci attendono mesi di lavoro matto e disperatissimo”

    “Anche Vasco Errani mi ha detto che un piano del traffico scontenta sempre tutti”

    “Il progetto di Bettini è il progetto della Giunta”.

    A.Cosimi

  3. GhinoDiTacco scrive:

    Grande Giannetto, una fedele cronaca di una giornata in “classe” ma poco di classe
    Ormai siccome la frutta se la sono tirata..siamo all’ammazzacaffe’

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