POLITICA PERICOLOSA : LIMONCINO , TUTTA ROBA DEL PD di DI ROCCA – Garage privati Odeon SI … Piano del Traffico NO .

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dal Tirreno

Anche il consigliere provinciale Campioni lavora per la società: potrebbe lasciare Palazzo Granducale
 
Imbarazzi nel Pd, tra contrari e consulenti
 
 
 
 
 

LIVORNO. Da una parte c’è chi siede tra i banchi del Pd provinciale (come Valerio Campioni) e fa il consulente per la società Bellabarba, dall’altra chi rappresenta il Pd versione comunale e scrive lettere in difesa del comitato (vedi Adriano Tramonti).
Poi c’è anche chi, come Simone Bartoli (ex assessore e dirigente del Pd) ha lasciato gli incarichi di partito per curare l’immagine della società che sta realizzando la discarica. E in via Donnini – quartier generale democratico – cresce la confusione, mista a qualche imbarazzo. Campioni, consigliere provinciale proveniente dal mondo di Legambiente, fino allo scorso anno ha presieduto anche la commissione ambiente di Palazzo Granducale. Poi si è dimesso lasciando il posto in commissione al collega del Pd, Elis Bufalini, mentre Andrea Bogi (Idv) è diventato presidente. Stando ad alcune indiscrezioni sarebbe stato proprio Bufalini a chiedergli di lasciare la commissione quando il tema Limoncino si è fatto scottante. Ma Campioni smentisce: «Le dimissioni sono state una mia scelta. Non ho partecipato a commissioni, consigli o discussioni all’interno del partito su questo tema. Non ho partecipato all’iter per l’autorizzazione e, comunque, ho iniziato la consulenza per Bellabarba nel febbraio del 2010, quando l’atto era già stato rilasciato». Campioni parla di clima da «caccia alle streghe» e non nasconde di pensare alle dimissioni dal consiglio provinciale: «Ma da tempo, per l’accumularsi di impegni lavorativi, non certo per questa vicenda». Il segretario del Pd, Filippo Di Rocca, interviene sottolineando che «Valerio non ha mai compiuto atti istituzionali o politici che avessero a che fare con la discarica. Non ha mai partecipato neppure a discussioni interne. Se le cose stanno così non vedo perché dovrebbe dimettersi. Sarebbe come se ai lavoratori di qualunque altro settore fosse impedito di fare attività politica».

30 risposte a POLITICA PERICOLOSA : LIMONCINO , TUTTA ROBA DEL PD di DI ROCCA – Garage privati Odeon SI … Piano del Traffico NO .

  1. Kinto scrive:

    Consigliere provinciale Pd consulente Bellabarba,
    ex Assessore e Dirigente Pd che cura l’immagine di Bellabarba,
    sembra una situazione di grandissima particolarità.
    mi domando altrimenti
    quali siano nel concreto le situazioni particolari
    ed oltre il limite a dispetto di questa del Limoncino.
    scriveva bene Delfina ieri,
    che i tecnici,
    a parte che dovrebbero lavorare bene,
    forti delle loro professionalità,ma non avviene,
    sembrano semplici esecutori,non terzi comunque
    ma in continuita’ con questi
    singolarissimi disegni della politica di Kutufà e Cosimi.
    Non la politica di cui sopra ,alla Berlinguer,
    ma di cui sotto
    quella delle discariche e delle fognature
    affollate di sorcioni e sorcetti.
    Trovo particolare inoltre che Di Rocca intimi a tutti di fermarsi,
    invece di esprimere giudizi piu’ sostanziosi sulle scelte gia’ operate da alcuni membri del partito.
    Sull’Odeon che apre a 50 box privati,
    ed un piano di mobilita’ inerente a Piazza Cavour promesso e sbandierato sin dal lontanissimo 2004,
    che viene ancora rimandato stendo il solito velo pietoso,
    e che diventa sempre piu’ colorato di marrone defecale.
    ahiloro.
    Saluti

  2. Gianfranco Lamberti scrive:

    Stiamo discutendo in Consiglio Comunale, della granguardia, la maggioranza ha accettato molte delle mie proposte tese a rendere l’intervento funzionale ad un reale interesse pubblico, senza far raccogliere al privato le convenienze nel più breve tempo possibile e rinviare le convenienze pubbliche.
    Certo, bisogna valutare se le questioni fissate negli impegni che il Consiglio Comunale si appresta a votare con l’odg, siano davvero rispettate e con le scadenze previste;
    Ma soprattutto sulla necessita’ di ridefinire con grande urgenza piano della mobilita’ e piano dei parcheggi, addirittura entro la fine di settembre, si basa su cio’ il mio assenso all’operazione.
    Un modo di contribuire, dalla opposizione, a dare un senso a quello che sta succedendo in città. Se si può aprire una nuova fase in città, che vive emergenze anche morali assai delicate, come si vede a proposito del Limoncino, mi sembra sia il caso di cogliere l’opportunità e pretendere comportamenti coerenti.
    Naturalmente restano le tante contraddizioni ancora aperte, ma, come dice il mio amico Batini oggi sul Tirreno occorre coerenza e senso di responsabilità .

  3. st. john scrive:

    non entro nell’aspetto giuridico della vicenda del Limoncino, non è il mio mestiere anche se magari uno, leggendo gli atti, un’idea se la può fare.
    Quello che stupisce, e fa riflettere, è il fatto che due degli avvisi di garanzia arrivati sulla vicenda Limoncino riguardano un progettista geologo e suo nipote dirigente della provincia che ha curato le autorizzazioni. Mettendo tra parentesi ogni considerazione giuridica e procedurale lo stupore sta tutto nell’esistenza di una commissione dove il nipote, in concorso con altri, è chiamato a giudicare del progetto dello zio. Credo che nei comuni più piccoli, dove le parentele sono giocoforza maggiormente intrecciate, si trovi maggiore accortezza.
    Scommetto che basterebbe tracciare, senza intercettare quindi, i cellulari dello zio, del nipote e dei membri della commissione per trovare un network naturale di telefonate tra questi soggetti a cavallo del giorno della decisione e magari che, sempre negli stessi giorni, lo zio e il nipote hanno agganciato spesso la stessa cellula telefonica :-). E’ una supposizione, priva di ogni considerazione sull’inchiesta, che faccio per evidenziare che tipo di legame si crea in questi casi. Se poi si ricostruisse che questo giro di telefonate agganciava, nei giorni caldi della decisione, il numero di qualche “big” dal punto di vista politico le cose sarebbero di una chiarezza cristallina. Poi la questione giuridica è tutto un altro piano.
    Comunque viene da dire “nipote e zio..trovatevi un prestanome” :) ma questa nonchalance nei confronti delle forme rivela l’assoluta naturalizzazione di questo modo di procedere. Una naturalezza che considera come l’unica realtà politica esistente questi network informali tra persone, ricostruibili attraverso gli intrecci delle telefonate, Il resto, procedure, norme, interesse pubblico etc. è forma che si piega a questo genere di network. Quello che colpisce della nostra città è che, dopo il crollo di una reale vita pubblica a Livorno, questi piccoli network neotribali (parenti, parenti di parenti, amici, amici e parenti di amici) abbiano permanentemente occupato uso e gestione dei beni comuni in città. Non sarà facilissimo rimediare perchè una situazione del genere richiede sia forze fresche che gente esperta. E i giovani faticano a distinguere l’edificio della Provincia da quello del Comune (figuriamoci cosa accade dentro) mentre i più esperti e meno compromessi hanno difficoltà a superare vecchi schemi. Però in qualche modo ci si deve uscire.

  4. Stefano Romboli scrive:

    La pausa estiva del PD livornese

    Il segretario del PD livornese Di Rocca si erge a Ponzio Pilato chiedendo una “pausa estiva” fra i contendenti della vicenda Limoncino. Chiede al Comitato di fermare la protesta e a Bellabarba di stoppare i lavori. Decisione sostanzialmente saggia, anche alla luce delle importanti novità dei recenti avvisi di garanzia che confermano la tesi di un percorso complessivo – quello della discarica – caratterizzato da contraddizioni e meschinità clamorose.
    Di Rocca non può però chiedere una pausa alle valutazioni che sempre più si stanno sviluppando, anche grazie alla vicenda del Limoncino, e che pongono pesanti interrogativi sulle dinamiche del partito egemone a Livorno e sul governo del territorio.
    In particolare alla luce delle tante, troppe, “connivenze” fra dirigenti e politici del PD e mondo degli affari, con pericolosi “giri di valzer” fra incarichi professionali e ruoli istituzionali.
    Sulla frase del segretario del PD livornese “chi ha la tessera del PD deve poter lavorare come gli altri” converrebbe stendere un velo pietoso. In realtà pensando almeno alla vicenda Limoncino si potrebbe immediatamente obiettare che i fatti farebbero pensare che “per fare i consulenti di Bellabarba ci vuole la tessera del PD”, poi si potrebbe sviluppare una riflessione su base statistica sulle opportunità di lavoro fra chi a Livorno ha o non ha la tessera del”Partito”…
    Insomma, potremmo cogliere la pausa invocata da Di Rocca per un dibattito sulle logiche clientelari che sembrano “dominare” il sistema livornese e sulle opportunità che la città continui a essere regolata da questi meccanismi perversi. Forse sarebbe auspicabile che fosse la città a prendersi una “pausa” dal governo del PD.

  5. Gianfranco Lamberti scrive:

    sono d’accordo sia con st.john che con Romboli. Ci vuole una pausa e voltare pagina. Gli intrecci di consulenti, esperti, consiglieri e quanto altro sono incredibili. Quella poi del fatto che gli iscritti al pd debbano essere tutelati nel loro diritto al lavoro è una battuta piuttosto spericolata. il punto non sono gli iscritti al pd, che non credo vengano perseguitati qui a Livorno, ma la commistione tra ruoli pubblici ed incarichi da privati, quelli stessi che ottengono concessioni dalle istituzioni e da chi le rappresenta.
    Certo, non discuto e lo faranno altri, sui riflessi penali, ma sulla opportunità politica e morale. Dovrebbe essere una questione di evidenza solare, che in altri tempi un partito come quelli a cui ho appartenuto ( PCI e DS ) avrebbe evitato, impedito.
    I passi indietro vanno fatti prima e non dopo che si determini un intreccio perverso. Oppure ci sono passi che non vanno fatti per nulla. senza aspettare che qualche giornale ponga la questione.
    Giri di valzer, come dice Romboli, una volta impensabili.
    Certo, bisogna voltare pagina con le forze migliori e più libere che esistono in città, fuori da vecchi schemi rassicuranti e tutelanti, una prova che dovrebbe accomunare tutti, ciascuno per la sua parte.
    Oggi in consiglio abbiamo parlato di negazionismo, anpi e valori della resistenza. Liberi e forti. Sarebbe l’ora, di prendersi una pausa dalla vecchia politica e dalle carriere e dalle consulenze e dai vitalizi e da quelli che si arricchiscono con la politica, non ne possiamo davvero più. La pausa ci vuole, ma per ricominciare da qualche altra parte ed in qualche altro modo. Lontani da Berlusconi e da Sesto San Giovanni.

  6. Alessandro Latorraca scrive:

    Sul ruolo del PD livornese tanto si potrà ancora discuetre e sicuramente tanto sarà discusso.
    Non è possibile tuttavia continuare a vedere il PD come un monolita; tra l’altro mi sembra proprio il contrario, anzi mi sembra di ci sia un ecceso di sensibilità, diciamo cos’; alcune quantomeno goffe.
    Un’altro punto è la continuità PCI-DS-PD; non è affatto così. E’ ovvio che in una città come Livorno questo possa appareire naturale ma non è la realtà; io stesso e tanti nel mio partito pur ad esempio capendone le intenzioni storiche e trovando doveroso un aspetto di dialogo possimao definirci tradizionalemnte anti-comunisti. Ma non voglio tediarvi con fatti intreni ad un partito che verrà.
    Voglio sottolineare le cose che ha detto Gianfranco Lamberti sul voto della delibera sulla Gran Guardia (anche se ero asente oggi per lavoro). Quello che lui dice non sarebbe stato possibile se una parte del mio partito, del gruppo consiliare non avesse lavorato su qul solco nuovo di cui stiamo parlando. Una parte di minoranza come si suol dire, ma che qualcosa fa. Vorrei esprimere anche la fatica che è stata fatta per far comprendere che le cose presentate anche dall’opposizione oltre che essere legittime erano degne di considerazione e opportune. Non si arriva ad una votazione con gruppi dell’opposizione, vorrei ricordare anche il voto dell’UDC, casualmente. C’è una parte consistente del mio partito che crede in queste cose come tratto distintivo della propria identità politica. E va riconosciuto in questo caso all’assessore Bernardo la capacità e la volontà di aver voluto recepire posizioni altre da quelle di partenza ma assunte come proprie. Ora si tratterà di controllare il suo operato e richiamarla da settembre ai suoi impegni.
    Le vicende invece che ruguardano per cos’ dire la questione morale sono altro; espoenenti del partito avrebbero dovuto gire diversamente, in maniera più forte; sono daccordo. Ma cosa potremo fare, invocare una epurazione forcaiola, in questo momneto sarebbe facile: fuori i corrotti e gli sporchi, avanti i puri: non credo.
    Ma questa storia ci fa capire che una traccia si è aperta, proprio nel PD, dove tanti trovano solo distintivi e potere.
    Rileggetevi ad esempio la genesi della questione limoncino, da dove è partita?.
    La questione profughi, dove è partita?. La questione SdS da dove partirà?. Non è possibile chiedere di governare e allo stesso tempo fare opposizione. Ci è doveroso chiede fare una giusta politica..ma la cosa è lunga e il futuro imprvedibile.

  7. Alessandro Latorraca scrive:

    Ho scritto il mio intervento senza aver avuto la possibilità di leggre l’ultimo di Gianfranco. Va bene lo stesso.

  8. REDAZIONE scrive:

    @ Romboli

    ..a questa Redazione pare allucinante che un Segretario di Partito possa invitare una ditta PRIVATA che ha tutte le autorizzazioni in regola (rilasciate ufficialmente da tutti gli Enti preposti) a fermarsi !

    Ma a che titolo lo fa ? Chi è ?

    E poi è proprio il segretario del Partito di governo di questa città che ha ‘costruito’ la situazione a dir poco berlusconiana del Limoncino . Bufalini compreso .

    Consiglio a tutti di leggere il Fatto Quotidiano di oggi e antonio Polito sul Corsera che definisce Bersani .

  9. Pasquale Lamberti scrive:

    Condivido il post di Alessandro Latorraca , anche se , visti gli innumerevoli casi di cattiva politica , dai parcheggi in Porto fino al Limoncino , la scossa nel Pd , se vorrà continuare ad esistere , se la dovrà dare da solo , e subito .

    Senza aspettare che gliela diano ‘altri’ …. perchè gli ‘altri’ non sono della politica …

  10. st. john scrive:

    Latorraca che il PD sia anticomunista, al di là delle biografie di qualcuno, è fuor di dubbio. Non dovresti quindi sentirti a disagio :)
    Personalmente, da comunista, distinguo gli anticomunisti in intelligenti e bolliti. Questi ultimi sembrano finiti tutti nel PD :-)

    Mi sembra che nelle varie discussioni sfuggano, anche perchè ne accadono tante, dei dettagli di macroscopica importanza. Ad esempio i servizi alla popolazione che, incidentalmente, vive in questa città e persino vota.
    Qui si parla di mancata assegnazione a Livorno di asili nido da zero a tre anni nella misura di un richiedente su due

    http://www.senzasoste.it/la-vostra-voce/intervento-sui-criteri-di-assegnazione-dei-posti-agli-asili-nido

    con criteri di assegnazione che mettono fuori causa proprio le giovani famiglie di precari. E’ comprensibile che il welfare livornese non può andare avanti a colpi di dichiarazioni di “non possiamo non tagliare”. Oltretutto deve avere un profilo più adatto per il supporto nuova dimensione del lavoro flessibile oltre che degli anziani (per questi ultimi si rischiano di riscoprire l’affido alla carità e quando va bene). Ai livornesi interessa poco capire quante anime ha un partito senz’anima .Dove nessuno, se è il caso, sembra conoscere nessuno come Civati, il rottamatore, ha detto di non sapere dell’esistenza di una fondazione nel pd milanese che prendeva i soldi via Penati. E i nostri concittadini hanno percepito che il PD non ha alcuna idea di come sviluppare un welfare a Livorno all’altezza dei tempi. C’è gente che sa solo dire che la legge impone di tagliare. A quel punto l’assessore lo può fare chiunque..e si vede :) Se berlusconi crolla anche a Livorno la rendita di posizione dei voti al PD in nome dell’antiberlusconismo dovrebbe scemare. E a quel punto i nodi saranno sul tappeto.

  11. Stefano Romboli scrive:

    Non ho il tempo di replicare all’intervento di Latorraca per mancanza di tempo e in effetti il confronto su questi temi meriterebbe articolazioni e approfondimenti veri.
    Mi limito solo, come spesso faccio su questo blog, a dare quantomeno un contributo ad una narrazione più variegata di quella decisamente più autoreferenziale di chi vive le situazioni un pò più “dentro” il “sistema”, che sia per ruolo, passione, convenienza e altro. Da dove sono partite, chiede Latorraca, le questioni Limoncino, profughi, sds ecc.? Ironicamente potrei rispondere decisamente dentro il palazzo, nel senso che sono, ad oggi, “pasticci” tutti in seno alla maggioranza. Ma credo di capire a cosa si riferisse il simpatico consigliere del PD, e quantomeno sulla vicenda Limoncino non ho dubbi a sostenere che senza l’opposizione del Comitato, sostenuta fin dall’inizio da movimenti e realtà delle quali faccio parte pure io, non saremmo a questo punto. Certo, anche qualcun altro ha fatto la propria parte (Romano in primis) ma i “rumors” e i mal di pancia all’interno del PD sono arrivati decisamente a scoppio ritardato. Non è mai troppo tardi, si dirà, ma la sensazione è che negli ultimi tempi si stia cercando di salvare il salvabile e qualcuno pare “teleguidato” per non perdere del tutto un certo consenso e dimostrare che all’interno del PD ci siano varie anime, comprese quelle più virtuose e attente alle sensibilità espresse dai cittadini (soprattutto se propri elettori….) Sulla questione profughi e SDS il discorso sarebbe più lungo e penso che siano due capitoli che confermano le grandi difficoltà di questa amministrazione nel promuovere politiche sociali coerenti e soddisfacenti alle sempre più numerose difficoltà che coinvolgono famiglie livornesi e migranti.
    Esempio pratico, concreto e quantomai attuale, di questi giorni: da sempre l’amministrazione comunale sbandiera il settore dei servizi educativi come un proprio “fiore all’occhiello”, specie per quanto riguarda gli asili nido.
    Eppure anche quest’anno l’assegnazione ai servizi educativi comunali dai 0 ai 3 anni ha provocato malumori e amare riflessioni.
    Sulle 1.083 domande complessive ben 563 non sono state ammesse e fanno parte di una lunghissima lista d’ attesa. A livello nazionale in media il 25 % dei richiedenti rimane in lista d’attesa (indagine di Cittadinanzattiva del 2010): a Livorno saremo ben oltre questa percentuale! E non mi soffermo sui criteri scelti per l’ammissione…..
    Ecco, mi accorgo di essere andato oltre e forse pure un pochino “fuori tema” rispetto a quanto ha scritto Latorraca, ma il senso è che se non siamo di fronte ad un partito – monolite, si ha l’impressione comunque di trovarci davanti ad una forza egemone che continua a governare secondo pratiche quotidiane di autosufficienza e autoreferenzialità che non giovano nè al partito nè soprattutto alla città. E le dichiarazioni, infauste ed inopportune, del segretario Di Rocca ne sono l’ennesima conferma.

  12. Stefano Romboli scrive:

    Redazione: a me pare più allucinante chiedere che il Comitato sospenda la protesta. Da parte nostra, come Vertenza Livorno, non ci fermeremo a faremo di tutto per mantenere alta la “tensione” e l’ “attenzione” sulla vicenda, ma abbiamo fondati motivi di credere che pure il Comitato del Limoncino non si arresterà proprio ora, dopo gli sviluppi delle cronache giudiziarie (e non solo).
    E’ il minimo invece auspicare che i lavori siano sospesi. Anzi, di più: dovrebbero essere bloccati, a maggior ragione adesso dopo le serie e rilevanti accuse della Procura. Le ipotesi di reato mi sembrano sufficienti ad arrestare i lavori e ipotizzare che le autorizzazioni possano non essere così in regola. Che poi le responsabilità siano imputabili alle amministrazioni e alla politica istituzionale è un altro discorso (al di là che non pare scontato che i Bellabarba abbiano agito legalmente)……

  13. Cesare Trucchia scrive:

    Condivido il lavoro di Gianfranco in consiglio e anche la seduta odierna l’ha visto protagonista, i suoi interventi sono delle piccole lezioni di politica.
    Il voto di oggi sulla variante non è il via libera per un grande negozio, ma l’impegno per l’Amministrazione di una riqualificazione del centro e delle zone mercatali, con l’impegno di un cronoprogramma che già a settembre dovrà essere visibile.
    Sono sicuro che Gianfranco ha scadenzato le date e al momento giusto se ci fossero delle distrazioni ne chiederà il rispetto.
    Spero di vedere al più presto anche il piano dei parcheggi che una struttura così grande (1500 mq) deve avere e anche l’impiego del milione di € che sono a disposizione del “pensiamo in grande”; con la crisi che stiamo vivendo, anche se sono pochi e forse a maggior ragione,non si possono tenere fermi. La mia opinione è che questi soldi devono essere spalmati nei vari progetti di riqualificazione già presenti e con una maggiore attenzione a quei luoghi che possono determinare posti di lavoro, sicuramente non impiegali tutti per la pedonalizzazione della piazza grande.
    A questo punto lasciamoli lavorare, anche perchè di parole e progetti ne abbiamo visti e sentiti tanti, ora aspettiamo atti concreti.

  14. Gianfranco Lamberti scrive:

    oggi si sono sovrapposti molti temi, ma un filo rosso c’è. Una egemonia monolitica di un partito non esiste ormai nei fatti. Esiste un tessuto culturale e politico nella città, in cui si può far crescere un modo nuovo di confrontarsi, fuori da schemi e confini ormai angusti.
    Personalità come Alessandro Latorraca sono un esempio di come sia possibile non rimanere chiusi dentro un conformismo pigro e ripetitivo.
    Cesare Trucchia testimonia, dal suo punto di vista di uomo impegnato nel suo lavoro in modo assai responsabile e propositivo, senza sconti e senza opportunismi, come non si tratta di mettersi una maglietta ma di tenere viva una passione. Mi sembra che qualcosa stia muovendosi, Anche l’esperienza del referendum sull’Ospedale, pur con limiti e risultati non esaltanti, è servita molto. E via dicendo.
    Altro che pause estive. Mi sa che si tratta per molte cose di un punto ed a capo.

  15. Alessandro , per quel poco che capisco, appartiene alla categoria delle persone libere e forti, ho citato un passaggio dell’intervento della Finocchiaro in Senato, a proposito della indegna vicenda del processo lungo e della fiducia a favore di Berlusconi. Per muovere una situazione con aspetti assai delicati occorre pensare ad un progetto per la città , fatto di idee e sentimenti. Bisogna andare oltre come diceva il carissimo mons Ablondi, non a caso. Per dire che non bisogna rimanere chiusi nei vecchi recinti

  16. Redazione scrive:

    @ Romboli

    Con la massima sincerità , ho dato per scontato l’allucinante richiesta anche al Comitato…

  17. Alessandro Latorraca scrive:

    Andare oltre, “duc in altum”, appunto. Mi sembra questa la strada maestra. Per il resto continuo a pensare proprio a quell’area culturale e politica cui fa riferimento Gianfranco Lamberti.
    St.John e anche Romboli pongono poi un altro problema serio e concreto. Devo dire con sincerità che i dati emersi sugli asli nido mi hano sorpreso; non pensavo veramente ad un numero così elevato, catastrofico.
    .) Se berlusconi crolla anche a Livorno la rendita di posizione dei voti al PD in nome dell’antiberlusconismo dovrebbe scemare. E a quel punto i nodi saranno sul tappeto: condivido in pieno St.John. Personalemnte da tanto tempo vado dicendo che una politica basata solo sull’antiberlusconismo alla fine ci punirà; mi piacerebbe sapere quando poi i nodi saranno li davanti a noi chi si avvicinerà a scioglierli; cosa dovrò fare?Invitare i miei figli a sbrigarsi e a levarsi di torno, tanto poi a fare un bagno a Livorno si può sempre ritornare, ma solo il tempo di un bagno?

  18. Stefano Romboli scrive:

    Sulla Gran Guardia passo, non è il caso di approfondire, almeno qui. Non si tiri fuori però “Pensiamo in Grande”, ennesimo bluff che ha ricalcato la partecipazione in salsa labronica, pura operazione da marketing politico. Che comunque qualche risultato l’aveva tirato fuori, ma come sempre – Cisternino 2020 docet – si fa finta di nulla. Scomodarlo adesso mi pare del tutto inopportuno: la sensazione, scusate la presunzione, è che venga citato senza averlo neppure letto. I documenti e i report finali li abbiamo accuratamente studiati – sia come APPL (Assemblea Permanente per la Partecipazione a Livorno) che come Libera Università Popolare, anche con l’aiuto di chi quel percorso l’ha coordinato. Mi pare del tutto mistificatorio agganciare quel percorso con una variante ad “personam”… Così come mi pare che spesso passino inosservate le sitazioni concrete che pur toccano le famiglie e la cittadinanza. Io e st. john, senza metterci daccordo, abbiamo citato all’unisono l’assegnazione degli asili nido che mi pare debba suscitare attenzione e solleciti risposte e spiegazioni da parte degli autorevoli frequentatori di questo blog, in particolare coloro che siedono in Consiglio Comunale. Soprattutto quelli che fanno parte della maggioranza. L’impressione è che talvolta si preferisca “sorvolare” o far finta di nulla…

  19. Stefano Romboli scrive:

    Il Comune di Livorno non mi prende il bimbo all’asilo nido ma in compenso me lo ha svegliato con gli immancabili fuochi d’artificio. E così, mentre mi affanno a farlo riaddormentare, combatto la stanchezza con alcune “ispirazioni”.
    Consiglio agli organizzatori il titolo del prossimo “Effetto Venezia”: MISERIA E NOBILTA’. Dove la nobiltà passa per il can can e i fuochi d’artificio e la miseria è quella che condiziona sempre più le famiglie meno abbienti nella loro quotiidianità…
    Con questa vi saluto e mi auguro domani di trovare, assieme all’odore di zolfo, anche qualche risposta alle domande sollevate in merito al welfare labronico che fa acqua da tutte le parti. Latorraca, se mi leggi batti un colpo…..:-)

  20. Malizioso Troll scrive:

    Leggo dal post di Cesare Trucchia: “Il voto di oggi sulla variante non è il via libera per un grande negozio, ma l’impegno per l’Amministrazione di una riqualificazione del centro e delle zone mercatali, con l’impegno di un cronoprogramma che già a settembre dovrà essere visibile.(…)
    Spero di vedere al più presto anche il piano dei parcheggi che una struttura così grande (1500 mq) deve avere e anche l’impiego del milione di € che sono a disposizione del “pensiamo in grande”. Che la riqualificazione del centro e delle zone mercatali passi attraverso l’installazione di H&M al posto della Gran Guardia mi sembra tutt’altro che automatico. Che tutto passi attraverso un cronoprogramma a partire da settembre, visti i tempi e modi (restando sul piano squisitamente tecnico, dato che ora esce fuori anche qualche dubbio di legalità) cui ci hanno abituato le Giunte che governano la città da diversi anni a questa parte, mi sembra una pia illusione. Che i parcheggi a beneficio del negozio di cui sopra servano e che possano essere realizzati contando sul milione di euro del “Pensiamo in Grande”, mi pare incomprensibile e impossibile. Occorre gente disposta a spendere soldi nei negozi, H&M in testa, e che i crescenti costi del carburante sono tutt’altro che di stimolo a recarsi in centro in auto (lo sappiamo che in molte famiglie livornesi è predominante la tendenza a sfoggiare vestiti griffati e auto di lusso a costo di indebitarsi fino alle orecchie, ma prima o poi anche i più esibizionisti dovranno darsi una regolata, se piove di quel che tuona), e quindi saranno i turisti, molti dei quali non arrivano certo in automobile, i principali destinatari delle speranze di rientro economico dei negozi delle varie catene di franchising. Non li si accoglie certo coi parcheggi, ma con una Via Grande che non sia il merdaio che è adesso e con negozi che facciano orario continuato (poi ci sarebbe anche una componente “umana” da considerare).

  21. Malizioso Troll scrive:

    Il Comune di Livorno non mi prende il bimbo all’asilo nido ma in compenso me lo ha svegliato con gli immancabili fuochi d’artificio. (Stefano Romboli)
    Ma com’è che quando si tratta di mandarne in fumo un bel po’ coi fuochi d’artificio gli euro escon sempre fuori di volata?

  22. henry brubaker scrive:

    Caro/a Troll,gentile Stefano Romboli,

    pare che quest’anno sia andata bene.Anzi benissimo,visto che l’ anno scorso spararono direttamente sulla folla.Ne parlo’ De Majo,con pagine sincere.Ma poi fu costretto a sfumare il tutto nel silenzio.Sarà interessante parlare di questo e altro nel dibattito organizzato da Effetto Solidarietà (mi pare il primo di agosto)sulla qualità dell’informazione locale.Ci sarà da ridere.Quanto al cronoprogramma e all’attrazione di H&M,non scherziamo.Non accadrà nulla.Lo dico perchè non è neanche corretto alimentare soverchie aspettative.Preferirei venisse affidato il Prg,con o senza gara pubblica.Avvocato Batini permettendo.Tuttavia spuntano dal nulla nuove aree parcheggio.Dunque,ci sono trattative in corso.Naturalmente a porte chiuse.Si dia il via alle danze.

  23. Gianfranco Lamberti scrive:

    il punto è esattamente questo, hb. Aprire le porte delle stanze e dei consigli a tutto e per tutti. Perchè tutti possano giudicare tutti e tutto. Non sarebbe un cattivo risultato. Anche pensando a Luciano.

  24. Alessandro Latorraca scrive:

    Latorraca, se mi leggi batti un colpo…..:-): ti leggo eccome, scusami se in ritardo.
    Il Welfare labronico come lo chiami non è altro che il welfare di questo paese; ridotto all’osso. Per certi versi sull’orlo del preciizio. Ti dico subito per quello che può valere la mia posizione, ti assicuro molto debole, che poteva essere fatto meglio , almeno su certe questioni. Su altre è stato fatto il massimo (non autosufficienza; homeless, ecc). Il vero nodo sta nella sempre minore disponibilità economica sulla quale contare; in questi gorni sentivo da voci più che certe del mancato trasferimento al comune di Livorno di circa 8 milioni di euro da parte del governo dovuti come compensazione del mancato introito ICI; se questo trasferimento non avviene entro pochi giorni a settembre il comune avrà difficoltà a effettuare i pagamenti programmati.
    Non vuole essere una mancata risposta ma capire in quale contesto si trova la situazione della nostra città.
    Il welfare è sotto smantellamento; tutti gli analisti che anche St. John legge lo dicono; sotto smantellamento perchè ha perso di significato se letto dalla parte del potere economico. Il welfare è stata una stagione, come il sindacalismo che ormai è l’ombra di se stesso. Io non ho risposte, vorrei tanto averle. L’unica cosa che posso fare è contribuire insieme a persone come te a correggere gli errori eventualemnte fatti e cercare di salvare il salvabile, lo dico con un pò di pessimismo.
    Sui fuochi d’artificio o altro, anche qui dobbiamo intenderci, o si fanno o no. A me poco interessano in quanto tali; se non farli potesse essere messo a computo di azioni sul sociale lo proporrei subito. Qui si apre però un altro capitolo quello della SOBRIETA’ come stile di vita. E’ uno dei tanti argomenti che mi appassionano e sui quali cerco di riflettere.
    Come dice St. John tutti i nodi piano piano arivano.

  25. Cesare Trucchia scrive:

    Quelli che parlano bene dicono …mi sono espresso male
    Per Troll:
    non ho detto e non penso che l’apertura di H&M (la variante ex gran guardia) corrisponda alla riqualificazione del centro e nemmeno che con un milione di € qualcuno possa pensare di fare parcheggi. Quindi per non essere ripetitivo La prego di leggere con maggiore attenzione il mio post.
    Personalmente in circoscrizione 2 (sono un consigliere di confronto per Livorno) dove si esprimeva solo un parere, mi sono comportato come il dottor Lamberti, chi vuole può consultare il verbale, ho dato il parere favorevole dopo che ho elencato una serie di motivazioni che esprimevano tutte le mie perplessità, elencando anche una serie di situazioni che meritavano la precedenza.
    Per la cronaca in quella seduta sono stato l’unico ad intervenire oltre la Presidente, un po’ pochino.
    Per quanto riguarda la riqualificazione del centro, appartengo a quel gruppo che quotidianamente si spende per portare proposte e progetti, spendo il mio tempo libero partecipando a riunioni, incontri e organizzando manifestazioni eventi o altro al Mercato Centrale per tenere acceso il riflettore su questa parte della città. La politica che conosco è quella che lavora in silenzio, ma lavora e che porta a casa il risultato-
    Nell’ultimo consiglio comunale se non ci fosse stato Lamberti (per chi non era presente ieri in consiglio, può leggere la pochezza degli interventi sul Tirreno), la variante sarebbe passata lo stesso, ma non sarebbe passato nessun documento con l’impegno della giunta di presentare in tempi brevi il progetto di riqualificazione sul Mercato centrale, Via Buontalenti, piazza Cavallotti (aree mercatali) e via Grande.

  26. Stefano Romboli scrive:

    Quello che un pò mi sorprende è la mancanza di creatività e di coraggio che vedo negli amministratori locali. Voglio dire: se come operatore di una associazione di volontariato riesco, con tutti i limiti di risorse e di mezzi, a mettere in campo azioni e progetti che quotidianamente portano un contributo ad arginare, faccio degli esempi concreti, la dispersione scolastica e/ favorire attività di aggregazione e socializzazione, TUTTE A COSTO ZERO per le famiglie e i destinatari, come posso comprendere quello che spesso vedo essere l’inerzia e l’incapacità di provare a intraprendere percorsi alternativi da parte dell’amministrazione? Non voglio mettere in difficoltà nessuno, ma assicuro che in questi anni spesso mi sono confrontato con referenti istituzionali proponendo percorsi e progetti a bassissimo costo ma raramente – quasi mai- ho riscontrato reali aperture e serie attenzioni. Forse perchè sono visto con un certo sospetto (mai avuto la tessera del PD….:-) ), forse perchè faccio parte di realtà non allineate, resta il fatto che vedo difficoltà ad intraprendere soluzioni alternative che il mondo dell’economia solidale, ad esempio, sta offrendo in questi anni. Penso alle Banche del Tempo, ai Last Minute Market, a progetti legati a “monete sociali”, ecc. Forme di economia di prossimità, relazionali, promuovendo e favorendo lo scambio e l’offerta di servizi e beni rispetto all’economia delle merci. Vedo solo, ogni tanto, piccoli progetti nati in seno ad associazioni amiche, piccoli “francobolli” che non sono in grado, soprattutto per la mancanza di volontà politica, di fare “sistema”, di contribuire davvero a sviluppare alternative. E magari, perchè no, anche attraverso la sobrietà come criterio per reali cambiamenti di stili di vita. Ci sono soluzioni che potrebbero attutire i tagli dall’alto che spesso, troppo spesso, sono alibi e foglie di fico per le proprie incapacità di trovare rimedi. Anche per non ridurre di fatto il welfare e i servizi alla persona. Davvero, esistono soluzioni, spesso a portata di mano, per un’altra economia, una economia del “benvivere”, punto di incontro fra sobrietà e solidarietà. Non solo esiste una sterminata letteratura in proposito, ma pure esempi concreti presso comuni “virtuosi”, piccoli, medi e grandi. E anche nel “sottosuolo” livornese, presso realtà e associazioni per lo più sconosciute e quasi mai narrate, alcuni esempi di questi percorsi e progetti non mancano.
    Ma continuo a vedere dalle nostre parti amministratori e politici “succubi” dell’unico modello di pensiero, di società e di sviluppo, tutti, forse, abili ragionieri ma pessimi precursori di utopie concrete e descrittive. Dalle nostre parti vanno di moda quelli che ripetano canzoni altri a orecchio, per ignavia o convenienza, come al karaoke. E come dice st.john, allora l’assessore lo può fare chiunque…..

  27. Gianfranco Lamberti scrive:

    forse bisogna trovare percorsi diversi per scegliere buoni amministratori, quelli seguiti sino ad oggi sono arrivati ad un capolinea, forse. ma la questione è, al solito, tutta politica e tutta giocata sull’esaurimento del ruolo dei partiti, così come li abbiamo visti sino ad ora. nuove pratiche virtuose, appunto. concordo

  28. henry brubaker scrive:

    Caro Trucchia,prendo atto della sua incrollabile fiducia nei confronti di soggetti e persone che da due anni vi menano per il naso.Il suo impegno è assolutamente apprezzabile,probabilmente è il contesto che favorisce i raggiri.Di cui poi lei finisce per essere inconsapevolmente vittima.La politica ha voluto dare un’ulteriore apertura di credito (con il voto favorevole)a questi signori.E’ stato un errore.Anche con l’Odeon sembrava dovesse accadere il finimondo (tra mozioni e contro mozioni) poi è inesorabilmente calato il silenzio anche su quella operazione.Poi naturalmente ognuno rimane della sua idea.Basta “pensare in grande”. Auguri,Trucchia.

  29. Gianfranco Lamberti scrive:

    ORDINE DEL GIORNO

    Il Consiglio Comunale

    questo è l’odg approvato dal Consiglio. Un atto pubblico e verificabile. Dare credito ad un voto di un intero Consiglio Comunale non è ingenuità , è rispetto delle istituzioni e saggezza politica. Converrà hb Eccolo;

    premesso

    che il recupero e la rifunzionalizzazione dell’immobile già sede del Cinema Teatro “ La Gran Guardia “ è un obiettivo coerente alla più generale riqualificazione e rivitalizzazione economica, culturale ed occupazionale del centro cittadino

    che in tale ottica e con tali finalità l’AC ha inteso far precedere all’adozione della scheda urbanistica oggetto della delibera n. del… la sottoscrizione di un Protocollo di intesa con la proprietà dell’immobile e la società interessata all’apertura del principale esercizio commerciale in esso ubicato, al fine di garantire il soddisfacimento degli obiettivi di pubblico interesse connessi all’intervento

    che per ottenere l’obbiettivo più generale di riqualificazione del comparto è necessario che l’AC programmi ed attui, contemporaneamente all’intervento privato che riguarderà l’immobile ex Teatro La Gran Guardia, quegli interventi, anche di riqualificazione urbanistica, delineati anche dal processo partecipativo “ Pensiamo in Grande “ e che risultano coerenti con gli obbiettivi strategici del nuovo Piano Strutturale, già apprezzati dal Consiglio Comunale

    impegna la Giunta Comunale

    a presentare alla competente Commissione Consiliare, entro settembre 2011, il progetto di riqualificazione urbanistica di Piazza Grande con la conseguente modifica del sistema di viabilità e della sosta, in conformità agli indirizzi già assunti dalla AC, mirati al progressivo alleggerimento del traffico veicolare privato lungo l’asse di Via Grande, l’incremento delle aree pedonali ed a verde ed al complessivo sistema di parcheggi connessi alle trasformazioni previste per l’intero comparto

    a completare e presentare al Consiglio, entro l’anno 2011, il progetto per la riqualificazione delle aree mercatali di Piazza Cavallotti e Via Buontalenti, comprensivo del Piano riferito alle strutture delle attività commerciali degli ambulanti a posto fisso nel centro città, avviando le procedure necessarie

    ad indicare, sempre entro l’anno in corso, tempi e modi per l’affidamento degli interventi connessi al finanziamento già previsto nella variazione di Bilancio approvata dal Consiglio, pari ad euro 1.250.000

    a redigere, sempre entro l’anno 2011, un nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico, procedendo se del caso ad un c.d. piano di comparto, finalizzato a migliorare la qualità ed a garantire l’uniformità degli arredi a servizio delle attività commerciali ubicate lungo i portici della Via Grande e delle strade limitrofe, nonché a garantire un più funzionale uso degli spazi stessi

    a programmare ed attuare, sempre entro il 2011, gli interventi di ristrutturazione edilizia del tratto dei portici i cui oneri di manutenzione sono a carico della AC ed ultimare la fase di confronto con i proprietari dei portici della Via Grande, predisponendo tutti gli atti che possono incentivare la realizzazione delle opere da parte dei privati

    a stabilire con i privati interessati un percorso teso a monitorare e garantire adeguati livelli occupazionali, secondo gli standard più avanzati e già sperimentati per analoghe iniziative presenti sul territorio nazionale

    a coinvolgere il Consiglio Comunale, nell’ambito del suo ruolo di indirizzo, nella definizione del progetto culturale e spettacolare che deriverà dagli interventi di rifunzionalizzazione previsti

    a dettagliare la tempistica dell’insieme degli interventi previsti dal Protocollo di intesa stipulato, al fine di garantire la realizzazione contestuale di quelli di interesse pubblico e di quelli di interesse privato

  30. st. john scrive:

    >Non voglio mettere in difficoltà nessuno, ma assicuro che in questi >anni spesso mi sono confrontato con referenti istituzionali >proponendo percorsi e progetti a bassissimo costo ma raramente >– quasi mai- ho riscontrato reali aperture e serie attenzioni.

    Oh non è che Stefano Romboli ed io, per il fatto che ci conosciamo, ci si mette d’accordo prima di scrivere :) Ma anche io ho riscontrato, puntualmente, lo stesso fenomeno. Oddio magari appartengo ad un’area nella quale, per abitudine storica, le cose dopo averle cortesemente chieste te le prendi o te le fai e via. Ma è solo questione di dettagli. Livorno avrebbe bisogno di far partire una stagione di fioritura di questi progetti community-centered. Tanta gente della nostra città va messa in gioco, fatta crescere, sbagliare, correggere il tiro, uscire dall’ingenuità. Ci sono troppi giovani in cattività a Livorno. Oltretutto con basse opportunità di lavoro. Non ci si deve occupare di loro prevalentemente per il motorino in sosta ma per metterli in circolazione nella vita sociale.
    Altro che pensiamo in Grande, con tanto di professionisti, stipendiati da fuori, della partecipazione sterilizzata ben attenti alle sole esigenze del committente e non del territorio. Tra le tante sono venuto a conoscenza certa di un progetto, con committente un importante ente locale livornese, pluriennale di circa 200.000 euro dove i ricercatori non sanno nulla di Livorno e sono costretti a trasferirsi nella nostra città per capirci qualcosa (persino del committente). Quando se ne andranno tutto sarà come prima (come per Pensiamo in Grande e Cisternino 2020, sulla cui professionalità avrei da ridire e da ridere).Tanta è la paura di investire sul sapere del proprio stesso territorio che si fanno di queste cose. E non mi si dica che non ci sono giovani livornesi su cui investire..hai voglia..
    Questi non sono dettagli ma indizio del terrore che la casta livornese ha di investire sulla stessa propria popolazione.

    >Il welfare è sotto smantellamento

    diciamo che a Livorno abbiamo due ordini di problemi. Il primo è che dobbiamo autonomizzarci dal disastro italiano che durerà ancora un pò. Chi si aspetta “aiuti da Roma” o “sollievo” dal patto di stabilità forse non ha capito che Roma non ci sarà per un pò. Quando ai sollievi, basta guardare lo spread tra bund e btp. Per una città di mare, a regola, dovrebbe essere meno difficile autonomizzarsi dal proprio paese. Ma i fatti dimostrano il contrario. Eppure, come scrivevo giorni fa, Bruxelles, Strasburgo, Berlino (e la Cina) è li’ che bisogna guardare. Per attirare fondi e investimenti. Ve ne dico una: i cinesi per fare un’università del mare sul mediterraneo ti ascolterebbero. Ma vogliono progetti,visioni, prospettive. A Livorno troverebbero chi gli mette i bastoni tra le ruote per timori di compatibilità con Pisa, altro che visioni.
    Il secondo ordine di problemi sta nel fatto che bisogna fissare degli standard di servizi locali, per niente solo quantitativi, e sapere quale Pil cittadino è necessario per raggiungerli. Abbiamo un signore che da sette anni occupa la poltrona di sindaco e non ha mai parlato di queste cose. Per non dire dell’allegra brigata di assessori..
    Eppure un paio di lustri per investire sull’economia della conoscenza, quella che sopravvive alle crisi Livorno li ha. Vocazioni tradizionali, economia della conoscenza, capacità di attirare fondi e investimenti europei e internazionali di qualità. Piano condiviso di crescita non nelle votazioni in consiglio ma di tutta una città. E’ dura, molto, ma ci esci..
    Poi il Pil non basta: è tutta un’economia solidale (che crea sapere e persino ricchezza) che va mobilitata attorno al welfare cittadino. Per far questo ci vogliono ricchezze immateriali come identità, simboli, capacità di mobilitazione.
    Altro fattore regolatore dell’economia cittadina è l’agenda setting. Livorno non si può permettere quella che fa il Tirreno. Mi divertirei a calcolare, un giorno ci provo :), quanto Pil a Livorno è costata un’agenda setting fatta, negli ultimi 5-6 anni, di polemiche sull’edilizia, di effetti annuncio su qualche grande opera, di articoli di basso profilo sulla vita politica cittadina, di articoloni sulle baracchine. Siamo nel XXI secolo la ricchezza di un territorio e la qualità dell’agenda setting dei quotidiani locali sono la stessa cosa.
    Non voglio dire che questo è un libro dei sogni. Lo è con questa classe dirigente. Con questi partiti locali composti, salvo lodevoli eccezioni, da gente alla quale nessuno affiderebbe la gestione del proprio condominio.

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