La Redazione
“Il vero e il verosimile nella politica dell’oggi ..” , Cosimi filosofeggia tra le foto di Laura Lezza.
A Shangay, invece, aspettano ancora di vedere ‘laciccia’ , mentre il Porto è nel caos e Marida Bolognesi si prepara a correre attraverso un’associazione culturale. Una storia già vista . Si vede che ci sta stretta pure lei.
Pippo , dice Cruschelli, , ha le ore contate . Addirittura gli avrebbero già trovato il sostituto .. e che sostituto …. , amici degli amici pensando a Bufalini ?
Una città ferma ed un Partito ad personam , a quello che si legge, come una variante a rottadicollo in Via Grande . Buone carriere a tutti .
Senza parlare del risultato del basket e della wild card : settimi su sette, alè, ma qualcosa si muove, dice il cronista. Contento lui…
La Nazione
CHI SALVERÀ il soldato Pippo? Non solo è cominciato lo smottamento della segreteria, finita nelle ire dei bindiani che ce lhanno anche con la giunta «sorda al sociale» (il che pare un giudizio un po ingeneroso sulloperato di Cantù che, vedi l«Agenzia per gli affitti conto», sta recuperando il tempo non da lui effettivamete perso), ma ora sannuncia anche la nascita dellassociazione culturale «Ideali» che, indovinate un po, è espressione dei franceschiniani: vale a dire Marida Bolognesi, Gino Baldi ecc. ecc. Ciò significa che Filippo Di Rocca, il giovin segretario territoriale del Pd, è finito nel mirino una volta per tutte, prova ne sia che non disinteressatamente cè addirittura chi fa circolare il nome del successore. Inaudito, ove si pensi che Di Rocca è alla guida di via Donnini appena dallautunno scorso. Del resto non gli hanno mai dato pace e ora, inutile girarci intorno, cercheranno di fargli la pelle. Lui cha messo anche del suo, specie col tira e molla con «Sel»: invece di mostrare i muscoli sè messo a trattare per concedere un banale assessorato a Palazzo Granducale e ciò gli ha procurato generale contrarietà perchè tutti hanno pensato che labbia fatto per procurarsi future riconoscenze. Tornando a «Ideali», si sa come funzionano queste «associazioni culturali»: vengono infiocchettate delle migliori intenzioni, cioè «dare tono al dibattito», «confrontarsi pacatamente» (leggi invece scannarsi), «fornire un contributo» (si dice così no?) ecc. ecc. In realtà sono i bracci armati delle correnti: parola bandita nella forma ma ben radicata nella sostanza: il «partito unito» è solo una vana chiacchiera, e semmai glielo ripeto per lennesima volta è stato questo il peccato originale di Di Rocca: evitare la conta per avere la certezza di unelezione pagata però col compromesso di una segreteria non del tutto allineata. Quel che sta succedendo era inevitabile e per il soldato Di Rocca ora sono guai seri. Anche perchè si va verso un periodo di grande turbolenza: non tanto per la cena Cosimi-Piccini-Lamberti che pure ha causato uno psicodramma collettivo (anche se nessuno, a parte il vociante Bufalini, lha voluta commentare…..pubblicamente nei termini da peste e corna usati in privato) quanto per le vicende della Compagnia Portuali: Raugei lancia messaggi tranquillizzanti, ma il partitone è in ambasce, teme il peggio, qualcuno paventa addirittura il fallimento, e si capisce che in questo caso non sia mai la stessa immagine del Pd ne uscirebbe devastata. In effetti, al di là degli interessi di bottega, è il caso di augurarsi che siano soltanto esagerati timori. Certo è che nelle stanze del Pd se nè parlato in più duna riunione con accenti che è eufemistico definire preoccupati, e cè chi è disposto a scommettere che lormai famosa cena tra sindaco, ex sindaco ed ex presidente dellAuthority sia stata mossa proprio dalla precaria situazione in banchina. Vedremo. Tutto ciò, comunque, per dire che il momento per la segreteria Di Rocca è quando meno turbolento, e siccome qualcuno non lo ha mai digerito è scontato supporre che i nemici interni giudichino arrivato il momento per scatenare loffensiva finale. La Dc dei bei tempi andati, al confronto, era unallegra comitiva di boy scouts e la famosa «diversità» della sinistra resta, ancora una volta, un divertentissimo optional. Del resto, che il Pd agisca secondo convenienza e non secondo interesse generale è dimostrato a ogni livello. Ad esempio, mi domando perchè lassessore regionale Anna Rita Bramerini ora è così preoccupata per le sorti degli acquedotti, dopo aver brindato, lei al pari del Pd livornese, per lesito dei truffaldini referendum; e mi domando anche se lo stesso Di Rocca, e Ruggeri, e Kutufà, e Nebbiai, e la Bernardo, tornerebbero in piazza per festeggiare le vittorie di Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli, quando luno guarda caso «trova» subito un buco da 186 milioni di euro con la qual scusa aumenterà le tasse, e quando laltro si ritrova sommerso dai rifiuti e in 5-giorni-5 alza bandiera bianca ingoiandosi le mirabolanti e demagiche promesse. Che ne pensano i nostri piddini di cotanti alleati? E, già che ci siamo, che ne pensano le donne Pd di quel manifesto che, lanciando la Festa dellUnità» a Roma, propone un bel paio di gambe con vestito svolazzante alla Marylin Monroe? «Se non ora quando?», ricordate? Appunto, se non ora quando? Anche il corpo delle donne va tutelato a intermittenza e secondo convenienza? Pare di sì, stante il tombale silenzio. Cera già stato il precedente del «battesimo» dellUnità con un fior di posteriore inguainato in un paio di short dai quali usciva, elegante e trendy, una copia del glorioso giornale gramsciano. Lo so che sono noioso e che ogni tanto pongo la stessa irriverente domanda, ma sono mesi che aspetto una risposta. Fate con comodo, capisco bene limbarazzo… Capisco anche quello in ambito sanitario: lAsl ha annunciato manovre da lacrime e sangue, anche conseguenza del disastro massese, quello da 300 milioni, e nessuno fiata. Sarà mica per non dispiacere lex assessore alla sanità e ora governatore? Perchè per convenienza si può anche parlare, magari a vanvera. Ma si può, evidentemente, anche tacere.
Fausto Cruschelli