” ma te lo immagini un Penati in Toscana? ” St.J.

 

” Il Pd e le inchieste – «Non rivendichiamo una diversità genetica ma politica»

 Bersani: «Pd turbato, ora occhi aperti» Il segretario al Corriere: «Non siamo immuni da rischi». «Una legge sul bilancio dei partiti»”  CORRIERE DELLA SERA

 

GLAMBERTI

questa volta st.John è un libro stampato, perfino troppo benevolo . “

 

St.John

oggi un collega e quasi decano nella sua materia, con alle spalle una dozzina d’anni di assessore in un ruolo delicato, mi fa ” ma te lo immagini un Penati in Toscana? No perchè te lo dico io quanti Penati ci sono in Toscana se non lo sai”.
E io “lo so quanti ce n’è stai tranquillo :)”. Da me si informa sempre sulle vicende livornesi che lo fanno ridere particolarmente. Sulla vicenda del Limoncino ci siamo fatti, spiace per chi la subisce, tante di quelle risate a margine di convegni o lezioni..di quelle memorabili.
Oggi gli ho raccontato il capitolo dell’ex assessore che diventa consulente per l’immagine della ditta Bellabarba. Manca poo sputa il cous cous dalle risate a pranzo :)
A me uno che ha fatto l’assessore fino all’altro ieri che dice al Tirreno che il Limoncino “è solo problema di ordine pubblico” fa ridere a tavola ma pensare dopo preso il caffè. Non è l’anomalia di oggi ma la norma di domani una generazione di amministratori che, in coerenza con la legge, di “soli” problemi di ordine pubblico ne dovranno invocare tanti.Su rifiuti, lavoro, assistenza sociale, sanitaria, scuole,case popolari..
Quando capiranno che di sola legalità non solo non vive un territorio ma anche un amministratore, e che senza politica non vai avanti, spero di essere vivo, vegeto e in prima fila.”

15 risposte a ” ma te lo immagini un Penati in Toscana? ” St.J.

  1. Certo è che avvisi di garanzia, come quelli per il Limoncino, non sono una condanna, ma un segnale di allarme sì. Altro che superpremi per risultati da capire, ai tempi dei tagli alle pensioni.

  2. Kinto scrive:

    ed ecco i primi avvisi di garanzia a dirigenti premiati con migliaia di euro,
    a fronte anche di risultati tipo Limoncino.
    Bene ricordare la rincorsa in bicicletta di
    quell enigmatico personaggio ed amministratore di Kutufa’,
    l’uomo che parla con gli occhi chiusi,
    in Procura affinche’ si arrivasse a questo iato indagatorio.
    Dice bene St John in un analisi valida come al solito,
    che o si ride e della grossa
    o si piange attaccandosi al palo.
    Ed allora meglio ridere dei malcostumi
    e delle macerie livornesi.
    Una classe politico amministrativa quella di oggi che sta diventando oramai decade,
    che risulta essere una vera piaga,
    non solo morale.
    Saluti

  3. Mario scrive:

    Anche leggendo i commenti sul Tirreno on-line,oltre che le voci di strada,si avverte forte lo scollamento,e la disistima verso in primis gli Assessori,e poi su di un’intera categoria di dirigenti comunali e provinciali,che avranno si’ pure vinto dei concorsi,(sicuri?),ma poi si sono evidentemente adagiati su di un trend di lavoro approssimativo,e di mancanza di risultati,danni reali alla cittadinanza,si ricordino per esempio i 500.00 euro per i 3 Ponti ad esempio,il Limoncino oggi,che poco si relazionano con i premi di migliaia di euro di soldi pubblici che ricevono sistematicamente nelle tasche.Dicono,è per legge,ed allora la cambiassero questa legge del Menga

  4. efffettivamente quello che indigna molti è conoscere i premi, assai lauti di questi tempi, ma non riuscire a capire in base a quali risultati si sono decisi. Il rischio è quello di una sottocasta assai più insidiosa della casta politica , la seconda almeno si elegge e si espone. L’altra diventa, se non controllata davvero dagli amministratori, un tessuto assai vischioso e molto ristretto. Quanto ad essere tutti casti nella casta, ai tempi di Penati e Bisignani, io sarei assai prudente.

  5. Delfina Ferres scrive:

    C’è tanta confusione!

    Vediamo di capirci qualcosa su ruolo di amministratori pubblici e dirigenti e sulle reciproche interrelazioni.

    Dunque.

    Se fossero pienamente rispettati leggi e contratti, dovrebbero verificarsi due condizioni:

    - una divisione netta dei compiti, per cui il livello politico indica gli obiettivi e ne controlla il grado di raggiungimento, mentre il dirigente, con i mezzi di cui dispone, si rende responsabile di tutte le decisioni operative che ritiene appropriate;
    - una remunerazione della categoria dirigenziale non più fondata sullo stipendio fisso, ma regolata in modo variabile sui risultati che riesce ad ottenere. Un idoneo nucleo di valutazione dovrebbe quantificare la retribuzione in base alla quantità e qualità dei risultati.

    È questa è la teoria!

    Ma chi è pratico del funzionamento della pubblica amministrazione a Livorno sa bene che tutto funziona alquanto diversamente.

    Il ceto politico non si limita a indicare obiettivi e a controllare i risultati.

    Nelle amministrazioni locali, così come nelle aziende e nelle società pubbliche, il politico di turno si sostituisce in toto al dirigente e ne assorbe le funzioni.

    Quali sono le motivazioni? ognuno può formularle a suo piacimento, magari riferendosi alla sfera psicologica e alle spinte compulsive di rivincita personale.

    Nella sostanza occorre, tuttavia, rilevare come il “potere”, usato in modo legittimo ovvero a scopi illeciti o clientelari, sia strettamente connesso con la decisione operativa.

    L’amministratore giudica riduttivo svolgere un ruolo genuinamente politico (la scelta degli obiettivi) o notarile (il giudizio sul raggiungimento dei risultati), deborda e assume ogni tipo di decisione.

    Da un simile meccanismo il dirigente ne esce indebolito e rafforzato.

    Indebolito nelle funzioni e privato nella sostanza di ogni responsabilità.

    Rafforzato nei confronti di un livello politico che dovrebbe guidarlo e valutarlo, e se necessario licenziarlo.

    Il dirigente, in modo furbo, tiene bordone all’assessore o al presidente, e lo asseconda nelle sue volontà politiche, risultandone, se necessario, connivente.

    Diventa così inamovibile e percepisce sempre il massimo dei premi di risultato.

    Diventa anche destinatario di avvisi di garanzia.

  6. andrea romano scrive:

    Da tempo denuncio che negli Enti Locali la vera casta è quella dei dirigenti pubblici, detti anche super-burocrati.
    I sindaci passano, gli assessori anche, ma i segretari generali, i direttori, i capi-dipartimento, ecc. restano.
    Prendono più soldi dei politici (un alto dirigente arriva a costare come un intero Consiglio comunale di 40 persone!!!) e sono loro che firmano le carte e decidono. Non li schiodi neanche a cannonate e mandano avanti la parte politica (che di cose tecniche non capisce una mazza e si affida a loro come alla Madonna di Montenero) a far loro da scudo umano con i cittadini.
    Una cosa che mi sono rifiutato di fare non appena vennero alla luce le autorizzazioni per biomasse e discariche.

    Con questo non voglio dire che la politica non c’entri niente (questo potere ai dirigenti deriva da una rinuncia che fece la politica nei primi anni novanta, che in realtà fu un nascondersi rispetto alla rivolta popolare), ma se per esempio del Limoncino si fosse parlato prima pubblicamente in Consiglio e dopo nelle conferenze dei dirigenti…ho motivo di dubitare che l’autorizzazione sarebbe stata concessa con quelle modalità.

    Salva la presunzione d’innocenza dal punto di vista penale e civile (sacrosanta e intoccabile), c’è da dire però che la gestione sgangherata di certe vicende secondo me non meriterebbe certo super-premi (si giudicano tra dirigenti, quindi sono tutti “bravi-bravissimi”), ma semmai un’approfondita riflessione sulla necessità di cominciare a rimettere le cose al loro posto:
    cittadini –> politica –> burocrazia
    …e mai più decisioni prese invertendo questa “catena di comando” democratica.

    p.s. intanto negli Enti Locali gli impiegati, i vigili, i messi (ed il resto della “bassa manovalanza”) tirano la cinghia, perché c’è la crisi e perché sono dei “fantozzi” (come dice Renzi-PD) e dei “panzoni vagabondi” (come dice Brunetta-PDL)…santa pazienza, ma anche se fosse vero (in parte lo è, e con certi esempi vorrei vedere) il pesce puzza dalla testa!

    ciao a tutti – andrea romano

  7. Mario scrive:

    Due scritti esemplari, di Andrea,e Delfina;si dovrebbe cercare la maniera per cambiare le cose.Questa dei super premi ai dirigenti comunali e provinciali livornesi è oggigiorno,visti anche i fatti di cronaca, una barzelletta delle meno simpatiche;e che costino alla collettività più di un intero consiglio comunale,ovvero della rappresentanza cittadina è pazzesco.ci credo poi comprano villette sul mare,ed interi piani di nuovi edifici zona Comune.dipendesse da me sarebbero in affitto a Coltano

  8. Alessandro Latorraca scrive:

    Un clima antipolitico traspare da tutti gli scritti. Un’antipolitica magari non gridata, ma serpiginosa. Allora dobbiamo intenderci. O andiamo fino in fondo su questa china e cavalchiamo qualsiasi baraccone antipolitico o ci impegnamo a ritrovare il bandolo della matassa.
    Sul Limoncino ad esempio sono chiare le responsabilità di una politica delegante anche del mio partito (PD dove sei?), da sottobosco, e ora ne pagheremo le conseguenze in termini di tensione sociale e di lunghi tempi istruttori senza fine. Sono meno chiare le posizioni dei comitati che in clima preelettorale strizzano l’occhio a chi si pensa dovrà governare (magari qualche aderente al comitato antidiscarica casualmente è proprietario di qualche struttura abusiva, magari anch’essa ai piedi del parco delle colline livornesi) e poi magari cercano assist in chi dell’antipolitica ne fa uno strumento partitico.
    E’ ormai giunta l’ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità e si cominci a definire qualche soluzione concreta anche perchè le cose si stanno maledettamente ingarbugliando e sommando e in questo caos chi ci rimette veramente è la città.
    Sono convinto e lo dico senza tentennamenti, è soprattutto il Sindaco che deve guidarci in questa fase così delicata; è lui in quanto legittimo garante istituzionale del bene comune della città.
    Non cerco sicuramente scorciatoie o vie di fuga chiedo solo che la politica cominci ad assumersi le proprie responsabilità, senza delega, senza rinunciare alle sue prerogative e insieme al Sindaco si riporti il Consiglio nelle condizioni che gli spettano in quanto garante della vita democratica di questa città e la smetta di essere teatrino di siparietti da teatro dell’assurdo ma sia messo in grado di lavorare.

  9. henry brubaker scrive:

    Sono abbastanza d’accordo con Latorraca,cui va riconosciuta la volontà di mettersi sempre in discussione.La gestione politica del Limoncino è stata disastrosa.Non parlerei di dolo,quanto di sottovalutazione “governata”.A fare la differenza,non dimentichiamolo,fu il convegno di Rosignano sui rifiuti (voluto da Confindustria)durante il quale furono lanciati messaggi molto chiari alla Provincia di Livorno dalle lobbies del settore.Circostanza ripetutasi durante un’Assemblea di Confindustria tenutasi al Teatro Goldoni nel Luglio di due anni fa.Talvolta la casta (quella dei tecnici e dei valutatori,che sono gli stessi ovunque in particolare i geologi)filtra l’interesse privato(a sua volta castale) e lo sbatte in faccia al politico inducendolo spesso a prenderne atto.E poi a tutelarsi con accurate campagne stampa.Poi esistono casi come quello descritto dalla Ferries,in cui il tecnico si fa sussumere dal politico per poi “normalizzarlo”.Per quanto riguarda la burocrazia,personalmente non mi fa scandalo la retribuzione di risultato (significativa di un obiettivo di progetto),quanto il fatto che nella struttura retributiva di un dirigente ci siano emolumenti fissi come la retribuzione di “posizione” che gratifica indipendentemente da quello che il dirigente fa.Al limite,nulla per tutto il giorno.

  10. henry brubaker scrive:

    Un’ultima considerazione.Latorraca comprensibilmente si appella al Sindaco.Quest’ultimo,ormai alto funzionario della Regione insieme al collega Bettini,si appella alla “Regione” qualunque sia l’emergenza da rimontare.Manca un centro di gravità e soprattutto una verifica politica.Tra qualche giorno esploderà il Carnevale estivo e la soglia dell’attenzione sui problemi si abbasserà.

  11. st. john scrive:

    Latorraca sei un bravo ragazzo ma insomma a salvare tutti ci pensa casomai il Nazareno :)
    Forse ti deve essere sembrata credibile la proposta del salumiere del PD di certificare i bilanci del partito.
    A parte che chi certifica i bilanci nel 2008 ha fatto crollare le borse mondiali, ma questi son dettagli, è forse una misura per impedire relazioni perverse, e continue, tra politica e affari?
    Non scherziamo qui si tratta di separare due teste di un drago e non lo fai con il bilancio certificato. Stesso discorso da farsi per il sindaco. Con il consiglio certificato al massimo ci fai il domenicale di Bernabò sul Tirreno.
    Vuoi liberare le energie di Livorno evitando la deriva antipolitica?
    Un bel congresso di autoscioglimento del PD livornese. Il miglior servizio alla città.
    Ad occhio a lavorare non dovrebbe tornare quasi nessuno quindi si tratta di una riforma quasi a costo zero.

  12. Malizioso Troll scrive:

    Non capisco perché i miei commenti non appaiono più. Sono stato bannato? Di grazia, per quale ragione? Qualcosa tra ciò che ho scritto vi ha fatto paura?

  13. Gianfranco Lamberti scrive:

    Io, francamente, non ho visto niente. Prego Malizioso troll di rimandare il suo post, lo ringrazio

  14. Malizioso Troll scrive:

    Quoto st.john. Altro che autoscioglimento. Dovrebbero sciogliersi tutti, una sorta di gigantesca Alka-Seltzer. Il PD-DS-PDS-PCI e il suo modo di gestire il potere a Livorno che ha analogie preoccupanti col berlusconismo, e ad esso lo assimila la mancanza di opposizioni credibili o alternative. DItemi voi, altrimenti, se non è vero che la galassia (o le nebulose) comunista non fa opposizione né tantomeno proposte di governo, che il centrodestra è un’armata Brancaleone litigiosa e sconnessa, che l’IdV a Livorno fa l’opposto di quella nazionale e che il Terzo Polo non esiste. E’ quello che mi auguro da decenni: uno spoils system vero, che si porti dietro non solo il sedicente PD livornese, ma anche tutti i funzionari e dirigenti facenti riferimento alla stessa area…

  15. Gianfranco Lamberti scrive:

    Non ho una idea così devastante. Anzi. Ci sono luci ed ombre, come dappertutto, ma certo è che Livorno non ha mai avuto a che fare con situazioni di malcostume eclatanti, come invece è avvenuto quasi dappertutto, anche nelle città più vicine.
    Non tutte le città sono uguali, così come non lo sono gli uomini politici ed i partiti. Senza zone franche per motivi genetici, questo è certo, ma io non l’ho mai pensato, senza aspettare Bersani.
    Ma mettere tutti sullo stesso piano non mi piace, è un ottimo salvacondotto per quelli che con la politica si sono arricchiti davvero. Tutti colpevoli uguale a nessun colpevole, troppo comodo.

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