A Livorno AFFARI E POLITICA …..RISCHIO BISIGNANI

La Redazione

Mentre la SOTTOCASTA dei Dirigenti Comunali si arricchisce senza risultati  ,ORMAI E’ LIMONCINO GATE.

ACCUSE DURISSIME AL DIRIGENTE COMUNALE  CHETONI , al Comune e alla Provincia di Kutufà .

GLAMBERTI

Non entro nel merito delle questioni penali. Vedremo, certo e’ che si e’ aperto uno spaccato nella vita politico amministrativa della città francamente inquietante.
Io ho sempre tenuto presente le diverse responsabilità tra amministratori e dirigenti, seguendo l’insegnamento di Enrico Berlinguer.

 Ma questa nobile lezione non ha mai messo nel conto la deresponsabilizzazione della politica, quella della testa girata dall’altra parte e dello scarica barile.

Anzi, la lezione di chi aveva titolo e ragioni per invocare la questione morale era quella di una forte assunzione di responsabilità , ancora maggiore, che imponeva di indirizzare , vigilare, guidare.

In altre vicende l’amministrazione non ha mai avuto problemi proprio per questa assunzione di responsabilità , in atti e testimoniata.

Per altri versi premi e rigore, competenza , terzieta’ e tempestività nel far quanto dovuto vanno di pari passo.
Così come vanno sfuggite come la peste logiche di intreccio tra affari e politica.

Le logiche di rapporti alla Bisignani, certo a Livorno non temo la P4, ma suggerirei a tutti quelli che hanno a che fare con mano urbanistiche di avere molta attenzione e prudenza.
L’ingegnerizzazione di cui ha parlato Di Pietro non ha zone franche per motivi genetici. Ed Enrico Berlinguer non c’e più da tanto tempo.”

3 risposte a A Livorno AFFARI E POLITICA …..RISCHIO BISIGNANI

  1. Delfina Ferres scrive:

    In questa crociata mediatica contro i dirigenti comunali c’è qualcosa di poco convincente.

    Appare come azione diversiva, costruita a tavolino dalla sinergia Tirreno – Amministrazione Comunale, e da chi si erge a garante di tale intreccio.

    Vorrei ribadire due punti.

    Argomento primo.

    Il livello retributivo dei dirigenti degli Enti locali è analogo a quello di tanti altri dirigenti pubblici, che appartengano allo Stato, alle Regioni, ad Enti, Aziende e società assimilabili. È inferiore al livello retributivo di medici ospedalieri (tutti dirigenti) e, di gran lunga, a quello dei magistrati. Per non parlare del settore privato, per dirigenza con competenze e responsabilità confrontabili.

    Argomento secondo.

    Per scelta essenzialmente del datore di lavoro, si è consolidata una tendenza a non prefissare in modo rigido lo stipendio del dirigente ma a correlarlo al raggiungimento di obiettivi.

    Ne scaturisce un’importante conclusione: la gestione del contratto e degli istituti retributivi è lasciata alle parti.

    Se è una cattiva gestione ciò è dovuto in gran parte alla sfera politica che non è capace ad implementarlo.

    Ho ragione di supporre, invece, che lo zelo con cui viene bastonata la cosiddetta sottocasta dei burocrati abbia lo scopo di convogliare, verso altri soggetti, le responsabilità più o meno penali che stanno emergendo nella città, e che devono essere attribuite esclusivamente ad amministratori e presidenti.

    Alcuni banali esempi.

    Limoncino. Chi potrebbe pensare che l’interpretazione illogica dell’articolo 34 delle norme tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico, sia il frutto della leggerezza dell’Ing. Chetoni, il quale non ha ricavato da ciò alcun vantaggio? E non invece una forzatura richiestagli (o meglio impostagli) dal livello politico, che doveva far fronte a intese e accordi più o meno legittimi?

    Nuovo Centro. Che interesse aveva la struttura burocratica a sottostimare, nell’accordo col privato, il valore delle aree e degli indici edificatori, in modo da consentirgli enormi plusvalenze? Quando tutta la gestione dell’intesa è stata attuata dai soggetti politici?

    Nuovo ospedale. Chi è quel pazzo di un tecnico, comunale o ospedaliero, che avrebbe sottoscritto, in piena buona fede, un Piano di fattibilità così scandaloso? Se non avesse dovuto sottostare ad una intimazione della politica, che giudica tale piano un semplice e fastidioso passaggio amministrativo?

    Sono altre e diverse, dunque, le accuse che devono essere rivolte alla categoria dirigenziale, e questo vale per tutto l’universo pubblico livornese (deformato dal non esservi alternanza di partiti alla giuda degli enti).

    Ovvero.

    La dirigenza non garantisce obiettività e terzietà, né fa prevalere le ragioni della corretta amministrazione sulle pulsioni selvaggiamente clientelari (o peggio) del personale politico.

    È coartata spesso in virtù di un vincolo di partito, ed è esposta, nel caso che resista, a tutte le ritorsioni possibili.

    Come in tutti i casi nei quali si sviluppa complicità, ne trae, di converso, grandi vantaggi. In termini di sicurezza del posto e acquisizione di premi senza stare a cavillare sui risultati.

  2. Mario scrive:

    L’analisi di Delfina andrebbe fatta pubblicare sui giornali;restano i fatti,e le operazioni sopraelencate,Nuovo Centro Fremura,Ospedale Nuovo,Odeon 20 milioni di euro,il Limoncino, che certamente faranno vergognare nei decenni a venire i soggetti politici che li hanno partoriti,e le cricche di squallidi figuri che hanno sostenuto,per interesse o semplice stupidità,tali aberrazioni.Nomi e cognomi scritti nella pietra,per questa degenerazione di costumi,e di cattiva amministrazione pubblica. a memoria non ricordo un periodo più brutto,e rovinoso di questo decennio Cosimi-Kutufà

  3. Gianfranco Lamberti scrive:

    l’analisi di Delfina , al di là dei particolari e delle ardite ipotesi che fa, converge sul fatto che, comunque sia, non si possono separare , in modo assoluto, responsabilità tecniche e politiche. Ciascuno nel suo ruolo ovviamente.
    Naturalmente parliamo solo di avvisi di garanzia e quindi non sono certo condanne e quindi con il massimo rispetto degli interessati. Ne parlo per i riflessi politici su atti in corso, alla base della stessa comunicazione del sindaco in consiglio.
    A me sembra più delicata , l’ho dichiarato in Consiglio Comunale, la leggerezza degli incarichi da parte del privato concessionato a soggetti politici.
    Peraltro , nella mia esperienza, ho sempre apprezzato i tecnici che mi hanno posto problemi di fattibilità, rispetto ad indirizzi politici.

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