
La Redazione
PD e il CONFLITTO D’INTERESSE , come Silvio .
Possibile che nessun cronista livornese si ponga questa domanda ? Un consiglio , c’è molto di più ….Elis : ‘If I had you in my ass, I shitted you at the melory’– t’avessi in culo ti caerei alla meloria.
GLAMBERTI
‘La clamorosa e mai vista prima vicenda di un giovane segretario del principale partito in corsa per tutto, addirittura in procinto, qualche giorno fa, di fare quasi il vice sindaco di Livorno, in previsione di chissà cosa e poi cancellato in una notte dalla scena politica, desta molta curiosità, pretende trasparenza.
Almeno in tutti i livornesi che incontri, e sono tanti e che ti chiedono perchè mai Di Rocca si è dimesso.
Io non ho idea, poi naturalmente ci sono quelli che sanno tutto e che lasciano intendere chissà cosa, ma lo sussurrano agli angoli delle strade.
Quello che meraviglia, e molto, è che ancora non abbiamo visto un articolo sul tema, perchè ha smesso?
Certo con il pd in provincia , in conflitto di interesse ed impegnato a dare la colpa dei problemi del porto alla ignoranza degli operatori livornesi, c’è di che ragionare e preoccuparsi.
Al limite del grottesco. Ma non possiamo distrarci dal punto politico chiave.
Non si può non chiedersi perchè mai si è dimesso Di Rocca o, peggio, perchè nessuno ce lo spiega e nessuno nemmeno lo chiede.
Nella vecchia unione sovietica si dimettevano i capi per un raffreddore senza che nessun giornalista ponesse domande scomode, non parliamo dei semplici ed indifesi cittadini ascoltati dal kgb.
Ma siamo a Livorno e nel 2011.
Ed allora , tra conflitti di interesse e concessioni varie, sono domande da porre e risposte da dare, un dovere civico, se si vuole ripartire in modo serio, senza ciurlare nel manico e lasciare troppe macerie.’
Insisto nel dire che prima vengono accantonati due 2 o 3 personaggi,veri energumeni nella cosa pubblica,
e prima l aria sara’ pulita.
Il Pd ne guadagnerà in serietà,
rappresentatività ed anche di quel pizzico di materia grigia che serve sempre,
a meno che non continuino
a credere che per fare politica oggi
a Livorno
basti sapersi esprimere a gesti ed avere mani da carpentiere.
Saluti anche oggi ai Pipponi senza poltrona
La clamorosa e mai vista prima vicenda di un giovane segretario del principale partito in corsa per tutto, addirittura in procinto, qualche giorno fa, di fare quasi il vice sindaco di Livorno, in previsione di chissà cosa e poi cancellato in una notte dalla scena politica, desta molta curiosità, pretende trasparenza. Almeno in tutti i livornesi che incontri, e sono tanti e che ti chiedono perchè mai Di Rocca si è dimesso. Io non ho idea, poi naturalmente ci sono quelli che sanno tutto e che lasciano intendere chissà cosa, ma lo sussurrano agli angoli delle strade. Quello che meraviglia, e molto, è che ancora non abbiamo visto un articolo sul tema, perchè ha smesso? Certo con il pd in provincia , in conflitto di interesse ed impegnato a dare la colpa dei problemi del porto alla ignoranza degli operatori livornesi, c’è di che ragionare e preoccuparsi. Al limite del grottesco. Ma non possiamo distrarci dal punto politico chiave.
Non si può non chiedersi perchè mai si è dimesso Di Rocca o, peggio, perchè nessuno ce lo spiega e nessuno nemmeno lo chiede.
Nella vecchia unione sovietica si dimettevano i capi per un raffreddore senza che nessun giornalista ponesse domande scomode, non parliamo dei semplici ed indifesi cittadini ascoltati dal kgb. Ma siamo a Livorno e nel 2011.
Ed allora , tra conflitti di interesse e concessioni varie, sono domande da porre e risposte da dare, un dovere civico, se si vuole ripartire in modo serio, senza ciurlare nel manico e lasciare troppe macerie.
Perchè si è dimesso FILIPPO DI ROCCA ?????????????????????????
Filippo Di Rocca, so che ha molto riflettuto, se dimettersi ora, oppure l’ “8 MARZO”
this and ‘the problem
Non capisco a cosa si riferisca Ghino, con questa citazione dell’8 marzo, una delle motivazioni sussurrate agli angoli delle strade, da quelli che dicono, “fosse solo quello” . Io credo che sarebbe elementare chiedere all’interessato ed a quelli che ne parlano , da dentro il pd. Senza aspettare le idi di marzo, quelle sono già avvenute, se ricordate qualche nostro commento blog di giorni addietro. Ma di cosa hanno paura, davvero non si capisce.
Mario , l’altro giorno mi rimproverava del fatto che prospettavo l’ aprirsi di una lunga fase di transizione, faticosa e insanabile.
Ma cosa volete che accada se non questo.
Bella poi l’uscita di GhinoDi tacco (ma non era lo pseudonimo del “compianto” Craxi?) perchè il giorno della festa delle donne? Non capisco.
Io dico lasciamo il PD ai suoi problemi, vedrete che alla fine li risolveremo, certo non tutti saranno contenti..e va bene.
Parliamo invece dei problemi della città: ieri mi sembra che in V commissione sia stato posto un punto fermo e serio da parte del Sindaco e degli assessori Bernardo e Cantù su una questione seria e estremamente complessa come quella della compartecipazione alle rette delle RSA.
Oggi viene posto nuovamente il problema degli ormeggi per i “gozzi” alla Bellana che proprio non mi convince (sarebbe uno scempio inaudito al nostro paesaggio).. a tal riguardo vi invito ad andare a leggere lo scritto del prof. Settis di due giorni fa sulla Repubblica e meditate gente..meditate
Sono d’accordissimo con Alessandro. Il PD risolva le sue questioni ( ma con la doverosa trasparenza laddove incidono su fatti ed uomini pubblici ) e non lasciamoci andare al tanto peggio tanto meglio. Quella dei gozzi alla Bellana, va vista bene eccome. La citaziione di Settis è pertinente, naturalmente senza pregiudizi. Ma è un terreno di confronto molto importante e serio, nella sua complessità, ma da non rinviare ulteriormente. Se verrà, prima o poi Gallanti, avremo modo di affrontare il problema, al di là delle infelici battute sull’inglese dei nostri imprenditori, fatte in Provincia. Il metodo con cui la giunta ha affrontato la questione delle rette è corretto. Se fosse questo su tutti gli altri fronti faremmo un buon passo avanti. La lunga transizione va riempita di cose utili alla città e del ripristino del rispetto tra tutti e di una buona politica, basata su valori condivisi. Per ripartire di lì.
E’da scoprire perchè nessun giornalista del Tirreno e della NAzione intervisti il Di Rocca.E’ stato 10 mesi segretario del principale partito cittadino,colui che ha lasciato i livornesi nella m.rda con i suoi 15 milioni di euro in AAMPS di debito,colui al quale stava stretto anche l’Assessorato sino a 6 giorni fa’,colui che gia’ pensava di vestire la fascia tricolore.Un giornalismo particolare.Rimane il fatto che vedere tornare a vita privata il piu’ fulgido esempio di figlio della casta,un elemento cosi’ dannoso e carrierista nel peggior senso della parola,e’ una splendida novità,ed una ventata di ottimismo ed aria pulita.A casa saponetta,e guarda di paga’la TIA
Tirreno ? Nazione ?
Zucchelli ?
Perchè si è dimesso Filippo Di Rocca ?
Ghino , fosse solo quello….
Si dimette uno che è da circa 6 anni che va sbandirando la sua SINDACATURA nel 2014 , procura da giovane presidente AAMPS un debito ai livornesi da 20 MILIONI di euro …e …già , AAMPS ….già..
Dott. Latorraca , troppo facile far finta di niente .
E dov’è la trasparenza politica del suo partito ?
Qui non c’è niente di personale , è tutto politico il problema . All’improvviso Di Rocca non è mai esistito ?
Ma il Pd pensa di acquistare credibilità comportandosi così ?
Il Tirreno di oggi poi è , pur da cristiane e nostalgiche penne , insuperabile .
Si dimette il quasi sindaco 38enne distruttore AAMPS come mai nella storia del Partito era successo e chi troviamo intervistato ? LORENZO BACCI da Collesalvetti !!! Ma che C…. c’entra !!!
Ma insomma … poi ci pensi e capisci .
Ieri abbiamo letto addirittura di Mannelli (Margherita) nominato FIGLIO DEL PARTITO COMUNISTA livornese mangiato dal Partito (?!) per non fare il sindaco (!?!?) .
Fa scopa con Cecio ..il prescritto.
Perchè si è dimesso Di Rocca ?
Dear Gianfranco, this is the path we must pursue. A good policy. Good men in a cleaner air.
I want a new secretery that talks a good english.
La decadenza livornese non è generata soltanto dalla mancanza di risorse, siano esse ottenute a livello locale o procurate dai trasferimenti dello stato.
È una crisi morale, di sentimenti, di prospettive.
Coloro che la comunità ha messo a dirigere, tecnici e politici, sono i primi a non credere e a non dare speranza, abulici e demotivati, prigionieri delle diatribe personali e delle faide di gruppo, interessati ed eccitati soltanto dai propri percorsi carrieristici.
Per quanto tentino di dissimulare una reale insensibilità, difettano di interesse per la città e per i suoi destini: ogni vicenda orbita intorno all’affermazione dei propri intenti, del proprio interesse.
Né fa eccezione, rispetto a tal clima incarognito, questo blog, troppo spesso utilizzato come strumento di offesa contro qualcuno, per calcolo o rappresaglia.
È questa decadenza morale che noi dovremmo addebitare, quale grave capo di imputazione, ai maggiori responsabili politici e amministrativi della città, che di questa immoralità sono i maggiori interpreti e i più efficaci promotori.
Dovrebbe essere un processo esemplare, coronato da dure condanne a fronte della dolorosa sottrazione di futuro a danno dei livornesi tutti.
Dovrebbe essere……
Ma non sarà.
Perché mancano accusatori disinteressati e giurie obiettive.
Siamo tutti (chi più, chi meno) coinvolti.
Dear Dauphiness,
scrivo su questo blog dalla sua nascita,
ed abbiamo seguito con quotidiana costanza
e proporzionata eleganza
avvenimenti ed opere dei
personaggi pubblici.
Qui d’incarognito non c e’ proprio niente,
casomai abbiamo dovuto dibattere ahinoi
di iene e carogne.
Hai voglia a fare filosofia,
e compiacerti delle tue sinapsi,
ma se non adegui il tuo linguaggio al contesto,
rischi solo di fare la figura dell incantatore di piccoli delfini
o di quello che dice di parlare come un madrelingua inglese,
e magari non sa parlare l’italiano,
e comunica a gesti.
Greetings to the Pippons
CdM non voglio far finta di niente, figuriamoci.
Le valutazioni saranno fatte e alla luce del sole, almeno spero. Io non ho da nacondere niente e nessuno.
Il 10 ottobre come preannunciato dai giornali locali ci sarà l’assemblea territoriale del mio partito..li cominceremo a parlare, a incontrarci; la città potrà giudicare (almeno quella piccola parte a cui interessano tali pesantezze).
Mi dia caro Conte almeno il tempo di riflettere, di essere “politicamente corretto”. se poi lei pensa che qualcuno giocherà comunque a fare il furbetto cosa dirle, lo accusi senza paura; anche perchè sinceramente in questo blog mi sembra di aver riscontrato comunque grande correttezza.
CdM non voglio certo nascondermi, non è nel mio stile.
Mi dia almeno il tempo di rilettere e magari di essere “politicamente corretto” qualche volta.
Il 10 ottobre come riportato dagli organi di stampa ci sarà l’assemblea territoriale del mio partito.Li ci misureremo sui contenuti e faremo anche un’analisi di ciò che è accaduto..almeno spero.
se poi qualcuno non vorrà farlo e continuerà a giocare e nasconedrsi fatti suoi. Sia giudicato da chiunque voglia.
Anche su questo blog, che comunque mi è sempre sembrato pervaso da correttezza e lealtà pur nelle diversità di vedute.
Scusate per l’errore ma pensavo di aver perso il testo e l’ho riscritto.
Il senso è lo stesso e anche la forma pressappoco.
Oggi Veltroni sul Corriere parla esplicitamente di un partito che tradisce le intenzioni che ne erano all’origine, Un partito che non può essere una macchina di nomine, sequestrato da gruppi dirigenti che fanno della esclusione la loro regola, la esclusione da percorsi prefissati e carriere precostituite, evidentemente le cose di cui si occupano prevalentemente. Riportare la politica ai contenuti e non alle ambizioni personali. Lo dice Veltroni, che non credo abbia letto il nostro blog di questi giorni con valutazioni analoghe e nulla sappia di Livorno. Allora Alessandro, uomini di buona volontà e liberi, con idee e disponibilità al confronto, uniti da un progetto, nel nostro caso di una città migliore.
Inclusione e non esclusione, appunto.
Un modo per riportare aria fresca anche da queste parti e non è mai troppo tardi.
Crisi morale, di sentimenti e di prospettive, come dice Delfina, ma che impone ancora di più di evitare di fare di tutta l’erba un fascio. Devo dire che , forse, non tutti i mali vengono per nuocere.
Dott.Latorraca , giusto per non fraintenderci , spero che il suo modo di affrontare la politica cittadini faccia proseliti .
E’ un consigliere di maggioranza che si confronta su un blog ‘vero’ con interlocutori con un nickname , quindi in un iniziale ‘svantaggio’ . Massimo rispetto .
vede , frequentare il CC e poter contare solo sulla conoscenza del pensiero di 4 consiglieri (Lei , Del Corona , Romano e Lamberti ) solo perchè scrivono su un blog è dura da mandar giù.
Non si conosce nè il pensiero nè la voce dei restanti 20 del Pd … imbarazzante .
Anzi 19 , perchè Tramonti parla col Comitato del Limoncino e con Sir Elis , quindi almeno sappiano cosa fa più di che cosa pensa .
buon lavoro , sinceramente .
Quei 700 posti barca da circa tre anni flottano incredibilmente dal molo 74 ,poi convergono piu’ o meno stabilmente sulla 75 e ora ,come nel gioco dell’oca,li ritroviamo alla Bellana.Dove non ci sono nè costa,nè aree di sosta a terra.Per la verità lo stesso Cosimi era partito con grande determinazione sulla Bellana,poi fece marcia indietro e sostenne che lo strumento urbanistico era completamente da rifare.Diversamente da quanto aveva affermato in Campagna elettorale.Il solito campionario di bugie.Oggi leggo di un incontro “largamente positivo” tra l’eterno Picchi e i cervelloni dell’Autorità Portuale.Ma se ne riparlerà fra tre mesi.Roba da matti.Lamberti,insista per incontrare Mr Restaurant Gallanti in una Commissione Pubblica.Forse sarà piu’ chiaro il quadro della situazione.Su Di Rocca che dire.Ricordo che non piu’ tardi di qualche settimana fa,a proposito del caso Campioni,ebbe a dire. “Che volete,anche i ragazzi/e del pd(a maggior ragione quelli/e che servono da volontari alla Festa de l’Unità) devono mangiare”.Credo che il problema debba essere letto attraverso questa affermazione.
I GOZZI ALLA BELLANA………
I nodi che vengono al pettine:
il “caso delle riparazioni navali e la porta a mare” risale a più di quattro anni fa quando le aziende di riparazioni navali sollevarono la questione relativa all’accordo di Roma e sul diritto di dismissione o meno del grande bacino.
I riparatori che con forza chiedevano di sciogliere il nodo delle presunte compatibilità, puntarono anche su una riflessione che purtroppo le istituzioni cittadine non seppero cogliere allora e forse oggi sono costrette a subire…..QUALE PORTA A MARE?
Se è vero che negli ultimi tre anni è cambiato il mondo, non vedo perché non si possa ridefinire una “porta a mare compatibile” con le nuove prospettive e capacità socioeconomiche dei prossimi anni.
Già allora i riparatori sostenevano che non potevamo cancellare un “bene certo” il grande bacino e il lavoro che esso poteva dare, con l’effimero che solo i ciechi non vedevano traballante di fronte alla crisi economica che stava avanzando.
Cosa è successo nel frattempo…grazie ai veti di una classe politica e sociale con la pancia piena ma la testa vuota, si è negato il lavoro delle riparazioni, mentre si è fatto sempre più precario il lavoro della yachtistica di lusso, e si è allontanata la voglia e le risorse per l’investimenti immobiliari con un futuro più che incerto sui tempi di realizzazione dell’approdo turistico nel mediceo.
E mentre a Livorno ci si trastulla, Pisa ha breve avrà uno dei più grandi porti turistici dell’alto tirreno, Cecina si avvia per il terzo porto dopo quello di Cala dei Medici e San Vincenzo, per l’accoglienza della marina da diporto del centro toscana.
E allora ripartiamo dai “gozzi alla Bellana” e ripensiamo a che tipo di Porta a Mare vale la pena di ridisegnare magari con uno sguardo verso lo Scoglio della Regina.
Pensare ancora di attardarsi sul progetto originario, magari pensando che passi la nottata, oggi non è solo più miopia, ma è criminale nei confronti di un tasso di occupazione che giorno per giorno perde un pezzo, ed allora non basta sognare l’IKEA o la favola di Rossignolo, occorre decidere cosa salviamo di ciò che potenzialmente può esprimere questo territorio, e di cosa mettiamo in discussione per il bene di questo benedetto territorio vituperato e tradito da chi lo governa con maldestra capacità.
Il veterocomunismo è il più oppressivo fardello culturale che la città estenuata è costretta a trascinarsi dietro.
Su scala nazionale il veterocomunismo, turbato dai primi vagiti, ha soffocato nella culla il partito democratico, come denunciano con efficacia Latorraca e Fenzi sulla Nazione.
A Livorno si manifesta come anacronistica riproposizione di modelli sociali ed economici tipici della sinistra filobrezneviana di angosciante memoria.
Prendiamo ad esempio le opinioni espresse dall’autorevole capo dell’associazione degli artigiani.
Il quale sostanzialmente propone: ce ne fossero ceschine da edificare, centrali a biomasse da realizzare, nuovi ospedali da inventare, popolosi quartieri da costruire, e così via.
Pur di offrire occasioni di lavoro agli artigiani.
Ho il sospetto che il capo degli artigiani assuma posizioni che fingono di andar contro l’amministrazione comunale.
In realtà innalza una sponda utile ai vetero-comunisti presenti in tale amministrazione, e si pone in rotta di collisione con l’intera città.
Io personalmente ritengo che simili personaggi siano dannosi alla città.
Ne ritardano il tanto auspicato rilancio, che potrà avvenire soltanto su nuove basi programmatiche e progettuali, plasmate da moderne sensibilità e aggiornati saperi urbanistici.
Siano, gli artigiani, motori del nuovo sviluppo, non imbarazzanti epigoni di una cultura declassata.
Sono pienamente d’accordo. Gestire il territorio come se fosse una riserva di metricubi da scambiare per qualche cosa è roba da matti. Non vedo però cosa c’entri il comunismo, visto che Berlusconi e Milano Due sono stati ben descritti da Travaglio e da NAnni Moretti. E parlavano proprio quella lingua.
Ma il punto è proprio la cultura che manca, dice bene Delfina. E l’egemonia di personaggi di modestissimo livello, che hanno avuto un ruolo nel partito, in funzione di logiche alla Sesto San Giovanni, dovrebbe essere in crisi. Almeno a leggere le cronache. Aria pulita e personaggi con cui dialogare di progetti, non di convenienze e percentuali . Oppure di carriere precostituite. Io spero che possa accadere.
Per questo anche un blog come questo serve a qualcosa, perlomeno si riesce ad uscire da vecchie stanze e da vecchie convenienze e si parla a tutti. Delfina e Ghino non sono sulla luna, osservano e ragionano.
Quello che sta succedendo nel pd, una cosa notevole davvero, può essere l’inizio di una nuova fase . Almeno più libera dai condizionamenti di camere più o meno di commercio, che certo servono i loro interessi come dappertutto, ma se dettano la linea, allora meglio chiamare Travaglio e nanni Moretti a spiegarci le conseguenze. Io spero proprio che personaggi come Latorraca e tutti quelli che ci regalano un contributo sul blog, continuino a porre alla luce del sole domande serie, come quelle oggi sulla Bellana ed ottengano risposte adeguate. Senza perdere tempo, in attesa di concessioni senza gare, e senza timori o convenienze nascoste, più o meno artigianali. Non si tratta di fare la stampella per nessuno, l’articolo del Tirreno non è banale e coglie aspetti importanti, si tratta di guardare avanti e non indietro, di non giocare al tanto peggio tanto meglio e non sperare nella terra bruciata.
Sono contento che Delphina,passate le ombre foscoliane di ieri,sia prontamente tornata in forma.Il suo è un ragionamento piuttosto “alto” che non tutti hanno facilità a comprendere.Siamo arrivati al dunque;la crisi,che non permette di dire si tutti con il retropensiero di farla poi franca in qualche convegno rigeneratore,avrebbe imposto scelte serie sin dall’inizio.Ma questo avrebbe creato impopolarità e quasi sicuramente il mancato raggiungimento del 51%.Scelte serie e sincere.Oggi,dice bene La Torraca,siamo frastornati da sprazzi di decisionismo eterodiretto senza una minima idea chiara sul futuro di prospettiva.Complicedi questo passaggio delicato una disinformazione costante che improvvisamente offre un quadro di riposizionamenti volumetrici e di concessioni assolutamente fuori controllo dal punto di visto dell’indirizzo politico.Ben venga la Porta a Mare compatibile,ben venga il Porto Turistico ,ma in un quadro di riferimento che non faccia prevalere la dittatura delle procedure su progetti di cui la città nulla conosce (tipo la prosecuzione del Nazario Sauro)..Ogni deregolazione (come vorrebbero quelli della Cna)sarebbe il colpo di grazia per il nostro territorio.
Ineccepibile hb. Quanto alle riflessioni di gdt, parlavo questa mattina con un dirigente del pd, che ancora non ha capito perché non si e’ fatto il parcheggio alla Bellana. Se non l’ha capito lui. Sarebbe (stato ) un elemento di riflessione importante, rispetto a quel comparto. Un esempio per evitare di banalizzare tutto e mettersi a fare le cose seriamente, certo con le revisioni che chiede gdt e dentro un ruolo della politica riconquistato come chiede Latorraca. Forse si sono create alcune precondizioni, basta non perdere ancora tempo inutilmente.