Sembra che le dimissioni siano state confermate. Una questione che riguarda Claudio Ritorni, i suoi rapporti con il sindaco, ma assolutamente una questione cruciale. Nasce da una questione delicatissima di governo del territorio e dal metodo di rapporto pubblico / privato per risolvere questioni urgenti ed improcrastinabili. Da misurare dal tempo che occorrerà per fare chiarezza su tutte queste cose, senza rimandare tutto a riunioni senza fine. Ora, infatti, si apre in modo tosto e per davvero una nuova fase politica, che dovrà trovare nel Consiglio Comunale il punto naturale di confronto e di sintesi. Alla luce del sole. Il sindaco ha convocato i capigruppo per mercoldì prossimo, si vede che ha colto l’esigenza di chiudere queste interminabili ferie della politica cittadina e di riportare tutto nella sede più rappresentativa. Mossa corretta. I contenuti sono tutti da vedere, anzi da costruire, in uno spirito, doveroso, di interesse generale della città. Al di là dei singoli e degli steccati di comodo, parlando di cose vere e concrete. Territtorio, privatizzazioni, patrimonio pubblico ed interessi privati, gli impegni nel centro città. Le dimissioni di un assessore sono una occasione da non sprecare, per la città ed anche per rispetto nei confronti di chi ha assunto una posizione coraggiosa, questa volta non un penultimatum.
Uniamo le forze virtuose e inteligenti di questa città, per la città, con chiarezzza progettuale e programmatica, partendo certo dal programma di mandato, con la capacità di aggiornare quel programma a 3 anni e oltre di distanza, un arco di tempo che ha fatto maturare cambiamenti incredibili, fallimento del centro destra e necessità economiche sociali e finanziarie gravi e inedite.
Una nuova stagione politica, meno lastricata di superficialità e grossolani limiti, senza strabismi ( Cosimi) senza demagogie e populismi, senza reticenze verso le nuove necessità econ la volontà manifesta di fare senza trucchi politici elettorali e di poltrone.
Verifiche di programma e stati generali possono rappresentare il più grande rischio di ennesime occasioni di sfilate di più o meno importanti personaggi.
A noi serve governare e fare, il tempo ormai è posssibile circoscriverlo a circa 1 anno e mezzo poi sarà sontro politico elettorale e altro meno nobile.
Elenchiamo cose da concretizzare, partendo dal programma, fissiamo una bussola politica e di governo strategicamente aggiornata, in sintonia con il quadro nazionale dato che le politiche sono il primo appuntamento cui far fronte ( cè da pensare a tutto anche con la contrarietà dell’antipolitica in tutte le sue vesti), prepariamo il futuro di Livorno facendo i conti con il grave oggi senza presunzioni e autusufficienze.
E’ il caos sociale, i bisogni scoppiano quotidianamente nel vivere della gente, è una fase complicatissima e non servono furberie e anche dimissioni che chiedono rispetto personale, ma soprattutto “, altro” siano insegnameto e occasione di svolta verso una nuova stagione politica e di governo. Forse anche fare squadra nei vari ambiti e più complessivamente è ancora possibile, basta intenderci su dove e come vogliamo eticamente e dignitosamente andare.
Magari ricordandoci il valore democratico e il ruolo del C.C.