
La Redazione
Special One.
GLAMBERTI
“Alla luce del sole, spazzando via tattiche e trappole di vario tipo, assumendosi la responsabilità di quello che si è stati chiamati a fare e fissando con chiarezza le cose da fare ed i tempi.
Certo, ficcare la città in un cunicolo senza sbocco e prenderla in giro con quattro chiacchiere è sempre possibile, confidando su quelli in fila per due in attesa di strapuntini e promesse per il futuro.
Ma i margini sono troppo stretti e la città, perfino Paolo Razzauti, ormai ha capito e non ne può più.
Davvero.
Una nuova fase allora,e presto, di fronte a tutti e fuori dalle stanzette e dagli inciuci.
Non credo ci siano precedenti a Livorno , nella amministrazione dal dopoguerra ad oggi, di una storia simile, con annessi congelamenti.
E forse non ci sono a giro per l’Italia.
Ed i Balotelli di turno non finiranno certo al City, su questo ci si può scommettere.
Anzi ci sarà pure chi attaccherà le scarpe al chiodo, possibile ed intuibile.
Basta che ora la smettano di considerare la città cosa loro e vengano a raccontarci tutto in Consiglio al più presto.
Un dovere, anche al tempo degli special one e delle manifestazioni per la dignità dei Comuni, tanto per dire.”
È tutto molto sconcertante!
Proprio quando la città chiede trasparenza sull’operazione “ospedale a Montenero”, per comprendere i retroscena (fiorentini? emiliani?) che hanno determinato una scelta improvvisa quanto incoerente rispetto alle previsioni urbanistiche vigenti.
E assiste alla forzatura di un bando da aprire al buio, senza che sia noto cosa comporta, in termini organizzativi e di lavoro, la scelta del project financing, senza che sia noto cosa comporta, in termini di destinazione d’uso, la vendita del patrimonio dell’ASL, senza risorse per le urbanizzazioni e le opere accessorie, e via ignorando.
Proprio quando la città chiede trasparenza sull’operazione del silos dell’Odeon, per comprendere i retroscena che hanno determinato una scelta improvvisa quanto incoerente rispetto alle previsioni del piano di mobilità.
Ed è ancora tutto da esplorare l’abisso finanziario ed operativo che travolgerà SPIL.
Proprio quando molti cittadini sono preoccupati dalla deriva affaristica del partito democratico, per i noti fatti lombardi, e temono che il fenomeno abbia estensione geografica ben più ampia.
Proprio quando si moltiplicano le richieste di partecipazione attiva di molti segmenti della società livornese.
Proprio in tale contesto.
Un sindaco azzera la giunta che ha esitato ad officiare insieme a lui l’ennesimo rito dai contorni oscuri e dagli obiettivi folli.
E chiede con sfacciata insolenza di poter operare senza controlli, affiancato da acritici bambocci di cui abbia il totale controllo.
non avevo letto Delfina, completa il quadro con efficacia
Di grave c’è , tra le mille zone molte grigie , che gli assessori ‘si organizzino’ tra loro , all’insaputa del Pd , o almeno di una parte, orchestrati da Partiti della Maggiornaza stessa .
Il tutto fregandosene altamente della città ed i suoi problemi .
E’ spaventoso e disgustoso quello che sta accadendo dietro le quinte,una vicenda questa più unica che rara. follia politica livornese .
E’ il caos vero. Etico , politico e civile .
E’ Cosa Loro , si , ma la città è anche mia !
Accadde a Livorno
Ormai questa città riesce a stupirci ogni giorno, una variate urbanistica, letta sui giornali (certamente qualcuno sapeva già e avava già fatto i suoi conti) un Vescovo vicario(?) che entra in politica a gamba tesa sul sindaco, un presidente della Provincia che invece di fare politica la subisce (e quando vede la mala parata del Limoncino va a parlare con le montagne), politici ed ex che si camuffano da consulenti, i soliti affaristi del mattone che continuano a guidare l’economia cittadina.
Siamo alla frutta, manca la politica, mancano gli obbiettivi
Ma quanto ancora potrannjo resitere i livornesi allo scempio della loro città?
Quanti concorsi pubblici dovrà pubblicare il Tirreno, per continuare a nascondere la triste realtà?
Si continua a puntare sulla cementificazionee nessuno pensa alla produzione di reddito, unica r ricetta per superare questa bruttissima crisi.
Ed in tutto questa massa fangosa,
che sta travolgendo Livorno
in maniera irreversibile,
e prendendo spunto anche dall editoriale di Senza Soste,
ma che nessun cronista riesca a chiedere informazioni ai diretti interessati e’ tragicomico.
Dove sono stati reclusi questi valorosi assessori,
ad Alcatraz?
roba da matti
E’ evidentemente la fine di un periodo, con le sue contraddizioni ed i suoi limiti. Tuttavia, se non si perderà tempo e si mettono in fila davvero le cose serie e concrete da fare in questi quasi tre anni, si può non solo fare qualcosa di utile per il presente, ma anche gettare le basi per il futuro. Insomma si può passare dai sermoni alle opere di bene. Non sarebbe male. Domani vediamo nella conferenza dei capigruppo. Alla luce del sole, appunto.
>le cose serie e concrete da fare in questi quasi tre anni,
vista con occhio clinico questa maggioranza è cotta. Per esempio la lista che con l’uno e qualcosa l’aveva portata alla maggioranza assoluta non esiste più. Eventuali sostegni esterni o integrazioni non possono che portare a logorare, e velocemente, le forze fresche messe in campo. Non solo perchè chi si sentirebbe sconfitto in questa partita di giro non si rassegnerebbe portando, per salvaguardare i propri interessi, veleni in maggioranza. Ma anche perchè alle finestre del palazzo comunale preme una crisi spaventosa. Capace di allargare impietosamente le differenze entro una maggioranza di salvezza cittadina. Certo, tre anni sono tanti e Cosimi ce la può persino fare a ridurre Livorno alla consistenza del villaggio di pescatori originario. Non c’è un tema in cui i componenti della attuale maggioranza non siano capaci di combinare sfracelli.
Non avendo la provvidenza a disposizione come Don Razzauti posso solo sperare nella fortuna.
mi sfuggono le forze fresche, caro s.j. Ne vedo molte, ma assai deboli e molto poco fresche. Per il resto non immagino elezioni anticipate, e quindi alla fine uno più uno fa due, molto semplicemente. Con qualche spregiudicato a chiedere in continuazione strapuntini. Davvero patetici e fuori del tempo e dello spazio, con quello che succede a giro.
Lo dico con grande rispetto per la stola,come ne ho per la toga (a proposito,chi fine ha fatto la richiesta di sequestro della Discarica,tutto congelato anche li’?);non condivido il pastone di Don Razzauti apparso oggi sul Tirreno.Non lo condivido solo perchè poche settimane orsono il prelato non la pensava cosi’.C è una sottile eterodirezione nella retorica ammorbante del presule.E’ chiaramente partita,e dalle stanze piu’ “nobili”, l’operazione di delegittimazione di Mr Anci da parte di chi fino all’altro ieri lo ha sistematicamente coperto.In un certo senso anche il buon Virzi’ pro Fortezza (che deve molto a Cosimi quando gli mise gratuitamente a disposizione una città per girare quel filmetto)si è mosso nella stessa direzione.Attenzione dunque ai sofismi e ai paraculo.Sono d’accordo con St John,la crisi è sistemica.E anche gli inerti si devono sentire in discussione.Da parte sua Cosimi si sta avvitando nella sua autoreferenzialità,scommettendo esclusivamente sulle prerogative del sindaco prefettizio,che lui,con un pizzico di “strabismo”sistemico.,incarna alla perfezione.Ma “badate,vedete” (come dice il Nostro nelle sue allocuzioni),lui riuscirà a venirne fuori.E il 6 settembre lo rivedremo in piazza con la stola tricolore insieme alla Cgil,lanciato da una nuova,paradossale legittimazione.In attesa di una intervistona consuntiva di Guarducci (non faro’ il gabelliere dello Stato).
ps:ottima come sempre Delfina
Stamani ha parlato don Razzauti, stasera Carlo Ghiozzi: la lega chiede le dimissioni di Cosimi, vuole votare; con tutto il rispetto per il primo, ma ora a chi tocca?
parlano tutti, ma non i diretti interessati
anche sul Tirreno on line ci sono commenti interessanti
in attesa di notizie vere e non GOSSIP la Redazione aspetta prima di pubblicare il post principale .
Ieri con i miei compagni abbiamo avuto una discussione.
Lorenzo e Roby dicevano che il senatore Filippi non esiste, che è soltanto una invenzione dei giornali.
Giorgino, che è figlio di un impiegato del comune, sosteneva, invece, che è un bambolotto, tipo cicciobello o quasi.
Questo bambolotto, il sindaco precedente se lo trovò tra le mani e non sapeva cosa farne. Allora lo spedì al suo partito, dove lo appoggiarono sulla poltrona del segretario comunale.
Il sindaco di ora, che è più furbo, lo ha fatto consegnare al parlamento, per tenere occupata la poltrona. Così lo toglie senza patemi quando ci vuole andare lui.
Ho raccontato tutto alla mamma, e lei mi ha detto che sono leggende metropolitane.
Perché lei, il senatore Filippi, ha visto di persona che respira.
Caro Giannetto ..fai il conto di quanto costa agli italiani il respiro di Filippi ( bada bene , non il suo lavoro ) .
Il capitolo Filippi elettricista Asa-senatore dal 2006,
senza possibilità di smentita,
e’ stata la schifezza politica piu’ maleodorante
e dannosa degli ultimi anni.
sempre sulle spalle della città.
un ridicolo win for life,
dopo di che la descrizione di Giannetto e’ perfetta.
Saluti
Le schifezze non hanno mai fine
Leggendo le cronache del fattaccio stamani, si percepisce come andra’ a finire
Spunta Di Rocca, un uomo che sara’ ricordato per i fallimenti che riesce a fare la dove interviene
Caro Kinco, le schifezze non finiscono mai
Diario della crisi. Il sindaco ammette pubblicamente che si vuol liberare della città
http://www.senzasoste.it/locale/diario-della-crisi-il-sindaco-ammette-pubblicamente-che-si-vuol-liberare-della-citta
Italia Oggi parla della crisi di Livorno. E il Tirreno fa le agiografie
http://www.senzasoste.it/livorno/italia-oggi-parla-della-crisi-di-livorno-e-il-tirreno-fa-le-agiografie
L’analisi di La Police è da standing ovation.Questo concetto “Forse qualcuno non si è accorto che è cambiato il mondo” (cui nella stessa intervista segue l’affermazione “non faro’ il gabelliere dello Stato”)è la chiave di interpretazione del Grande Raggiro che sta alla base della forzatura istituzionale di Cosimi.Peraltro ,e in modo singolare,lo stesso Ritorni ,pochi minuti dopo le dimissioni,si esprime esattamente nello stesso modo prima di ricevere la racchetta di Nadal dal figlio.Pochi giorni prima era stato l’iper bancario Nebbiai a definire il governo “falso e incapace” dopo avere farfugliato qualcosa.sul debito pubblico.Ma Nebbiai è piu’ schietto e ,da buon ventriloquo,smaschera la paura cosmica di Cosimi/Amci.affermando “Ci vogliono fare alzare l’addizionale Irpef per farci perdere le elezioni”(dimenticando peraltro che nel 2008 fu lo stesso Prodi a introdurre la flessibilità dell’addizionale dopo avere rimodulato le aliquote Irpef e avere introdotto il conferimento forzoso del Tfr nei fondi di previdenza.).Insomma,mai un’idea di rilancio,mai la rappresentazione analitica da esempio degli impegni finanziari che sono stati immobilizzati per l’annualità 2011 nel campo delle opere pubbliche,circa 48 milioni di euro fra acquisizione di beni immobili e spese per esproprio.Si parla,giustamente, di 8 milioni che non possone essere investiti.E il resto?Come si selezionano gli investimenti?Come si determinano le priorità?Come si tagliano le spese della politica ?Quando Mr Anci è stato interpellato ha risposto che lui non si taglierà mai nulla perchè teme il livellamento in basso.Normale per uno “che fa” le consultazioni con Evangelisti (?) e Ghilarducci.Quel “Forse qualcuno non si è accorto…”è dunque un pretesto clamoroso per blindare ancora di piu’ le scelte di questa legislatura.e sdoganare tutte le varianti di questo mondo,a parte quella portuale che è finita clamorosamente nel cassetto in attesa che torni a parlare Gallanti.Stendiamo un velo pietoso sul martirologio della Bernardo (fino alla Ceschina autentico cerimoniere del Sindaco(do you remember Gran Guardia ? )e contiamo i giorni.Passare senza magari accorgersene dal dramma alla farsa è un must dei regimi al crepuscolo.