PD : 500 POSTI DI LAVORO PERSI A LIVORNO e IL CONFLITTO DI INTERESSI . E PERCHE’ DI ROCCA SI E’ DIMESSO ???

La Redazione

500 posti di lavoro persi a Livorno per Ikea ed il Pd in Regione: ma il governatore Rossi , VOI LO CONOSCETE ? Ci PARLATE ? Cosa fate dalla mattina alla sera, in poltrona con vitalizi ?

ELIS , che parla come Matteoli  e imita Berlusconi (Conflitto d’interessi) …. Pay attention to the bumps! – TRAD : ‘ Bada ai bozzi ! ‘

GLamberti

‘Abbiamo condotto una campagna elettorale fuori dai partiti, vecchi e nuovi, proprio perché avvertivamo che il nuovo nasceva assai vecchio. Anzi, perdeva per strada lo spirito innovativo e manteneva tutte le peggiori abitudini di un passato, che aveva una sua dignità in quel contesto storico, ormai superato.
Tuttavia i cittadini di Livorno hanno espresso un voto, così come hanno deciso di confermare, con l’astensione ad un referendum, scelte discutibili come quelle del nuovo ospedale.
Oggi vediamo che giovani politici corrono e corrono e poi si dimettono chissà perché . Lo capiremo.
Ma il punto e’ che un rinnovamento indispensabile di vecchi riti della politica bisogna che cammini sulle gambe di uomini e donne che abbiano passione, cultura e voglia di impegnarsi davvero ed in modo disinteressato. A proposito di conflitti di interesse potenziali o meno, di cui oggi si discute non a caso. Una deriva provinciale, di un berlusconismo agonizzante. Un sistema di valori, come dicono anche i Vescovi, da riscoprire per fare aria pulita. A prescindere da piccole burocrazie di partito, vecchie prima ancora di nascere. Con le dovute eccezioni , che sono quelle sulle quali noi abbiamo fiducia, sia nel pd che fuori di esso. Altrimenti finiremo tutti per stare alla finestra di una situazione complessa e senza prospettive. Questo e’ il punto, ora.’

18 risposte a PD : 500 POSTI DI LAVORO PERSI A LIVORNO e IL CONFLITTO DI INTERESSI . E PERCHE’ DI ROCCA SI E’ DIMESSO ???

  1. Conte di MonteCristo scrive:

    perchè Di Rocca si è dimesso ?

    La verità .

    Conflitto d’interessi ?

  2. Kinto scrive:

    I conflitti di interesse sono li’ chiari come il sole
    e meriteranno tutta l attenzione possibile.
    La speranza e’ che la linea maestra sia quella che si legge dal consigliere Del Corona,
    come dal sig.Trucchia,per fare due esempi,
    in una rinnovata impostazione dove
    la politica cittadina ascolta ed allo stesso tempo agisce ,
    senza dovere mestamente e forzatamente assistere
    ad una pratica partitica bieca,
    da paesino di campagna anni 20,
    adibita esclusivamente ad ufficio di collocamento per mariti ed anche per le mogli.
    In momenti cosi’ seri non solo a Livorno,
    non e’ possibile che l unica finalità della politica
    sia quella di garantire un posto in regione a ruggeri a 10.000 euro il mese,
    parcheggi senza gare di assegnazioni a pseudo professorini d inglese,
    e 8 marzi vita natural durante a questa o quella.
    Tralasciando le parentopoli in Provincia
    e consulenze da Campioni della non etica.
    Come scriveva ieri un collega di blog
    ci vuole uno scossone .
    Speriamo
    Saluti anche oggi rivolti ai Pipponi
    rimembrando con pacatezza
    che alle volte si pensa di se stessi a come delle stelle,
    se Dio vole oggi cadute,
    ma in questo presente e futuro oblio ci sara’ tutto il tempo per capire e riconoscere
    di essere stati da sempre e solamente
    semplici rifiuti organici
    oggi finalmente sganciati
    da un velivolo di passaggio.
    altro che stelle
    Bye Bye

  3. Conte di MonteCristo scrive:

    e vedere la foto di Gallanti e Provinciali a pranzo insieme al Porto per conoscere qualche livornese è roba scandalosa .

    Lavorano 2 gorni la settimana e in più Gallanti è genovese per Genova .

    Entrambi non sanno nemmeno la strada per andare ai Piloti.. chiamano l’autista ..

    Ecco il risultato di quella parte del Pd livornse che ha appoggiato Matteoli contro Piccini e Livorno Porto .

    Vi meritatr la foto di oggi sul Tirreno.

    Vergogna .

    ps Perchè si è dimesso Di Rocca ? Perchè nessuno se lo chiede ? Quale CONFLITTO DI INTERESSE ha ?

  4. Luca scrive:

    Perche’ si e’ dimesso “l’indebitato” Di Rocca?avremmo potuto parlare delle Idi di Marzo,ma in questa vicenda credo basti fissare il calendario all’8 Marzo

  5. Gianfranco Lamberti scrive:

    Non ho la minima idea dei motivi di dimissioni, immagino sofferte. Tuttavia se si tratta di questioni personali, non e’ corretto entrare nel merito ne’ mi sogno di farlo. Al contrario se ci sono motivazioni politiche mi sembra importante cercare di capirle , nel rispetto delle dinamiche interne di un partito, ma giusto farlo proprio perché capirle significa capire uno spaccato importante della politica cittadina, di cui il pd e’ il principale partito. Guardando al futuro ed a quello che bisogna fare per dare lavoro ai nostri giovani , costruendo occasioni di crescita per tutti e non inseguendo convenienze particolari di questo o quello.

  6. emilio scrive:

    Gravissimo aver perso Ikea, gravissimo. A prescindere dalle valutazioni aziendali (l’area prescelta da Ikea è forse sicuramente più interessante da un punto di vista strategico) credo che i nostri ne abbiano messo del loro per arrivare a prendersi l’ennesimo schiaffo in faccia. Inoltre vorrei capire da Lamberti, che è sicuramente più informato, che cosa si intenda a Livorno per la delega del “marketing territoriale”. La quale penso debba ritenersi fondamentale in periodi come questi. Ignoro chi ce l’abbia, ma probabilmente visti i problemi di lingua e di traduzione non vorrei sia stato confuso il termine marketing con quello di shopping…

  7. Luca scrive:

    altri 500 posti di lavoro persi,non conquistati almeno.ale’,avanti tutta.

  8. cesare trucchia scrive:

    La redazione mi deve permettere un appunto.
    Perchè persi 500 posti di lavoro?quando erano stati assunti e quando sono stati licenziati? e chi ci credeva? ;
    Il “nuovo centro” (già il nome) è nato male , tanti interessi e quello che più mi spaventa è qualche ulteriore colpo di coda per rendere appetibile qualcosa che in questo momento non ha mercato.
    i posti persi sono quelli della concessionaria che chiude sul V.le Petrarca, i tanti che non hanno spazio mediatico, ma alcuni li possiamo identificare, basta farsi una passeggiata tra C.Amedeo, Via Marradi ecc. ogni serranda chiusa sono una media di 3 persone che hanno perso la fonte del reddito

  9. Gianfranco Lamberti scrive:

    Il marketing territoriale inizia da quelli che rappresentano il territorio a giro per il mondo, io non sono un esperto come qualche prof a giro. Ma certamente gli ambasciatori contano e tanto. Sia nei livelli politici di partito, sia nelle istituzioni, sia nei centri decisionali degli investimenti e così via. Intanto riflettiamo su questo, per capire cosa correggere degli errori fatti, per quanto ancora possibile, e per tracciare una rotta per il futuro. Magari cercando anche esperti di marketing , ma per davvero.

  10. Kinto scrive:

    dici bene Luca “non conquistati”,
    perche’ si deve anche uscire un po’ dalla logica paludante
    che le cose ti caschino dal cielo
    ma forse il concetto di conquista presuppone
    uno sforzo ed un dinamismo
    quanto mai lontano dal modo di guadagnarsi la pagnotta
    per molti dei figuranti attualmente sulla scena.
    Ho letto l editoriale di Senza Soste sulle dimissioni
    del risibile segretario Di Rocca,
    e pare piu’ che condivisibile.
    Saluti a St John

  11. REDAZIONE scrive:

    @CTrucchia :

    Ikea ha comunicato e garantito a Rossi e Filippeschi 300 assunzioni come personale e 200 per l’indotto.
    In più acquisterà gli arredi e gli accessori per gli ambienti in loco …

    A prescindere dall’essere favorevoli o meno sull’Ikea, questi sono 500 posti di lavoro a pisa e non a Livorno .

    Altra cosa è che chi governa non si muove e non lavora per i commercianti livornesi .

    Non lavorano per nessuno .

    500 posti di lavoro persi dalla città di Livorno . Ikea , Centro o Mercato Centrale che sia . E’ la dimostrazione di come in Regione e in Parlamento Livorno NON CONTI ASSOLUTAMENTE NULLA .

  12. cesare trucchia scrive:

    Gianfranco ho trovato la mia prossima collocazione
    http://www.youtube.com/watch?v=oSxqa_n-EAA
    youtube: Crestacci sidaco

    fatti non parole

  13. henry brubaker scrive:

    Non ne farei un dramma su ikea.E francamente (lo dico naturalmente con rispetto) questo modo preventivo di quantificare l’occupazione a mezzo stampa senza connotarne la qualità e i criteri di assunzione (ad un anno e mezzo dall’effettivo insediamento dell’attività commerciale) è pari a una dichiarazione telefonica di Lavitola.Qui semmai si parrà la nobilitate dei nostri specialisti (l’Assessorato al Marketing di Comune e Provincia) che ,d’intesa,col soggetto attuatore (un’ormai dissanguata Unicoop)dovrebbero sondare altre disponibilità a fronte di uno strumento urbanistico già esistente (Svag).In altre parole bisognerebbe lavorare e non solo stipendiare Assessori.Quanto al pranzo luculliano di Gallanti e Provinciali (c’era Grassi?)sono d’accordo col Conte di Montecristo.Qui siano di fronte a una spettacolare presa per il culo.Leggo poi di dotte citazioni di Cosimi Bis durante l’intervento sulla verifica di bilancio.Sono francamente allibito.Forse era un modo plateale per festeggiare il siluramento di Di Rocca.Che quanto meno ha avuto la dignità di andarsene.

  14. henry brubaker scrive:

    Condivido anche Trucchia.I posti di lavoro veri (non di plastica)sono proprio quelli che indica lui.Viale Petrarca,poi, è effettivamente spettrale..

  15. il video di Crestacci è splendido. l’8 ottobre bisognerebbe andare a vederlo, credo ne valga la pena. simpaticissimo ed intelligente. quando si dice la cultura e l’ironia. Cesare ha ragione.
    Hb dice cose che condivido soprattutto a proposito di ikea, tuttavia converrà che la citazione di Papa Pio II Piccolomini è geniale. Lo dico davvero, pensando agli aspiranti concessionari, in porto e non solo, annidati dentro le pieghe di una classe politica che, con le dovute eccezioni ( non solo Crestacci ) , sta dando un triste spettacolo. Del resto è la scommessa fatta ed imposta da Matteoli, che trova ed ha trovato adepti insperati. Visto che conosce la città ed avrà avuto informazioni adeguate, non ha avuto difficoltà. I consiglieri provinciali festanti ne sono stati una riprova, semmai ce ne fosse stato bisogno. Festanti al di là del merito di scelte che pure vanno verificate e discusse, a partire dalla porta a mare, visto che riguardano decisioni espresse da un intero consiglio comunale e piani particolareggiati in vigore.

  16. Silvano Cinuzzi scrive:

    In effetti il cosidetto conflitto di interessi è una questione che nel nostro paese vale per uno soltanto…. il B nazionale. Ritengo, invece, che la questione sia molto seria e laddove si verifica, indipendentemente dal B nazionale, va perseguita e smascherata.
    E’ indubbio che parlare di porto, in audizione o meno, deliberare o semplicemente fornire giudizi politici da chi ha primarie responsabilità istituzionali ed in più ha anche la titolarità di concessioni portuali, piccole o grandi che siano, tutto ciò costituisce un macroscopico conflitto. Si dovrebbe capire che l’attività pubblica non può essere a supporto della propria sfera privata. E quando le strade si intersecano, l’etica suggerisce di astenersi totalmente da qualsiasi giudizio ed attività.
    Tanto per essere chiaro, a mo di esempio,… un avvocato ( scelgo un’attività che conosco meglio ma ovviamente estensibile a tutte le categorie ) non può difendere un socio od un concorrente di un’azienda dove svolge una funzione pubblica.
    Leggo inoltre che i mali del porto si evidenziano nella mancata conoscenza, da parte degli operatori, della lingua inglese. Se fosse così semplice basterebbe organizzare annualmente dei corsi di lingua ( magari intensivi )e non credo che chi soffre questa mancanza conosca la lingua magari sarà un esperto di greco antico. Buon gusto vorrebbe che prima di sfornare giudizi a destra o a manca ci si guardi bene allo specchio e magari decidere di mordersi la lingua ( ma è chiedere troppo al cervello umano ).

  17. Accusare i principali esponenti della nostra portualità di ignoranza, sulla base della quale si incardinerebbero i problemi del porto è davvero una roba incredibile. Generalmente si cerca di valorizzare e dare un giusto supporto alla imprenditoria locale, sostenendola anche sul piano della immagine. Non credo che in altre città ci siano comportamenti politici come questi, così autolesionisti. Neppure credo altrove abbiano livelli culturali superiori a quelli degli esponenti del nostro porto.
    Silvano coglie una linea politica strampalata, che è stata autorevolmente definita una posizione personale in Consiglio Comunale. E le linee politiche personali sono personali, appunto. A proposito di interessi pubblici e privati. La distinzione dei quali è l’essenza di una politica virtuosa, fin dai tempi della antica Grecia, la citazione della lingua madre è quindi pertinente.
    Distinzione valida anche fuori dai confini del porto, ovviamente.

  18. st. john scrive:

    signori,

    posso capire antipatie e simpatie ma la vicenda Ikea non è andata come comunemente immaginato. Innanzitutto Rossi, per quanto mi stia simpatico come un dito in un occhio, non è nè azionista di peso dell’Ikea nè ha un rapporto con la multinazionale svedese pari a quello che il PD emiliano può vantare con la coop (e anche lì da tempo la coop fa un pò come gli pare).
    La vicenda Ikea, per quanto non mi facesse impazzire la sua implementazione a Livorno, è paradigmatica per le prossime occasioni “perdute” nel nostro territorio. Ma si ha un’idea di come funziona la rete amministrativa pisana per attrarre questo genere di investimenti? Non c’è paragone. A Livorno l’unica cosa che sappiamo offrire è un’abbattimento del costo delle aree e del lavoro (ci pensa la Cgil..) ma una struttura complessa come l’Ikea non decide solo su questi parametri. Ma anche sulla capacità dell’amministrazione comunale di proporre idee, progetti a lungo termine, realizzare sinergie. La maggioranza del ceto dirigente livornese è ferma agli anni ’80, anche nel modo di condurre le trattative, questa dell’Ikea è solo una sconfitta di una serie.
    A Vecchiano l’amministrazione locale aveva pensato che i costi, anche in termini di chiusura di determinate attività, fossero troppo alti. Evidentemente l’amministrazione pisana ha fatto i conti con l’esperienza di Vecchiano. Ma quando si presenta a delle trattative con dei cavalli bolsi, ecco i risultati. La lista dei personaggi spendibili solo da Stagno a Antignano è troppo ampia.

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